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DANIELE: DEGRADO URBANO, COSA INTENDE FARE DI CONCRETO LA GIUNTA COLONNA?

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Il consigliere Michele Daniele evidenzia le numerose situazioni di degrado che caratterizzano Mola, chiedendo al Sindaco e alla sua Amministrazione provvedimenti tangibili di contrasto e risoluzione.

Riceviamo dal consigliere Michele Daniele e pubblichiamo una seconda interrogazione, tenuta nel corso della seduta consiliare del 30 giugno 2022:

Michele Daniele

IL DEGRADO MOLESE

Il livello di degrado raggiunto a Mola negli ultimi anni non era mai stato visto in passato. E la tendenza sembra inarrestabile: ogni anno si raggiungono livelli sempre più bassi e quando si pensa di aver toccato il fondo, come recita un noto adagio, si inizia a scavare.

La cosa in realtà è abbastanza ovvia e trova riscontro in una celebre teoria sociologica nota come “teoria delle finestre rotte”. E’ dovuta a Philip Zimbardo, docente universitario italo-americano di psicologia, specializzato nel confutare la fondatezza di credenze assai diffuse.

Alla fine degli anni ’60 condusse un famoso esperimento sociologico consistente nel lasciare due macchine abbandonate, stesso modello, stesso colore, identiche: una in un quartiere povero e conflittuale (Bronx), l’altro in una zona ricca e tranquilla (Palo Alto, California)

Il risultato non è difficile da immaginare. Dopo una settimana, la macchina lasciata nel quartiere povero era stata totalmente distrutta (asportate ruote, specchi, radio), mentre quella lasciata nel quartiere ricco non presentava nemmeno un graffio. Con questo risultato, è facile trarre la conclusione che la povertà e l’emarginazione sono colpevoli del delitto. Niente di più sbagliato.

Gli studiosi decisero di apportare una piccola modifica all’esperimento: ruppero un finestrino della macchina che si trovava in perfette condizioni nel quartiere ricco. Il risultato? La macchina venne ridotta come quella che si trovava nel quartiere povero.

La conclusione finale fu che la causa non risiede nella povertà, ma nel fatto che il vetro rotto di un’auto abbandonata trasmette l’idea di disinteresse e noncuranza che crea un sentimento di mancanza di leggi, di norme e di regole. Il finestrino rotto porta a pensare che tutto sia ammesso. In tale situazione, ogni danno subito dalla macchina riafferma e moltiplica l’idea che il vandalismo diventa incontenibile.

Qualche anno dopo furono condotte ulteriori ricerche e nacque una vera e propria teoria, appunto la “Teoria delle finestre rotte” che asserisce che la presenza di rifiuti o l’imbrattamento da graffiti o la tolleranza verso piccoli comportamenti illeciti (parcheggi selvaggi, occupazioni abusiva di spazi, evasione, schiamazzi, …) aumenta l’incidenza di criminalità aggiuntive come il furto, il degrado e altri comportamenti antisociali.

Cosa centra tutto questo con Mola? Beh… direi tanto. Se chiedete a qualsiasi molese qual è il principale malessere della sua città pressoché tutti risponderanno che è il degrado cittadino: rifiuti abbandonati per strada, opere pubbliche vandalizzate, deiezioni canine (e non solo) dappertutto, strade piene di buche e scarsamente illuminate, verde pubblico fatiscente, parcheggio selvaggio a tutte le ore. E cose così.

Se si chiedono le cause di questo degrado le opinioni si spaccano in due fazioni: la prima incolpa l’amministrazione comunale di incapacità, la seconda incolpa i molesi di inciviltà.

Ovvio che le responsabilità di tale degrado sono da ripartirsi in parti uguali tra l’una (l’amministrazione) e gli altri (una parte dei molesi). Ma è evidente, ricorrendo alla teoria delle finestre rotte che la prima è più uguale della seconda. Perchè le responsabilità dell’amministrazione comunale sono enormi. Vediamo.

Questa prima immagine riporta situazioni riconducibili direttamente alle responsabilità del Comune:

– immobili comunali imbrattati e lasciati nel degrado da anni (e proprio di fronte al palazzo comunale)

– neanche il luogo più delicato e intimo quale il cimitero è abbandonato all’incuria

– sulle buche stradali, non potendo stendere un manto d’asfalto mi limito a stendere un velo di pietoso silenzio

– le mitiche colonnine ammalorate di Loreto che attendono da anni una qualche riparazione, sono ancora lì che attendono (nonostante tre anni fa il sindaco Colonna annunciò che i lavori iniziavano il giorno dopo)

– sulla cura del verde molese si sono già versati fiumi d’inchiostro: manutenzione inesistente da anni che ha procurato rinsecchimento di centinaia di alberi, potature mai fatte e quando fatte eseguite maldestramente con alberi capitozzati, pratica proibita dallo stesso regolamento comunale, incuria che non risparmia neanche quartieri di nuovi insediamenti quali il PIRP Cerulli

– Portecchia meriterebbe un intero articolo a parte: qui vorrei solo segnalare l’estrema insicurezza del molo Nord, con spuntoni arrugginiti che fuoriescono dal calcestruzzo, e l’esistente divieto di transito sul molo è solo la foglia di fico per scaricarsi della propria responsabilità.

