Torna a scriverci l’ing. Giandonato Disanto, mettendo a punto e affinando una proposta già presentata per linee generali in precedenza, per fare di Mola un luogo di forte consapevolezza comunitaria e identitaria e per lo sviluppo di un turismo di qualità, destagionalizzato, basato sulle “Sette Arti”, come definite agli inizi del secolo scorso da Ricciotto Canudo, intellettuale di origine molese, di fama e prestigio internazionale.
Riceviamo dall’ing. Giandonato Disanto e pubblichiamo:

Egregio Direttore,
in allegato invio una mia proposta che vuole essere una traccia per spingere …i Molesi, a darsi una identità, una potenzialità ed una immagine culturalmente ed operativamente importante, al fine di creare un alone di riconoscimenti e di opportunità di crescita per i suoi cittadini, specie i più giovani e per le sue attività economiche e culturali.
E’ utopia?
Mi auguro di no e mi auguro che la mia proposta venga recepita come la esposizione della individuazione di una strada attraverso la quale diventare motivo di attenzione per la crescita e per il richiamo di persone interessate, per tutto l’arco dell’anno, superando la stagionalità attualmente dominante.
Grato per le pagine del Suo prestigioso giornale, che vorrà dedicare al mio articolo, mi compiaccio per la qualità della Sua pubblicazione e distintamente La saluto
Ing. Giandonato Disanto
MOLA di BARI
“IL PAESE DELLE SETTE ARTI”:
UN PROGETTO PER DARE, A MOLA DI BARI,
UNA IMMAGINE ED UN RUOLO
QUALIFICATO ED ESCLUSIVO
In un mondo in cui tutto si sviluppa sulla base della visibilità, delle veloci esperienze, dei riferimenti, dei “following” cioè delle cose da seguire, delle immagini da trasmettere, Mola di Bari, al di là di qualche prodotto della pesca e di qualche passeggiata su un lungomare pieno di macchine in cerca di parcheggio, di una piazza con una fontana centrale, non mi sembra abbia molto da proporre per lasciare, di sé un ricordo indelebile ed esclusivo, al quale collegare il nome del paese.
Riuscire a collegare il nome di Mola di Bari alle “Sette arti”, così come le ha individuate e teorizzate Ricciotto Canudo, nato a Gioia del Cole ma di antica famiglia molese, potrebbe sembrare, ai semplici, cosa banale, ma, per un mondo meno banale, al contrario, potrebbe essere una buona opportunità per dare lustro ad un paese che ha visto sempre emigrare i suoi figli verso ogni angolo del Mondo, pur mantenendo un affettuoso legame con il paese di origine e le sue tradizioni, ma che non ha una propria connotazione nel mondo della visibilità.

