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Mola di Bari

CRISI POLITICA: IL “COLONNA PENSIERO” E IL PUNTO DI VISTA DELL’OPPOSIZIONE

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Dopo la bocciatura, avvenuta venerdì scorso in Consiglio comunale, di una strategica proposta di deliberazione della Giunta Colonna in materia contabile, si è aperta una incerta stagione politica che potrebbe portare allo scioglimento del Consiglio comunale, in assenza di un vero, serio e profondo chiarimento all’interno della coalizione “Cantiere Civico”. Intanto, il Sindaco non sembra rendersi conto delle sue fondamentali responsabilità nella crisi in atto e si appella al popolo dei “social” per rafforzare il suo consenso virtuale. Ecco le sue ultime dichiarazioni e cosa, invece, pensano gli esponenti delle opposizioni.

“Mola Libera” ne ha parlato nell’immediato, a caldo, fornendo la notizia in tempo reale all’opinione pubblica molese: venerdì 30 luglio il Consiglio comunale ha bocciato un provvedimento importantissimo, la verifica sugli equilibri di bilancio, assimilato dalla normativa sugli enti locali agli altri fondamentali documenti della contabilità (bilancio di previsione, ecc.) che comportano lo scioglimento dell’assise cittadina in caso di mancata approvazione.

Il risultato di parità (7 consiglieri di “Cantiere civico” + il Sindaco da una parte, e 8 consiglieri dell’opposizione dall’altro) ha decretato la bocciatura: una delibera non passa se non ottiene almeno la maggioranza semplice.

Ora si apre una procedura complessa e non senza incognite: il Prefetto, constatata la bocciatura, assegnerà un termine di ulteriori 20 giorni per un nuovo esame e voto del Consiglio (cosa che viene fatta normalmente quando il Consiglio non è stato convocato nei termini previsti dalla legge: in questo caso il 31 luglio), ma potrebbe anche optare (tenuto conto della già avvenuta mancata approvazione) per l’invio di un commissario ad acta che approvi il provvedimento, a meno che il delegato prefettizio non verifichi gravi carenze nella documentazione contabile già approntata dalla Giunta comunale.

Tuttavia, secondo altre interpretazioni della legge, il commissario ad acta dovrebbe presentarsi al Consiglio comunale, legittimamente in carica, per chiedere il nuovo voto: laddove si verificasse una nuova bocciatura lo scioglimento del Consiglio sarebbe l’automatica conseguenza quale reiterazione di una volontà già espressa.

E’ ben chiaro che, comunque il Prefetto decida, al Comune di Mola è in atto una profonda e delicata crisi amministrativa che richiede il massimo delle considerazioni e dell’abilità politica.

Purtroppo, e non da oggi, la capacità politica degli amministratori locali (Sindaci, assessori e consiglieri) si è molto affievolita: sono in pochi a padroneggiare un’arte così complessa con gli strumenti della comprensione e della prassi giuridico-amministrativa. Basti dire che venerdì scorso si è addirittura arrivati a votare l’”immediata eseguibilità” di un provvedimento bocciato e, quindi, giuridicamente inesistente! E questo con il suggerimento del Sindaco al Presidente del Consiglio comunale di una surreale proposta, pur tra le proteste dell’opposizione, e nel disinteresse del Segretario comunale facente funzioni.

Per fortuna, anche il voto sull’”immediata eseguibilità” (un non senso, un mostricciattolo amministrativo) del provvedimento già bocciato, non è passato, altrimenti sarebbe nato un ginepraio assurdo, anche se ridicolo al tempo stesso.

Ma tant’è. Di fronte alla crisi in atto, che è politica, trattandosi della conclamata assenza di una maggioranza a supporto del Sindaco e della sua Giunta, Colonna ha risposto in maniera sprezzante verso il Consiglio comunale.

Infatti, ai consiglieri di opposizione che, sia pure tardivamente, esauriti gli altri punti all’ordine del giorno, gli chiedevano di discutere della bocciatura, egli non solo non ha risposto (tranne che fugacemente a Michele Palazzo, con una spiegazione tecnica dei prossimi passi in sede prefettizia e che abbiamo già riassunto) ma ha alzato i tacchi, insieme al corteo dei suoi assessori e consiglieri, e ha abbandonato l’aula per raggiungere, con i fedelissimi, un noto ristorante, per una “cena della “consolazione”… lasciando il consigliere Giovanni Gallo a parlare a vuoto, fino a quando il Presidente Mario Lepore, sollecitato a gesti dai suoi colleghi di “Cantiere civico”, già nel corridoio, ha deciso di chiudere la seduta, impedendo l’intervento di Michele Daniele.

