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“CHIUDIAMO LA DISCARICA”: UN’ASSOCIAZIONE SEMPRE PIU’ LONTANA DAL MONDO REALE…

data:

E’ ben vero che un giornale ha il dovere di pubblicare i comunicati stampa ricevuti da qualsiasi ente e associazione, con attinenza alle questioni del nostro territorio, ma è altrettanto vero che in certi casi non è possibile esimersi dal commentare, anche molto negativamente. Ed è quanto siamo costretti a fare dopo aver ricevuto e letto il comunicato stampa dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, che di seguito pubblichiamo, con le nostre opportune considerazioni.

Riceviamo dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” e pubblichiamo:

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NOSTRO COMMENTO

Purtroppo, gran parte di quanto scrive l’Associazione “Chiudiamo la discarica” è frutto di una visione alterata della realtà, di una percezione distorta dal velo che fa l’appartenenza partitica della sua dirigenza o quanto meno il far parte, o comunque essere collaterali, ad uno schieramento politico.

E questo velo proietta inevitabilmente il sodalizio ai confini della realtà, se non oltre, in un universo parallelo, dove le “carte” assumono significati estemporanei, quasi esoterici, mistici.

Sì, perchè la lettura che dà tale associazione della difficile e complessa situazione di Martucci, non ha riscontro con i dati di fatto e, in ogni caso, con i documenti e con gli atti amministrativi.

Ma andiamo per ordine:

  1. RIFUNZIONALIZZAZIONE VASCHE E PROCEDIMENTO AIA

Premessa

Innanzitutto, vi sarebbe da chiarire a quale titolo tale associazione partecipa alle riunioni della conferenza di servizi in corso sul rilascio dell’AIA, non essendo stata delegata da nessuna assemblea o organizzazioni dell’ambientalismo locale. Diciamo che il sodalizio si è “imbucato” successivamente ai tempi del Tavolo tecnico regionale, quando a rappresentare in esso (in base a quanto previsto dalle norme regionali istitutive) il pluralismo delle associazioni ambientaliste molesi e conversanesi fu designato, di comune accordo, il prof. Franco Fanizzi.

Cessato il Tavolo tecnico regionale, per scioglimento deciso unilateralmente dalla Regione Puglia, le funzioni e la dotazione finanziaria furono trasferite al Tavolo tecnico intercomunale, composto dai comuni di Mola (che fu designato capofila), Conversano e Polignano: fu allora che, senza darne informazione alle altre realtà associative dell’ambientalismo, “Chiudiamo la discarica” si “imbucò” nelle riunioni, con l’assenso dei Sindaci di Mola e di Conversano, tenuto conto che il Comune di Polignano non svolse mai un ruolo attivo.

Per poi accreditarsi addirittura come “consulente” del Comune di Conversano, una volta che il Comune di Mola cessò (non si sa bene per quale motivo) di essere capofila di quel “tavolo” intercomunale, anch’esso “smontato” alla pari di quello regionale.

Un ruolo che “Chiudiamo la discarica” si ritagliò non trovando più facile udienza qui a Mola, a seguito dell’autoreferenzialità e del collateralismo politico impresso all’associazione dal “golpe” di una cerchia ristretta. Tanto che la perdita di credibilità dell’associazione portò alla nascita di “Stop Martucci”, proprio al fine di dare voce all’ambientalismo molese autonomo, fuori dagli schemi partitici.

In ogni caso, pur con il palesarsi di un’estrema autoreferenzialità dell’associazione, ben lontana ormai dal consenso partecipativo che seguì alla sua prima nascita come comitato, il Sindaco di Mola e Vittorio Farella hanno fatto e disfatto, relegando in second’ordine il pluralismo dell’associazionismo ambientalista locale, tanto che oggi, per contrappasso, si assiste addirittura ad una conferenza di servizi dalla quale è escluso il Comune di Mola (ex capofila del tavolo intercomunale), mentre vi siede, o comunque vi partecipa, un’associazione di pochi adepti, non si sa bene per quali meriti, se non quelli, come si è detto, dell’appartenenza politica alla coalizione di governo regionale e cittadina.

