Il nostro giornale ha rivolto alcune domande al Sindaco Colonna e alla sua Giunta: Piano comunale delle coste, destino dell’ex scuola elementare di Via Trento, perdurante chiusura della struttura sociale di Via De Gasperi. Alcune risposte sono state interlocutorie, una, invece, molto preoccupante.
Ieri abbiamo pubblicato il resoconto della conferenza stampa tenuta nella stessa giornata, giovedì 14 gennaio, dal Sindaco con i suoi Assessori:
Oggi proseguiamo con le domande che “Mola Libera” ha rivolto alla Giunta comunale, a seguito dell’esposizione programmatica effettuata dal Sindaco.
In particolare, la prima domanda ha avuto ad oggetto la bozza del “Piano comunale delle coste”, alla quale il nostro giornale ha dedicato due articoli, pubblicando anche la versione integrale della relazione illustrativa del progettista arch. Andreassi.
Nello specifico abbiamo chiesto al Sindaco (in assenza dell’Assessore Berlen) cosa intendesse fare la sua Giunta, in sede di adozione del Piano, per tenere conto dell‘assenza nella bozza progettuale di ogni riferimento al grave rischio idrogeologico che interessa la costa molese in corrispondenza dello sbocco a mare delle principali lame che attraversano il nostro territorio, soprattutto alla luce dell’alluvione del 26 settembre 2006, che, con l’ondata di piena, comportò perfino il cedimento strutturale del viadotto sulla Mola – Cozze sovrastante la lama di Monsignore.

Inoltre, per chiedere quali intendimenti avesse la Giunta in merito all’assenza nella bozza del Piano di riferimenti alla specifica tutela e valorizzazione ambientale, paesaggistica e naturalistica della nostra costa, con l’eliminazione dell’abusivismo, dei “muri sul mare” costruiti nell’acqua, degli accessi al mare sbarrati, nonchè con la necessità di ricostituire laddove possibile la macchia mediterranea, le coltivazioni tipiche di pomodoro, la creazione di oasi per la nidificazione degli uccelli marini, ecc..

Non solo: “Mola Libera” ha anche evidenziato al Sindaco la lettera inviata dal “Centro Molese di Cultura e Studi Storico Archeologici” e da noi pubblicata (qui sotto il link all’articolo).
Tale missiva è stata inviata alle Autorità politiche e amministrative del Comune di Mola, nonchè al progettista arch. Andreassi, per lamentare non solo l‘assenza di riferimenti al rischio idrogeologico palesato nel recente passato con eventi devastanti, quale, da ultimo, l’alluvione del 26 settembre 2006, ma anche per evidenziare la mancanza di richiami alle tracce di carattere storico e archeologico presenti in numero e qualità rilevanti lungo tutto il litorale molese.

Il Sindaco ha risposto che si terrà conto delle osservazioni sia di “Mola Libera” che del “Centro Molese di Cultura e Studi Storico Archeologici”, come di ogni altra osservazione che perverrà a seguito dell’adozione del provvedimento con l’apertura della consultazione e confronto con le associazioni e i cosiddetti “stakeholders” (“portatori di interesse”).
“Voglio rassicurare tutti – ha detto Colonna – l’adozione del provvedimento in Giunta è propedeutica al confronto con la cittadinanza, non sarà una chiusura di dialogo”.
Inoltre, Colonna ha voluto precisare che la frase “stressare la norma”, utilizzata nel corso della 3^ Commissione consiliare, non significa violare quanto previsto nelle disposizioni di legge, ma considerare le interpretazioni possibili delle norme regionali per velocizzare l’iter e agevolare gli insediamenti balneari.
Con la seconda domanda, “Mola Libera” ha chiesto chiarimenti sul destino dell’edificio della ex scuola elementare “De Amicis” di Via Trento.
Una struttura chiusa per pericolo di cedimenti strutturali nel febbraio 2010 dal sindaco pro tempore Nico Berlen, mai più riaperta e abbandonata al suo destino nel degrado e nell’abbandono totale, con gravi rischi igienico-sanitari, come documentato più volte, con foto e segnalazioni dei residenti nella zona, dal nostro giornale.

Dopo ormai 11 anni da quella chiusura, il Sindaco Colonna ha risposto alla nostra domanda in maniera molto generica e, dal nostro punto di vista, preoccupante.
In poche parole, il Sindaco ha detto che l’edificio e l’area scoperta verranno inseriti nel Piano delle alienazioni degli immobili comunali, guardando a quelle che sono le esigenze complessive della zona urbana circostante, in una strategia complessiva per decisioni che verranno prese anche in merito al destino delle case popolari di Via Fiume e della Media Tanzi, con un’interazione pubblico-privato, comunque ribadendo il coinvolgimento del Consiglio comunale nel processo decisionale.
Parole e frasi che, a nostro parere, preoccupano moltissimo. In sostanza, si torna alla visione che fu evidenziata a suo tempo anche dalla Giunta Diperna e che vedeva la dismissione dell’edificio scolastico per metterlo a disposizione dei privati, con compensazioni al Comune.

