In una sua nota politica, il consigliere Michele Daniele (M5S) esamina le numerose criticità indotte da una gestione politica e tecnica dell’urbanistica molese, ormai pluridecennale, in capo al già Sindaco e tuttora Assessore Nico Berlen e al Capo settore Urbanistica ing. Vito Berardi. Entrambi hanno affidato il Comune di Mola alle “cure scientifiche” del Politecnico di Bari per la redazione del P.U.G. (Piano Urbanistico Generale), pur in violazione delle norme nazionali ed europee, richiamate nella recente deliberazione dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) che, in tale caso, prevedono l’indizione di una gara pubblica e non l’affidamento fiduciario.
Riceviamo dal consigliere Michele Daniele (Movimento 5 Stelle) e pubblichiamo:
URBANISTICA E DINTORNI, Parte 1
L’urbanistica è un pezzo cruciale dell’economia molese che sul mattone ha basato buona parte degli ultimi decenni. E’ la disciplina che studia il territorio ed ha come scopo la progettazione dello spazio urbano, inclusivo di infrastrutture e attività edificatoria.
Va da sè che la preparazione del Piano Urbanistico Generale (o PUG, l’erede del PRG o Piano Regolatore Generale) rappresenta una fase cruciale per la vita di una qualsiasi città, e di Mola in particolare. Attraverso esso possono determinarsi, e in passato le hanno determinate, fortune e sfortune di svariate famiglie che hanno visto decuplicarsi il valore delle loro proprietà o addirittura svalutarsi in funzione delle scelte urbanistiche effettuate con il precedente piano regolatore.
E’ evidente che tutti i titolari di una qualche proprietà fondiaria desiderano che i loro terreni siano inseriti all’interno di un piano che consenta un’attività edilizia privata e non che venga espropriata, ad es., per farne un parco o altra opera pubblica.
Ma è altrettanto evidente che la redazione di un piano urbanistico dovrebbe avere al centro l’interesse generale di una comunità, lasciando in secondo piano gli interessi particolari di questo o di quello.
Perciò la redazione di un PUG è attività molto complessa e soggetta a svariati vincoli normativi tesi a garantire l’imparzialità dell’amministrazione oltre che il corretto e trasparente svolgimento delle varie fasi della progettazione. Ma come siamo messi a Mola con la questione urbanistica?
Sono noti a tutti i pregi e i difetti del vigente piano urbanistico (PRG). A parere dello scrivente, ciò che ha causato il demenziale sviluppo urbanistico molese non sono state le debolezze del PRG (e ve ne sono) ma è stata soprattutto la successiva attuazione, o meglio, mancata attuazione. Qualche esemplificazione per capirci meglio.
– Mancata adozione Piano dei servizi – Il piano originario aveva indicato dei buoni standard urbanistici con ampie aree riservate (le famose zone F) ad infrastrutture pubbliche (parchi, piscine, auditorium e simili), rimandando ad un secondo momento l’adozione di un piano di dettaglio per l’identificazione di tali servizi collettivi. Tale piano di dettaglio non è mai stato messo a punto, tant’è che si procede per varianti al PRG ogni qualvolta c’è necessità di autorizzare un insediamento produttivo in tali zone. Con il risultato di uno sviluppo disordinato e casuale del territorio molese.
– Mancato sviluppo delle zone industriali e artigianali. Mentre le aree destinate a edilizia privata (tra l’altro sovradimensionate causa previsioni di sviluppo demografico irrealistiche) sono state tutte realizzate (e comunque in via di realizzazione), le aree destinate all’insediamento di attività produttive non sono mai state sviluppate sia per l’inerzia dell’attività privata, sia per l’inerzia del Comune.
