E’ l’interrogativo e, al tempo stesso, la proposta che provengono dall’ing. Giandonato Disanto, appassionato difensore del nostro patrimonio artistico e culturale.
Riceviamo dall’ing. Giandonato Disanto e pubblichiamo:

PROGETTO RECUPERO E VALORIZZAZIONE DELLE OPERE D’ARTE DI PROPRIETA’ COMUNALE
Leggo, con tristezza, l’articolo sullo stato del dipinto presente nell’ex Convento Francescano di Santa Maria al Passo e mi vengono a mente tante situazioni analoghe, alcune delle quali presenti proprio a Mola.
Mi rendo conto che non tutto ciò che ci proviene dal passato può avere un valore artistico, ma quello storico non si può ignorare.
E’ di questi giorni la notizia del ritrovamento di reperti storici negli scavi di Velia, costituiti da elmi ed armi della battaglia di Alalia. Reperti meravigliosi, carichi di storia e di emozione per quello che trasmettono a noi, cittadini del ventunesimo secolo.
Nessuno, penso, potrà credere di essere in diritto di valutare quei reperti in base al loro valore “artistico”. Per essi, il solo fatto di essere espressione di una civiltà antica è credenziale più che sufficiente per l’attribuzione di un “valore” che deve essere protetto e salvaguardato.
Che differenza, allora, c’è tra quei reperti e l’opera presente nell’ex Convento Francescano di Mola?

Perché di questa opera non ci si deve preoccupare ed operare per salvarla, restaurarla e tramandarla a chi, senza alcuna colpa, verrà dopo di noi?
Ma c’è un’altra notizia che mi ha colpito:
LA VICENDA DELLA STATUA DI SAN FRANCESCO presente presso una scuola comunale di Mola e danneggiata dall’incuria.

Non è difficile pensare all’attaccamento a quella statua da parte delle tante generazioni di bambini che per cinque anni, quasi i primi della loro vita, hanno frequentato quel giardino del quale, quella statua era parte importante e punto di riferimento, portato avanti nei successivi anni della loro vita. La promessa fatta dalle autorità comunali circa il recupero della statua, per come vanno le cose di arte in questa città, sembra un contentino per qualche nostalgico, piuttosto che un impegno.
Vorrei non sbagliarmi!
Ma il pensiero, si allarga.
Ricordo che nella vecchia sala del Consiglio Comunale do Mola, sulla parete a destra dell’ingresso, c’era un medaglione raffigurante “Don Luigi Russo”, personaggio importante nella storia e nella cultura di buona parte del XIX secolo, come riportano le cronache dell’epoca ed il prezioso libro del Prof. Uva sui personaggi importanti di Mola.

Ho cercato di conoscere che fine avesse fatto quell’opera. Non ho avuto alcuna risposta certa.
Qualcuno mi ha detto che dovrebbe trovarsi in qualche scantinato, altri, con rassegnata serenità e certezza, mi hanno detto che quel medaglione, come tante altre opere facenti parte del patrimonio artistico comunale, trovasi a casa di qualche vecchio amministratore.
Non posso crederci!
Una cosa è certa: nell’INVENTARIO DEI BENI ARTISTICI DEL COMUNE DI MOLA DI BARI, non c’è.
Ed allora, dove si trova?
MI piacerebbe che l’Autorità Comunale avviasse una indagine ed una ricerca di quella e di tutte le opere d’arte che costituiscono patrimonio comunale di cultura e di storia, anche se non economico.
Spero che non si debba ricorrere ad azioni di ricerca ufficiali, trattandosi di patrimonio pubblico!
Se quella voce riferitami fosse vera, sarebbe il caso che si faccia una indagine per restituire, alla cittadinanza, la sua storia recuperando le opere di cui si conosca la fine. Almeno quella rappresentata dall’affresco della Madonna del Passo, della statua di San Francesco, del Medaglione raffigurante Don Luigi Russo e di quelle opere artistiche di proprietà della collettività.
Trattandosi di beni pubblici, ritengo opportuno che tali beni siano adeguatamente fruibili dalla cittadinanza.
In particolare, con la presente nota, intendo sollecitare l’attuazione di una iniziativa che porti alla realizzazione di:
- Un preciso inventario di tutte le opere d’arte di proprietà comunale, indipendentemente dal loro valore commerciale, affidandosi alla memoria di chi ha frequentato quegli ambienti pubblici, oltre che documenti ufficiali;
- la verifica della loro presenza o il loro reperimento;
- la loro analisi tecnica;
- l’analisi del loro stato di conservazione;
- l’eventuale necessità di restauro;
- la loro manutenzione;
- la loro adeguata collocazione;
- un catalogo;
- la loro storia;
10) la storia dei personaggi eventualmente rappresentati o del contesto al quale si riferiscono tali opere;
11) le notizie, ove reperibili, sugli autori o sulla storia di quelle opere;
- La loro destinazione assicurandone la fruibilità da parte della cittadinanza;
- L’organizzazione, da parte della PROLOCO o altra meritevole istituzione, di una mostra estemporanea, magari nelle sale di Palazzo Roberti, nella quale tali opere siano presentate alla comunità e dove potrebbero trovare degna collocazione a vista di visitatori o cittadini;
- Una precisa collocazione in cui tali opere siano facilmente visitabili e fruibili dalla Comunità, evitando di limitarne il … godimento ai distratti dipendenti frequentanti quegli uffici o i locali nei quali, senza alcun rispetto ed apprezzamento, tappezzano le pareti.
L’attività di recupero, manutenzione o restauro, catalogazione ed organizzazione di visite o ricerche potrebbe essere effettuata da associazioni o altre strutture tecniche, partecipando ad un bando o ad un finanziamento pubblico ad hoc.
Giandonato Disanto





Stai diventando un benemerito della tua citta’ natale. Complimenti
Riceviamo dal dott. Waldemaro Morgese e pubblichiamo:
[11:31, 12/2/2022] Waldemaro Morgese: Ho sempre sostenuto che una buona gestione prevede che le cose si facciano una per volta, senza lasciare incompiute. Per questa ragione auspicavo che al Palazzo Roberti si ponesse mano non per i maquillages, che spesso sono solo spreco di danaro pubblico, ma per soluzioni definitive. Però prima di Roberti bisognava e bisogna porre mano al palazzo san Domenico, un gioiello incastonato in una piazza da riqualificare contestualmente. Nel palazzo san Domenico ben può starci un museo e la biblioteca comunale ma
non quella che è l’attuale, un simulacro di biblioteca purtroppo. Ho fatto proposte scritte al Comune, ma non ho avuto risposte.