Ora, se è lo stesso Comune a non curare i propri beni e ad essere fonte di un degrado evidente, è più facile che una parte della popolazione si senta in qualche modo autorizzata a fare lo stesso. Persone normalmente civili si sentiranno in qualche modo legittimate a comportarsi da incivili. Un muro imbrattato o una spiaggia invasa da erbacce e rifiuti trasmettono un senso di deterioramento, di disinteresse, di non curanza, sensazioni di rottura dei codici di convivenza, di assenza di norme, di regole, la convinzione che tutto è inutile.

La seconda immagine mostra situazioni in cui la responsabilità primaria è dei cittadini, che voglio credere che siano principalmente forestieri ma la questione non cambia: i vastasi ci sono dappertutto ma a Mola si sentono e sono impuniti. La scarsa efficacia sanzionatoria e la mancanza di controlli da parte del Comune lo rende corresponsabile:

– rifiuti abbandonati dappertutto: dove sono le tanto propagandate videocamere? e visto che la gran parte di questi abbandoni derivano da evasori, dove sono i risultati derivanti dalla propagandata lotta all’evasione della TARI?

– parcheggi selvaggi dappertutto, a tutte le ore e soprattutto nei luoghi simbolo della città, inclusi i marciapiedi sul lungomare e il parcheggio sul porto invaso da auto gestito da parcheggiatori abusivi

– anche le deiezioni canine sono grandemente colpa dell’inciviltà dei proprietari di cani, comunque un aumento dei cestini per tali deiezioni certamente aiuterebbe

– idem per la piaga degli incendi nelle campagne: anche qui, grande responsabilità dei singoli micro-criminali ma anche della mancanza di controlli e, soprattutto, di una analisi del fenomeno riconducibile forse alla difficoltà del ritiro di materiale plastico

– gli ultimi due riquadri fotografano perfettamente il clima da Far West che si vive a Mola, dove tutto è permesso: con parcheggio direttamente sul bagnasciuga e barbecue al sabbione.

Ogni auto parcheggiata sul marciapiede o sulle strisce ribadisce e moltiplica quell’idea di illeceità, fino all’escalation di atti, sempre peggiori, incontrollabili, col risultato finale che può spingersi ad un vandalismo irrazionale.

Ah… e visto che ci stiamo avvicinando al periodo estivo, suppongo che anche quest’anno non saremo privati della specialità per cui Mola è rinomata in tutta la Puglia, con eco forse anche al BIT: le tendopoli della settimana di Ferragosto. Vogliamo sperare che almeno quest’anno questo scempio ci venga risparmiato.

C’è poi un terzo livello di responsabilità che riguarda le tante case fatiscenti rappresentate dalle foto della terza immagine.

Si tratta di proprietà private su cui, teoricamente, il Comune non avrebbe strumenti per intervenire. Sì e no.

Le case abbandonate da decenni costituiscono un grosso problema non solo per il degrado ma anche un pericolo per la sicurezza e per la sanità. Cornicioni e balconi pericolanti, guano dei piccioni che si accumulano hanno rilevanza pubblica e non privata. Inoltre queste case hanno dei costi per la comunità: le strade su cui si affacciano devono essere pulite, manutenute, illuminate e queste case non contribuiscono ai relativi costi perchè spesso non pagano nè Tari e forse neanche IMU. Insomma ritengo che occorra una riflessione su come ridurre questo problema delle case abbandonate da anni, agendo sugli strumenti che ci consente la normativa: strumenti fiscali, norme di sicurezza e quant’altro.

Riassumendo: se si rompe un vetro in una finestra di un edificio e non viene riparato, saranno presto rotti tutti gli altri. Se una comunità presenta segni di deterioramento e questo è qualcosa che sembra non interessare a nessuno, allora lì si genererà la criminalità.  Se sono tollerati piccoli reati come parcheggio in luogo vietato, superamento del limite di velocità o abbandono di rifiuti, se questi piccoli “difetti” o errori non sono sanzionati, si svilupperanno “difetti maggiori” e poi crimini più gravi. Se parchi e altri spazi pubblici sono gradualmente danneggiati e nessuno interviene, questi luoghi saranno abbandonati dalla maggior parte delle persone e questi stessi spazi lasciati dalla comunità, saranno progressivamente occupati dai vandali.

Quindi, sicuramente dei cittadini più civili aiuterebbero ma mi rifiuto di credere che i molesi siano più incivili di altri paesi. Anche perchè molti degli illeciti che vengono commessi sono commessi da gentiluomini provenienti da paesi vicini. Ma la responsabilità maggiore è dovuta alle mancanze del Comune:

– sia perchè contribuisce direttamente al degrado

– sia per la mancanza di controlli e di sanzioni

– sia per la mancanza di politiche attive per la risoluzione di queste problematiche.

Detta in altri termini, l’amministrazione dell’attuale sindaco Colonna fa parte della soluzione o del problema?

 

 

 

1 COMMENTO

  1. 🆘🆘🙈🙈😡😡 NIENTE, IMPUNEMENTE…!!! 😡😡🙈🙈🆘🆘 INGIUDICABILI, MA PUNIBILI DI NEGLIGENZA È LASSISMO
    ANNOSO…!!!

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