E così è stato nel caso di Ricciotto Canudo la cui famiglia, pur con antiche e stimate radici molesi, da Mola si era parzialmente allontanata per motivi di lavoro.
Però, nel Mondo, ancora oggi, le enciclopedie ed i siti di informazione, oltre quelli specialistici, ovunque, riconoscono al personaggio “Ricciotto Canudo”, che, come abbiamo detto, aveva origini molesi, il merito di aver individuato una matrice unica nella globale evoluzione dell’uomo, leggibile secondo le direttrici lungo le quali si sono andate evolvendo, sin dalle origini, le espressioni artistiche basilari dell’umanità.
Se analizziamo quanto avveniva sin dalle prime civiltà, alla ricerca di soluzioni generate dalle mani dell’uomo, destinate a evolversi nello spazio e nel tempo partendo dalle prime abitazioni, dall’uso delle grotte naturali o scavate utilizzate per permettere lo sviluppo della vita, riconosciamo, oggi, di trovarci di fronte a prime esperienze di quella che è poi stata chiamata “architettura”.
Se poi passiamo ad analizzare i graffiti, trovati nelle grotte abitate dai primi uomini ed oggi ancora visibili e visitati con interesse ed ammirazione, realizzati per soddisfare il piacere della rappresentazione e della fissazione materiale di una emozione generata dall’ambiente circostante, ci troviamo di fronte a quella forma di arte che è poi stata chiamata “pittura”.
Le sagome di animali scolpite nella pietra, o la creazione di idoli al quale riferirsi, oggetti reperiti in grotte abitate dai primi uomini, o in impenetrabili foreste amazzoniche, l’una distinta e lontana dalle altre, ci rendiamo conto che esse, ovunque e da chiunque realizzate, non sono altro che le attuali “sculture”.
Passando, poi, ai suoni prodotti dal battere ritmato dei piedi, delle mani con strumenti estemporanei inventati localmente con i materiali disponibili, utilizzati per emulare il ritmo ed il suono del vento tra gli alberi che coprivano la terra, ai canti ed ai cori presenti nella storia di tutte le popolazioni del mondo, anche le più lontane e sperdute che certamente nessuno aveva mai contattato, ci troviamo di fronte a quella che tutta l’umanità, a qualunque latitudine o longitudine ed in qualunque tempo, sia pure con espressioni e strumenti differenti, ha chiamato “musica”.
Le danze che accompagnavano, con i movimenti umani ritmati, talvolta emulando quelli animaleschi, non hanno nulla di diverso dalle odierne “danze”.
Le esibizioni sceniche, per rappresentare e ripercorrere in altro luogo ed in altro tempo, momenti di vita e di emozioni diventati simboli per le generazioni successive, non sono altro che le nostre “rappresentazioni teatrali” basate sulla emulazione di fatti o dialoghi che altro non sono che la nostra “prosa”, il nostro “teatro”.
Guardando così a quelle emozioni generate da ataviche attività statiche o in movimento, dinamiche e ritmate, ci accorgiamo che quelle sei espressioni erano complementari tra di loro per assicurare una vita, accompagnando l’uomo, sin dalla sua comparsa sulla terra, in tutte le sue giornate.
Erano la sintesi delle azioni generate dall’ambiente e dall’uomo.
Queste manifestazioni spontanee delle prime generazioni dell’uomo, modificandosi nelle espressioni, ma non nello spirito con cui si erano generate, sono giunte sino a noi.
L’evoluzione di esse, determinata sin dall’origine, dalla razionalizzazione seguita alla presa di coscienza degli atteggiamenti naturali espressi dall’homo sapiens sin dalla sua comparsa sulla terra, e poi, riportata sino a noi, nelle singole produzioni originali, è rimasta autonoma per ognuna di esse, fino a che non si è incontrata con la invenzione della fotografia che ne ha fissato, meccanicamente, i momenti e le caratteristiche, potendole riprodurre, rappresentare e confrontare nelle diverse forme ed in diversi luoghi e tempi, ma evidenziando sempre lo stesso effetto emotivo sullo spettatore.
Dalla intuizione che dalla successione delle immagini, sulla stessa scena ma con posizioni leggermente modificate, nella formula delle “immagini in movimento” scaturiva l’effetto dinamico, ha preso, così, il via quella che è stata la più grande invenzione della umanità: il “cinematografo”.
Il cinematografo che ha permesso di riprodurre all’infinito, in altri luoghi, in altri tempi e con altri spettatori, le stesse scene, le stesse emozioni, riproducendole e facendole vivere, sia pure emotivamente, da quantità e qualità di persone diverse, ad ogni latitudine ed in ogni momento, modificando, talvolta, solo la lingua.
Il “cinematografo” che ha permesso di fondere tutte quelle esperienze di vita ed emozioni dei popoli originari e di quelli contemporanei, facendo partecipare ad esse, popoli di ogni latitudine.
E’ stato così che è nata la intuizione, in Canudo, della complementarietà delle “arti dello spazio” (architettura, pittura e scultura) con le “arti del tempo” (musica, danza, teatro), della cui fusione è stato responsabile “il cinematografo” al quale Canudo, riconoscendone un valore di arte non inferiore a quello delle altre, ha dato il nome di “settima arte”.
Ed è con questo nome che ancora oggi, in tutto il mondo, così è definito il “cinematografo”, ed al molese di origine, Ricciotto Canudo viene universalmente attribuita l’intuizione di aver riconosciuto, a questa forma di produzione, il valore di “arte”, al pari delle altre sei.
Ed è, con queste premesse, che Mola di Bari, il paese di origine della sua famiglia, potrebbe onorare questo grande personaggio, noto e stimato in tutto il mondo, adoprandosi perché ivi venga sentita, elaborata ed organizzata una attività culturale idonea, con grande ritorno etico ed economico per la popolazione.
È guardando a questa attribuzione che, in queste pagine, partendo dal riconoscimento al paese, si vuole proporre un progetto che, nel nome di Ricciotto Canudo porti a creare e mettere a punto, in Mola di Bari, una struttura poliedrica, una Organizzazione corale che, supportata dalla conoscenza del suo pensiero e delle sue opere, consenta la crescita culturale della popolazione, specie quella più giovane e la creazione di professionalità ed eventi tali da produrre attrazione e studi tramite attività artistiche di eccellenza, da mettere in cartellone, nel quadro delle “sette arti”.
LE FINALITÀ DELL’INIZIATIVA
Le finalità dell’iniziativa, quindi devono essere quelle di:
- Sensibilizzare giovani ed adulti a conoscere, apprezzare e praticare “le arti”;
- Comprendere e goderne dei loro messaggi;
- Farne di esse una compagna di sottofondo e. perché no, un impegno, per la vita;
- Sviluppare, tramite esse, occasioni e strumenti di crescita spirituale, culturale ed economica per l’intera comunità.
Analizzando singolarmente queste finalità, scopriamo che “sensibilizzare i giovani di oggi e, di conseguenza gli adulti di domani, verso le arti ed in particolare “le sette arti” (Architettura, pittura, scultura, musica. danza, letteratura. cinematografo) può portare il risultato di far crescere, nella popolazione, l’attenzione e l’interesse per questa forma di cultura organizzata ed identificata e potrà, come effetto positivo, dare rilevanza ed organicità alle attività che andranno a crearsi nel paese, puntando a far riconoscere, a Mola di Bari, con gli adeguati ritorni etici, culturali ed economici, l’appellativo originale de
“IL PAESE DELLE SETTE ARTI”
L’antica passione per la musica operistica che inchiodava per ore, di mattina e di sera, tanta parte della popolazione intorno alla cassa armonica dove si esibivano rinomati concerti bandistici locali e forestieri, non è scomparsa.
La presenza di un teatro intestato ad un altro grande personaggio molese della musica operistica, mantiene viva questa aspettativa nella popolazione, magari con nuovi strumenti, metodologie e programmazioni puntate alla ricerca, anche alla scoperta ed alla messa in scena ed alla valorizzazione di opere di altri autori locali, alla produzione di spettacoli, manifestazioni ed esibizioni.

