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ANCORA LIQUAMI IN MARE: PREOCCUPANTE SITUAZIONE SUL FRONTE MARE

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I ripetuti sversamenti nel canalone di Sant’Antonio, a monte e nel tratto finale, mettono a rischio la salute dei bagnanti e, in ogni caso, sconsigliano la realizzazione di una spiaggia urbana nel tratto Portecchia – Castello.

Ieri mattina, su segnalazione di un attento lettore, abbiamo pubblicato alcune foto che mostrano uno sversamento di liquami nel tratto finale del canalone di Sant’Antonio e, quindi, in mare.

Si tratterebbe di liquami di origine fognaria stando al cattivo odore che si è diffuso nell’area circostante.

Stamattina ci viene segnalato che lo sversamento continua con le stesse modalità.

Non è la prima volta che accade: sono molteplici gli sversamenti documentati, nel tempo, con foto e articoli della stampa locale.

Ricordiamo che, secondo una previsione, ad oggi non ancora mutata, questo tratto di costa sarebbe destinatario del progetto di realizzazione della spiaggia urbana finanziato dalla Città Metropolitana alcuni anni fa con oltre 2 milioni di euro.

Il problema del canalone di Sant’Antonio esiste e continuerà ad esistere fino a quando non verranno bonificati tutti gli scarichi abusivi lungo il suo percorso e nel tratto finale.

(foto G. Castellana)

Alcuni anni addietro, su altro giornale locale, chi scrive documentò – con numerose e inequivocabili foto di un lettore – uno sversamento massiccio di liquami fognari al di sotto del tratto interrato della lama di Sant’Antonio, in corrispondenza di Via Rosmini, con sbocco diretto nel canalone e da lì in mare. Quel problema strutturale sembrerebbe non sia stato ancora risolto in via definitiva dall’Acquedotto Pugliese.

Peraltro, sembra trattarsi anche di casi (come nell’ultimo di ieri e di stamattina) che riguardano direttamente il tratto di fogna completamente rifatto con i lavori del fronte mare.

Infatti, chi scrive ha documentato nel tempo, sulla stampa locale, altri sversamenti fognari direttamente provenienti dai tombini collocati tra gli angoli delle Vie Marconi e d’Angiò, oltre che in corrispondenza del tratto finale del canalone, direttamente interessati dai lavori di rifacimento fognario di alcuni anni orsono, in uno con la ristrutturazione del lungomare.

Inoltre, nel maggio 2018, dalla condotta fognaria di Via Colombo (anch’essa rifatta con i lavori del nuovo lungomare) si riversarono nel fossato del Castello decine di migliaia di metri cubi di liquami fatti analizzare dal Comando di Polizia municipale e risultati di assoluta provenienza fognaria.

Come i lettori ricorderanno, la vicenda fu seguita da chi scrive su altro giornale locale e provocò l’intervento del Commissario prefettizio dott.ssa Schettini, con l’ordine all’AQP dell’individuazione della perdita e con lo svuotamento e bonifica del fossato.

Infine, sembrerebbe non ottimale la situazione della stazione di pompaggio fognaria collocata sul fronte mare (all’altezza della statua di San Pio), che ha il compito di sollevare i liquami del fronte mare e inviarli al depuratore.

Si tratta di un quadro complessivo e perdurante che necessita di un pronto intervento delle Autorità comunali, della ASL e, ovviamente, dell’AQP.

Tuttavia, finora, non si è arrivati ad una chiara individuazione dei malfunzionamenti e della precisa origine di tutte le perdite e sversamenti.

Il ripetersi degli sversamenti in mare sembrerebbe dimostrare che i lavori effettuati sul fronte mare – al fine di eliminare lo scarico, al di sotto della Rotonda, del “troppo pieno” dell’impianto fognario storico realizzato negli Anni ’30 del secolo scorso -, non abbiano dato gli esiti sperati.

Era quella dell’eliminazione degli scarichi fognari in mare una delle pre-condizioni per realizzare la spiaggia urbana prevista dall’arch. Oriol Bohigas, con l’estensione di un isolotto in legname aderente all’attuale frangiflutti.

Quella pre-condizione, come hanno dimostrato i numerosi sversamenti successivi ai lavori, non è stata però soddisfatta.

(foto G. Castellana)

In tal senso, andrebbero individuate eventuali carenze progettuali, esecutive e gestionali nelle opere di rifacimento dei tronchi fognari tra Portecchia e la Capitaneria di Porto.

In ogni caso, il perdurare di questa situazione dimostra, ancora una volta, che l’idea progettuale di realizzazione di una spiaggia urbana sul litorale Portecchia – Castello andrebbe assolutamente accantonata e rivolta ad altro tratto costiero.

Innanzitutto, come si è detto, per gli sversamenti fognari ripetuti e che mettono a rischio la salute dei bagnanti; ma anche per la totale carenza di spazi a terra per l’impianto di servizi alla balneazione: docce, servizi igienici, deposito di ombrelloni e sdraio, punti ristoro, ecc.., oltre all’evidente assenza di aree a parcheggio asservite alla spiaggia urbana.

A tal proposito, “Mola Libera” ha già proposto la realizzazione della spiaggia urbana nel tratto Portecchia – Porto Colombo, con estensione alla costa antistante le ville a mare confiscate, da demolire, realizzando al loro posto un ampio parco urbano per tempo libero, con parcheggi annessi, e con servizi alla balneazione.

(cliccare sul link per aprire l’articolo):

SPIAGGIA URBANA. DOVE REALIZZARLA

 

Ci auguriamo che il Sindaco e la sua Giunta vogliano valutare attentamente ogni passo da compiere prima di effettuare definitive scelte progettuali che potrebbero dare un’immediata vetrina propagandistica, ma avere pesanti ricadute negative nel tempo.

 


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