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COVID-19. “IN GERMANIA NON E’ UN DRAMMA”: INTERVISTA A DOMENICO CAPOTORTO

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Nel colloquio con il molese Domenico Capotorto, artista e musicista che lavora e vive a Berlino con la sua famiglia, appare il racconto di una Germania tranquilla, che non ha rinunciato alla sua quotidianità, e al benessere dei cittadini, pur nel mezzo della pandemia.

 

 

Domenico Capotorto , con la famiglia, nei pressi di Berlino

Chi è Domenico Capotorto

Nato a Mola nel 1972, dopo aver ottenuto il diploma di pianoforte con il massimo dei voti al conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali si trasferisce a Parigi dove consegue all’unanimità il diploma superiore all’Ecole Normale A. Cortot e al C.N.R. di Boulogne Billancourt. Si esibisce come solista con orchestra e in diverse formazioni di musica da camera in Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti e Giappone. Incide CD per la casa editrice Billaudot e compone e pubblica “Simple Parcours”, una raccolta di 15 brani per la gioventù. È titolare di cattedra ai conservatori di Vallée Sud, nella regione parigina. Compone ed esegue le musiche per “America!America!” al Lincoln Center, per “A provincial painter” e “Three eyes on Pinocchio” di Dacia Maraini, a New York. Ha collaborato con diversi registi cinematografici ed ha realizzato le musiche per il cortometraggio “The incredible journey of Margaux” e il film “L’invention de l’année 2016” (entrambi premiati in numerosi festival internazionali). Artista eclettico, ha studiato jazz e suonato in rock, pop e blues band. Nel 2015 pubblica online il suo primo romanzo in francese “La solitude du pianiste”, scrive e recita in inglese la commedia “Cabaret Opera” al Centro Culturale Italiano Italytime di New York. Il suo primo CD con composizioni originali, “Crossing Paths” è uscito nel 2017. Nel 2018 è stato pubblicato il suo secondo romanzo “The Hype” (Robin edizioni). Le sue musiche sono state interpretate da Veronica Pompeo nel disco “A provincial painter moods” (Rusty records 2018). Dal 2016 vive a Berlino dove insegna alla Freie Musikschule Tiergarten. Nel 2018 investe nel ristorante La cantina dei briganti di Mola di Bari e crea la società Apulia holidays.

Ecco le nostre domande.

Quali differenze hai notato nella gestione dell’emergenza covid-19 in Germania rispetto all’Italia?

Innanzitutto i toni tra i politici di diverse fazioni: nessuno remava contro ma, pacatamente, trasmettevano un sentimento di tranquillità, sottolineando la serietà della situazione e chiedendo il contributo dei cittadini a rispettare le norme del distanziamento. Sin da fine gennaio hanno insistito sui tamponi, arrivando fino a 500.000 a settimana e isolando gli infetti. La cancelliera, memore del suo passato privo di libertà nella DDR, ha optato per delle misure meno drastiche di quelle di altri paesi, come l’Italia, lasciando liberi i cittadini di uscire dalle proprie case, chiedendo di rispettare le distanze di sicurezza e le norme basilari di igiene. Inoltre, per non far cadere nel panico la popolazione per paura della recessione, ha messo a disposizione fondi speciali per diverse categorie, tra le quali gli artisti e operatori nel mondo dello spettacolo. Fondi che sono stati distribuiti ad una velocità impressionante (io ho atteso meno di 24h per vedermi accreditata la somma richiesta sul mio conto bancario). Diverse aziende hanno ridotto il tempo di lavoro ai loro dipendenti e lo stato ha compensato la perdita dello stipendio (mia moglie, per esempio, ora lavora al 20% ricevendo l’80% dello stipendio).

Perchè a tuo parere in Germania si è avuto un minor numero di decessi?

Si è parlato molto delle diverse maniere di vivere e sull’indipendenza dei giovani tedeschi che si allontanano dal nucleo familiare, a volte decenni prima degli italiani. Dopo aver vissuto per più di vent’anni in Francia, posso dire che anche i francesi hanno la stessa mentalità dei tedeschi ma non lo stesso numero di vittime del virus. Non sono sicuro che in Germania ci siano stati meno decessi: per questo si dovrà attendere la fine di questo periodo e contare i morti per altre malattie e confrontarli. Sarebbe interessante vedere, in altre nazioni, la curva dei decessi per cancro, malattie cardiovascolari, polmoniti, ecc. e confrontarle ai dati di questo primo quadrimestre.

E’ vero che c’è un diverso modo di considerare tali decessi?

Tutto dipende dalla maniera di contarli, ogni nazione fa parlare i numeri come vuole o conviene. Credo, personalmente, che i numeri dei decessi forniti dalla Germania siano quelli causati solo dal virus e non coloro ai quali il virus abbia collassato i corpi già affetti da malattie pregresse.

Quali sono state le misure più severe adottate nell’intera nazione?

