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“APRI GLI OCCHI”, LA VIOLENZA SULLE DONNE NEL ROMANZO DI RITA LOPEZ

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Nel libro della scrittrice barese ricorre l’alternanza tra il vissuto quotidiano di Anna, la protagonista, e il richiamo ad un sanguinoso fatto di cronaca: lo stupro mortale del Circeo. In una Bari sottoposta ai codici della malavita locale, i sogni di una ragazzina del quartiere “Libertà” si scontrano con il linguaggio della subordinazione delle donne alla violenza degli uomini.

di Marilina Sepe

“Una donna da sola non potrebbe girare di notte …

Le donne possono girare da sole ma accompagnate dalla paura. Ci sono spazi e tempi della città che esse non possono conoscere se non a rischio di essere assalite: se violano questi confini spazio-temporali, l’esperienza più probabile non è quella di conoscere nuovi luoghi e nuove sensazioni ma solo la paura …”.  (da Approssimazione. Esercizi di esperienza dell’altro di Franco Cassano).

Parto con questa citazione di un’opera del recentemente scomparso Prof. Franco Cassano perché vi ritrovo perfettamente descritto tutto il mondo aprioristico in cui vivono le donne descritte nel romanzo “Apri gli occhi” di Rita Lopez.

Occhi bene aperti, devono stare attente, essere schive, non farsi notare. Aprire gli occhi ma tenerli sempre rivolti verso il basso, coltivare la paura come dote, portarsela sempre appresso perché è la paura che guida le donne, che insegna a muoversi in un mondo di “maschi”, non di “uomini”, un  mondo di porci.

Rita Lopez ce l’ha già detto per bocca di Circe nel suo  Peccatori sconfitti e per di più insolenti. I filtri di Circe non cambiano la  natura degli uomini ma ne rivelano la parte più intima. ” … mi guardavano con occhi umidi e lascivi e una sola idea in testa. Ho offerto da bere anche a loro e si sono tramutati in porci“.

In un mondo di porci travestiti da uomini solo la paura è compagna salvifica e questo le donne devono impararlo sin da bambine. “Apri gli occhi!” è la raccomandazione ricorrente che viene rivolta ad Anna, una ragazzina che vive nel popolare quartiere Libertà di Bari.

E Anna impara che, a Bari come a Roma, alle donne non sono concessi spazi e tempi analoghi a quelli degli uomini, che lei e sua sorella non sono come il fratello, il figlio maschio. Non c’è spazio per i loro desideri, il loro futuro è già previsto e la madre glielo insegna quotidianamente, glielo insegna commentando lo stupro del Circeo.

Anna legge i titoloni dei giornali, legge i nomi di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti. Ruba il giornale, lo nasconde in un cassetto e dopo lo rilegge con l’eco delle parole di sua madre nelle orecchie: “S’ ptèvn stà a la cas! Potevano starsene a casa loro!”

Rosaria e Donatella hanno sognato, hanno osato, hanno varcato quel limite e sono state punite. Hanno dimenticato la paura. E la punizione è stata violenta. C’è un preciso confine che non va oltrepassato, violarlo comporta punizioni. Eva non deve mangiare la mela.

Lo stupro dei pariolini subito dalle ragazze di borgata diventa l’incubo di Anna, un incubo che la insegue non solo di notte, ma anche ad occhi aperti. E mentre Anna vede a casa preparare il pane,  impastare la massa, “trombarla”, con costanti colpi  tesi a renderla morbida ed elastica, duttile, immagina l’oltraggio dei corpi.

E’ un orgasmo di pugni, botte, schiaffi che seguono la formazione della biga e, in alternanza,  i ritmi della violenza dello stupro. La scrittura accelera seguendo i tempi del massacro, si prova affanno nel leggere.

Nel romanzo di Rita Lopez ricorre spesso questa alternanza tra il vissuto quotidiano di Anna e la ricostruzione di una immagine composita, i sogni di una ragazzina che si scontrano con il linguaggio della subordinazione agli altri, anche a una delinquenza diffusa sul territorio che pretende il rispetto delle regole imposte anche con la violenza.  

“E’ così, Anna. Fattìnne ‘na ragione. E’ meglio che ti fai i fatti tuoi”.  Attraverso gli articoli dei giornali che Anna custodisce segretamente nel cassetto, il suo sguardo si allunga oltre i confini della sua città e lei amaramente compone un unico dramma composto da tante pagine che raccontano sempre violenza.

Anna ci sbatte sotto gli occhi le immagini della morte di Pasolini (“ha trovato la morte sua”, la condanna del diverso commentata come la fatale fine di un omosessuale travolto dalle sue stesse perversioni), dell’omicidio di Benedetto Petrone (un ragazzo comunista, cresciuto nel suo stesso contesto sociale), del corpo di chi ebbe il coraggio di declinare la politica con parole nuove, Aldo Moro,  ritrovato nel bagagliaio di una macchina, come i corpi martoriati di Rosaria Lopez e di Donatella Colasanti. Se la sono cercata.

Ci accorgiamo che i ricordi di Anna sono i nostri ricordi e che noi, tutti, ci facciamo i fatti nostri avendo per compagna la paura, affinché non tocchi a noi (come dice l’autrice) mentre dobbiamo trovare il coraggio di aprire il cassetto della memoria domandandoci quanto c’è ancora di irrisolto. 

Rita Lopez ce lo dice, affiancando la lettura di quei giornali al racconto della vita di Rosy, l’ingenua amica di Anna. Un racconto il cui orrore ci fa drammaticamente chiudere gli occhi, perché ieri è ancora oggi.  

“Io avevo paura di tutto, Rosy. Delle strade del mio quartiere quando imbruniva. Degli sguardi insistenti. Degli scippatori. Di stare da sola in casa. Persino di mio fratello.

Io avevo paura del mondo intero. E tu non avevi paura di niente.”

Biografia

Rita Lopez

“Apri gli occhi” è il primo romanzo di Rita Lopez (Florestano Edizioni – Pagg. 174 €.13,00).

La scorsa estate ha vinto il secondo premio del concorso letterario Terre di Puglia.

Rita Lopez, Laureata in Sociologia e archeologia, è nata e cresciuta a Bari, nel quartiere Libertà. Vive a Roma da oltre trent’anni.

Per Florestano Edizioni ha inoltre pubblicato la raccolta di racconti: Vie d’uscita. Salvarsi con i Led Zeppelin, Bach e Nilla Pizzi (2017) e Peccatori sconfitti e per di più insolenti (2019).

Per Adda Editore ha pubblicato nel 2018 il saggio Elvira Cagnazzo e la nascita dell’Acropoli nel volume Compagni al Flacco 60 anni fa.

 

 

Scrive sul blog: lopezrita.wordpress.com.

 

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