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Mola di Bari

BENVENUTO 2021! LE NUOVE SFIDE CHE ATTENDONO MOLA E I MOLESI

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Il peggiore tra gli anni dal Secondo dopoguerra in poi ci ha finalmente lasciati da poche ore.

E’ stato un anno drammatico ad ogni latitudine del globo, nessuna nazione, nessuna comunità è stata esclusa.

Nel mondo, il Covid-19 non solo ha mietuto ad oggi 1,8 milioni di vite, spesso le più deboli e vulnerabili, con 83,4 milioni di casi di contagio (dati diffusi stamattina dalle agenzie di stampa), ma ha prodotto insicurezza, incertezza sociale e psicologica, grave crisi economica.

Purtroppo, anche la nostra realtà cittadina non è stata immune dal letale e subdolo virus: dall’inizio della pandemia sono diverse centinaia i casi cumulati di contagio, con una ventina di vittime, spesso taciute, in presenza di una seconda ondata più estesa della prima.

Non solo è stata sconvolta la vita di decine di famiglie molesi, costrette a controlli sanitari e quarantena, molte delle quali hanno purtroppo subito la perdita di propri cari che ancora molto avrebbero potuto dare alla comunità cittadina, ma la nostra già debole struttura economica e sociale ha patito una crisi davvero epocale.

Per fortuna, il genere umano ha un grande pregio, tra mille difetti: riesce a guardare avanti, è capace di un sentimento tra i più nobili, la speranza.

Ed è con grande speranza e incondizionata fiducia che le donne e gli uomini di ogni angolo del mondo guardano al nuovo anno che ha appena dischiuso le sue porte.

Non sappiamo cosa ci porterà, non sappiamo come i giorni, le settimane, i mesi rotoleranno davanti ai nostri passi.

Sappiamo tuttavia che anche qui, in questo pezzetto di Puglia in riva all’Adriatico, una comunità guarda speranzosa e fiduciosa al 2021, con la forza e la perseveranza che da sempre ci contraddistingue.

L’auspicio, l’augurio che ognuno di noi serba nel suo cuore è che la pandemia rimanga al più presto solo un brutto ricordo, una infausta parentesi che ci sarà servita per capire quanto la salute sia un bene primario non barattabile con nulla, quanto una vita libera dalla malattia sia il bene incommensurabilmente più prezioso.

E che non solo un virus esotico, arrivato fin alle nostre porte, possa essere nefasto. Ogni giorno abbiamo a che fare con  un habitat sempre più inquinato, vilipeso, maltrattato che poi ci si ritorce contro producendo malattie difficilmente curabili, causando sofferenze e vittime, ancora maggiori, che, invece, potrebbero essere evitate.

Spesso ce ne dimentichiamo angosciati da mille preoccupazioni futili e superficiali, ma la pandemia da covid-19 ha avuto quanto meno un compito, duro e inflessibile ma sicuramente molto pedagogico: ricordarci la nostra fragilità umana e sollecitarci nel prenderci a fondo cura di noi stessi e degli altri.

Ora, si tratta di voltare pagina: nei prossimi mesi, la campagna vaccinale dispiegherà i suoi positivi effetti, andremo sempre più verso l'”immunità di gregge” e, quindi, la vita economica, sociale e culturale tornerà ad animarsi, a farsi terreno fecondo per nuove sfide, nuovi slanci, nuove avventure.

Anche noi molesi dobbiamo prepararci, pronti a lanciare il cuore oltre l’ostacolo.

Già prima della pandemia, come è ben noto, Mola scontava gravi ritardi socio-economici, purtroppo confermati dalle ultime statistiche dell’Istat ante-covid: forte calo demografico, denatalità al vertice negativo della provincia, alta disoccupazione, bassa propensione agli investimenti.

Questa ulteriore battuta d’arresto deve spingere l’intera comunità cittadina a rivedere l’approccio mentale e ideale all’analisi e alla risoluzione dei problemi: non possiamo più vivere con una forma mentis ristretta e angusta, sebbene veicolata da nuovi e sofisticati strumenti elettronici e telematici.

Una mentalità vecchia, obsoleta, clientelare pur se spinta a velocità immediata, in tempo reale, attraverso i social e i mezzi di messaggistica istantanea, rimane pur sempre un orpello melmoso, una palla al piede per il dispiegarsi di un’evoluzione vera, concreta, viva della nostra realtà cittadina.

Dobbiamo essere franchi e schietti: non serve una classe dirigente che comunica alla velocità della luce, se i contenuti del messaggio, la mentalità sottesa, sono invece il frutto di un vecchio modo di pensare alla “res publica“, di agire nella concezione e gestione della cosa pubblica.

E’ per questo che “Mola Libera”, il nostro e Vostro giornale, continuerà a battersi nel nuovo anno, ancor più di prima, per un cambio di paradigma nella nostra comunità.

Un mutamento che, attraverso uno strumento informativo vissuto attraverso l’ottica del “giornalismo partecipativo”, sensibilizzi l’intera comunità e la sua classe dirigente a mettere al primo posto la dedizione, la cura, l’amore per la nostra Mola senza secondi fini personalistici, carrieristici, di interessi particolari e privilegiati di gruppo, di cordata, di settore.

Siamo convinti che solo in questo modo, archiviata finalmente la pandemia, potremo e sapremo tutti contribuire ad una vera e autentica rinascita cittadina, sociale, culturale, economica, nel segno di ritrovate radici comuni, rivitalizzate e attualizzate in un nuovo slancio verso il futuro, all’altezza delle difficili sfide che ci attendono.

“Di tutte le cose che cambiano, la città in cui si è vista la luce è quella che cambia meno di tutte. E’ sempre un posto monotono, ma a mano a mano che si cresce, si cambia, si va via, si ritorna e si va via di nuovo, diventa uno dei luoghi più inesauribilmente ricchi. E tuttavia in sé è così poco che non sai mai, ogni volta che ci torni, cos’è che ti tiene legato a lei così forte”.

da “Il mio nome è Aram” di William Saroyan

Foto di Giuseppe Aversa

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