Si tratta di un’ipotesi gravissima: uno dei migliori fiori all’occhiello dell’edilizia scolastica molese, con una grande e ariosa area a verde, potrebbe essere svenduta a qualche palazzinaro locale o forestiero in cambio di un pugno di lenticchie da riservare come mancia alla collettività.
Ora, è indubitabile che, a causa del forte decremento demografico, non siano più necessari ulteriori edifici scolastici, tuttavia l’ex scuola di Via Trento si trova in un quartiere, la “Mola Bianca”, assolutamente privo di servizi e di verde per i suoi abitanti.
Pertanto, il destino di quell’edificio e della sua area di pertinenza va pensato privilegiando in maniera assoluta gli interessi collettivi di quella parte di città, completamente trascurata e sacrificata da tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute.
Pensare ad una alienazione a favore dei privati sarebbe una decisione assolutamente non condivisibile. In questi casi, come si è fatto per altri contenitori comunali, vanno ricercati finanziamenti pubblici per un recupero dell’immobile o quanto meno per una sua sostituzione a fini eminentemente di interesse generale.
Quella zona è carente di tutto: servono parcheggi, verde attrezzato, aree commerciali, attrezzature sportive e per il tempo libero.
Ci auguriamo che il Consiglio comunale voglia evitare una alienazione al migliore offerente con la solita logica della speculazione fondiaria, che prevede in cambio l’elargizione di una manciata di metri quadri al Comune. E’ purtroppo un “film già visto” che, se andrà ancora in scena sugli schermi cittadini, denunceremo con vigore.
L’ultima domanda che è stata concessa al nostro giornale ha avuto come tema la perdurante mancata apertura della struttura comunale di Via De Gasperi, da adibire a Centro Diurno per disabili, Casa Famiglia e per associazioni a tutela di persone deboli e svantaggiate.

Ha risposto l‘Assessora ai Servizi sociali Lea Vergatti, evidenziando il blocco dei nuovi accreditamenti regionali ad ulteriori strutture nel Piano regionale dei centri diurni, nonostante il riconoscimento di 45 posti per disabili molesi.
Un blocco che impedisce anche l’attivazione della “Casa Famiglia”, uno strumento molto importante per l’accoglienza dei minori, allontanati per gravi motivi dalle famiglie naturali, in vista dell’affido familiare.
L’Assessora ha detto che il Comune di Mola sta comunque insistendo per la veloce riattivazione dell’iter per l’accreditamento anche con il riconoscimento dei “buoni di servizio” alle famiglie dei disabili che ne avranno diritto.
A margine, il nostro giornale ha fatto cenno al pesante crollo demografico che investe Mola, con i bambini da 0 a 4 anni in numero e in percentuale inferiore rispetto agli ultra 85 enni, tale da vedere Mola al vertice negativo (subito dopo la minuscola Poggiorsini) della classifica provinciale (dati ISTAT 2019).
“Mola Libera” ha chiesto se saranno prese misure per favorire la natalità e la famiglia, con l’adozione di regole e standard che vedano una “città a misura di bambino e di genitorialità”.
L’Assessora Vergatti ha risposto che è allo studio un “Polo per la famiglia”, da 0 a 99 anni, per fornire servizi unitari che favoriscano la socialità familiare.






Invito alla Riflessione.. La Riflessione è rivolta a tutti indistintamente. Veniamo al dunque: si possono pensare e fare tante domande, ma il Quesito che nessuno più si pone da decenni è, ma sul serio siamo convinti di stare a civilizzarci anno dopo anno..!? Sono decenni che viviamo in una realtà fosca nebbiosa ambigua disumana ecc, l’uomo ha perso è smarrito se stesso alla ricerca del benessere immediato della comodità e della ricchezza di denaro in modo sfrenato. Questo messaggia la politica da diversi decenni, non importano i mezzi l’importante è il fine..! Si vendono anche l’anima pur di salire sul piedistallo e sedere sullo scranno agognato per poi cercare di non abbandonarlo più. Perché ci sono soldi è potere, è chi s’importa se la gente e l’economia andranno in rovina tanto i politici avranno colmato la loro sete i loro sogni e ambizioni. Ci stiamo imbarbarendo ogni giorno mese e anno che passa sempre di più, ci porteranno al punto di ammazzarci gli uni con gli altri, forse lo fanno già. Io non voglio è desidero questo, Voglio un mondo dove la propria politica sia al servizio dei Cittadini sempre è comunque, Vita Natural Durante, non il contrario..! STOP all’IMBARBARIMENTO dell’Uomo è dell’Anima..!