– Ritardi ingiustificabili nell’attuazione – Un piano urbanistico ha tanto più valore quanto più è tempestiva l’attuazione delle previsioni ivi contenute. Oltre ai ritardi della redazione del Piano dei servizi (tuttora inattuato), anche il piano viario è stato realizzato con ritardi notevoli quali, ad es., le strade di collegamento oltre ferrovia di via Caracappa e di via Paolo VI realizzate solo negli Anni ’10 del Duemila. E tuttora vi sono strade di piano regolatore non ancora realizzate.
– Accordi di programma – I vari accordi di programma concordati (PRU, PIRP, Contratti di quartiere) con la Regione hanno accentuato l’ipertrofia abitativa già presente nel PRG, continuando a espandere il territorio antropizzato e a ridurre lo spazio delle aree destinato ai servizi.
– Deroghe, deroghe, deroghe – Ma sopratutto, tantissime attività edificatorie sono avvenute in deroga all’attuale PRG, rendendo pressochè inutile la sua funzione pianificatrice.
– Mancato adeguamento del PRG all’ordinamento sovracomunale – Il nostro PRG non è mai stato adeguato a leggi regionali intervenute successivamente alla sua approvazione (PUTT, PPTR, VAS, PCC e simili), rendendo estremamente precario qualsiasi provvedimento urbanistico successivo, soggetto a rischio di illegittimità esplicito o implicito.
Riassumendo e ribadendo, i problemi maggiori dell’attuale PRG non derivano direttamente da come è stato progettato ma molto più da come è stato implementato successivamente e sono dovuti:
– alla mancata attuazione di svariate sue previsioni (disciplina Zone e sviluppo zone artigianali e industriali)
– all’eccessivo utilizzo di deroghe al PRG che lo hanno snaturato o addirittura reso inutile
– al mancato adeguamento del PRG alle leggi regionali.
Ora, le sorti dell’urbanistica molese, nell’ultimo quarto di secolo, hanno visto la continuità prevalente di due persone: l’architetto Nico Berlen per gli aspetti politici, l’ingegner Vito Berardi per gli aspetti tecnici. Quanto di positivo o di negativo, in base alle proprie opinioni, avvenuto a Mola negli ultimi decenni è di loro responsabilità.
E a chi è affidato la redazione del nuovo piano urbanistico molese che dovrebbe indirizzare l’urbanistica per i prossimi decenni? Esattamente all’assessore Nico Berlen per gli indirizzi politici e all’ingegner Berardi per gli aspetti tecnici.

L’atto di indirizzo approvato da questa amministrazione (senza il mio voto) circa 3 anni fa prevede il seguente percorso:
– supporto scientifico da parte del Politecnico di Bari attraverso una serie di incarichi ad affidamento diretto (senza gara)
– redazione del piano urbanistico da parte dell’ing. Berardi.
All’atto della presentazione in commissione urbanistica di questo percorso (3 anni fa) manifestai alcune perplessità e chiesi di richiedere ad Anac un parere su tale percorso. Questa richiesta fu accolta e fu inserita nella delibera di approvazione del suddetto indirizzo.
In realtà tale parere non è stato mai richiesto, sino allo scorso marzo quando, a seguito delle ripetute richieste da parte di alcuni consiglieri, il Comune si è finalmente deciso a richiederlo.
Tale “parere” (in realtà Anac non poteva esprimere alcun parere in quanto il rapporto con il Politecnico è già in atto e conseguentemente si è limitata a ricordare quali sono le normative da seguire) è giunto lo scorso giugno ma assessore e sindaco si son ben guardati dal condividerlo con il Consiglio comunale che pure l’aveva ripetutamente richiesto.
Ma questo è il meno, il più è che la nota di Anac conferma tutte le perplessità sulla legittimità del percorso previsto per il PUG. Perplessità di legittimità che si aggiungono alle perplessità di ordine politico che abbiamo sempre manifestato anche in diverse interrogazioni consiliari.
Riteniamo quindi che il percorso di redazione del PUG sia da cambiare radicalmente, per ragioni sia di efficacia che di economicità, sia di imparzialità che di legittimità. Ma andiamo per ordine.
