“Mola Libera” ha chiesto alla nostra concittadina dott.ssa Grazia Losito che, dal 1996 al 2003, ha diretto il servizio di Pneumologia del Policlinico di Bari, di chiarire ai lettori i principali aspetti medici di una malattia che si è rivelata molto più insidiosa del previsto. Ecco le sue risposte.
Chi è Grazia LOSITO

Specialista in Malattie Apparato Respiratorio (Pavia 1982)
Dirigente Medico da luglio 1974 a gennaio 2009 presso Reparti Malattie Rrespiratorie(Cotugno, Policlinico)
Dal 1996 al 2003 ha diretto il servizio di Pneumologia del Policlinico
Per due bienni Segretaria Nazionale del Gruppo di studio di Infettivologia Respiratoria dell’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri)
Referente Pneumologo per l’Istituto di Igiene diretto dal prof. Barbuti per il monitoraggio dell’antibioticoresistenza nelle infezioni delle basse vie aeree profonde.
Ecco le nostre domande:
Perché il Covid-19 presenta caratteristiche diverse dalle influenze stagionali? Perché si è rivelato più contagioso?
Parlando di COVID-19 bisogna innanzi tutto premettere che è un virus sul quale non ci sono al momento certezze; quanto viene asserito oggi , è smentito domani dall’evidenza di ulteriori dati. Io, modestamente, lo definisco come un organismo col fascino dell’ignoto.
Man mano che la pandemia da COVID-19 evolve, si tende a fare raffronti con la normale influenza stagionale onde tentare di attuare misure di salute pubblica che possano essere implementate per ciascun virus.
Similitudini
a) Sintomatologia: esordiscono entrambe come malattie delle vie aeree con un ampio range di gravità che comprende assenza di sintomi, sintomi lievi, gravi, fino a casi con prognosi infausta.
b) Vie di trasmissione: contatto, dropless (goccioline di saliva, muco),oggetti contaminati o esposti all’agente patogeno che possono contagiare un nuovo ospite. Nella fattispecie, per quest’ultima voce, ci si riferisce particolarmente ad infezione contratta in ospedali o similari, al contatto con lenzuola, biancheria, scorie epiteliali ecc, di soggetti infetti.
Pertanto le misure di prevenzione, già ormai note a tutti noi, sono le stesse per l’influenza e il COVID-19.
Differenze
a) Velocità di trasmissione: periodo di incubazione più breve per influenza, periodo di comparsa del contagio: circa 3 giorni per influenza, 5 -6- giorni per COVID-19
b) Tasso di contagio (numero di soggetti che un contagiato può infettare): molto più alto che per influenza, 2 – 2,5. Questi numeri peraltro dipendono da molte variabili che rendono difficoltoso il confronto.
c) Caratteristiche demografiche: i drivers per l’influenza sono i bambini; per il COVID-19, sono per lo più gli adulti e, secondo uno studio cinese, sarebbero gli adulti a contagiare i bambini
d) Indice di gravità dei sintomi : in COVID-19: 80% lievi o asintomatici, 15% severi (=richiedenti Ossigenoterapia), 5% molto gravi (richiedenti ventilazione assistita) (Dati WHO)
Le forme gravi di influenza colpiscono bambini, gravide ,anziani, soggetti con preesistenti malattie concomitanti, immunodepressi; in COVID-19, per lo più anziani con patologie concomitanti, anche se nell’ultimo periodo si segnala incremento di contagio e di gravità in persone più giovani.
e) Indice di mortalità: non si possono trarre al momento dati precisi; per COVID-19 sarebbe più alto che per influenza (3-4% vs 0,1%). Numeri in continua evoluzione. Il bilancio reale si potrà fare a fine epidemia Questi sono i dati di WHO. In Italia al 6 aprile l’ISS ha rilevato una media complessiva dell’11,9% per l’Italia, con percentuali variabili a seconda dell’età e delle malattie concomitanti
In particolare, perché il Covid-19 provoca più facilmente polmonite? Di che tipo? Può descrivere il meccanismo attraverso il quale il Covid-19 attacca i polmoni? Cosa accade ai polmoni e, in generale, all’organismo di una persona colpita dal Covid-19?
La polmonite da COVID-19 è una polmonite interstiziale. Tentiamo di spiegare di che cosa si tratta. L’aria che respiriamo entra nei bronchi che si snodano in ramificazioni sempre più sottili ( i bronchioli) fino a sboccare negli alveoli polmonari. Questi sono microscopici palloncini con una parete molto sottile, che permette all’ossigeno di passare dall’aria al sangue e, di contro, all’anidride carbonica di passare dal sangue all’aria.
In questo modo la respirazione consente di ricavare dall’aria ossigeno che è indispensabile per il funzionamento delle nostre cellule, e di liberarci di anidride carbonica, prodotto di scarto del metabolismo.
Gli alveoli si gonfiano quando l’aria entra nei polmoni ( inspirazione) e si sgonfiano quando l’aria esce ( espirazione). Devono peraltro per effettuare la funzione di scambio entrare a contatto con i vasi sanguigni; l’interstizio polmonare funziona da impalcatura sorreggendo gli alveoli, dividendoli fra loro e fornendo il sostegno ai vasi sanguigni che portano il sangue a contatto con gli alveoli.
