L’analisi dei documenti inerenti alla procedura di adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), già adottato dal Consiglio comunale e ora nella fase delle “Osservazioni” dei cittadini prima dell’approvazione definitiva, mostra l’enunciazione di contenuti generici, ridondanti e di scarso dettaglio sulle tematiche paesaggistiche e ambientali più rilevanti. Le osservazioni di “Mola Libera”, presentate formalmente al Comune di Mola, mettono quindi in luce le principali criticità, contraddizioni e omissioni dell’adeguamento: variante alla statale 16, spiaggia urbana alla “Rotonda”, scarico a mare della fogna bianca alla “Sciala delle cozze”, ville a mare abusive confiscate, espansione delle attrezzature sportive a San Materno. Ecco tutte le “osservazioni” di Mola Libera, con le relative proposte di modifica e integrazione.
Nell’immagine di copertina, l’importantissima carta tematica dei paesaggi rurali allegata alla procedura di adeguamento del PRG al PPTR: in essa si nota la struttura dei “capodieci”, l’antichissima organizzazione viaria dell’agro di Mola di epoca angioina. Ecco un esempio di come l’adeguamento rischia di restare solo una “carta morta” e una sostanziale presa in giro: infatti, questa struttura viaria, considerata fondamentale nella progettazione dell’adeguamento per la protezione e la valorizzazione del territorio molese, verrà invece completamente sventrata dalla realizzazione della variante alla statale 16, che attraverserà la struttura trasversalmente, di fatto distruggendola.
PREMESSA
Il termine iniziale per la consegna delle “Osservazioni” era stabilito al 10 marzo, tuttavia, con un provvedimento di Giunta comunale dei giorni scorsi la data ultima è stata prorogata al 10 aprile 2024.
In ogni caso, “Mola Libera” era già pronta all’invio dei propri rilievi già alla prima scadenza e, quindi, siamo in grado di pubblicare il contenuto di quanto viene inviato dal nostro giornale in maniera formale al Responsabile Settore Governo del Territorio (ex Settore Urbanistica dell’Ufficio Tecnico Comunale) del Comune di Mola, come previsto dall’avviso pubblico.
Vediamo innanzitutto cosa significa effettuare l’adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) e perchè questa procedura è così importante.
COS’E’ IL PIANO PAESAGGISTICO TERRITORIALE REGIONALE (PPTR)
Con Delibera Regionale 16 febbraio 2015 n. 176, la Giunta Pugliese ha approvato il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) che sostituisce il Piano Urbanistico Tematico Territoriale/Paesaggio (PUTT) in vigore dal 2000.
- Il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) persegue le finalità di tutela e valorizzazione, nonché di recupero e riqualificazione dei paesaggi di Puglia, in attuazione dell’art. 1 della L.R. 7 ottobre 2009, n. 20 ” Norme per la pianificazione paesaggistica” e del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del Paesaggio” e successive modifiche e integrazioni, nonché in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione, e conformemente ai principi di cui all’articolo 9 della Costituzione ed alla Convenzione Europea sul Paesaggio adottata a Firenze il 20 ottobre 2000, ratificata con L. 9 gennaio 2006, n. 14.
- Il PPTR persegue, in particolare, la promozione e la realizzazione di uno sviluppo socioeconomico autosostenibile e durevole e di un uso consapevole del territorio regionale, anche attraverso la conservazione ed il recupero degli aspetti e dei caratteri peculiari dell’identità sociale, culturale e ambientale, la tutela della biodiversità, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati, coerenti e rispondenti a criteri di qualità e sostenibilità. (definizioni tratte dal sito della Regione Puglia, portale della pianificazione urbanistica sit.puglia.it).
PERCHE’ E’ NECESSARIO L’ADEGUAMENTO DEL PIANO REGOLATORE GENERALE (PRG) AL PPTR
L’art. 97 delle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) del PPTR “Termini e procedimento per l’adeguamento dei piani urbanistici generali e territoriali comunali e provinciali e loro varianti” è finalizzato al rilascio del parere di compatibilità.
L’Amministrazione Comunale deve adottare l’adeguamento della strumentazione urbanistica generale vigente (nel caso del Comune di Mola, il Piano Regolatore Generale – PRG) e sottoporlo al parere di compatibilità rilasciato dalla Regione Puglia di concerto con il Ministero per la parte di competenza di beni paesaggistici.