La chiusura di scuole, luoghi di spettacolo, commerci, ristoranti, bar. Negli ospedali sono stati annullati tutti gli interventi non urgenti ed era vietato lasciare il territorio e la regione di residenza (Land).

E in particolare a Berlino, la tua città?

Ogni regione (Land) aveva la possibilità di aderire alle misure restrittive o aggiungerne altre, ma si sono attenuti ai consigli della Merkel, invitando comunque i cittadini ad uscire il meno possibile e solo per lavoro o emergenze.

Domenico Capotorto con Placido Domingo

Come ha reagito la popolazione alle misure restrittive?

La mia città è particolare di per sè: qui a Berlino la gente ha continuato ad uscire come se nulla fosse. Tutti gli Imbiss (tavole calde), döner-kebab o locali che offrivano ristorazione d’asporto hanno continuato a funzionare e la gente a frequentarli, ordinatamente, cercando di rispettare le distanze. Sotto casa, sul prato antistante il lago, con le belle giornate c’erano decine di persone che si abbronzavano. Altrimenti, abbiamo assistito anche qui a razzie di carta igienica, farina, lievito ecc..

Ora il governo tedesco ha già adottato una fase 2 con una generale riapertura, ma già circolano notizie di stampa di un’immediata ripresa dei contagi: si ritornerà alle restrizioni?

Non mi stupisce che in Italia circolino certe notizie: ma non sono lo specchio della realtà. Sono numeri che si riferiscono alla settimana precedente: il solo cambiamento che c’è stato fino ad ora, è stata la riapertura dei negozi con una superficie inferiore agli 800m2 da mercoledì. Questa notizia è di martedì 28, con numeri di lunedì 27, quindi quei dati si riferiscono al periodo precedente. Come conferma il Robert Koch Institute, l’aumento si è riscontrato solo nelle case di cura e di riposo. (https://www.open.online/2020/04/29/coronavirus-in-germania-i-casi-di-contagio-salgono-dopo-lallentamento-del-lockdown-no-spieghiamo-perche/?fbclid=IwAR3Da60Y0dh3H_p-E_HZjyazsmZmeomVGCVlxW7NiXzJ29A6Td887ZOHSAE)

In ogni caso, a mio parere, cercano di contenere l’immunità di gregge: si sa che prima del vaccino bisogna convivere con il virus (non si può restare chiusi in casa per mesi!) e, forti del loro sistema sanitario, scommettono sulle cure fisiche, cercando di fare in modo che la maggior parte della popolazione sana si infetti, piuttosto che sulle cure mentali e fisiche che una reclusione forzata per mesi può causare.

Da italiano, come stai vivendo questo periodo nella città in cui vivi?

Mi ritengo fortunatissimo: sono in uno dei pochi paesi al mondo dove mi sia permesso di circolare liberamente.

La tua attività di lavoro si è mai fermata? Hai ripreso?

Fisicamente il conservatorio dove insegno è stato costretto alla chiusura, ma ho continuato a svolgere il mio lavoro online, come tanti altri. Vista la specificità delle lezioni, forse dovremmo riaprire dal 4 maggio, con esclusione dei corsi collettivi.

Le scuole hanno ripreso a funzionare?

Le scuole riapriranno il 4 maggio ma solo per i maturandi e per determinate classi fino alla nostra corrispondente 5a elementare.

Come vivono i tuoi figli la situazione? Hanno potuto fare liberamente attività motoria?

La situazione è molto strana, all’inizio erano eccitati, chiamavano questa chiusura forzata “Coronaferien” (vacanze Corona). Ora gli mancano gli amici di scuola e di asilo ma hanno la fortuna di essere in due e liberi di uscire, correre e giocare tra di loro, quando vogliono.

Puoi descrivere una giornata tipo vissuta dalla tua famiglia sia nel periodo di maggiore restrizione che in quello attuale?

Non è cambiato molto, non ho sentito tanta differenza tra le due fasi. Dopo la colazione, mio figlio svolge i compiti scolastici, mia figlia disegna o gioca in camera, io lavoro nel mio studio e mia moglie in camera. Verso le 11 mandiamo i bambini a fare una passeggiata nel parco sotto casa, da soli (ogni tanto li osserviamo dalla finestra per accertarci che tutto vada bene). Dopo pranzo facciamo una pausa, spesso andiamo a mangiare un gelato sotto casa. Il pomeriggio lavoro online con i miei allievi, i bambini giocano tra di loro o guardano dei cartoni. Prima di cena facciamo una passeggiata o sport (jogging nel parco o pilates online). Poi ceniamo, giochiamo tutti insieme e mettiamo i bambini al letto, sforzandoci di conservare il ritmo precedente al corona, tra le 20 e le 21.

Ringraziamo Domenico Capotorto per aver risposto alle nostre domande, fornendo importanti informazioni sul diverso approccio all’emergenza sanitaria Covid-19, in un’importante nazione europea, vista con gli occhi di un molese all’estero.

Domenico Capotorto

 

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