Il libro di Domenico Mortellaro è la cronaca che si fa storia, puntuale e documentata, del dominio feroce dei clan baresi all’ombra di una società e di uno stato assenti.
“BARI CALIBRO 9” è testo avvincente che ripercorre con puntualità la storia della camorra barese.
Un lavoro che chiarisce legami e alleanze della criminalità nel suo evolversi e cambiare pelle.
Domenico Mortellaro ripercorrendone le trame, con rigore scientifico, ci aiuta a scoprirne il mosaico e a farcene un’immagine reale, diversa dai tasselli opachi con i quali la criminalità organizzata riusciva e desidera mimetizzarsi per non dare nell’occhio. Grazie ai profili bassi si lasciava e spera di essere sottovalutata.
Con la ricostruzione dell’autore se ne comprende il fascino perverso col quale attecchisce, lì dove lo stato sembra non essere presente.
E così, all’ombra dei palazzoni di cemento, ai margini della città senza prospettive, il delirio di onnipotenza e dominio si fa spietato! Il sogno di essere aquile e non polli rende rapaci! La voglia di rivalsa contro la frustrazione trova un canale di sopravvivenza!
L’autore comincia la sua ricostruzione mostrandoci le radici di questa aggregazione di “intoccabili” pronti a dare valore e soccorso a quanti sono nel bisogno. I vertici del malaffare sembrano figure della cappella sistina e con i loro aloni seducenti e codici d’onore dal sapore romantico riescono ad ammantare, soggiogare, fare proseliti.
Le pagine di questo libro sembrano la cronaca di una partita a scacchi dove mosse, contromosse, l’arrocco svelano strategie e piani spietati per guadagnarsi il mercato barese senza esclusioni di colpi.
In ogni quartiere i capi branco dominano incutendo paura, ostentando forza, esperienze e conoscenze, si muovono sicuri e con eleganza tra rioni come fossero tavoli da biliardo dove gli emergenti attendono per far carambola e creare nuovi equilibri.