In sostanza, l’adeguamento del PRG al PPTR persegue le finalità di tutela e valorizzazione, nonché di recupero e riqualificazione dei paesaggi che caratterizzano il territorio molese. In particolare, persegue la promozione e la realizzazione di uno sviluppo socioeconomico autosostenibile e durevole e di un uso consapevole del territorio, anche attraverso la conservazione ed il recupero degli aspetti e dei caratteri peculiari dell’identità sociale, culturale e ambientale, la tutela della biodiversità, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati, coerenti e rispondenti a criteri di qualità e sostenibilità. (dalle Norme Tecniche di Attuazione della procedura di adeguamento del Comune di Mola).
Come si può notare, una delle affermazioni del PPTR regionale è stata semplicemente copiata e ribaltata nel documento del Comune di Mola di adeguamento del PRG al PPTR. E così si va avanti per gran parte dei due documenti allegati alla procedura: la Relazione tecnica generale e le Norme Tecniche di Attuazione.
Di veramente specifico e originale per il territorio molese non c’è molto e, in particolare, quel poco che c’è è generico e glissa sulle tematiche più importanti del nostro agro e delle nostro litorale.
I CONTENUTI DELL’ADEGUAMENTO DEL PRG AL PPTR
Fin qui la normativa che obbliga i Comuni all’adeguamento e alcuni cenni sulla ridondanza dei contenuti dei documenti sottoposti all’attenzione della cittadinanza.
Infatti, l’importante sono i contenuti, cioè capire se il recepimento dei contenuti generali del PPTR nella strumentazione urbanistica comunale (PRG) ha una vera plausibilità oppure se si tratta semplicemente di “mettere a posto le carte”, senza alcuna vera sostanza innovativa e di concreti passi in avanti per la difesa delle nostre risorse paesaggistiche, naturalistiche e ambientali con progetti davvero credibili.
In sostanza, si tratta di capire se i contenuti, mancando di vera originalità e specificità, non siano invece uno “specchietto per le allodole” e uno strumento di distrazione di massa, mentre i “poteri forti” regionali, metropolitani, imprenditoriali e di enti a partecipazione pubblica, come ANAS ad esempio, operano sul territorio comunale con ben altri obiettivi, vanificando ogni enunciato meramente formale.
Al seguente link del Comune di Mola è possibile visionare e scaricare tutta la documentazione relativa alla procedura di adeguamento del PRG al PPTR, comprendente la Relazione Generale, le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), che una volta approvate definitivamente andranno ad integrare quelle già esistenti nel vigente PRG, e le numerose “carte tematiche” a corredo, cioè le planimetrie del territorio comunale specializzate per ogni specificità di tipo paesaggistico:
LE OSSERVAZIONI DI “MOLA LIBERA”
La procedura di adeguamento del PRG al PPTR prevede alcune fasi. Dopo la redazione della documentazione, a cura dei progettisti e del Settore Governo del Territorio (ex Settore Urbanistica dell’Ufficio Tecnico Comunale), il Consiglio comunale viene chiamato all’adozione del provvedimento, cioè ad una fase intermedia nella quale l’atto amministrativo viene approvato ma non ancora in modalità definitiva.
Infatti, dopo l’adozione si apre una seconda fase: il provvedimento adottato viene reso disponibile alla visione e alla consultazione di tutta la cittadinanza presso la Segreteria del Comune per 30 giorni e, quindi, fino ad ulteriori 30 giorni è possibile presentare, a tutela del pubblico interesse, “osservazioni” (cioè l’evidenza di eventuali errori, omissioni o differenti impostazioni concettuali e progettuali, con relative proposte di modifica) da parte di chiunque, cittadino singolo, professionista o rappresentante di associazioni o di qualsivoglia sodalizio, ne abbia volontà.
Il Consiglio comunale di Mola ha adottato l’adeguamento del PRG al PPTR con deliberazione n. 68 del 29/12/2023. Il termine per la presentazione delle osservazioni era fissato al 10 marzo 2024 ma è stato, come già detto, prorogato al 10 aprile 2024, con recente provvedimento di Giunta comunale.
L’Amministrazione comunale ha l’obbligo di valutare tutte le osservazioni presentate. Queste vengono esaminate e valutate dalla Commissione consiliare competente in materia urbanistica (3^ Commissione), per poi passare al Consiglio Comunale che, nel corso della seduta in cui viene deliberata l’approvazione definitiva dello strumento urbanistico, decide se accogliere ogni singola osservazione in tutto, in parte o se respingerla.
“Mola Libera”, sulla base dei propri principi ispiratori di “cittadinanza attiva” e, quindi, non solo di strumento informativo, presenta le proprie Osservazioni, come già fatto, ad esempio, per la procedura della variante alla statale 16.
