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82,3% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA A MOLA? E’ UN DATO “GONFIATO”. ECCO PERCHE’

data:

In base al rapporto dell’Osservatorio Regionale Rifiuti Puglia, “Mola Libera” ha analizzato i dati della raccolta differenziata del 2020 e del 2021. I lettori possono così apprendere perchè la percentuale comunicata dal Sindaco non corrisponde alla realtà dei fatti, nascondendo, in concreto, lo sversamento selvaggio di rifiuti, l’evasione TARI e un calendario dei conferimenti da rivedere.

Come è ormai noto, nel corso dell’ultima seduta di Consiglio Comunale di venerdì 14 gennaio, il Sindaco Giuseppe Colonna ha comunicato che la raccolta differenziata a Mola ha effettuato un vero e proprio balzo nell’ultimo mese di dicembre, raggiungendo la strabiliante percentuale dell’82,30%.

Tuttavia, continuano ad arrivare foto e video alla nostra redazione che testimoniano lo stato di gravissima devastazione ambientale dell’agro molese: ovunque sono disseminati piccoli e grandi sversamenti di materiale di ogni tipo, accompagnati da qualche tempo da copioso e allarmante abbandono di buste di rifiuti solidi urbani, ovunque.
 
Si tratta del grande flop della raccolta differenziata nel nostro comune, con centinaia di persone che evadono la TARI e con tantissime che non hanno ritirato le nuove pattumiere per impedire il loro tracciamento a fini fiscali.
 
Sono quindi moltissime le famiglie che, deliberatamente, scelgono di abbandonare i loro rifiuti nelle periferie, lungo le strade vicinali e le vie che costeggiano il litorale.
 
Diversi lettori ci hanno chiesto di spiegare perchè il nostro giornale ha affermato l’inattendibilità del dato dell’82,3% di raccolta differenziata riferito al dicembre 2021.
 
Ed è quello che ora ci apprestiamo a fare per estrema chiarezza nei confronti dei cittadini, facendo parlare i dati, oltre all’evidenza empirica.
 
Cosa è accaduto negli ultimi mesi
 
Dunque, vediamo innanzitutto cosa è accaduto nei mesi che precedono il dicembre 2021.
 
E’ noto che l’appalto unitario per l’ARO BA 8 sia stato aggiudicato al Raggruppamento Temporaneo di Imprese Navita-Sieco e che il servizio sia iniziato a partire da venerdì 16 luglio 2021, lasciando però immutate per molti mesi le modalità di raccolta.
 
Successivamente, il 1° ottobre, a Monopoli, si riunirono i quattro Sindaci dell’ARO BA8, con la presenza del Direttore AGER e dell’Amministratore Unico della Navita: per presentare le modalità del nuovo servizio e sostenere insieme l’obiettivo di raggiungere e superare il traguardo del 70% della raccolta differenziata nel primo anno.
 
Quindi, il 7 ottobre è partita a Mola (come negli altri tre comuni dell’ARO BA8) la distribuzione dei nuovi kit per la raccolta differenziata. I cittadini hanno così potuto ritirarli fino al 30 novembre, con l’avvertenza che, con il nuovo calendario della raccolta, sarebbero stati eliminati i carrellati condominiali e che, pertanto, anche le singole utenze condominiali avrebbero dovuto ritirare il kit individuale.
 
Infine, lunedì 29 novembre ha avuto avvio il nuovo calendario della differenziata, con alcune importanti novità: i giorni settimanali per la raccolta dell’organico sono passati da 3 a 4, mentre il conferimento dell’indifferenziato è stato ridotto da 2 a 1 giornata.
 
Nel frattempo, si è venuto a sapere che i comuni dell’ARO BA8, in un prossimo futuro, intendono passare dalla tassa rifiuti, con il calcolo basato sulla superficie dell’abitazione e il numero dei componenti il nucleo familiare, alla tariffazione puntuale (in sostanza, significa che si paga la TARI in funzione di quanto viene prodotto).
 
E che la possibilità di misurare quanto si produce è fornita dalla presenza di un codice a barre sulle singole pattumiere della differenziata.
 
La possibile evoluzione del sistema di pagamento ha spinto così moltissimi cittadini, in specie quelli che già evadono la TARI, a non ritirare il nuovo kit per evitare il tracciamento.
 
Inoltre, sono tanti anche i cittadini che, a seguito dell’eliminazione dei carrellati condominiali non intendono rinunciare al conferimento ad ogni ora del giorno dei loro rifiuti, preferendo così abbandonarli agli angoli delle strade, nelle periferie e nelle campagne.
 
La miscela è diventata così esplosiva e Mola, in breve tempo, è apparsa più sporca che mai: con centinaia di buste lasciate alla rinfusa ovunque.
 
Ma vi è un ulteriore effetto negativo che ha spinto all’abbandono: la riduzione ad un solo giorno settimanale del conferimento del residuo indifferenziato.
 
E così una forte schiera di cittadini, oltre ad aumentare l’abbandono selvaggio delle buste con il residuo, adotta un’altra pratica scorretta: le pattumiere dell’organico diventano il ricettacolo anche del residuo secco, frammisto all’umido per mascherarlo.
 
Il risultato non poteva che ritrovarsi nei dati, che, quindi, appaiono assolutamente “drogati” dal fenomeno dell’evasione, dalle pratiche scorrette e dalla riduzione ad un solo giorno della raccolta del residuo indifferenziato.
 
