mercoledì, 9 Settembre, 2026
25.3 C
Mola di Bari

BRUNO CALVANI, “LA LUCE SULL’ANTICO”. CON LA MOSTRA DEDICATA AL GRANDE SCULTORE, MOLA RENDE FINALMENTE OMAGGIO AD UNO DEI SUOI MIGLIORI ARTISTI DI TUTTI I TEMPI

data:

La cooperativa Armida di Conversano, presieduta da Carlo Mansueto, ha raccolto con tenacia, passione e competenza, la volontà politica dell’Assessore alla Cultura Angelo Rotolo, dopo quasi sette anni dalla prima proposta del “Comitato per Palazzo Roberti”, e dalla caparbietà del sodalizio nel non desistere, per la valorizzazione di una delle più emblematiche figure artistiche della nostra città. La mostra verrà inaugurata, presso il Castello Angioino, sabato 28 febbraio alle ore 17:30, con la direzione artistica del prof. Massimo Guastella, docente presso l’Università del Salento, e resterà aperta dal 1 marzo al 30 settembre 2026.

Bruno Calvani (1904-1985). La luce sull’antico

La mostra

La mostra retrospettiva Bruno Calvani. La luce sull’antico  nasce su ideazione della Cooperativa Armida, di Carlo Mansueto e Lella Lestingi, che cura l’intera organizzazione e il progetto culturale, per restituire alla comunità e alla critica la complessità della figura di Bruno Calvani, protagonista di rilievo nel panorama nazionale e internazionale del Novecento, mettendo in luce la sua versatile, coerente produzione.

L’impostazione storico critica documenta un’attività vasta, comprovata da esposizioni e testimonianze critiche, in un percorso espositivo, articolato in quattro sezioni cronologiche, che si avvia dagli esordi formativi negli anni Dieci, attraversa il cruciale soggiorno parigino tra il 1928 e il 1942 e il rientro a Milano durante la Guerra e giunge agli anni di consacrazione in piena maturità.

Le opere – provenienti da musei e collezioni private – rivelano come Calvani, fin dalle prime prove, abbia realizzato con la sua più nota scultura anche un considerevole corpus grafico e pittorico.

Cinquantacinque le opere in mostra. Trentatré sculture, di compostezza arcaizzante e dal fascino intriso di malinconica eleganza, reinterpretate con la freschezza di una luce moderna, si confrontano con un nucleo di opere pittoriche e un focus sul bianco e nero: nudini, ritratti, nature morte e paesaggi, eseguiti in oltre un sessantennio di carriera.

La ragione fondante l’esposizione è quella di riordinare il lavoro dell’artista che ha mantenuto per tutta la vita un rigoroso controllo formale e una salda identità linguistica.

Mola riconsegna, per dovere culturale della sua terra, il giusto valore alla personalità di Calvani: figura schiva ma dotata di forte energia espressiva e autorevole protagonista della vicenda artistica del XX secolo.

Formazione (1918-1926)

Giovanissimo, Calvani si dedica al disegno, copiando le immagini delle copertine dei quaderni raffiguranti la guerra in Libia. Nel 1918 apprende i primi rudimenti della scultura nella bottega dell’artista barese Gaetano Stella, la cui lezione risulta determinante per la comprensione e interpretazione dei suoi lavori iniziali.

 Nel 1919 a Roma frequenta l’ambiente artistico-culturale della capitale: il Caffè Greco e la “terza saletta” del Caffè Aragno in Via del Corso, conosce gli scultori Ettore Ferrari, Arturo Martini e Attilio Torresini, di cui è allievo. Espone per la prima volta a Bari nel 1921 e, nello stesso anno, si trasferisce a Milano dove conosce Adolfo Wildt, che lo perfeziona nell’arte scultorea.

Ventenne, nel 1924 partecipa alla I Biennale Meridionale di Arte a Bari con due sculture, Testa Virile e Testa di Vecchia, «modellate con un certo studio e talento che fanno sperare bene dell’artista», scrive Nicola Marzano, che apprezza e riconosce la qualità plastica in attesa di «opere forti e complete».

Dopo una parentesi legata al servizio militare a Santa Maria Capua Vetere, nel 1926 viene accettato alla XV Biennale di Venezia, alla quale, tuttavia non partecipa a causa delle ristrettezze economiche che gli impediscono la fusione in bronzo dell’opera selezionata. Nello stesso anno è a Parigi, dove soggiorna per soli due mesi visitando «musei e gallerie, inebriandosi di esperimenti ignoti in Italia» (G. Dotoli, 1988). Viaggia in altre città europee come Berlino, quindi si stabilisce nel 1928 nella capitale francese.

