Pubblichiamo la proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta Regionale dall’Assessore Regionale all’Ambiente, inviata al Bollettino regionale per la pubblicazione, con la quale si autorizza la Regione Calabria a conferire rifiuti indifferenziati in numerosi impianti pugliesi di trattamento meccanico biologico, tra cui quello di Martucci, gestito dal consorzio “Progetto Gestione Bacino Bari 5”.
Mentre i molesi e i conversanesi erano chiusi in casa per l’emergenza sanitaria da Covid-19, si costruiva una strada per aumentare e rendere più agevole il flusso dei rifiuti all’impianto di Martucci.
Altro che chiusura definitiva e bonifica! Così anche da Reggio Calabria i rifiuti viaggeranno più comodi e veloci!

Infatti, il Governo regionale della Puglia non ha perso tempo e ha accolto la richiesta della Regione Calabria al fine di ospitare i rifiuti provenienti da quelle terre, in particolare dalla città di Reggio Calabria e dintorni, negli impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati pugliesi, tra cui quello gestito dal Consorzio “Progetto Gestione Bacino Bari 5” nel sito di Martucci.
Lo si è appreso da una diretta Facebook, di domenica 24 maggio, del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà: nessuna informazione era invece stata data preventivamente alle popolazioni interessate dalle autorità pugliesi: nè dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, nè dai Sindaci di Conversano, Pasquale Loiacono, e di Mola, Giuseppe Colonna.
Ecco le ironiche parole del Sindaco di Reggio Calabria:
“Vieni a scaricare in Puglia, Puglia, Puglia. Questa era notizia di venerdì. Sapete bene che dal numero fornito dalla Regione Calabria non abbiamo avuto risposte fino a domenica mattina, quando (credo) un dirigente pugliese ha risposto alla nostra chiamata. Durante questa conversazione ci è stato comunicato che, forse, a partire dalla prossima settimana, potremo scaricare 50 tonnellate a Lecce e 50 in un’altra città (Conversano).
Quindi mentre Reggio va a scaricare a Conversano, gli altri con noi non conversano.”
Quindi, altro che chiusura definitiva e bonifica per il sito martoriato da quasi 50 anni di sversamenti, spesso illegali!!!
Nel frattempo, si è persa qualsiasi traccia del lavoro del “Tavolo tecnico” istituito tra i comuni interessati, e pure di ogni proposito assicurato dall’esito della seduta congiunta dei Consigli comunali di Mola e Conversano, tenutasi a Conversano il 22 novembre 2019, con l’approvazione all’unanimità di un documento unitario:
Inoltre, è evaporata l’azione dell’ARPA Puglia che pure ha tenuto due sopralluoghi per la verifica dell’esistenza o meno nei pozzi di raccolta del percolato prodotto nel tempo dalla discarica.
Dopo la prima relazione, nella quale si stimava una produzione di percolato di 20 milioni di litri, dei quali non si riscontrava teoricamente la presenza nei pozzi di raccolta, un secondo sopralluogo, del 25 gennaio 2020, con lo scopo dell’accertamento preciso, mediante l’immissione di sonde nei pozzi di raccolta, non ha mai visto la pubblicazione.
Perchè?!

Ecco il nostro articolo del 30 ottobre 2019 che dà la notizia di 20.000 metri cubi (pari a 20 milioni di litri) di percolato finiti nel sottosuolo:
Ed ecco l’articolo di “Mola Libera” che riporta la relazione dell’ARPA, a seguito del sopralluogo del 4 ottobre 2019:
E, quindi, il nostro articolo che riferisce del sopralluogo ARPA del 25 gennaio 2020, al quale non è però mai seguita, finora, alcuna nuova relazione:
Quindi, al momento, mentre Emiliano autorizza la Regione Calabria ad inondare di rifiuti l’impianto di Martucci con 50 tonnellate al giorno, fino alla fine dell’emergenza rifiuti calabra, nel silenzio dei Sindaci e dei Consigli comunali di Mola e Conversano, le popolazioni non sanno che fine hanno fatto 20 milioni di litri di percolato. Un numero che impressiona solo a dirlo!
La verità vera, che ancora nessuna Autorità regionale e comunale ha il coraggio politico di mettere nero su bianco (ecco il probabile stop all’ARPA Puglia), è che quei 20 milioni di litri (ma nel frattempo, ogni giorno, il flusso del percolato continua incessante) sono già finiti da tempo nel sottosuolo e, quindi, con ogni probabilità nella falda acquifera.
Le popolazioni di Mola e di Conversano, continuano a chiedere verità e giustizia, a cominciare dalla chiusura totale e definitiva di ogni attività in contrada Martucci.
In ogni caso, quella giustizia che non è venuta fuori dai Tribunali però i molesi e i conversanesi l’hanno già decisa nelle loro coscienze: la classe politica è colpevole, quanto meno per ignavia, insieme a quanti hanno inquinato impunemente la nostra terra e la nostra acqua.
Ecco la proposta di deliberazione della Giunta Regionale, non ancora pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.
Siamo ancora in tempo a fermarla!
P.S. Mentre scriviamo questo articolo, ci viene detto da ambienti politici regionali che la delibera è stata approvata con il n. 719 in data 19 maggio 2020: tuttavia, ad un esame dei bollettini della Regione Puglia di pari e successiva data, fino a quello odierno, non risulta ancora ufficialmente pubblicata.
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