Ecco di seguito i contenuti del documento del nostro giornale, che verrà quindi formalizzato su apposito modulo del Comune di Mola, con l’invio via pec al Responsabile del Settore Governo del Territorio:
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Il sottoscritto LATERZA Andrea Giorgio, in qualità di Direttore Responsabile di “Mola Libera – Giornale Indipendente”, iscritto nel Registro della stampa del Tribunale di Bari al n. 1 del 03/01/2019, con riferimento alla procedura di adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Mola di Bari al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) della Regione Puglia, comunica le seguenti OSSERVAZIONI alla Relazione Generale e alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) dell’adeguamento del PRG al PPTR, nonché alle Carte tematiche connesse. Oltre ad eccessiva genericità, ridondanza e scarso dettaglio delle principali prescrizioni sui Beni Paesaggistici (BP) e sugli Ulteriori Contesti Paesaggistici (UCP), si rilevano le seguenti criticità e omissioni con proposte di integrazione e modifica: LAME, RETICOLO IDROGRAFICO E POTENZIAMENTO DEL WATERFRONT URBANO 1) Sia nei due documenti citati che nella cartografia di riferimento, non è posta in adeguato rilievo la presenza della lama di Sant’Antonio, la sua criticità ambientale per la classificazione in AP (Alta pericolosità) nel PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) della Regione Puglia. E nulla si rileva sulla specifica necessità di dare attuazione alle NTA per la predetta lama. Infatti, non è presente alcuna prescrizione sull’indispensabilità della garanzia della “continuità idraulica” sia nel tratto tombato che in quello a cielo aperto e, nello specifico nella parte dello sbocco in mare, sebbene, alla pag. 26 delle NTA (Capo II – “Struttura idro-geo-morfologica”) si preveda una “fascia di salvaguardia di 150 metri da ciascun lato” per “i corpi idrici, anche effimeri e occasionali”. Una previsione che collide con il progetto di spiaggia urbana – solarium, sottoposto a Conferenza di servizi, il quale contempla addirittura la copertura del tratto finale dello sbocco in mare della predetta lama, oltre ad attività antropiche al di sopra di esso e immediatamente nell’intorno, sulla piattaforma da posizionare sulla scogliera e nel mare antistante la “Rotonda” del Waterfront urbano. 2) In proposito, alle pagg. 19-20 delle NTA, con il progetto “Valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri”, si enuncia la necessità del potenziamento del Waterfront esistente, ma la progettazione esecutiva della spiaggia urbana – solarium, nel tratto di mare antistante, non tiene conto di quanto enunciato alla pag. 30 punto b3) delle “Prescrizioni costiere” del NTA, laddove, per le opere balneari, si obbliga al posizionamento di attrezzature di facile amovibilità e all’utilizzo di materiali ecocompatibili per la balneazione e il tempo libero. E pertanto le NTA sono carenti e omissive nell’indicare con maggiore dettaglio le prescrizioni alle quali deve soggiacere il predetto potenziamento in ogni sua parte. 3) Pertanto, la verifica di coerenza – tra la progettazione esecutiva del potenziamento del water front, segnatamente della spiaggia urbana – solarium alla “Rotonda”, con le NTA di riferimento – dà esito negativo. Si rileva pertanto la violazione delle NTA con la predetta progettazione esecutiva. SITI DI RILEVANZA NATURALISTICA E SCARICO A MARE FOGNA BIANCA IN LOCALITA’ “SCIALA DELLE COZZE” 1) Le NTA, alla pag. 49 (“Siti di rilevanza naturalistica”), segnalano la presenza del posidonieto San Vito-Barletta quale sito di rilevanza naturalistica comunitaria nella Rete ecologica “Natura 2000”, prescrivendo che debbano essere “evitati impatti negativi”, come “interruzione di visuali, carico antropico, interruzione di continuità ecologica, frammentazione di habitat”, ecc., elementi invece in gran parte presenti nel canale a cielo aperto di scarico della fogna bianca in mare in località “sciala delle cozze”. 2) Pertanto, le NTA di adeguamento del PRG al PPTR dispongano una linea progettuale, in adesione alle NTA del PPTR, oltre che per le modalità di trattamento delle acque meteoriche del successivo lotto 2 del progetto cittadino di “fogna bianca”, al fine del recupero idrico, anche un’indispensabile modifica al sistema di trattamento e recapito finale delle acque meteoriche del lotto 1. 