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Mola di Bari

NEL SILENZIO DEL SINDACO COLONNA, RISCHIATA UNA GRAVE EMERGENZA RIFIUTI

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Stamattina, di prim’ora, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza urgente in materia di rifiuti, che “Mola Libera” pubblica integralmente. E’ stato ordinato alla Progetto Gestione Bacino Bari 5, la società che nel sito Martucci gestisce l’impianto complesso della lavorazione dei rifiuti indifferenziati, di riprendere l’attività interrotta. I molesi, lasciati all’oscuro dal Sindaco Colonna, hanno rischiato l’emergenza rifiuti, alla pari di altre comunità toccate immediatamente dal mancato ritiro dell’indifferenziato. Ma potrebbe accadere ancora: il Gestore ha un potere molto forte, mentre la parte pubblica agisce sempre sulla difensiva.

Nel silenzio assoluto del Sindaco di Mola Giuseppe Colonna, nei giorni scorsi si è consumata una pesante schermaglia tra la Progetto Gestione Bacino Bari 5, gestore dell’impianto complesso di contrada Martucci, e la Regione Puglia, nelle sue diverse articolazioni burocratiche, tra cui l’AGER (Agenzia Regionale per la Gestione Rifiuti) e l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

In sostanza, in assenza di informazioni ufficiali provenienti dal Sindaco (sempre così prodigo di informazioni anche futili, come il prossimo arrivo a Mola, a pagamento, di cantanti del momento), “Mola Libera” ha appreso di un forte disservizio dell’impianto complesso di Martucci soltanto stamattina, a seguito della pubblicazione di un’ordinanza urgente del Presidente della Regione Puglia, con data 05-03-2022 ore 07:51, diffusa parzialmente (tre pagine su 12) dal Sindaco di Santeramo in colle.

Il nostro giornale è comunque riuscito a procurarsi il testo integrale dell’ordinanza (che non risulta, al momento in cui scriviamo, ancora pubblicata sul sito della Regione Puglia) e che qui di seguito pubblichiamo:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Come i lettori potranno leggere non si tratta, per fortuna, di una riapertura anzitempo della discarica – solo rinviata nel tempo in base alla calendarizzazione prevista dall’emendamento del PD (Parchitelli-Caracciolo) al Piano regionale rifiuti – come era stato paventato dalle prime informazioni da noi ricevute.

Si è invece trattato di un forte disservizio, legato ad un guasto al termovalorizzatore della Appia Energia di Massafra (che brucia il CDR, ora CSS, cioè le “ecoballe” prodotte dall’impianto complesso di Martucci). In sostanza, il termovalorizzatore non ha potuto ricevere le ecoballe prodotte dall’impianto complesso di Martucci.

Tale disservizio ha portato in breve a saturazione lo stoccaggio provvisorio delle ecoballe prodotte (bloccate nell’invio a Massafra) e, quindi, la Progetto Gestione Bacino Bari 5 ha comunicato alla Regione di non essere in grado di ricevere tutto il volume di rifiuti indifferenziati (da lavorare per la produzione delle ecoballe) in arrivo giornalmente dai 39 comuni che conferiscono attualmente a Martucci. E, pertanto, in maniera unilaterale ha bloccato la ricezione dei rifiuti.

Stamattina, il Presidente Emiliano ha ordinato, in via d’urgenza, alla Progetto Gestione Bacino Bari 5 “l’immediato ripristino dei conferimenti e quindi il riavvio dell’esercizio con la regolare accettazione dei rifiuti da parte dei Comuni conferitori”.

L’ordinanza è accompagnata da alcune misure finalizzate ad autorizzare l’aumento della capacità transitoria dello stoccaggio delle “ecoballe” di CSS (Combustibile Solido Secondario, che è il nuovo nome del CDR) in uscita dall’impianto, in attesa che la ricezione da parte del termovalorizzatore della Appia Energia venga completamente ripristinata.

Ora, al di là dell’episodio contingente, ma in funzione dei rapporti tra Gestore e struttura regionale e degli enti locali, scaturiscono alcune considerazioni:

1) Il sistema, come si vede, è molto fragile: basta un qualsiasi guasto o problema sulla catena che le ripercussioni si riverberano immediatamente sulla raccolta differenziata. Infatti, alcuni comuni, come Santeramo, Terlizzi ed altri, nel giro di pochi giorni, sono andati in “emergenza rifiuti” per il mancato ritiro del residuo. Gli altri comuni, tra cui Mola, avrebbero avuto in breve tempo lo stesso problema.

2) La società Progetto Gestione Bacino Bari 5, gestore dell’impianto complesso di contrada Martucci, ha un formidabile potere di condizionamento: basta che fermi o appena rallenti la lavorazione del rifiuto indifferenziato (per produrre biostabilizzato e CSS) e la “catena” si inceppa. E’ ovvio che tale società faccia valere questo suo potere per condizionare le autorità pubbliche.

3) Infatti, non è un caso che a breve, martedì 8 marzo, il TAR discuterà l’opposizione della predetta società al provvedimento di diniego della struttura regionale competente al rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per la messa a norma delle due vasche di servizio/soccorso (discarica) dell’impianto complesso. In sostanza, se passa l’AIA nella formulazione richiesta dalla società, le due vasche saranno in breve pronte per essere riattivate con lavori ad hoc davvero minimali, e quindi la loro riapertura, prevista sciaguratamente dal nuovo Piano regionale dei rifiuti, si avvicina sempre più e con pochissime garanzie per l’ambiente.

4) Peraltro, vi è da dire che mentre si è consumato questo potenzialmente grave disservizio (che, se non bloccato in tempo, avrebbe avuto pesanti conseguenze anche sulla raccolta differenziata del residuo a Mola), i Sindaci dei comuni interessati non sembrano aver per nulla partecipato alla soluzione del problema: in ogni caso, almeno il primo cittadino di Mola non ha per niente informato preventivamente la popolazione. 

5) In sostanza, Mola e Conversano, in particolare, continuano ad avere un enorme problema: si chiama Martucci in ogni sua declinazione. Dall’inquinamento della falda e del suolo, alla gestione dell’impianto complesso. Prima ci sbarazziamo di questa discarica, di questo impianto e di ogni altra attività legata alla gestione rifiuti sul nostro territorio, prima torneremo a poter dare respiro e sicurezza alle nostre popolazioni.

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