Parigi (1926 – 1942)

Sceglie di tornare a vivere a Parigi nel 1928, dove trova il concittadino pittore Onofrio Martinelli grazie al quale entra in contatto con il milieu della capitale artistica europea. Frequenta gli ambienti di Montparnasse, adottando uno stile di vita bohémien e svolgendo umili lavori per sopravvivere. Dal 1930 acquisisce progressivamente notorietà, partecipando ai Salon e alle mostre collettive.

La sua produzione risente degli influssi francesi, in particolare degli scultori Maillol e Despiau.

Allaccia assidui rapporti con gli italiens de Paris, Campigli, De Chirico, De Pisis, Paresce, Savinio, Severini e Tozzi, con i quali espone e condivide gli orientamenti estetici. Quei connazionali, che dimorano a Parigi, sono presto uniti sotto la sezione estera del Sindacato delle Belle Arti.

Nel 1936, si costituisce il gruppo Nouvelle Génération, che rivendica spazio per generazioni più giovani e riconosce in Picasso l’iniziatore. Calvani aderisce ai principi anti impressionisti del movimento partecipando alla mostra nella Galerie Billiet (1938).

Per l’Expo parigina del 1937, Umberto Brunelleschi, fiduciario della sezione sindacale, gli commissiona una delle 24 statue che arredano il padiglione italiano. È questa La Corporazione  del  mare  e  dell’aria,  una  rara  occasione  in cui si confronta con la monumentalità, che rivela a De Pisis «uno dei migliori scultori giovani che abbia oggi l’Italia».

Nel 1940 viene arrestato e portato per alcuni mesi nel campo di prigionia di Le Vernet, ai piedi dei Pirenei.

Ritorno in Italia (1942-1965)

Nel 1942 si stabilisce a Milano, dove tiene la prima mostra personale italiana alla galleria Asta. L’amicizia con l’intellettuale Leonida Rèpaci segna l’avvio della stagione milanese, inserendo Calvani in una rete di relazioni significative con figure come Carlo Carrà, Raffaele Carrieri e Renzo Modesti. Dal 1943 avvia il sodalizio espositivo con la Galleria L’Annunciata, che dura per l’intera sua carriera.

Nel dibattito tra astrazione e figurazione, Calvani è interprete di un linguaggio figurativo, fedele alle indagini orientate all’antico in una rilettura moderna meditata e misurata.

Giungono i primi riconoscimenti nazionali, tra cui il premio Spiga (1946), la partecipazione alla V Quadriennale romana del 1948, alla IX Triennale di Milano del 1951 e alla XXVI Biennale di Venezia del 1952, dove espone il Ritratto di Maria Giulia Fazzini in bronzo.

È coinvolto in iniziative espositive all’estero: Mostra ’54 a Rotterdam, dedicata a sette scultori moderni italiani, con Greco, Manzù, Mascherini e Minguzzi. I nudi femminili sono soggetti ricorrenti del periodo. Il lavoro di Calvani «è pieno di luce, perfettamente, dolcemente diffusa e ferma: non ha ombre», senza rinunciare a esser moderno rimane vero e sincero a «difesa dell’unità» (L. Borgese 1964).

In occasione della presenza alla Permanente di Milano del 1959, gli viene conferita una medaglia d’oro: alta onorificenza del Presidente della Repubblica. A Mola di Bari nel 1961 realizza il Monumento dedicato al compositore Van Westerhout: prende forma Doña Flor.

Maturità (1965-1985)

Un importante riconoscimento pubblico gli è tributato nel 1965: viene nominato membro dell’Accademia di San Luca. Prosegue la produzione di sculturine con nudi femminili dagli arti amputati o acefali e anche di opere pittoriche e grafiche aventi come soggetti modelle e sedie, arlecchini e paesaggi. Nella fase della maturità le opere a parete assumono, progressivamente, un ruolo determinante. Nel 1968 gli viene conferito il Premio Maternità per il disegno.

Sono anni scanditi da più partecipazioni a mostre personali e collettive di rilievo nazionale, tra cui si annoverano: La Scuola Italiana di Parigi (1970); I Maestri in Brera (1973); L’Umano nella Scultura Italiana (1977); 40 anni di mostre (1981).