I dati dell’Osservatorio Regionale Rifiuti Puglia
 
Ma passiamo ai numeri, che non mentono mai, per verificare la veridicità di quanto abbiamo finora sostenuto.
 
In base ai dati contenuti nell’Osservatorio Regionale Rifiuti Puglia – il sito ufficiale della Regione nel quale vengono riportati tutti i dati di ciascuna ARO (Ambito di Raccolta Ottimale) su base provinciale e, al loro interno, di ciascun comune – il Comune di Mola ha conseguito nel 2020 una media, nei 12 mesi, di raccolta differenziata pari al 66,47%.
 
Nel 2021, invece, la percentuale media della raccolta differenziata nei 12 mesi è stata pari al 67,34%, ma se si esclude il mese di dicembre, che ha riportato l’82,32%, e si rapporta la media agli altri 11 mesi, la percentuale di raccolta differenziata scende al 65,97%.
 
Se si paragonano le percentuali mensili raffrontate mese su mese, tra il 2020 e il 2021, si nota che il dato è abbastanza omogeneo, con la vistosa eccezione, appunto, del dicembre 2021.
 
Infatti, se rapportiamo il mese di dicembre 2020 al dicembre 2021, balza evidente che nel dicembre 2020 la percentuale di raccolta differenziata è stata del 66,38% rispetto all’82,32% del dicembre 2021.
 
Come si spiega una simile anomalia? Il ragionamento empirico che abbiamo svolto nella prima parte di questo articolo, lo ritroviamo esattamente suffragato dai numeri.
 
Infatti, in base ai dati riportati nell’Osservatorio Regionale Rifiuti Puglia, abbiamo che:
 
Dicembre 2020
 
Totale Differenziata (Kg.) 601.626
Totale Indifferenziata (Kg.) 304.720
Totale RSU (Kg.) 906.346
% Raccolta Differenziata 66,38%
Produzione pro capite (Kg./mese) 34,35
 
Dicembre 2021
 
Totale Differenziata (Kg.) 698.820
Totale Indifferenziata (Kg.) 150.100
Totale RSU (Kg.) 848.920
% Raccolta Differenziata 82,32%
Produzione pro capite (Kg./mese) 33,43
 
Come si può ben notare, sebbene il totale RSU (differenziata + indifferenziata) sia minore nel dicembre 2021 rispetto al dicembre 2020 di oltre 57.000 kg.:
 
1) La differenziata 2021 sale di + 97.194 Kg. rispetto al 2020, con una frazione organica pari a 302.330 Kg. nel dicembre 2021, rispetto all’organica del dicembre 2020 pari a 265.420, quindi con un + 36.910 kg.
 
2) L’indifferenziata (secco) crolla invece nel dicembre 2021 a 150.100 kg. rispetto ai 304.720 kg. del dicembre 2020, quindi con un – 154.620 kg.
 
E’ pertanto ovvio che lo schizzare in alto della percentuale di raccolta differenziata nel dicembre 2021 all’82,32% stia tutto in questi numeri: crollo dell’indifferenziato e contestuale aumento della differenziata, in specie nella frazione organica. Un dato che non si è mai verificato prima d’ora.
 
Sarebbe un ottimo risultato se non fosse “drogato” dall’evidenza empirica che è sotto gli occhi di tutti.
 
Pertanto, il crollo dell’indifferenziata è dovuto alla riduzione ad un solo giorno alla settimana del ritiro del “secco”, con la conseguenza che il normale peso dell’indifferenziata, che si è sempre collocato in media intorno ai 300-350.000 kg. mensili, sia crollato nel mese di dicembre 2021 a 150.100 Kg.
 
Dove è finita questa differenza?
 
In parte, come si è detto, all’interno della frazione organica: chi non ha voluto o potuto tenersi in casa l’indifferenziato, ritirato con frequenza dimezzata rispetto a prima, lo ha inserito nella pattumiera dell’organico.
 
L’altra parte, forse la maggiore, è finita nelle buste sversate in maniera selvaggia nelle periferie e nella campagna molese.
 
Come ben si vede, i numeri non mentono se vengono comunicati e spiegati correttamente.
 
Non è invece quello che è stato fatto nella seduta consiliare di venerdì 14 gennaio scorso, quando in maniera enfatica il Sindaco ha comunicato la grande conquista dell’82,3% di raccolta differenziata, senza chiedersi il perchè.
 
Più problematica è stata invece l’Assessora Tarsitano che, evidentemente, qualcosa l’ha intuita, pur se non è andata al di là di un generico proposito di capire come mai il fenomeno di “busta selvaggia” sia diventato di colpo ancora più devastante del solito.
 
Ora, occorre correre ai ripari:
 
1) Ripristinando un secondo giorno di raccolta del residuo.
 
2) Censendo accuratamente tutti coloro che non hanno ritirato il nuovo kit.
 
3) Verificando accuratamente che ad ogni famiglia residente corrisponda l’emissione di una bolletta TARI, o di più bollette laddove vi sia la proprietà o il possesso di seconde e terze case.
 
Naturalmente, ci attendiamo che il Sindaco e l’Assessora all’Ambiente ammettano la distorsione del dato comunicato al Consiglio comunale e alla cittadinanza.
 
E che al contempo ne traggano motivo di ulteriore verifica e modifica di un appalto che, così com’è, non funziona e non può funzionare, allertando, peraltro, il DEC (Direttore dell’Esecuzione del Contratto) a muovere ogni rilievo e ogni richiesta di aggiustamento contrattuale.
              
 
 

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