3) In sostanza, al fine del rispetto delle NTA generali del PPTR sulla fascia costiera, si disponga che le acque meteoriche di cui al lotto 1 vadano convogliate esclusivamente nel tratto finale del canale Sant’Antonio, in zona non balneabile, con il potenziamento della condotta esistente, e, quindi, ripristinando lo stato dei luoghi in località “sciala delle cozze”, con la previsione di orti costieri e di vegetazione a macchia mediterranea, al fine di favorire la biodiversità della flora e la protezione duratura del posidonieto antistante. 4) Inoltre, le NTA non prescrivono ambiti costieri dedicati a favorire la nidificazione delle specie aviarie protette, nonché aree specifiche per il birdwatching. Vanno quindi individuati tratti di costa riservati alla tutela paesaggistica e naturalistica, al fine di favorire la biodiversità della fauna. 5) Peraltro, sebbene genericamente dichiarata quale auspicio nelle NTA, nell’adeguamento del PRG al PPTR va dichiarata l’inclusione della fascia costiera situata al confine con il territorio di Polignano nella perimetrazione del Parco marino di Costa Ripagnola. PAESAGGI RURALI DEGLI ORTI COSTIERI E LOTTIZZAZIONE ABUSIVA CONFISCATA 1) Le NTA non tengono in realtà conto che gli orti costieri, di cui al “Patto città campagna” (pag. 18) sono ormai quasi completamente inesistenti in larga parte del versante nord, laddove sono invece presenti, tra le altre estese urbanizzazioni della fascia costiera, due lottizzazioni di grande superficie complessiva, confiscate a seguito di sentenza della Cassazione del 2013 passata in giudicato, situate tra le località di Porto Colombo e Sciala delle cozze. 2) A tal proposito, nulla è riportato nelle NTA di adeguamento del PRG al PPTR in merito al voto del Consiglio comunale del 10 ottobre 2019 che – in ragione della confisca e, quindi, del passaggio di suoli e immobili nella proprietà comunale – prevede la demolizione delle costruzioni abusive. E, quindi, nulla è prescritto nelle NTA relativamente alla destinazione della superficie da liberare ripristinando lo stato dei luoghi ex ante le lottizzazioni dichiarate abusive. 3) Pertanto, si chiede che, con riguardo alla superficie confiscata, nelle NTA integrate nel PRG venga indicata, in uno con la demolizione degli immobili abusivi, la previsione di un grande parco urbano costiero, con le specie vegetali della macchia mediterranea, oltre alla difesa degli orti costieri (“Penne”), in particolare sulla costa sud, dove sono maggiormente presenti, con la creazione di un sistema integrato, che preveda il recupero delle colture tradizionali (pomodoro, in particolare) e azioni che favoriscano il turismo esperienziale. PAESAGGI RURALI DEI “CAPODIECI”, AREA ARCHEOLOGICA DI CALA PADOVANO (“Paduano”), COLLEGAMENTO CON AZETIUM E VARIANTE ANAS STATALE 16 1) Le NTA, al Capo II – Progetti, anche con la Carta dei Paesaggi Rurali, prevedono l’intangibilità del sistema viario dell’agro molese, di origine angioina, denominato dei “Capodieci”, in specie sulla base del Progetto “Sistema infrastrutturale della mobilità dolce” e del Progetto “Patto Città – Campagna”. 2) Tali progetti prevedono, tra l’altro, fasce di rispetto di: 100 m dalle Strade panoramiche e dai Tracciati ai quali è riconosciuta la valenza paesaggistica (ferrovia, strada litoranea e SP 111 Mola di Bari-Rutigliano); 50 m per le Strade a valenza paesaggistica (strada Padovano-Azetium, SP 117 via di Mezzo o di basso, strada Chiancarelle e via Vecchia di Turi); 25 m per la rete stradale interpoderale storica indicata come sistema dei “Capodieci”. 3) Progetti che verranno completamente disattesi e stravolti dalla realizzazione della prevista variante ANAS alla statale 16, intersecante trasversalmente tutti i capodieci (almeno cinque, come si può rilevare dalla Carta dei Paesaggi Rurali allegata alle NTA) che, procedendo dal territorio di Noicattaro verso Mola, precedono l’innesto della variante all’attuale uscita della SS 16 sulla SP 111 Mola-Rutigliano. 4) Nello specifico, con la variante alla statale 16 proposta dall’ANAS verrà intersecata la storica via di comunicazione avente valenza archeologica Padovano-Azetium (cala Padovano era probabilmente lo sbocco a mare dell’antica città peuceta di Azetium), anche con un probabile impatto negativo sulla “Fontana Giulia”. Tale struttura idrica rappresenta, assieme ai resti della villa di epoca tardo repubblicana di Cala Padovano, l’unica testimonianza di epoca romana esistente in zona. In tal modo, verrà disattesa ogni previsione delle NTA che, al contrario, stabiliscono la valorizzazione della struttura viaria dei “capodieci”, comprensivo delle cisterne e norie quali elementi degli UCP (Ulteriori Contesti Paesaggistici), nonché vanificando l’altro progetto previsto nelle NTA, denominato “Contesto topografico stratificato (CTS) n. 8 Azetium”, alle pagg. 22-23, di cui però non sono riportati particolari. 