Ma andiamo alla sostanza del punto in questione:

a) L’AIA, a differenza di quanto crede l’Associazione, non è un procedimento avulso, ma nasce da precise condizioni. Infatti, l’emendamento Caracciolo – Parchitelli (PD) al testo del Piano Regionale dei  rifiuti, che il presidente Farella dimostra di non aver ancora compreso, sia nel suo tenore letterale che in quello logico, è molto chiaro:

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Scrive infatti Farella: “viene alluso che l’AIA sia stata conseguenza del finanziamento regionale di fine 2023”, dicendo poi che così non è.

E invece è esattamente questo che stabilisce il testo dell’emendamento: “L’entrata in esercizio del lotto II, oggetto di contratto di concessione pubblica, è vincolato all’avvio delle misure di cui al punto 2, da parte di AGER”…

E cosa dice il punto 2? E’ molto chiaro a riguardo in relazione all’attivazione sul lotto III di: “Misure di prevenzione attivabili ai sensi dell’art. 240  del D.Lgs. 152/2006 al fine di ridurre i rischi potenziali”.

A tal proposito, a fine 2023, il 28 dicembre, la Giunta Regionale stanziò 200 mila euro destinate al Comune di Conversano in maniera specifica per dare esecuzione a tale previsione. Ecco il comunicato stampa della Regione Puglia:

“Stanziati 200.000 euro in favore del Comune di Giovinazzo (Ba) per attività di emungimento e smaltimento del percolato nella discarica in località San Pietro Pago e di € 200.000,00 in favore del Comune di Conversano per attuare, anche con il supporto di AGER, misure di prevenzione sul lotto III della discarica Lombardi Ecologia in contrada Martucci. Disposto, inoltre, che le risorse assegnate al Comune di Giovinazzo con delibera 628/2021 per le attività di emungimento, trasporto e smaltimento percolato (oggi residue pari a € 172.821,80) siano utilizzate dall’Amministrazione comunale per completare l’intervento di copertura provvisoria della discarica, con l’obiettivo di ridurre il battente idraulico presente nel corpo rifiuti al livello di guarda e scongiurare eventuali episodi di accumulo sul suolo.”

Dopo qualche tempo, come era assolutamente prevedibile (e come scrivevamo fin dal 14 dicembre 2021, cioè dall’approvazione del Piano Regionale rifiuti), il 25 gennaio 2024 si ebbe la prima riunione della Conferenza di servizi finalizzata ad esaminare la richiesta di rilascio dell’AIA, da parte della Progetto Gestione Bacino Bari 5 (Gestore dell’impianto complesso, compreso il lotto II di discarica), per la rifunzionalizzazione delle due vasche del lotto II. 

Infatti, l’emendamento Caracciolo-Parchitelli così stabilisce in proposito: “La riattivazione delle vasche, oggetto di concessione pubblica, è anche subordinata alla conclusione dei lavori di rifunzionalizzazione delle stesse, in attuazione della preventiva autorizzazione ambientale regionale ex D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.”

Ed è abbastanza ovvio che la convocazione della conferenza di servizi si tenesse soltanto DOPO l’avvio delle misure di prevenzione sul Lotto III, proprio come stabilito nell’emendamento. Un avvio, come si è visto, sancito allo scopo dallo stanziamento di 200 mila euro da parte della Regione: che il Gestore dell’impianto complesso ne avesse chiesto il rilascio il 25 novembre 2023 non ha alcuna attinenza con la scansione temporale stabilita nel Piano. Diciamo che il Gestore aveva semplicemente inteso “portarsi avanti nel lavoro”, per trovarsi già pronto con la domanda presentata all’atto dell’avvio delle misure di prevenzione sul lotto III: una previsione che consentiva l’approvazione della richiesta di AIA, previo esito della conferenza di servizi.

