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ARALDO DI CROLLALANZA, IL MINISTRO DEL DUCE, E LA SUA OMBRA SU MOLA

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Dopo la “prima” tenutasi a Mola nello scorso novembre, “ARALDO di CROLLALANZA, un ministro all’ombra del duce”, l’ultima fatica di Nicola Fanizza, sarà presentato a Bari lunedì 31 gennaio presso l’Albergo delle Nazioni. Interverranno accanto all’Autore il Professor Mario Spagnoletti, il Professor Vito Gallotta e Gino Dato della casa editrice PROGEDIT.

Un libro che lascia parlare i documenti

Nicola Fanizza, come pochi, consulta le carte e trova nel dubbio l’ingrediente principale per la sua passione sulle “cause ed effetti” di certe ruote panoramiche della storia.

Dove altri si limitano a citare saggi di incensati studiosi, senza preoccuparsi delle possibili cantonate, interpretazioni o dell’onestà intellettuale, viziata dall’ideologie, magari infarcite dalle leggende metropolitane, il Fanizza, non solo, soffia sulle polveri delle biblioteche, sottraendo all’avido oblio i ricordi di azioni, piccole e grandi, che mutano i corsi del vivere e concepire la realtà, ma si diverte a ordinarne i tasselli fornendo mosaici inediti del passato sul quale riflettere.

La presentazione del libro di Nicola Fanizza tenutasi a Mola, il 28-11-2021, nel Teatro Comunale N. Van Westerhout

Traccia quadri su fatti e personaggi che apparivano acclarati, finendo coll’essere fastidioso, meglio detto: scomodo! Sicuramente non servo di parte.

Nei primi di luglio 2021 è uscito per conto della casa editrice Progedit di Bari il suo testo dal titolo: “Araldo di Crollalanza, un ministro all’ombra del duce” (pagine 180. € 20,00), un lavoro intenso che traccia del podestà di Bari (dal dicembre 1926, al luglio 1928) e poi ministro dei lavori pubblici, un disegno chiaro, grazie al quale si comprende il percorso di un uomo che accanto ai suoi compagni del liceo – ginnasio Morea di Conversano (Tommaso Fiore, Alfredo Violante, Michele Viterbo, Giuseppe Di Vagno), sognava una Patria migliore: Una “giovine Italia” mazziniana! Con essi vedeva nella guerra il fuoco purificatore!

Nicola Fanizza attraverso le sue pagine, evidenzia, con chiarezza e puntualità, le varie anime che all’interno dei fasci esistevano, ma soprattutto ci inserisce nelle atmosfere di quei tempi: l’alba del cinematografo con le sue prime vamp; il teatro dominato da Gabriele d’Annunzio ed Eleonora Duse; la lirica esaltante delle opere del compositore Giacomo Puccini; il vuoto ideologico creatosi perché i vecchi partiti, post risorgimentali, avevano esaurito le loro ragioni d’essere e non riuscivano a rispondere al bisogno di concretezza come, per esempio, le riforme agrarie, quale risposta alle promesse fatte a coloro che combatterono per un’Italia nuova.

Nicola Fanizza in un momento della presentazione del suo libro al Van Westerhout di Mola, il 28-11-2021

Il libro ripercorre la vita di Araldo, facendoci intuire il suo carattere, prudente e dinamico. L’autore lo ritrae giornalista accanto a Piero Delfino Pesce, ne sottolinea la capacità polemiche e riflessive grazie alle quali si fa notare attraverso “Puglia Giovane”, il “Quotidiano di Trani” e altri giornali dei quali era redattore. S’intendono, così, i percorsi che lo videro all’inizio accanto ad Alfredo Violante dal quale si distaccò per posizioni diverse.

Araldo di Crollalanza venne chiamato a realizzare: un “fronte unico” tra le correnti pugliesi del fascio per le elezioni del 1924. Raggiunse il picco più alto della sua carriera divenendo Ministro dei lavori Pubblici.

A Bari e a Mola è ricordato per il porto e tante opere che miravano a rendere le nostre città superbe sovrane, sull’Adriatico.  Araldo si guadagnò la stima di Benito Mussolini che vedeva la stanza del suo ministero accesa fino a tardi, ma il contagioso “Superomismo”, il suo credere di essere al di sopra delle parti lo portarono ad abusare del potere.

Nonostante fosse a Roma, grazie a suoi uomini di fiducia, manteneva il controllo sui territori pugliesi.

Fu il crac Alberotanza che aveva ingannato tanti risparmiatori a renderlo inviso al Duce. Favorì anche la ditta La Rocca suscitando malumori in molti commercianti.  

Il lavoro del Fanizza che inizia con un bel ritmo è pieno di note, rimandi, ricordi, ci offre persino, un’appendice del carteggio tra il di Crollalanza e il Principe di Montenevoso.

Il libro ci regala immagini inedite sulla figura del di Crollalanza, che ne minano il mito, sicuramente ci offrono un’occasione per meditare sul potere, sull’essere ministri, ovvero servitori del paese.

Un invito a ricercare con onestà intellettuale e magari approfondire e continuare lo studio su questa figura.

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