Mentre il coronavirus si e’ pesantemente diffuso in moltissime Residenze Sanitarie Assistenziali, anche nell’Area metropolitana di Bari, tanto da aver spinto la Procura di Bari ad aprire un’inchiesta giudiziaria, la RSA di Mola è rimasta indenne. Ecco perchè.
Oasi fortunata ovvero scelta oculata?
Sappiamo bene che con il Covid-19, un virus particolarmente insidioso e subdolo, non si può assolutamente dire nulla di certo e definitivo.
Tuttavia, mentre le RSA lombarde sono state falcidiate da centinaia di morti, e anche quelle esistenti in diversi comuni della nostra Area metropolitana hanno dovuto registrare decine di contagi, nella Residenza Sanitaria Assistenziale di Mola, con sede nella struttura di Via Russolillo, le cose sono andate finora bene, e ci auguriamo ovviamente così anche per il futuro.
Non è stato un caso.
Come abbiamo appreso da un’operatrice molese della struttura, il Direttore della sede molese, gestita dall’ISPE di Lecce (Istituto per i servizi alle persone per l’Europa), ha imposto, fin dagli esordi dell’epidemia, ancor prima del decreto governativo, il blocco assoluto delle visite dei parenti ai ricoverati e degli ingressi non strettamente autorizzati.
Una scelta tempestiva e fortemente controllata che si è dimostrata oculata, tanto da impedire che il Covid-19 facesse la sua nefasta comparsa tra gli oltre 50 ricoverati, in grande maggioranza anziani lungo degenti.
Se oggi Mola non ha seguito la triste sorte delle RSA di Putignano e di Noicattaro, dove anche alcuni molesi sono stati contagiati (con taluni esiti infausti), lo si deve alla corretta applicazione, nella nostra RSA, dei protocolli di sicurezza e delle buone pratiche sanitarie, prontamente osservati scrupolosamente dall’intero personale.
La RSA di Mola opera in convenzione con l’ASL BA, per una ricettività pari a 60 posti letto.
Il Coordinatore sanitario della struttura è specializzato in geriatria ed è coadiuvato da un assistente medico.
Nella struttura opera una Comunità religiosa composta da tre suore della Congregazione “Discepole del Sacro Cuore”, coordinate dalla Madre Superiora.
Presso la R.S.A. è attivato un Nucleo Residenziale Alzheimer di 14 posti letto, all’interno del quale sono presenti specifiche professionalità (Neurologo, Cardiologo, Geriatra) e spazi destinati al giardino d’inverno e al giardino Alzheimer concepiti allo scopo di un utilizzo terapeutico (per ridurre i problemi comportamentali e il disorientamento spazio-temporale, i tentativi di fuga e il wondering).
Verso la RSA molese si è dimostrata anche l’attenzione dei molesi d’America.
Un piccolo gesto, ma dal forte valore solidale, è stato fatto da Gioacchino Digiorgio che, dagli USA, ha inviato un pacchetto contente mascherine per gli operatori socio-sanitari della struttura.