– Ragioni di efficacia – Sono nei fatti. L’attuale assessore Berlen ha avviato il procedimento di redazione del PUG intorno al 2005, sempre attraverso incarichi senza gara dati al Politecnico di Bari. Il procedimento è stato riattivato nel 2018 (dopo oltre dieci anni) ma in questi 3 anni non è stato ancora prodotto alcunchè. Con un incarico dato ad un professionista con un regolare bando di gara, i tempi medi per la redazione di un PUG sono di circa 3 anni: a quest’ora avremmo già avuto un piano urbanistico, dando certezza di regole alla cittadinanza.
Dopodichè una banale osservazione: come riuscirà l’ing. Berardi, che ha difficoltà a seguire e gestire l’ordinaria amministrazione del suo Ufficio Tecnico (permessi di costruire, condoni, ecc.), a redigere un procedimento complesso come quello di un piano urbanistico non è dato sapere. Tant’è che dopo 3 anni dal riavvio non è ancora stato prodotto alcunchè.
E altra piccola e insignificante osservazione: come mai i qualificatissimi professori del Politecnico nella loro attività di consulenza scientifica del Comune non hanno fatto notare che agli strumenti urbanistici molesi mancava l’adeguamento alla legislazione sovracomunale?
– Ragioni di economicità – Anche queste sono palesi. Sinora il PUG è costato:
– almeno 100mila € a seguito convenzione con Politecnico del 2005, più altri incarichi che non sono ancora riuscito ad identificare e quantificare
– altri 25mila € derivanti dall’Atto aggiuntivo alla convenzione con il Politecnico del 2005 con cui si attiva l’Ufficio della Pianificazione
– altri 20mila € derivanti da un incarico conferito, sempre al Politecnico per studi sull’area portuale (senza citare un’altra componente di circa 40mila € dati a degli olandesi per uno studio sulle famose casette galleggianti)
– ancora 35mila € derivanti da un incarico conferito (indovinate a chi? sì, al Politecnico) per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile.
Riassumendo, almeno 180mila € che equivalgono più o meno al costo medio di un incarico per la redazione di un PUG per un paese dalle dimensioni di Mola. Al momento non sappiamo ancora quanto ci costerà il PUG con le modalità scelte da questa amministrazione. E nè quando l’avremo.
Ah… sempre per inciso, vogliamo solo ricordare un altro capolavoro della gestione urbanistica di Berlen: un Piano Regolatore del Porto, costato 200mila € e mai neanche adottato tant’è che lo stesso assessore l’ha dichiarato ormai obsoleto e quindi che è da rifare (immaginiamo sempre con il “supporto” del Politecnico).
Ragioni di imparzialità – Sappiamo che a Mola tutti conoscono tutti. Nel bene (rapporti di amicizia e parentali) e nel male (rapporti di inimicizia e conflittuali). Siamo tutti uomini di mondo e sappiamo che è difficile negare un favore ad un amico o ad un parente. E per carità, nessuno vuole rovinare rapporti di amicizia o sfasciare famiglie. Sappiamo altrettanto bene che difficilmente si resiste a fare un qualche dispetto o a consumare qualche piccola o grande vendetta nei confronti di persone con cui siamo in rapporti conflittuali.
Non abbiamo alcun elemento per sostenere che ciò è successo in passato o che succederà in futuro. Ma occorre prendere tutte le precauzioni per ridurre il rischio che ciò possa accadere. L’affidamento della redazione del PUG ad un qualificato professionista esterno alla realtà molese riteniamo dia più garanzie di imparzialità e quindi sarebbe caldamente auspicabile.
Ragioni di illegittimità – E qui il discorso si fa molto lungo e complesso. Per ora ci limitiamo a evidenziare che le ragioni di illegittimità sono tutte esplicitate nella nota dell’Autorità Anticorruzione di cui sopra. Ritenendo di aver già abusato della pazienza del lettore, le rimandiamo ad un successivo intervento.