Quanto poi sia accaduto in seguito, nella ricostruzione dell’Associazione “Chiudiamo la discarica”, è solo frutto di interpretazioni soggettive, tenuto conto che, in effetti, e come abbiamo già riportato altre volte, la conferenza di servizi fu sospesa in attesa del pronunciamento dell’Autorità di Bacino sulla rilevanza di un reticolo idrografico che interessa il lotto II. Ma cosa ci facesse il Presidente dell’Associazione nei sopralluoghi finalizzati ad individuare il reticolo idrografico, resta un mistero: a che titolo è stato delegato dal Comune di Conversano e quali competenze può vantare in materia idrogeologica?

Quello che conta, al momento, è soltanto la documentazione ufficiale (della quale siamo in possesso e che pubblicheremo quando sarà resa nota in Conferenza di servizi). Tale ultima documentazione, ad ogni modo, è la lettera di risposta dell’Autorità di Bacino alla Regione Puglia – Servizio Autorizzazioni Ambientali, inviata il 7 ottobre 2024, che dà conto di numerose riunioni tra l’Autorità di Bacino, gli Uffici Regionali e il Gestore, come di seguito specificato in essa:

“Sono seguiti diversi incontri tecnici tematici con il Gestore e la Regione Puglia (9 aprile, 29 aprile e 29 agosto) per concordare l’area di studio e i modelli da utilizzare per il calcolo dei parametri delle esondazioni con tempi di ritorno di 30, 200 e 500 anni corrispondenti ai diversi livelli di pericolosità del PAI alta, media e bassa pericolosità idraulica.”

E quindi:

“Nell’ultimo tavolo tecnico tenutosi il 29 agosto u.s., presso la sede Puglia di questa Autorità di Bacino distrettuale, a cui erano presenti i) i funzionari AdB in calce alla presente nota, ii) il Gestore della discarica con i suoi consulenti (….) iii) il funzionario
responsabile del procedimento della Regione Puglia (…), l’Ingegnere (…) ha mostrato
i primi risultati dello studio eseguito e al contempo le ipotesi delle soluzioni progettuali da porre in essere a garanzia della sicurezza dei siti, successivamente elaborati definitivamente ai fini della trasmissione formale a tutti i soggetti competenti.”

E alla fine si esprime parere preliminare positivo con una serie di prescrizioni:

Eppure il Presidente Farella non conosce questa lettera… e già promette un fuoco di sbarramento nel caso di rilascio positivo dell’AIA… Come se le precedenti azioni dell’Associazione avessero prodotto risultati strabilianti… E infatti siamo ancora messi come tutti conoscono: quintali di “carte” spesso inutili e controproducenti, con risultati prossimi allo zero.

CHIUSURA TOTALE E DEFINITIVA DELL’IMPIANTO

Anche in questo caso, “Chiudiamo la discarica” ha visto, come si suol dire, un altro film. Ed è una pellicola statica, in bianco e nero, mentre si srotola veloce il nastro della proroga incombente.

Quanto scrive il Presidente Farella non è ottimismo, e neppure realismo: è incapacità di comprendere i documenti, o di non leggerli oppure di leggerli come gli aggradano.

Infatti, “Chiudiamo la discarica” sviluppa il suo ragionamento sulla base di luoghi comuni oltre che di date ormai largamente superate non solo dagli eventi, ma che contrastano con gli stessi documenti ufficiali che il sodalizio dovrebbe conoscere.

Come ad esempio, la Deliberazione della Giunta regionale 16 maggio 2024, n. 615 che reca norme in materia di Piano regionale di gestione rifiuti urbani (PRGRU) “aggiornamento del fabbisogno di smaltimento”.

