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DANIELE: “COLONNA E’ INADATTO AL RUOLO. SI SCIOLGA IL CONSIGLIO E SI VOTI PER UNA COALIZIONE DI EMERGENZA”

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Riceviamo dal consigliere Michele Daniele e pubblichiamo la seguente nota sulla situazione di crisi politico-amministrativa al Comune di Mola.

IL COMUNE E’ IN CRISI

Il consigliere comunale Michele Daniele (M5S)

Il Comune è in crisi.

Il Comune è in crisi ma non solo dallo scorso venerdì 30 luglio.

Il Comune è in crisi ma non solo perchè da diversi mesi ha una maggioranza precaria, avendo perso per strada diversi consiglieri di maggioranza.

Il Comune è in crisi ma non solo perchè da oltre 1 anno stiamo assistendo al balletto di un presidente del Consiglio che si dimette/non si dimette.

I motivi della crisi sono altri.

Il Comune è in crisi perchè ha un sindaco che svolge il suo incarico come dopolavoro. Non tutti sanno infatti che svolge lavoro a tempo pieno presso la Città Metropolitana il cui presidente è un altro sindaco: Antonio Decaro.

Il Comune è in crisi perchè il sindaco molese è dipendente a tempo  pieno da un altro sindaco e come può fare gli  interessi di Mola se dipende dagli interessi di un sindaco di un’altra città?

Tant’è che l’approvazione della nuova variante alla Statale 16 che devasterà il territorio molese è negli interessi di Bari (soprattutto di Torre a Mare dove Decaro risiede) e non molesi. Così come gli orari dei treni che fermano a Torre a Mare, con relativa raccapricciante sosta, e non a Mola.

Il Comune è in crisi perchè il capo dell’amministrazione passa molto più tempo sulla sua pagina Facebook o a farsi immortalare mentre appiccica volantini sulle auto, a giocare coi droni o con le fototrappole, a pulire la vasca ed altre immagini degne di una repubblica delle banane.

Il Comune è in crisi perchè la macchina comunale è ingolfata. Incapace di portare a termine i servizi più ordinari quali la pulizia delle strade, la cura del verde, la manutenzione delle strutture pubbliche incluse le strade.

Il Comune è in crisi nonostante navighi nell’oro dei finanziamenti che stanno arrivando da tutte le parti (così come per gli altri comuni italiani) mentre il paese naviga in qualcosa di molto meno nobile.

Il Comune è in crisi perchè non riesce ad assicurare il rispetto di un minimo di regole civili. Regole che il Comune stesso non è in grado di rispettare. A solo titolo di esempio: lo sfalcio dell’erba nei terreni di proprietà comunale o il degrado degli edifici del suo patrimonio quali i locali del mercato coperto di fronte al palazzo comunale.

Il Comune è in crisi perchè va in tilt su qualsiasi procedura amministrativa, di cui si è avuta plastica evidenza lo  scorso consiglio comunale dove hanno fatto votare l’immediata eseguibilità di una delibera bocciata e quindi inesistente amministrativamente.

Per inciso, qualcuno asserisce che diversi consiglieri non si erano neanche resi conto che in caso di parità di voti, la delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio sarebbe risultata respinta.

Il Comune è in crisi e la responsabilità principale è del suo sindaco. Sordo ai segnali provenienti dalla sua stessa maggioranza dove i consiglieri più sensibili al buon andamento della cosa pubblica hanno chiesto l’azzeramento della Giunta che si è rilevata incapace di assicurare i servizi necessari alla cittadinanza.

Il Comune è in crisi perchè da mesi e mesi si sta consumando questo braccio di ferro tra Colonna, intenzionato a non rimuovere nessuno  dei suoi assessori, e i consiglieri che invece ne richiedono la sostituzione, in primis il giovane consigliere Marco Ungaro, ormai sistematicamente aggredito dal resto della maggioranza.

Non avendo la sfera di cristallo non sappiamo come questo braccio di ferro si concluderà. Sappiamo invece come ci auguriamo che finisca. Che il sindaco prenda atto del fallimento della sua coalizione e della sua azione amministrativa e rassegni le dimissioni.

