Un’opera di ricerca e analisi che inquadra la Santa come donna del suo tempo.
Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo, con un messaggio che travalica i secoli per giungere fino a noi.
Lo storico vero ordina (non sceglie) i fatti e li consegna alla memoria collettiva, ne suscita i ricordi e riflessioni che diversamente sarebbero divorati dall’oblio o rosi da schemi e dettami che poco si addicono all’essere, alla forza con la quale, personalità singolari hanno segnato la propria epoca.
La storia non è soltanto una mera sequenza di fatti, quanto una catena di azioni che hanno modificato la visione delle cose nate dai bisogni profondi e che rispondono all’esigenza di comprendere il presente per illuminare il futuro.
Scrivere di storia è servizio alla coscienza; un dovere di cronaca chiaro e preciso, perché le notizie sono patrimonio comune. Purtroppo il bisogno di notorietà e quella di vendere a tutti i costi il proprio prodotto, oppure in nome del potere si favoriscono interessi di parte.
Il lavoro di Marino Pagano, diversamente da posizioni di comodo, risponde a bisogni di onestà e il suo testo è il frutto di un’indagine attenta e perciò preziosa, utile al bagaglio di conoscenze che sono alla base della libertà, ovvero ossigeno del presente, sano alimento per lo spirito.
Lo storico coglie il valore dei documenti con cura, ne valuta l’autenticità andando oltre l’apparenza tumultuosa e intingendo all’esperienza, all’emozione con quel distacco che non è giudizio ma iconografia del raccoglimento.
Marino Pagano ha percorso la regione dei Santi, facendosi pellegrino dell’Umbria ove ogni monastero è pietra preziosa e culla del raccoglimento, ristoro per lo Spirito. Passione per il paesaggio, passione per la storia medievale e la spiritualità sono, infatti gli ingredienti del giornalista e storico, Marino Pagano, dal titolo: CHIARA DA MONTEFALCO, una monaca medievale con il cuore aperto al mondo (Edizioni Fede &Cultura. pagine 80. €14,00).

Un libro di ricerca e analisi che inquadrano la Santa come donna del suo tempo; appartenente a famiglia facoltosa che tuttavia si spoglia di ogni comodità per piacere al Cristo nelle cui sofferenze si immedesima condividendone il Calvario della redenzione.
Lo studioso rilegge con distacco e attenzione le agiografie dedicategli in passato, ne esamina e riferisce dei fascicoli di canonizzazione cercandone l’isteria, ma si ritrova davanti a una mistica che ha fatto del Silenzio e del suo cuore l’altare di elevazione per essere degna dell’Altissimo.
Il Pagano mosso dalla curiosità, attirato dalla popolarità, dalla venerazione che Chiara di Montefalco riceveva già in vita, si è messo al lavoro non nascondendone le perplessità e, grazie al rigore scientifico, alla ricerca paziente ci ha restituito una figura di donna severa prima di tutto con se stessa e presente nel suo secolo con animo ispirato, una Santa che non fugge dal suo tempo, non inciampa nell’individualismo, ma capace di fare del monastero il luogo privilegiato, dalle cui grate effondere al mondo la verità del Cristo la cui parola rende liberi.
Guardando al passato, accennando al valore e all’evoluzione del monachesimo femminile, attraverso le teche trasparenti che rendono visibile il suo viso. Lo studioso con queste pagine coglie le luci auree della Santa che molto da dire a questo tempo dove schiavi dell’orgoglio e dell’arrivismo diviene facile usare il nome di Dio piuttosto che essere servi della Parola.
Il convento dell’agostiniana sui generis non è inteso come torre che si erge al di sopra del paesaggio per separarsi dal mondo, ma grembo di verticalità e, il raccoglimento nel chiostro è simbolo del giardino paradisiaco, la Gerusalemme Celeste, ma anche il luogo delle tentazioni, delle visioni mistiche delle quali si fa testimone.
Il Cristo, modello di vita per Chiara di Montefalco è chiave e centro della storia e la martire sa bene che “…se il Signore non costruisce la città, vani sono gli sforzi degli operai”.
Marino Pagano con questa pubblicazione scorrevole e intensa ci aiuta a meditare sulla vera fama, cosa diversa dalla notorietà effimera, figlia di un mondo dove la Vanità si risolve in vanità. Nel cuore incoronato di spine di Chiara da Montefalco il desiderio profondo è di divenire piccoli davanti agli uomini per essere grandi davanti a Dio.
MARINO PAGANO

Giornalista, classe 1980, scrive su testate di viaggi, ricerca storica e cultura. Collabora con Cultura e Identità, Borghi Magazine, e-Borghi Travel e Puglia Amazing. Segue la cronaca culturale pugliese sulle pagine del settimanale Epolis Bari In Week e su altre testate locali. Ha fondato, con Edoardo Spagnuolo, la pubblicazione di divulgazione storica Lo Scudo e La Spada e collabora alla redazione della rivista di storia e arte Neda. Saggista a tema storiografico (sulla storia della spiritualità medievale o sulle dinamiche del Risorgimento e del Brigantaggio postunitario al Sud) è direttore responsabile del semestrale Studi Bitontini. E’ direttore responsabile di “Mola Libera”.