L’infezione da COVID-19 provoca una infiammazione dell’interstizio che viene infiltrato da liquido trasudato dal sangue e da cellule infiammatorie (globuli bianchi, macrofagi) . Queste a loro volta attivano una cascata di mediatori che richiamano altre cellule; alla fine si determina un ispessimento dell’interstizio che impedisce l’espansione degli alveoli durante l’inspirazione , comincia a mancare l’ossigeno e il respiro diviene affannoso ( dispnea). Se l’infiammazione persiste, può formarsi tessuto cicatriziale (fibrosi) che sostituisce gli alveoli determinando una vera e propria polmonite interstiziale grave.
Se questi sono gli aspetti relativi al danno del tessuto polmonare sensu strictu, dati recenti dimostrano che nelle forme gravi di COVID si instaura un processo di infiammazione diffusa dei piccoli vasi (Vascolite) e di ipercoagulazione disseminata( CID = coagulazione intravascolare disseminata) per cui, non solo il polmone, ma anche altri organi, vanno incontro a fenomeni di tromboembolia forieri di prognosi infausta.
Tutto ciò spiega la necessità di ricoveri in terapia intensiva e di supporti ventilatori nei casi gravi.
Quali sono le cure alle quali sono sottoposti in terapia intensiva gli ammalati di Covid-19? Quali sono i farmaci che in questo momento sembrano essere più efficaci nella cura del Covid-19, in attesa di un vaccino?
Non sono disponibili antivirali specifici. Si stanno adoperando farmaci antivirali usati per altre patologie virali(es AIDS).Tutte le terapie sono di tipo sperimentale. In Italia sono in corso le seguenti sperimentazioni:
a) due studi per pazienti con sintomi moderati o severi tesi a valutare la sicurezza e l’efficacia del remdesivir, già utilizzato per EBOLA;
b) tre studi finalizzati a valutare l’efficacia e la tollerabilità nel trattamento delle polmoniti da COVID-19 del tocilizumab, anticorpo monoclonale già sviluppato per il trattamento dell’artrite reumatoide;
c) altri due studi sono finalizzati alla valutazione di altri due anticorpi monoclonali; in uno di essi si sta sperimentando insieme all’anticorpo monoclonale , l’anakinra, che dovrebbe bloccare la cascata infiammatoria nelle forme polmonari più severe.
L’OMS attualmente ritiene percorribile la possibilità di utilizzare plasma purificato di pazienti che hanno superato l’infezione; è una terapia già utilizzata un secolo fa ai tempi dell’influenza spagnola e, più recentemente, durante le epidemie di EBOLA e di influenza aviaria. Si basa sul principio che gli anticorpi sviluppati dal paziente che si è ripreso dall’infezione possano rafforzare il sistema immunitario dei nuovi pazienti.
In terapia domiciliare, in casi non severi, si sta sperimentando l’efficacia dell’idrossiclorochina, adoperata in artrite reumatoide ed in passato come antimalarico.
Eparina viene utilizzata per i fenomeni tromboembolici
Terapia di supporto: antipiretici, idratazione
In particolare, sulla base della Sua esperienza, che ruolo giocano nella diffusione del contagio gli asintomatici e coloro che hanno sintomi lievi? Questi casi sono più diffusi di quanto si pensi?
Portatori sani e soggetti asintomatici: decisamente sono un problema nel problema, ma dovremo abituarci a convivere. Continueremo per parecchio tempo a mantenere le misure di protezione.
Alla luce di tutto questo mi pare pleonastico ribadire la necessità di RESTARE A CASA, nessun assembramento. “PAPRIULE” rimandato al prossimo anno. L’importante è la salute non solo nostra, ma ,soprattutto, NON BISOGNA NUOCERE AGLI ALTRI!!!
A Suo parere, oltre al lavare molto bene le mani o alla loro disinfezione, è necessario indossare sempre mascherine e guanti? Che tipo di mascherine è consigliabile adoperare?
Allego le misure di protezione suggerite dal sito dello Spallanzani, nonché il parere dello stesso Istituto circa le mascherine. Per quest’ultima diatriba, secondo me, visti i numeri del contagio, ma soprattutto in considerazione dei portatori sani, per ora consiglierei di adoperarle specialmente quando non è possibile mantenere la cosiddetta distanza di sicurezza. L’importante è adoperarle in maniera appropriata.
Sono stati commessi errori nella gestione iniziale della diffusione dell’epidemia in Lombardia e nelle altre zone più colpite?
Per quanto attiene le misure adottate in Lombardia, secondo me sono state tardive e un po’ confuse, ma preferisco non entrare in queste diatribe.
Fino a quando dovranno essere mantenute le misure di contenimento sociale in vigore? Fino a raggiungere la fase R0 (un contagiato che ne contagia meno di 1) oppure prima? In particolare, dovremo abituarci alla presenza del Covid-19 e a considerarlo endemico?
Raggiungere R0 sarà difficile, ma dobbiamo evitare i cosiddetti contagi di ritorno che potrebbero essere molto pericolosi. Chiudo come ho aperto: fascino dell’ignoto.
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Nel ringraziare la dott.ssa Grazia Losito per le Sue autorevoli risposte, pubblichiamo il documento dell’Istituto “Spallanzani” che ci ha cortesemente inviato:




