Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un gruppo di donne molesi che portano alla ribalta uno dei temi meno seguiti dal potere politico: quello della lotta al randagismo e della condizione deplorevole nel quale versa il nostro canile municipale.
Buongiorno Direttore,
le scriviamo per raccontare fino a che punto, a Mola di Bari, la situazione del randagismo sia straziante e quella del canile comunale necessiti approfondimenti che maggioranza ed opposizione si rifiutano di avviare.
Siamo un gruppo di amiche da sempre sensibili al mondo degli animali, da un po’ di tempo cerchiamo di impegnarci per migliorare la situazione del randagismo nella nostra città, ma purtroppo riscontriamo ancora molte difficoltà.

In questa Giornata Mondiale del Cane, vorremmo portare all’attenzione dell’opinione pubblica le criticità emerse e chiedere un maggiore impegno da parte delle istituzioni.
Quale occasione migliore per fermarci a riflettere sulle condizioni dei nostri amici pelosi, randagi e quelli rinchiusi nel nostro canile comunale?
Il 26 agosto, la Giornata Mondiale del Cane ci invita a celebrare l’affetto incondizionato che ci lega ai nostri fedeli compagni. Questa ricorrenza è un omaggio alla lealtà canina, un invito a riflettere sull’importanza del loro ruolo nelle nostre vite e a promuovere il benessere di tutti i cani.”

A Mola di Bari la situazione del randagismo è straziante e quella del canile comunale necessita di approfondimenti che, come abbiamo anticipato, maggioranza ed opposizione, si rifiutano di svolgere.
Siamo un gruppo di donne che un giorno, stanche di rimanere impotenti di fronte alla sofferenza dei cani, hanno deciso di unire le forze e iniziare un percorso unico spinto solo dall’amore per questi piccoli pelosi che d’amore hanno tanto da insegnare agli esseri umani.

La storia parte dalla “villetta degli orrori”, così soprannominata perché di autentico orrore hanno vissuto in essa un numero imprecisato di cani e che, grazie alla sollecitudine di tante brave persone sono riuscite ad interessare il presidente Enrico Grandi e le sue guardie ambientali e a liberare, almeno da quel posto orribile, alcuni malenois rinchiusi su una terrazza senza acqua e cibo e ridotti a scheletri.
Altri cani, cuccioli, erano riversi nel cortile e altri che ancora in un appartamento sporco e al caldo tra feci, sporcizia e quant’altro, tant’è che neanche i vigili chiamati erano riusciti ad entrare.
Uno dei cani nel cortile portato via dalla Asl e in condizioni disperate non ce l’ha fatta così come i cuccioli.
Ecco tutto è cominciato così.
La nostra lotta al randagismo, a chi maltratta gli animali, a chi, nonostante le varie denunce, non fa nulla, a chi pur avendo responsabilità sul territorio, non li ha mai posti come una priorità.
Ebbene seguendo i malenois, chiedendo informazioni sul loro stato di salute, siamo arrivati al canile municipale.
Chi di voi in questi anni è andato al canile municipale? Non penso tante persone, data la sua collocazione e le scarse o inesistenti indicazioni stradali. Il canile municipale, una struttura precaria che stentiamo a credere possa essere a norma, con celle inagibili perché crollato il solaio. Un canile che ospita 160,180 cani in spazi ridotti, un canile che viene affidato da anni alla medesima Cooperativa senza un bando di aggiudicazione, ma solo con proroghe di anno in anno.
Dalla legge regionale 2020 si evince che, per il mantenimento ogni cane dovrebbe avere a disposizione 5,10€ ma con la proroga non si arriva a 1,…€!
Voi spendete 1€ al giorno per il vostro amico peloso?
Disperate per questa situazione abbiamo chiesto, esattamente un anno fa, aiuto all’allora “nuova” opposizione del nostro comune, affinché si interessasse alla situazione e, durante una interrogazione, chiedesse al sindaco lumi sullo stato del canile.
Il Sindaco non aveva conoscenze sufficienti per rispondere e ha chiesto di rimandare al successivo Consiglio. Tutto è caduto nel dimenticatoio.
Non ci siamo fermate, nonostante tutto facesse comprendere quanto non fossero interessati all’argomento, e abbiamo (ancora) chiesto a due consiglieri di opposizione di entrare in canile e chiedere notizie e documentazione per capire cosa avviene all’interno, quanti cani vengono annualmente adottati, dato che la legge impone per ogni canile un numero minimo di adozioni annuali.
Sì, i Consiglieri nel canile ci sono entrati, ma senza di noi che avevamo chiesto espressamente di andare con loro, e lo hanno fatto solo per scattare foto che ritraevano il loro “grande impegno”, immagini poi apparse sui profili fb di ciascuno!
Di nuovo, non ci siamo fermate e, mettendo da parte la delusione abbiamo ancora chiesto di entrarci, stavolta insieme.

