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Mola di Bari

ALLE RADICI DELLA “TORRE DELLE STELLE”. ECCO “CAPE DE CUCUZZE”…

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Il prof. Vito Didonna ricostruisce l’appartenenza del manufatto agricolo contenente strabilianti testimonianze del passato medievale nella campagna molese. In attesa che la Soprintendenza si pronunci e che gli Amministratori comunali mostrino la loro sensibilità, a riprova delle probabili origini pre-angioine di Mola, un’altra singolare costruzione emerge dal passato in una foto d’epoca…

di Vito Didonna

La scoperta della Torre delle Stelle in contrada “La Masciola” di Mola, se da una parte ha significato la sorpresa per una memoria ritrovata, quella delle rotonde medievali templari, dall’altra tuttavia ha posto una serie di interrogativi a cui ho cercato di trovare una risposta ascoltando testimonianze viventi e consultando soprattutto i documenti dell’Archivio Notarile, dell’Archivio di Stato di Bari e quello della Chiesa Matrice di Mola.

Il manufatto rurale individuato nel mese di maggio ha la forma di una comune torre di campagna di venti metri quadri circa.  

Il prof. Vito Didonna, in primo piano, con il dott. Andrea G. Laterza, nel corso del sopralluogo del 19-05-2020

Le torri sono molto diffuse nelle nostre campagne e utilizzate nel passato come ricovero nelle calure estive o anche, se provviste di cisterna come in questo caso, per far fronte a piccoli innaffiamenti di verdure o anche per uso potabile.

Quindi una tipologia questa completamente diversa dalle rotonde medievali collocate un tempo sulla collina di San Materno. La nostra torre però, unica nel territorio agricolo molese, reca sulle quattro facciate emblemi (stelle, soli, croci e raffigurazioni sacre) simili alla rotonda fotografata dal Tagarelli nel 1969. Come spiegare queste incongruenze storiche e stilistiche?

Dando per scontato che il manufatto non poteva avere una datazione simile a quella delle rotonde, ho ritenuto opportuno indirizzare le mie ricerche sulle carte catastali e notarili per risalire prima di tutto alla serie di proprietari e soprattutto alla registrazione dell’immobile sui documenti in modo da collocarlo nel tempo.

Ebbene partendo dall’attuale proprietario Rotondi Giacomo e prima Bellisario Recchia, Giustino Anna, Cristino Maria Pellegrina, sono giunto a Cristino Vitantonio che il 15 gennaio del 1893 acquista da Brunetti Maria il terreno con ulivi e suscelle (carrube): l’atto è registrato dal notaio Nicola De Santis di Mola.

In questo atto non compare la torre che invece viene registrata successivamente dal notaio Luigi Affatati nel 1938, quando lo stesso Cristino Vitantonio dona il suo terreno alla figlia Maria Pellegrina “…vi si comprende l’assoluta e piena proprietà della torre ivi esistente” e accatastata nel foglio 9 n.53 come fabbricato rurale.

Quindi molto probabilmente tra il 1893 e il 1938 Cristino Vitantonio ha costruito il manufatto che si vede oggi utilizzando le pietre istoriche rivenienti dalle contrade di San Materno e Titolo dove erano presenti le rotonde templari.

A questo punto ho cercato, incuriosito, di sapere qualcosa in più sul personaggio che ha realizzato questa opera di ricomposizione e scopro che Cristino Vitantonio era a Mola un grosso appaltatore di strade di campagna “cazzabrecciaio” e impresario edile con una spiccata religiosità.

Agli inizi del Novecento la campagna di Mola stava vivendo un periodo di trasformazione agraria, in molte terre coltivate a ulivi e secolari alberi di carrube venivano impiantati i vigneti e sicuramente sulle colline di S. Materno e Titolo la boscaglia che avvolgeva e nascondeva le rotonde templari venne abbattuta e con essa anche i manufatti storici.

Cristino Vitantonio probabilmente, per la sua attività e la sua forte religiosità, ha avuto modo di entrare in possesso delle pietre più pregiate di queste piccole edificazioni medievali, utilizzandole costruendo la Torre delle Stelle.

Molte testimonianze orali e fotografiche in questi giorni mi hanno aiutato a ricostruire la vicenda…

A tal proposito, voglio ricordare l’appassionata narrazione di Rita Guastamacchia che, mostrandomi una vecchia foto di fine ‘800 che ritrae la “capa de cocuzze”, la rotonda presente nelle proprietà della sua famiglia nelle terre di Titolo alta circa 8 metri, denuncia la selvaggia eradicazione di alberi secolari e l’abbattimento delle rotonde templari numerose in quel territorio tra Mola, Noicattaro e Rutigliano.

La foto custodita nella masseria “Serra dell’Isola” di Rita Guastamacchia. Raffigura una costruzione con stilemi molto simili a quelli rinvenuti nel tempietto di San Materno, fotografato nel 1969 dallo storico noiano Sebastiano Tagarelli e alla simbologia presente nella “Torre delle Stelle”, portata alla ribalta su “Mola Libera” da Vito Didonna e Andrea G. Laterza con una segnalazione alla Soprintendenza, presente in agro molese, in contrada “La Masciola”.
Rita Guastamacchia

E ancora la signora Maria Rago che, ricordando il suo antenato Cristino Vitantonio di Vito Orazio, lo descrive pur nella sua dinamica attività di imprenditore, attento tuttavia a salvare le reliquie del passato religioso di Mola, forse anche convinto e consigliato dai numerosi prelati e suore presenti nella sua famiglia.

Maria Rago

A questo punto della mia ricostruzione allora, ritengo, in linea con quanto già fatto con Andrea Laterza e con i miei amici ricercatori Michele Deflorio e Giusy Cinquepalmi, che la Torre delle Stelle costruita  da Cristino Vitantonio alla fine dell’800, non deve subire lo stesso destino delle rotonde medievali abbattute per far posto all’uva da tavola…

La sua preservazione sarà nel futuro la testimonianza della religiosità medievale, della tensione morale verso il Santo Sepolcro di Gerusalemme e della presenza dei Cavalieri Templari nel nostro territorio.

Le autorità politiche locali, le istituzioni che sovrintendono alla conservazione del patrimonio storico ma anche gli attuali proprietari devono conseguentemente riconoscere la specificità del manufatto per conservarlo nel tempo.

Ecco la foto custodita da Rita Guastamacchia che raffigura la torre chiamata “cape de cucuzze”. La torre sorgeva in contrada “Titolo”, non molto distante dal tempietto di San Materno e dalla Torre delle Stelle di contrada La Masciola. Fu fotografata probabilmente a fine ‘800-inizi del ‘900. Nella foto si intravedono alcune donne della famiglia Netti, accanto alla torre che sorgeva sui terreni della famiglia.

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