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Mola di Bari

“COMITATO PER PALAZZO ROBERTI”: UNA GRANDE MOSTRA DEDICATA A BRUNO CALVANI

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Il sodalizio, che raggruppa 23 associazioni culturali e decine di singoli cittadini, propone al Comune di Mola l’organizzazione di un’importante esposizione delle opere del prestigioso scultore molese che, con Onofrio Martinelli, fece parte dell’importante gruppo di artisti italiani nella Parigi degli Anni ’20 e ’30 del secolo scorso, tra cui De Chirico e De Pisis.

Riceviamo dal “Comitato per Palazzo Roberti” e pubblichiamo:

Facendo seguito a colloqui già intercorsi nei mesi scorsi con il Sindaco e l’Assessore alla Cultura, e, quindi, ad una precedente riunione del 21 maggio scorso, tra il “Comitato per Palazzo Roberti” e il Comune di Mola, nella persona del dott. Pasquale Sibilia, in data odierna, 26 giugno 2019, si è tenuto un nuovo incontro tra una delegazione del Comitato, l’Assessore alla Cultura Lucia Parchitelli e il dott. Sibilia.

Nell’occasione, è stata discussa la proposta del Comitato, contenuta nella lettera allegata, già condivisa nelle linee propositive dagli esponenti comunali.

Obiettivo primario dell’intesa, che per l’attuazione procederà nelle modalità previste dalle norme dell’Ente, è la realizzazione di una grande mostra artistica dedicata allo scultore molese Bruno Calvani, quale primo avvio di un ciclo pluriennale di analoghi eventi artistici da legare alle altre personalità espressione della storia e della cultura molese.

In tal senso, il “Comitato per Palazzo Roberti”, che ha tra i suoi obiettivi costitutivi il recupero e la destinazione primaria dello storico edificio a fini artistico-culturali, ha altresì allegato alla lettera la propria proposta per la realizzazione nello stabile del “Museo civico, multifunzionale e multidisciplinare con ruolo identitario, di fucina e produzione culturale”, con integrazioni per la specifica dedicazione alle “Sette Arti”.

Si allega anche copia della predetta proposta.

Mola, 26-07-2019

Il Presidente del “Comitato per Palazzo Roberti”

Dott. Andrea G. Laterza

Ecco la lettera inviata al Comune di Mola per l’organizzazione di una mostra artistica da dedicare allo scultore molese Bruno Calvani:

(per scorrere il documento, cliccare sulle icone con le frecce in basso a sinistra):

Chi è stato Bruno Calvani:

Bruno Calvani (Mola di Bari, 4 gennaio 1904 – Milano, 19 dicembre 1985), scultore.

Avviato agli studi presso l’Istituto fisico-matematico di Bari, appena adolescente denota una spiccata sensibilità artistica che indurrà suo padre dapprima ad affidarlo allo scultore barese Gaetano Stella e poi a inviarlo nel 1918 a Roma dove si iscrive alla scuola di nudo dell’Accademia di Belle Arti. Nella capitale, nonostante la giovane età, inizia a frequentare i principali ambienti artistici, stringendo amicizia con i pittori Carlo Socrate e Francesco Trombadori. Quindi, entra nello studio dello scultore Attilio Torresini.

Al 1921 risale la prima esposizione, presso la Mostra Annuale di Belle Arti di Bari. Dopo l’estate si trasferisce a Milano e viene accolto, con particolare benevolenza, nello studio di Adolfo Wildt.

Parte per Parigi nel 1926, dove incontra il pittore conterraneo Onofrio Martinelli, insieme al quale scopre la città e visita i molti musei e le gallerie d’arte. Attratto dall’ambiente internazionale parigino, vi si stabilisce. A partire dal 1932 si intensificano le occasioni per esibire le sue opere ed entra stabilmente nella cerchia artistica nota come école italienne de Paris, e comprendente Severini, Paresce, de Chirico, Campigli, Tozzi, de Pisis, Martinelli.

Nel 1936, insieme ad artisti francesi, fonda il gruppo Nouvelle Génération ed espone alla prima mostra della corrente. Nel 1937 è incaricato di realizzare una statua di tre metri per il padiglione italiano dell’Esposizione Universale parigina.

La seconda guerra mondiale coglie Calvani nella capitale francese: lo scultore viene condotto in un campo di prigionia e subisce il saccheggio dello studio. Nel 1942 rientra in Italia e prende residenza a Milano, che elegge a sua città d’adozione.

Nel 1945 è l’unico scultore ad esporre, insieme ai pittori Renato Guttuso, Giovanni Omiccioli, Domenico Purificato e Giulio Turcato, in una collettiva presso la Galleria del Secolo in via Veneto a Roma. Nell’immediato dopoguerra si susseguono le esposizioni, sia personali sia collettive, tanto in gallerie private quanto in eventi ufficiali come, tra gli altri, la Biennale di Venezia del 1952.

Calvani ottiene inoltre il Premio Saint Vincent e il premio della Spiga nel 1946, il premio Nazionale Principe Umberto nel 1948. Nello stesso anno una sua opera viene acquistata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Milano. Saranno questi gli anni in cui il capoluogo lombardo diventa il fulcro attorno al quale ruota la vita personale e professionale di Bruno Calvani.

Nel 1959 il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi gli assegna la medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, in occasione della partecipazione alla Biennale nazionale d’Arte.

Al 1961 risale la grande statua bronzea di Doña Flor, monumento alla protagonista di una delle opere del musicista Niccolò van Westerhout, commissionatogli dall’amministrazione comunale di Mola di Bari. Insieme al portale bronzeo della chiesa di San Giuseppe a Legnano, annessa al monastero delle carmelitane scalze, la statua di Doña Flor è una delle poche occasioni in cui l’artista, nella sua maturità, si dedica ad un’opera di grandi dimensioni, allontanandosi dalla realizzazione di maschere e terrecotte.

Nel 1965 è nominato membro dell’Accademia di San Luca. Negli anni successivi si susseguono, specialmente a Milano, le occasioni nelle quali la maestria di Calvani viene celebrata: così nel 1971 l’esposizione “La scuola italiana di Parigi” presso l’Annunciata, nel 1973 “I Maestri in Brera”, nel 1977 “L’Umano nella scultura italiana” sempre all’Annunciata, nel 1981 la retrospettiva 40 anni di mostre. Calvani muore il 19 dicembre 1985 a Milano, alla soglia degli 82 anni (tratto da Wikipedia).

Ed ecco la proposta del Comitato per la realizzazione nel Palazzo Roberti, una volta recuperato integralmente, del “Museo civico, multifunzionale e multidisciplinare con ruolo identitario, di fucina e produzione culturale”:

(per scorrere il documento, cliccare sulle icone con le frecce in basso a sinistra):

 

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