L’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” torna ad occuparsi dell’utilizzo delle spiagge, con una proposta alla Città Metropolitana e alle amministrazioni comunali di Mola, Polignano e Monopoli. Il nostro commento.
Riceviamo dal Presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” e pubblichiamo:
Le problematiche della fruizione delle spiagge e dei lidi marini in ottemperanza alle disposizioni sul contenimento del contagio Covid 19 stanno creando tante difficoltà, tra le quali viene sottovalutata la questione relativa agli accessi al mare. Dopo aver già interessato alla questione la Regione Puglia ore la nostra Associazione rivolge l’appello alle Amministrazioni della Città Metropolitana e a quelle civiche dei Comuni rivieraschi del sud est barese. E’ un problema annoso, ora fattosi assillante e non più rinviabile. A tal proposito abbiamo rimesso all’attenzione di tali Autorità locali una nostra proposta, che qui alleghiamo.
Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”
Il Presidente
dott. Vittorio Farella
Ecco il comunicato:
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NOSTRO COMMENTO
Molto positiva è l’iniziativa assunta dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”.
Tuttavia ci permettiamo di far notare che, per una disamina del problema degli accessi al mare, non c’è bisogno di fare riferimento quasi esclusivamente a Costa Ripagnola e a Polignano: prendiamo favorevolmente atto che, dopo il nostro commento al precedente comunicato indirizzato alla Regione, ora l’Associazione ha evidenziato anche i gravi problemi della costa molese.
Infatti, torniamo a ribadire che nel territorio molese esistono da decenni veri e propri scempi che impediscono ai bagnanti di accedere ad uno dei principali beni tutelati dalla Costituzione, il lido del mare, quale diritto alla tutela e alla fruizione del paesaggio, che ogni cittadino ha diritto di usufruire liberamente senza barriere, impedimenti o costrizioni, non solo in estate, ma in qualsiasi periodo dell’anno, anche per una semplice passeggiata rigeneratrice.
Ripubblichiamo pertanto una delle foto più emblematiche del sacco edilizio che ha portato alla privatizzazione di fatto di chilometri di litorale molese, con l’auspicio che gli ambientalisti molesi concentrino maggiormente e prevalentemente le loro energie sul nostro territorio, ancor prima che su quelli altrui.
Stride peraltro il perdurante tacere della classe politica molese: maggioranza e opposizione non si occupano, se non episodicamente, dell’assetto ambientale ed ecologico della nostra costa.
Assordante è in tal senso il silenzio della minoranza consiliare in relazione alla costruzione che sta sorgendo a pochi passi dal mare, a qualche decina di metri dal “muro sul mare”, nonostante la recente pronuncia di incostituzionalità della Corte Costituzionale di larghe parti del c.d. “Piano Casa”, che ha permesso la realizzazione del manufatto in questione.

Ma è ancora legittima quell’autorizzazione alla luce della pronuncia della Consulta?
Signori della minoranza se ci siete, battete un colpo! E non solo per picchiare contro la libertà di stampa…






Uno sconcio e uno schiaffo alle istituzioni preposte che non intervengono per porre fine a questo tipo di abusi che prolificano nel territorio di Mola.
Bisogna porre fine agli abusi piccoli e grandi ai danni della collettività senza che nessun tipo di autorità intervenga per far valere e rispettare le norme e il diritto.