La massima assise comunale, nella seduta di mercoledì 13 marzo, ha modificato alcune norme sul funzionamento del Consiglio Comunale stesso. Approvate, sempre all’unanimità, anche le delibere in merito all’istituzione della Denominazione Comunale Mola di Bari, il Piano Generale degli Impianti Pubblicitari e un ordine del giorno a sostegno del comparto agricolo. Il commento di “Mola Libera” alle modifiche al Regolamento del Consiglio comunale.
Comunicato stampa
Riceviamo dal Comune di Mola e pubblichiamo:
Si è tenuta nella serata di mercoledì 13 marzo una nuova seduta della massima assise comunale convocata dal presidente del Consiglio Comunale di Mola di Bari, Nicola Tanzi, nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale in via De Gasperi a Mola di Bari.
Passano all’unanimità i quattro punti all’ordine del giorno trattati: approvato il Regolamento per la tutela e la valorizzazione dei saperi, delle attività e delle produzioni agroalimentari locali e tradizionali con l’istituzione della De.Co. Mola Di Bari e l’ordine del giorno a sostegno del comparto agricolo, le modifiche al Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale e il Piano Generale degli Impianti Pubblicitari.
Rinviato il punto relativo all’approvazione del Piano Sociale di Zona 2022-2024 dell’Ambito Territoriale Sociale n. 11 Mola di Bari perché, come è stato annunciato dal sindaco Giuseppe Colonna, non è ancora pervenuto all’Ente il parere di competenza della Regione Puglia.
In merito all’approvazione del Regolamento per la tutela e la valorizzazione dei saperi, delle attività e delle produzioni agroalimentari locali e tradizionali, istituita la De.Co. (Denominazione Comunale) Mola Di Bari: a relazionare sul punto l’assessore allo Sviluppo Rurale Marino Liuzzi e la consigliera comunale Stefania Capotorto, presidente della I Commissione. Approvati all’unanimità sia l’emendamento presentato dalla minoranza con cui si inserisce l’introduzione e l’aggiornamento di un’apposita sezione nella Biblioteca Comunale sia il Regolamento stesso e la De.Co. Mola di Bari.
Approvato all’unanimità anche il Piano Generale degli Impianti Pubblicitari che risponde ad alcune mutate esigenze normative e che definisce gli aspetti legati alla localizzazione degli impianti, alla differenziazione degli ambiti (centro storico, centro abitato, zona lungomare, zona industriale e restante parte della città) in cui è suddiviso il territorio, alla classificazione degli impianti e alla caratterizzazione dei mezzi pubblicitari stessi.
Approvato, sempre all’unanimità, con tre emendamenti condivisi da tutto il Consiglio Comunale, l’ordine del giorno a sostegno del comparto agricolo, con il quale si impegna il sindaco e la Giunta Comunale a sensibilizzare le istituzioni europee e nazionali ed a promuovere iniziative a favore degli agricoltori e degli addetti al settore in un momento di particolare difficoltà dal punto di vista congiunturale ed economico.
Modificato il Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale, così come presentato dalla consigliera comunale Capotorto, presidente della I Commissione, con particolare riferimento all’aggiornamento dei quorum e agli adeguamenti normativi necessari. Anche l’ultima delle delibere all’ordine del giorno è stata approvata all’unanimità.
NOSTRO COMMENTO
Si dirà che i provvedimenti a fin di bene vanno votati sempre e comunque. E infatti non è detto che tutto quello che promana da un’Amministrazione comunale e dalla sua maggioranza debba essere bocciato, a prescindere, dalla minoranza. Ma quando si raggiunge l’unanimismo su ogni punto all’ordine del giorno, senza nemmeno un’astensione, qualcosa probabilmente nella dialettica democratica non funziona. La minoranza abdica al suo ruolo e si appiattisce sulle posizioni di chi è al governo cittadino. E questa prassi, alla lunga è deleteria per il buon funzionamento delle istituzioni e per le prospettive di alternanza al governo cittadino.
Peraltro, quando si arriva a votare all’unanimità modifiche al Regolamento del Consiglio comunale che restringono gli spazi di agibilità democratica della minoranza (a qualsiasi colore essa appartenga), allora la preoccupazione cresce e di molto.
Infatti, con la modifica che introduce l’obbligo di depositare le interrogazioni e le interpellanze, presso l’Ufficio di presidenza, almeno 48 ore prima dell’inizio della seduta consiliare programmata, la minoranza si fa imbrigliare in uno dei pochi spazi che ormai offre la potestà dei Consigli comunali: quella di dare voce ai cittadini senza voce presso l’Amministrazione comunale, costringendo Sindaco e Assessori a venire allo scoperto sui temi caldi della comunità.
Si dirà che il termine viene introdotto per dare tempo e modo all’Amministrazione di rispondere per tempo e con cognizione di causa. Ma è una motivazione che regge fino ad un certo punto. Molte volte è proprio il fattore sorpresa dell’interrogazione quello che dice moltissimo sui veri intendimenti di un governo cittadino. Una risposta sicura denota preparazione e attenzione, una che sia scialba e incompleta mostra la scarsa cura e la poca preparazione.
Insomma, la minoranza consente al Sindaco e alla sua Giunta di preparare per bene e con ogni accortezza i compiti a casa, pur sapendo che molte delle risposte che arriveranno dopo 48 ore saranno comunque “telefonate”, cioè in ogni caso di circostanza.
D’altra parte, il “regalo” della minoranza fatto al Sindaco Colonna e ai suoi Assessori non è da poco se giusto si considera che alla Camera dei Deputati, con il suo numero elevato di componenti e la complessità dell’azione di un governo nazionale, il regolamento stabilisce che le interrogazioni possono essere presentate entro le ore dodici del giorno antecedente a quello nel quale è previsto lo svolgimento delle interrogazioni.
Quindi, si tratta di poco più di 24 ore perchè le sedute di “question time” si svolgono normalmente alle 15.00 di ogni mercoledì. E se alla Camera dei deputati si utilizza un criterio temporale di questo tipo, perchè al Comune di Mola si obbligano i consiglieri di minoranza a depositare le interrogazioni addirittura 48 ore prima? Quale “vendetta” politica si voleva consumare? E perchè la minoranza ha accettato questa fortissima limitazione?
Inoltre, sempre il regolamento delle interrogazioni della Camera dei deputati fa giustizia definitivamente della regola che voleva imporre il Presidente del Consiglio comunale Nicola Tanzi, il quale aveva dato una lettura (sbagliata) del regolamento in merito alla dichiarazione di soddisfazione o insoddisfazione dell’interrogante rispetto alla risposta ricevuta dal governo cittadino, in senso sfavorevole.
Per Tanzi non era possibile rilasciare la dichiarazione di soddisfazione/insoddisfazione dei consiglieri comunali alle riposte del Sindaco se trattavasi di interrogazione, mentre ciò era garantito nel caso di interpellanze, dimenticando che le eventuali omissioni in un articolo, possono essere colmate con il ricorso all’analogia giuridica oltre che alla consuetudine.
Ecco cosa dice il regolamento della Camera dei deputati all’art. 132:
- Dopo la risposta del Governo su ciascuna interrogazione l’interrogante può replicare per dichiarare se sia stato o no soddisfatto.