Michele Palazzo nel suo intervento ha chiesto le dimissioni del Sindaco
L’intervento di Giovanni Gallo: mentre parla il Sindaco lascia l’aula consiliare

Eppure il Sindaco, se avesse avuto un’educazione politica di buon livello, avrebbe dovuto non solo accettare di discutere apertamente del voto negativo ricevuto dal Consiglio ma, al contempo, avrebbe rassegnato all’assise cittadina le sue dimissioni finalizzate ad avviare una vera e seria verifica politica all’interno di “Cantiere civico”, facendo tabula rasa di tutte le furbizie levantine delle consultazioni all’acqua di rose intervenute nel frattempo, e decidendo, entro i 20 giorni offerti dalla legge per il ripensamento, di ritirare le dimissioni qualora si fosse raggiunto uno stabile accordo in grado di far andare avanti la sua amministrazione fino alla scadenza naturale del 2023.

Nulla di tutto questo: fuga dalle proprie responsabilità, abbandono della seduta non ancora dichiarata sciolta dal Presidente del Consiglio… e cena di “consolazione”, con assessori e consiglieri di stretta osservanza colonniana.

Soltanto il giorno dopo il Sindaco ha affidato ai suoi soliti e iper abusati canali social il suo pensiero sulla crisi, facendo leva sulla “mozione degli affetti” verso il suo elettorato che, ovviamente, lo ha ricambiato con empatia e aggiungendogli ulteriore consolazione.

Tutto, naturalmente, senza che uno straccio di analisi politica, di spiegazione delle ragioni della crisi, facesse capolino non solo nei commenti degli “aficionados”, ma neppure nelle parole del primo cittadino.

Le sue parole sono state debitamente estratte dalla sua pagina facebook, ormai assimilabile ai consigli per gli acquisti di un noto affabulatore televisivo: vi si propagandano perfino i concerti a pagamento… oltre, ovviamente, al futuribile incertissimo che traguarda il 2030, spacciato come “visione” da un suo assessore sempiterno e, pertanto, in stretto contatto con le beatitudini celesti… che, evidentemente, lo ispirano nei suoi momenti di meditazione tra un “intercettazione” di fondi e l’altra…  tutti finiti nel nulla delle caselle dei piani triennali delle opere pubbliche, che quasi mai si traducono in realizzazioni concretamente fruibili dalla cittadinanza, ovvero che si deteriorano dopo qualche anno per colpevole assenza di manutenzione.

Quindi, così parlò Giuseppe Colonna, non da politico, non da amministratore, non da Sindaco, ma da affabulatore delle folle virtuali, senza alcuna concreta spiegazione politica delle ragioni della crisi in atto:

Sono sindaco da 3 anni e sin dall’inizio di questa avventura ho sempre affrontato piccoli e grandi problemi con determinazione, senza mai risparmiarmi. Dopo il consiglio comunale di ieri non posso negare come la mia amministrazione stia attraversando una fase delicata, finalizzata esclusivamente a trovare un accordo politico che tenga salda la maggioranza e salvaguardi il paese, nel solco degli impegni presi, per quanto seminato e che presto fiorirà e soprattutto per evitare un nuovo e lungo commissariamento che avrebbe effetti catastrofici, specialmente in questo momento storico. A differenza di quanto leggo in alcuni commenti, assicuro che non ho alcun interesse personale nel mantenere una poltrona che possa pregiudicare il bene di Mola. Sono un ragazzo di quasi quaranta anni, sono un padre, sono un professionista e soprattutto sono un uomo e quando sarà il momento saprò, anche questa volta, assumermi le mie responsabilità”.

Appresa quindi la dichiarazione pubblica del Sindaco (ricordiamo ai lettori che Colonna ha diffidato “Mola Libera” dal chiedergli dichiarazioni in forma diretta), il nostro giornale ha voluto ascoltare l’altra campana, cioè la voce delle opposizioni, ponendo a sei consiglieri comunali un semplice quesito di valutazione del voto di venerdì sera e delle possibili conseguenze.

Stefano Diperna, Fratelli d’Italia

Stefano Diperna (Fratelli d’Italia) ha innanzitutto considerato che “il consigliere dissenziente di “Cantiere civico” Marco Ungaro (è stata la sua assenza dai lavori del Consiglio a determinare la bocciatura del provvedimento), da quanto gli consta, “ha subìto un reiterato maltrattamento dai suoi colleghi di maggioranza, sebbene egli abbia chiesto, e continui a chiedere, una forte discontinuità con l’azzeramento dell’attuale compagine assessorile”. Quindi, Diperna ha sottolineato “l’imperizia amministrativa di Colonna e della sua compagine nell’affrontare il voto di venerdì scorso” e, comunque, ritenuto “necessarie le dimissioni di Colonna al fine dell’apertura di una seria verifica politica nel “Cantiere civico”, evidenziando che, comunque, “le beghe interne a quella coalizione hanno inevitabili contraccolpi negativi sul paese”.