È accaduto ma, una volta entrati, e richiesta la documentazione (registro anagrafe) che per legge avrebbe dovuto essere in sede a disposizione di ogni ispezione di Consiglieri o NAS, non essendoci la responsabile, il Consigliere intervenuto con noi ha “lasciato correre”, ovvero non si è imposto come avrebbe potuto, anzi, dovuto, ma ha scelto di andar via senza appurare la regolarita’ dei documenti, rimandando la cosa ad un altro momento (che da un anno non è più arrivato).
Abbiamo allora chiesto al consigliere che ha la delega al randagismo e canile di acquisire lui la documentazione che avevamo chiesto, ma dopo varie nostre insistenze, indovinate? Ad oggi niente, non abbiamo notizie di quanti cani entrano nel canile, quanti ne vengono adottati, quanti ne muoiono, niente di niente!
Ci hanno consigliato di diventare un’associazione che si occupi dei cani randagi, certo per “scaricare” tutto come hanno fatto fino ad ora sulle varie volontarie!
Durante la prima giornata di apertura del canile al quale eravamo presenti, il Sindaco fece vedere il progetto del nuovo parco urbano che sarebbe sorto accanto al canile e la riqualificazione del canile stesso grazie a fondi PNRR che, nel caso in cui i lavori non avessero avuto inizio entro fine anno, sarebbero tornati nelle casse dello Stato.
Il Consigliere di maggioranza (responsabile del canile e randagismo) ci ha garantito che entro settembre sarebbero stati completati il 30% dei lavori, oggi a due mesi dalla data non si vede ancora nulla all’orizzonte.
Anzi, da una determina (numero anno) si evince come i lavori si svolgeranno solo per la costruzione di un Parco urbano in prossimità del canile, ma alla voce “CANILE” non risulta nessun lavoro di ristrutturazione, anche se si dovrebbe parlare di demolizione e ricostruzione !!
Spesso, camminando per le vie di campagna ci troviamo davanti ad una situazione straziante: vedere dei cani randagi e non saper come poterli aiutare!

Qual è la scelta più giusta da fare? Segnalare o continuare a farli vivere per strada con il solo supporto di qualcuno che gli porti da mangiare e da bere? Con il rischio concreto che muoiano di freddo/caldo/fame o siano investiti, provocando incidenti?
Perché questo dilemma? Perché non possono vivere in un canile di cui non si sa nulla.. nell’attesa di essere adottati(e che non sia un ergastolo)?
Chiediamo espressamente ai Consiglieri di fare accesso agli atti, perché un randagio deve essere accolto in un posto sicuro per poi passare all’ adozione in modo da vivere una vita felice in famiglia, proprio come accade presso il canile di Monopoli.
Nessun politico si è realmente distinto per azioni concrete. Il tema è stato utilizzato più come una bandiera elettorale piuttosto che un impegno concreto.
Chiediamo espressamente a questa Amministrazione, di rendere pubblici i dati relativi alla gestione del canile ( ingressi, adozioni, decessi ect) e sapere, senza ulteriori rinvii, la data di inizio lavori di rifacimento del canile sanitario comunale.
Grazie per la sua attenzione.
Catia Ferruccio
Micaela Conenna
Marcella Volturno




