Con un nuovo chilometrico comunicato stampa, l’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, ormai ridotta ad una piccola pattuglia, pretende di dettare la propria versione degli ultimi avvenimenti che hanno portato all’approvazione del Piano Regionale rifiuti. L’evidenza di una visione fin troppo di parte è già stata riportata dal nostro giornale a commento del precedente comunicato. Ora, l’Associazione rincara la dose e si esibisce in un racconto che in più punti è in forte contrasto con lo svolgersi degli avvenimenti. Un atteggiamento incomprensibile che getta una luce inquietante sulla credibilità di questo sodalizio e dei suoi intendimenti futuri.
Ecco il nuovo comunicato stampa dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”
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CONSIDERAZIONI
Preoccupano molto le affermazioni di “Chiudiamo la discarica” in relazione soprattutto ad una ricostruzione assolutamente non rispondente al vero in più punti, in particolare nella parte che attribuisce a tale sodalizio meriti sopravvalutati nella fase di mobilitazione cittadina contro il Piano regionale rifiuti.
In tal senso, abbiamo già spiegato dettagliatamente, e con documenti pubblicati, come andarono le cose in quel frangente nel commento al precedente comunicato stampa di “Chiudiamo la discarica” e, pertanto, non ci ripeteremo.
Resta solo incomprensibile perchè il presidente dell’Associazione si pronunciò più volte pubblicamente, nel corso dei numerosi incontri che si tennero a ridosso dell’approvazione del nuovo Piano regionale, contro l’individuazione di siti alternativi a Martucci e, in particolare, di quello a carico dell’impianto complesso dell’AMIU Bari, privo di discarica di servizio/soccorso, come invece più volte sollecitato dal nostro giornale.
Peraltro, del documento relativo ai 28 siti individuati dalla Provincia nel 2014 tale associazione ha parlato pubblicamente soltanto dopo l’approvazione del Piano Regionale, e precisamente il 17 dicembre 2021, cioè tre giorni dopo il voto del Consiglio della Regione Puglia, nel corso della riunione del tavolo tecnico intercomunale tenutasi presso il Comune di Conversano.
Perchè non lo ha fatto prima se sostiene di avere esperito opportune indagini in tal senso?
Infine, l’appello ad entrare nel sodalizio rivolto ai cittadini si scontra purtroppo con la realtà di un gruppo dirigente che ha emarginato via via ogni dissenso interno, allontanando così di fatto la gran parte dei soci fondatori e riducendosi ad una piccola pattuglia che ruota intorno all’azione quasi esclusiva del suo presidente, peraltro esponente di un partito politico che sostiene il Governo Emiliano e, quindi, influenzabile da logiche di appartenenza partitica.