5) Pertanto, nel confermare le previsioni NTA relative ai “Paesaggi rurali dei capodieci” e al “Contesto topografico stratificato (CTS) n. 8 Azetium”, si chiede che nell’adeguamento del PRG al PPTR sia chiaramente esplicitato il diniego ad effettuare varianti urbanistiche al PRG che comportino lo sventramento del paesaggio rurale dei capodieci e delle altre evidenze paesaggistiche, storiche e archeologiche connesse alla proposta di variante stradale ANAS alla statale 16. 6) Allo stesso tempo, l’adeguamento del PRG al PPTR dichiari il favore verso soluzioni a basso consumo di suolo, come l’allargamento in sede della statale 16 che, tra l’altro, oltre a mantenere inalterato il sistema viario dei “capodieci”, non impatterebbe neppure sulla zona archeologica di Padovano, potendosi realizzare la terza corsia, in entrambi i sensi di marcia, in corrispondenza della località Padovano, esclusivamente sul lato monte dell’attuale tracciato stradale della statale 16. PAESAGGI RURALI DEL GRADONE MURGIANO ED ESPANSIONE URBANISTICA IN LOCALITA’ SAN MATERNO 1) Le NTA di adeguamento del PRG al PPTR prevedono altresì, la difesa e la valorizzazione dei paesaggi rurali del gradone murgiano, come esplicitato nel “Patto città campagna”, a pag. 18. In tal senso, la zona del predetto “gradone” contiene la maggiore biodiversità dell’intero territorio molese e, pertanto, la sua difesa e incremento vengono esplicitamente riconosciuti nelle NTA. 2) Tuttavia, ben poco viene esplicitato nelle NTA a proposito della Rete Ecologica in relazione ai Paesaggi rurali del gradone murgiano. Viene comunque così riportato alla pag. 11: ai fini di “contrastare il consumo di suoli agricoli e naturali a fini infrastrutturali ed edilizi”, vanno evitate “le trasformazioni che compromettano la funzionalità della rete ecologica per la Biodiversità, in particolare relativamente alle lame, ai pascoli, ai boschi residui ed al sistema dei muretti a secco.” 3) A tal proposito, va evidenziato come nella “Carta della Struttura eco-sistemica e ambientale” allegata alle NTA, si nota la presenza della più estesa area boschiva del territorio comunale in località San Materno, sul gradone murgiano più elevato, e quindi di grande valenza paesaggistica, poiché come è esplicitato nelle “Misure di salvaguardia e di utilizzazione per le componenti dei valori percettivi”, alla pag. 70, si considerano non ammissibili tutti i piani, i progetti e gli interventi che, tra l’altro, “compromettano l’intervisibilità e l’integrità percettiva delle visuali panoramiche”. 4) In particolare, alle pagg. 70-71 delle NTA è così riportato:, “non sono ammissibili piani, progetti e interventi che comportano: a1) “modificazione dello stato dei luoghi che possa compromettere l’integrità dei peculiari valori paesaggistici, nella loro articolazione in strutture idrogeomorfologiche, naturalistiche, antropiche e storico-culturali, delle aree comprese nei coni visuali; a2) modificazione dello stato dei luoghi che possa compromettere, con interventi di grandi dimensioni, i molteplici punti di vista e belvedere e/o occludere le visuali sul panorama che da essi si fruisce”. 5) Inoltre, si rileva la protezione prevista dalle NTA per le zone boschive, prevedendosi, alle pagg. 41-42, un’area di rispetto di 100 metri dal margine esterno, come d’altronde evidente nella visualizzazione della “Carta della Struttura eco-sistemica e ambientale”. 6) Pertanto, in ragione dei punti precedentemente esplicitati, le NTA di adeguamento del PRG al PPTR prevedano espressamente il divieto di nuove edificazioni e ampliamenti residenziali, nonché di nuove edificazioni e ampliamenti di strutture sportive, ricreative e di servizi collettivi e di altro genere, sia nell’intorno delle aree boschive che nelle aree di maggiore esposizione paesaggistica, in particolare sulla parte più elevata del gradone murgiano già parzialmente urbanizzata, che, come è noto, abbraccia la frazione San Materno-Brenca.
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