Nelle foto che pubblichiamo, viene in evidenza un fenomeno che “Mola Libera” denuncia da mesi. L’agro di Mola vive una situazione di assoluta illegalità, con l’abbandono di quintali di rifiuti di ogni tipo, compreso il temibile cemento-amianto. Le foto-video trappole sono ancora inattive e l’amianto non viene raccolto.
Nelle foto che pubblichiamo, viene in evidenza un fenomeno che “Mola Libera” denuncia da mesi.
L’agro di Mola vive una situazione di assoluta illegalità, con l’abbandono di quintali di rifiuti di ogni tipo ovunque.
E’ sufficiente una passeggiata in bicicletta lungo le strade vicinali per rendersi conto della situazione assolutamente fuori controllo,anche con il rilascio delle pericolose lastre di cemento-amianto, le cui fibre inalate producono il mesotelioma pleurico, una gravissima forma di tumore polmonare.
Amianto che ormai da molti mesi non viene più raccolto dal Comune di Mola: ci auguriamo di essere smentiti, ma dalle informazioni in nostro possesso la ditta specializzata che se ne occupava ha terminato il contratto e nessun nuovo affidamento sembra essere stato al momento predisposto.
Inoltre, come abbiamo già avuto modo di scrivere più volte, sono sempre più frequenti i roghi tossici di materiale plastico che producono diossine, anche esse sostanze altamente cancerogene.
A questo intollerabile stato di cose si aggiunga la perdurante inattività delle foto-video trappole che avrebbero dovuto cogliere sul fatto gli inquinatori per stangarli con sanzioni severissime.
(cliccare sulle immagini per ingrandire):
Come è ormai di dominio pubblico – dopo una recente dichiarazione del Sindaco in Consiglio Comunale, che ha confermato il forte sospetto enunciato da “Mola Libera” -, foto e video trappole sono inattive da molti mesi, fin dallo scorso maggio-giugno.
Un mani libere per gli sporcaccioni e per gli inquinatori che, in assenza di controlli, stanno imperversando con un crescendo preoccupante e incontrollabile.
Non si può più attendere: l’ambiente pulito e la tutela della salute pubblica cominciano dal nostro territorio.
E’ inutile pensare a forme di protesta globale se prima non riusciamo a rendere civile e salubre l’immediato habitat che ci circonda.
(tutte le foto pubblicate sono di Giuseppe Castellana)

































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