Tale delibera di Giunta regionale così dispone in merito a Martucci:

Quindi, innanzitutto va detto che il Sindaco di Mola sbaglia, clamorosamente, quando sostiene pubblicamente (lo ha fatto più volte) che il “principio di prossimità” su base provinciale, introdotto dal vigente Piano Regionale rifiuti, non esiste più. Esiste, eccome: e lo si legge benissimo nella premessa alla tabella, nella delibera di Giunta di cui sopra, di alcuni mesi fa, mai superata da altre disposizioni in merito.                                                    

E altrettanto sbaglia Farella quando sostiene che il lotto II della discarica chiuderà nei termini stabiliti dal Piano regionale rifiuti, cioè entro il 31.12.2025, perchè egli dice che il rilascio dell’AIA non è ancora avvenuto e che la rifunzionalizzazione delle due vasche non potrà comunque avvenire tecnicamente prima di quella data.

Purtroppo, un’avvertenza, sempre presente nella stessa delibera di Giunta Regionale 16 maggio 2024, n. 615, spiega chiaramente che i termini possono essere molto elastici:

“Risulta avviato nel Dicembre 2023 l’iter di riesame dell’AIA necessario alla riattivazione delle vasche A e B della discarica in contrada Martucci.
Alla luce di quanto su riportato si registra, allo stato, un ritardo nell’attuazione del Piano che prevedeva l’entrata in esercizio e la chiusura delle vasche A e B e del lotto III entro dicembre 2025.”

Pertanto, l’ottimismo di facciata di Farella è del tutto ingiustificato, così come il suo “realismo”.

Ma vi è ancora di più. La stessa data fissata nell’emendamento al Piano regionale di chiusura del Lotto II (31.12.2025), è facilmente prorogabile, senza dover passare attraverso un nuovo voto del Consiglio Regionale, poiché – come risulta chiaramente dal deliberato del Consiglio regionale di approvazione del Piano – è demandata alla Giunta regionale ogni variazione opportuna che dovesse rendersi necessaria in considerazione della dinamicità di tale strumento programmatorio.

Anche in questo caso, risultano smentite le reiterate affermazioni pubbliche non solo di Farella, ma pure del Sindaco e del Presidente della Commissione speciale Martucci, il consigliere Losito.

Stesso discorso vale per la data finale del contratto di concessione, che scade nel maggio 2027: è ben vero che il Piano contempla la cessazione delle attività dell’impianto complesso a tale scadenza, ma è anche vero che la Giunta potrebbe deciderne la proroga senza dover passare dal Consiglio Regionale.

E si sa benissimo che i contratti pubblici con i privati vivono a lungo termine in regime di “prorogatio”, per mille motivi, e non sempre trasparenti.

Ecco quanto risulta dal deliberato del Consiglio Regionale in merito alla delega concessa dal Consiglio stesso alla Giunta regionale per le eventuali modifiche al Piano regionale rifiuti, e che Emiliano sta utilizzando continuamente con provvedimenti di Giunta numerosi:

MESSA IN SICUREZZA DELL’INTERA AREA VASTA

Su quest’ultimo punto del comunicato dell’Associazione “Chiudiamo la discarica” forse sarebbe meglio tacere per non essere sarcastici, tanto di fuffa sanno le vanterie peraltro non corroborate da alcun risultato davvero tangibile.

Il paragrafo si apre infatti così: “Su questo problema (della “messa in sicurezza dell’intera area vasta”, ndr) abbiamo incentrato il nostro massimo sforzo negli ultimi tempi. Solo per fare un esempio esplicativo riportiamo letteralmente, da verbale n.8 del Tavolo Tecnico (nel quale la nostra associazione era incardinata e protagonista) del 29.10.2019, quanto deciso in quella storica risoluzione che tanto ha influito sul corso della storia Martucci:….” 

Chiamare “storica risoluzione” un verbale di una semplice riunione tecnico-amministrativa, sa davvero di vanagloria autoreferenziale. E peraltro di tutti quei punti sciorinati di seguito non ce n’è uno che sia stato portato concretamente a compimento.

