L’Associazione politico-culturale di centrosinistra festeggia la Giornata della Liberazione con un appello all’unità antifascista.
Riceviamo dall’ing. Caterina Pesce, Presidente dell’Associazione “Futura”, e pubblichiamo:
La lezione della resistenza: liberi solo se uniti.
Se il coronavirus ha temporaneamente congelato le nostre vite, costringendoci ad una astinenza forzata dalle nostre attività routinarie, non è però stato in grado di fermare lo scorrere del tempo.
Quindi è di nuovo 25 Aprile, Festa della Liberazione, come è sempre stato da quando l’Italia s’è affrancata dal giogo fascista e ha riscoperto la bellezza della Democrazia. Nel giorno in cui celebriamo la ritrovata libertà dal regime, contestualmente aneliamo il momento in cui ci riapproprieremo della nostra quotidianità; ora come allora combattiamo qualcosa incredibilmente diffuso e terribilmente vile, e piangiamo i nostri familiari e concittadini vittime incolpevoli di questo nemico.
Le analogie però si fermano qui. La quarantena, rispettata con encomiabile dedizione dalla stragrande maggioranza del popolo italiano (come prova il rapporto multe/controlli) ha consentito di salvare molte vite umane: ha permesso che il nostro personale medico e sanitario potesse concentrarsi su un minor numero di infettati, ed è con gioia che vediamo i numeri dei posti in terapia intensiva in progressiva diminuzione ormai da giorni, che rappresentano i sudati frutti di un intenso lavoro portato avanti dal “team Italia”.
E quantunque rimanere a casa abbia pesato su ciascuno di noi in termini sociali, economici e psicologici, è importante tenere a mente che questo sacrificio l’abbiamo sopportato e lo stiamo sopportando non solo per noi, ma anche per quelli che hanno combattuto e non ce l’hanno fatta.
Dalla sua fondazione, FutuRA ha sempre festeggiato la ricorrenza della Liberazione con un evento dedicato. E’ sempre stata l’occasione per tenere viva la memoria di un periodo storico molto importante e però snobbato perché ritenuto scomodo: la mala gestio del patrimonio culturale antifascista, preziosa eredità della Resistenza, ha permesso che anche il 25 Aprile diventasse terreno di scontro politico.
Ci troviamo dunque ancora una volta a ribadire l’ovvio, e cioè che l’unica distinzione che ha senso rimarcare in relazione a questa giornata è tra chi fa orgogliosamente parte dell’arco costituzionale e chi invece se ne auto esclude perché feticizza “valori” incompatibili con la democrazia.
Vale la pena ricordare che la Resistenza e il dopoguerra riuscirono quali storici successi perché furono momenti d’unità nazionale; ed è riscoprendo quel sentimento che riusciremo a rendere il post-quarantena altrettanto straordinario. Per questo non possiamo permetterci di badare a chi vuole dividere il Paese (persino in momenti di crisi) per vizio di sciocca polemica o, peggio, per bieco calcolo politico: parlino costoro al vento, ché gli italiani, tutti, hanno di meglio da fare.
In questo quadro, le Istituzioni italiane hanno il dovere di mostrarsi all’altezza degli sforzi che si impongono (più per necessità che per legge) agli italiani. In primis, ricordandosi di avere a che fare non con sudditi ma con cittadini liberi, con tutte le garanzie e i diritti che la nostra Costituzione antifascista ci garantisce. In secundis, approntando gli strumenti necessari affinché l’uscita da questo lockdown possa avvenire in sicurezza ed il prima possibile: perché una limitazione delle libertà costituzionali è consentita, quale estrema ratio a tutela della nostra incolumità, soltanto per circoscritti periodi di tempo; ed è sopportabile solo se le motivazioni risultano trasparenti e comprensibili.
Da più parti si dice che da questo periodo ne sortiremo migliori. E’ un auspicio che ci sentiamo di condividere, dato che il popolo italiano è solito mostrare miglior tempra proprio durante le avversità. Quel che è certo e che la fine della quarantena ci vedrà quali familiari, amici e cittadini più consapevoli di quanto sia preziosa cosa la libertà, e di quanto male ci sia nel darla per scontata o per cosa da nulla. Si avvicina il momento in cui potremo scendere nelle piazze, come i partigiani calarono dalle montagne, a riprendercela questa nostra libertà: sarà bellissimo. Fino ad allora, mostriamoci forti come forti si mostrarono i nostri avi durante la Resistenza, e restiamo uniti… a distanza di sicurezza.
Buona Festa della Liberazione!
FUtuRA – Mola di Bari