Michele Daniele, M5S

Per Michele Daniele (M5S), “il Sindaco ha dimostrato di essere inadatto al ruolo che ricopre: a fronte del voto di venerdì sera, non solo le sue dimissioni erano e sono ancora necessarie e obbligate, ma Colonna non ha ancora chiarito ‘cosa vuole fare da grande’, visto che il Sindaco di Mola è un ‘dopolavorista’: egli infatti presta servizio presso la Città Metropolitana di Bari a tempo pieno, mentre dedica solo i ritagli di tempo all’attività di primo cittadino. Con un disimpegno del genere, è ovvio che Mola vada a rotoli”, ha concluso l’esponente pentastellato.

Michele Palazzo (Lega con Salvini) considera che il Sindaco “sostanzialmente continua ad ingannare se stesso e gli altri come se l’inganno (che li ha portati sin qui) potesse portarli ancora chissà dove. Ma ciò non eviterà che si arrivi ad un “dunque” sia politicamente, con quello che resta della maggioranza eletta, sia amministrativamente, con gli elettori che attendono sin troppo pazientemente da 3 anni. Altrettanto pazientemente l’opposizione non ha mai operato con ostracismo: non credo che ci possano addossare responsabilità che sono tutte dell’Amministrazione. La misura è colma sono molto lontani dal paese reale”.

Giovanni Gallo (“Alleanza per Mola”) così ha dichiarato: “Il voto di ieri ha certificato il fallimento di una politica autoreferenziale, arrogante e violenta, sorda alle istanze della gente comune, incapace di dialogare ed inadatta a trovare soluzioni. È un fallimento che non esclude nessuno da responsabilità, nemmeno noi, ma non posso non testimoniare l’assoluta libertà e l’autentico spirito di servizio con cui, unitamente alla collega Sciannameo e all’intero gruppo di Alleanza per Mola, ho ed abbiamo sempre ricercato un bene più grande. Anche venerdì nel mio intervento, a fronte di un fatto grave come quello che è accaduto, ovvero l’abbandono dell’aula da parte del Sindaco, della Giunta e dell’intera maggioranza nel mentre un Consigliere Comunale esprimeva democraticamente il proprio pensiero, ho continuato, con serenità e spirito costruttivo, ad esercitare il munus proprio del mio stato. Oggi, a mente fredda, occorre interrogarsi e verificare le motivazioni che hanno ridotto una maggioranza in queste condizioni e, dunque, se l’analisi sarà svolta con onestà intellettuale e in maniera incondizionata, prendere atto del fallimento del progetto di “Cantiere Civico” e decidere se dare avvio ad una stagione di discontinuità o ricorrere all’esercizio democratico del voto.”

Giangrazio DI Rutigliano, Liste civiche

Giangrazio Di Rutigliano (Lista Di Rutigliano Sindaco e Progetto Mola) ha così considerato: “In premessa vorrei dire che non sono, anzi non siamo affatto entusiasti  di quanto sta accadendo sia in consiglio comunale che nel paese, ma purtroppo  non ne siamo  neanche  sorpresi! Era nelle cose come abbiamo più volte detto e scritto anche recentemente. Se stessimo in ambito cinematografico potremmo dire che  stanno scorrendo i titoli di coda, di un pessimo film tragicomico. Ma purtroppo non siamo al cinema e in ballo ci sono le sorti di un intero paese che, a differenza di quanto continua a sostenere il Sindaco, di straordinario ha solo il livello di degrado in cui è sprofondato grazie alla manifesta incapacità di questa Amministrazione di governare. A nostro avviso, la situazione è ormai compromessa e non sarà certo un eventuale sostituzione parziale di assessori  a cambiare il corso di questa esperienza amministrativa che  ha in nuce, il germe del suo fallimento. Oggi, anche dopo quello che è successo nei due ultimi consigli comunali, il Sindaco non  dovrebbe accanirsi nel tentativo di inseguire il consigliere Tizio o Caio, per cercare  una illusoria  maggioranza ormai inesistente,  ma capire che è il paese ad avergli tolto la fiducia ed essere quindi conseguente!”

Sebastiano Delre (Forza Italia)

Per Sebastiano Delre (Forza Italia), “Il voto di venerdì sera rappresenta sicuramente il momento più basso dell’amministrazione Colonna … la matematica che non è un’opinione ma un dato certo: certifica in modo netto che non esiste più una maggioranza e un sindaco capace di gestire pochi uomini figuriamoci una COMUNITÀ …. infatti gli effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti, MOLA  purtroppo è un paese alla completa deriva che indietreggia ogni giorno sempre di più . Il sindaco anche ieri ha dato dimostrazione di non essere collegato con il mondo reale, diversamente si sarebbe dovuto DIMETTERE.”

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