Ad esempio: a) intervento sulle aree oggetto di deposito incontrollato di rifiuti: non ce ne è una, a cominciare dalla discarica abusiva di San Vincenzo, che sia stata bonificata;

b) caratterizzazione dei suoli: nessun intervento;

c) monitoraggio della falda: scavo di piezometri ridotti a ben poche unità rispetto alle iniziali preventivate;

d) diffusione delle informazioni: meno di zero, tanto che Comuni e l’Associazione in discorso le info le trattengono, di certo non le condividono;

e) studio di fattibilità di eventuali interventi di risanamento ambientale della falda), nonché di quanto previsto nella DGR 2211 del 29/11/2018, ai fini de completamento delle indagini sull’Area perimetrata interessata, del monitoraggio continuo dell’evoluzione della situazione e della programmazione degli interventi di bonifica necessari: l’unica attività esperita è stata l’indagine geognostica che, in realtà, non ha portato ad alcun risultato univoco e certo;

f) Il Comitato ritiene si debbano avviare le procedure amministrative per la messa in sicurezza dei luoghi: e infatti non esiste alcuna messa in sicurezza…

g) studio di distribuzione delle concentrazioni degli elementi inquinanti, non del solo superamento del loro valore di soglia, per poter possibilmente valutare i valori più realistici nei punti di perdita dall’ipotetico mezzo di contenimento, così come della loro distribuzione spaziale in una vena acquifera molto ricca: uno studio (peraltro mai eseguito) privo di senso se non vi è, a priori, un vero e proprio studio idrogeologico della falda che attraversa Martucci e che da tale sito è influenzata, in specie a valle della discarica.

Peraltro, come abbiamo già spiegato in un nostro recente articolo, la nuova normativa del codice penale in materia ambientale non richiede il superamento delle CSC e delle CSR (e neppure studi fin troppo complicati, onerosi e controversi) per definire la presenza di un inquinamento e/o disastro ambientale: è sufficiente, nel caso di Martucci, la relazione ARPA dell’ottobre 2019, nella quale si stima, per il solo lotto III, la produzione di ben 20 milioni di litri di percolato dal 2012 al 2019, mai estratti e, quindi, finiti nel sottosuolo e, in sostanza, nella falda. Pertanto, il Sindaco del Comune di Mola può  senz’altro procedere a denunciare i fatti alla Procura della Repubblica. Lo farà?

Continua il comunicato: “Poi giova ricordare che l’AREA VASTA DEL SITO MARTUCCI È STATA INSERITA NEL PIANO REGIONALE DELLE BONIFICHE CON UN PRIMO, SEPPUR IRRISORIO, FINANZIAMENTO, e non certo per grazia ricevuta.

Quindi, Farella rivendica a sè un merito, ma non è molto chiaro di cosa stia parlando, mancando ogni riferimento normativo e amministrativo all’affermazione.

In ogni caso, i lettori già conoscono il finanziamento ottenuto dal lotto III per un’attività di messa in sicurezza che, tuttavia, vede tale lotto (con esclusione dei lotti I e II, sebbene anch’essi produttori di percolato) classificatosi, in ordine di priorità, al 12° posto su 13 discariche da chiudere e da bonificare. E pertanto la cifra di 75 milioni di euro da dividere con le altre discariche arriverà molto tardi: se tutto va bene, e se avanza qualcosa, i finanziamenti giungeranno soltanto a partire dal 2028.

Tralasciamo per carità di patria le considerazioni finali, per dire che, nella sostanza c’è poco e niente in quel che rimane di questa associazione che, nei suoi primi anni, fu invece davvero benemerita perchè era in sintonia con il volere popolare, non con gli apparati di partito e le “sagrestie” regionali.

Oggi gli adepti all’associazione si dichiarano “Nè ottimisti, nè pessimisti, ma realisti“.

Infatti… più realisti del Re!

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