Nel 1981, a seguito di un ictus, rientra nella sua città natale e vi rimane sino al 1983. Impedito dalla malattia si dedica a disegni, incisioni e pitture, tra cui scorci del porto di Mola di Bari. Nel 1982 Bruno Grossetti gli dedica un’antologica all’Annunciata di Milano ed Elio Savonarola lo intervista per uno speciale su Rai 3.

La mostra si chiude con quella che può essere considerata una delle sue opere più estreme: il Carciofo. «Un soggetto che non ho mai raffigurato prima» – avrebbe confidato a Vitantonio Magnifico che lo frequenta negli ultimi anni di vita–, una china color seppia ormai scolorita dal tempo, proprio come il ricordo dell’artista che questa esposizione intende riportare alla luce, riaccendendo l’attenzione sulla sua personalità creativa.

Biografia

Bruno Calvani nasce a Mola di Bari il 4 gennaio 1904 da Nicola, titolare della Cementi e cementi armati, e Crescenza Brunetti.

Lo scultore molese Bruno Calvani (Mola di Bari, 4 gennaio 1904 – Milano, 19 dicembre 1985)

Nel 1918, muove i primi passi nell’arte nella bottega dello scultore Gaetano Stella. L’anno successivo si trasferisce a Roma, allacciando rapporti con i protagonisti dell’ambiente artistico.

Esordisce alla Mostra Annuale delle Belle Arti di Bari (1921). Si sposta a Milano, dove conosce Adolfo Wildt e frequenta il suo studio.

Dopo un primo breve soggiorno a Parigi (1926), vi si stabilisce dal 1928, avviando una cospicua attività espositiva. Nella capitale francese conosce e sposa nel 1936 la svizzera Helene Kistler.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale viene arrestato (1940) e, una volta liberato, trova lo studio parigino saccheggiato.

Rientra in Italia e si stabilisce a Milano. Nel 1945 nasce l’unica figlia Giuliana.

Espone alla V Quadriennale di Roma e alla IX Triennale di Milano.

Partecipa alla XXVI Biennale di Venezia (1952), presentando il Ritratto di Maria Giulia Fazzini (ora alla Camera dei deputati).

Nel 1961 realizza per la città di Mola di Bari il monumento dedicato a Niccolò Van Westerhout.

Tra premi e mostre, è nominato accademico di San Luca (1965). Nel 1981 Renzo Modesti firma la monografia Calvani.

Colpito da un ictus, dimora nella seicentesca casa natale dove trasferisce lo studio. Ristabilitosi, rientra a Milano dove muore nel 1985. Le sue spoglie, traslate a Mola, e quelle della moglie riposano nella Cappella Brunetti della famiglia materna.

Info mostra

Il progetto promosso è realizzato con il contributo del Comune di Mola di Bari, con il sostegno della Regione Puglia – Puglia Culture e curato da Massimo Guastella, professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento, con il contributo scientifico del Laboratorio didattico TASC del Dipartimento di Beni Culturali.

Catalogo Sfera Edizione – Bari, in corso di preparazione con saggi di Massimo Guastella (Bruno Calvani “la grande tradizione classica con spirito moderno”), Michela Laporta (La scena barese di inizio Novecento: tentativi di apertura verso una “sprovincializzazione” delle arti), Rosanna Carrieri (Portare, non prendere. Gli artisti italiani a Parigi e la costruzione della “latinità”), Erika Presicce (Nel “bianco e nero” di Bruno Calvani), Alessia Brescia ( Sui «rari dipinti» di Bruno Calvani), Cristina Sergi (La poco nota produzione ceramica di Bruno Calvani), testimonianze di Mosè De Carolis, Andrea Laterza, Vitangelo Magnifico, Waldemaro Morgese,  Francesca Palazzo, Gino Pisapia, Pietro Ungaro e biografia, bibliografia e schede catalografiche delle opere in mostra, a firma di A. Brescia, R. Carrieri, C. Gelao, M. Guastella, G. Lanzilotta, N. Lioce, F. Lofano, A.A. Moschetti, A. Pisapia, E. Presicce, D. Rucco, C. Sergi). 

L’esposizione sarà ospitata negli spazi storici del Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari dal 1 marzo al 30 settembre 2026,

orari

dal martedì al venerdì 10:00/13:00  o in orari pomeridiani (16:00/20:00) su prenotazione e per visite guidate per gruppi di almeno 10 persone.

sabato e domenica 10:00/13:00  16:00/20:00

costo biglietto : 3€

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:  cooparmida@gmail.it, Tel. +3384627887

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Condividi l'articolo:

spot_imgspot_img

I più letti della settimana

Leggi anche
Altri articoli