Se è convinto di avere ancora il consenso da parte della cittadinanza non avrà alcuna difficoltà ad essere rieletto con una maggioranza solida come era quella ottenuta nelle scorse elezioni.

Anzi, avrebbe già dovuto dare le dimissioni contestualmente alla bocciatura della salvaguardia degli equilibri di bilancio, e utilizzare i 20 giorni che la legge gli concede per recuperare una solida maggioranza. Evitando così l’agonia dei prossimi mesi.

E invece come sta reagendo a questa crisi il sindaco Colonna?

– Magnificando il suo impegno, dimenticando però di ricordare che il tempo pieno lo svolge come impiegato nella Città Metropolitana di Bari, al servizio di Decaro e a Mola riserva il dopolavoro.

– Prefigurando catastrofi per un eventuale commissariamento. Dimenticando che quando era consigliere d’opposizione lui ha richiesto il commissariamento per la Giunta dell’epoca dopo soli 3 (tre, TRE) mesi dall’inizio della consigliatura, e ottenendola dopo 18 mesi, regalando a Mola il più lungo commissariamento della sua storia.

Al riguardo, da più parti ci vengono poste due domande cruciali:

– siete favorevoli  allo scioglimento del consiglio e ad un lungo periodo di commissariamento?

– se si tornasse al voto c’è un alternativa al Cantiere Civico?

Chi ha seguito la nostra azione politica di questi tre anni non può avere dubbi sul primo quesito.

Riteniamo l’attuale sindaco unfit, cioè inadatto al suo ruolo. E’ evidente che sia molto più interessato alla sua carriera come funzionario pubblico che ad amministrare il paese in cui è stato eletto.

Il Comune è paralizzato soprattutto nell’erogazione dei servizi ordinari, nella gestione ordinaria. Gestione ordinaria di cui Mola ha immediato e urgente bisogno e che è esattamente la mission di un commissario prefettizio: far funzionare i servizi ordinari. Quindi, ci auspichiamo lo scioglimento del consiglio comunale nel  più breve tempo possibile.

Per il secondo quesito (c’è alternativa al Cantiere Civico) vorremmo sommessamente ricordare che le alternative c’erano, ed anche più di una, anche nelle scorse elezioni. E c’erano anche alternative che proponevano una netta discontinuità con le passate amministrazioni. Soprattutto nel metodo prima ancora che nei contenuti.

La cittadinanza ha scelto il peggio, come poi si è rivelata l’amministrazione Colonna. Se la cittadinanza molese continua a scegliere i soliti incantatori di serpenti promettendo miraggi, immancabilmente irrealizzati prima ancora che irrealizzabili, ne prendiamo atto.

A dispetto dell’autocelebrazione del sindaco, il risultato della sua amministrazione è sotto gli occhi di tutti: un paese degradato, uffici comunali allo sbando e maggioranza disintegrata.

Alla luce di questi esiti dell’amministrazione Colonna, ritengo che un’alternativa possa esistere: una sorte di coalizione  di emergenza, che proponga un programma molto limitato, magari anche nel tempo (3 anni) e che magari poi si sciolga a seguito di una consultazione popolare e dopo aver reso Mola un paese normale.

Un paese che venga liberato dai rifiuti, dove strade e strutture pubbliche vengano manutenute, dove vengano ripristinate e fatte rispettare regole di convivenza civile, dove gli strumenti urbanistici vengano allineati agli strumenti urbanistici sovraordinati (vengano adeguati a PUG, PPTR e via elencando), dove se si telefona a qualche ufficio vi sia almeno qualcuno che risponda.

Detta in altri termini, una sorta di commissariamento eletto dalla popolazione e non imposto dal Prefetto. Senza vecchi arnesi quali schieramenti di destra o sinistra o di varia ideologia o interferenze di interessi estranei a quelli di Mola. Solo sincero amore e mettersi a disposizione del nostro paese, competenza, e disponibilità a metterci la faccia.

Ritengo che Mola sia matura per una tale proposta, sottoscrivibile da gran parte della cittadinanza.  Perchè credo che si sia ormai capito che l’impresa eccezionale è essere normale.

Michele Daniele

 

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