Musicista, compositore, ma soprattutto un uomo che ascolta la musica della natura e lascia che i suoi suoni lo avvolgano.
Crispiano, la città delle cento masserie della provincia tarantina con i suoi declivi e i muretti a secco che avvolgono i poderi: giardino d’ulivi e mandorli tra le casedde e i trulli panciuti con i cappelli di fata!
Tra questi colori, in questi paesaggi rugosi e fieri è nato e cresciuto Antonio Vinci, musicista, compositore, ma soprattutto un uomo che ascolta la musica della natura e lascia che i suoi suoni lo avvolgano.
Antonio, ragazzino, si divertiva a rincorrere gli echi che carambolavano tra le contrade, le antiche mura e le piazzette con le orecchie tese a ogni bisbiglio.
A nove anni si avvicina alle tastiere, segue un corso tenuto dal suo maestro elementare. L’educazione musicale che il maestro organizzava presso la biblioteca Carlo Natale è preludio per i sentieri della sua musica.
Tra i libri di quelle mura incontra interpreti come Nico Morelli, un pianista internazionale che lo incoraggia nel suo talento. Per Antonio la Musica è l’inizio di un viaggio che lo schiude a orizzonti sempre più ampi. A linguaggi d’armonia; la scoperta attraverso i suoni e diversità tonali gli appaiono, differenziandosi, come ricchezza, espressione di energia vivace, capace di evocare e creare ambientazioni atmosfere luminose.
Il Vinci si avvicina alla musica blues, attento alle sue vocalità, nelle quali è seminata la sofferenza e la malinconia che non è uno stato di semplice ubriachezza, ma espressione di un popolo, di un Sud tenace.

Scopre il jazz con i suoi ritmi e flato profondo dell’essere umano. Ma non dobbiamo trascurare la sua passione per la musica folk, che poteva ascoltare grazie alle attività della Pro Loco del paese, cassa di risonanza di tradizioni popolari.
Per il musicista, avventurarsi sulle tracce dei soffi sonanti è cosa congeniale al suo animo e, tal singolarità lo affaccia all’universo con i suoi pianeti tonali, alla ricerca del significato autentico delle sfere armoniche, finendo così, col ritrovarsi sul tratturo delle sperimentazioni e la scoperta di nuovi generi.
La curiosità l’avvicina, con rispetto, alla musica che lo porta a guardare oltre i confini della regione senza smettere di allenarsi, quotidianamente, per avere chiarezza dei suoni e offrire all’ascoltatore punti d’incontro con sé stesso, con le proprie emozioni.
“Cambiando gli ascolti, cambia anche il modo di ascoltare!” afferma il musicista. Per lui, raccogliersi silenziosamente, significa lavorare nella pienezza delle bande sonore, nelle composizioni e arrangiamenti. Egli, facendo attenzione alla batteria, alla chitarra, al basso, al pianoforte comprende di ogni strumento il giusto valore nell’orchestra della trasmissione umana, assaporandone le potenzialità, gli accordi, le note dolci e taglienti, cresce realizzando narrazioni vivaci.

Dopo l’esperienza a Perugia, nel 2006 coglie l’opportunità di conoscere la scena musicale Barese; accresce le esperienze esibendosi e accompagnando spettacoli in giro per l’Europa dove, il nostro passa dalle tastiere, alle chitarre e al Basso elettrico che “pulsa insieme alla batteria”, in comunione ritmica.
Sempre alla ricerca della propria identità attraverso le onde musicali, si ritrova sui tasti musicali a comporre pezzi nuovi, avvolto su scale a chiocciola dalle frequenze sottili per dare chiara e bella voce alle istanze dello spirito avvolgente, del quale sa essere eccellente interprete.
(Tutte le foto sono di Giuliana Campanale)