La presenza di una grande arena aperta verso il mare, consente di organizzare concerti e rappresentazioni senza vincoli fisici.

La somministrazione di spunti idonei ad apprezzare il bello, nelle arti e l’attività di programmazione di manifestazioni artistiche, a Mola, specie per alcune delle sette arti (musica, prosa, danza), in diverse location, costituiscono richiamo costante da tutta la provincia ed oltre.
La presenza di grandi strutture storiche idonee alle manifestazioni, alle mostre, laboratori culturali, già dedicate alle arti o di altre storicamente ed artisticamente importanti, attualmente non utilizzate o sottoutilizzate potrà costituire il presupposto per la creazione di un importante polo museale multidisciplinare a carattere ultra comunale. Intorno ad esso potranno svilupparsi attività di esposizioni, di studio, di ricerca, di formazione e di informazione destinate ad essere frequentate, in primis, dalla popolazione dell’intero comprensorio dei Comuni del SAAC e della intera parte meridionale della Provincia di Bari, con la possibilità, se adeguatamente supportati dall’impegno degli addetti e dalla lungimiranza degli amministratori, a raggiungere livelli più ampi e più alti, di riconoscimento,
Tali attività, unite all’impegno soggettivo degli abitanti, potranno dare ordine e lustro ad angoli tipici del paese e del circondario, costituire motivo di competizione per esaltare la bellezza dei luoghi, per riconoscere e far conoscere le architetture delle residenze urbane e del Poggio delle Antiche Ville, dense di storia e cultura.

La formazione e la passione dei destinatari di tanto impegno, i giovani, deve essere l’aspetto più importante al quale deve guardare il progetto. Quello, cioè, della individuazione degli strumenti atti a creare, in essi, la sensibilità e la conoscenza dei presupposti idonei a saper capire, godere, vivere e praticare le arti, nelle differenti espressioni e forme di attiva partecipazione soggettiva.
NOTA ORGANIZZATIVA
Per cominciare ad organizzare le attività, occorrerà procedere a:
1) Individuare soggetti competenti e volenterosi disponibili ad assumere l’onore e l’onere di coordinare le azioni relative a ciascuna delle sette arti;
2) effettuare una ricerca documentale per scoprire quali siano i centri di formazione relativi a tutte le forme di arte, presenti in paese, che potrebbero essere coinvolti nel programma, e quali creare;
3) individuare tutti i laboratori organizzati o professionisti abilitati all’insegnamento delle varie discipline, presenti sul territorio;
4) Incontrare i vari dirigenti scolastici, o loro rappresentanti, per illustrare loro il progetto, al fine di coinvolgere le attività didattiche nella attività di diffusione dell’amore per il progetto, negli alunni, con la messa a disposizione di relativi spazi ed attrezzature e con la vicinanza emotiva, oltre che fisica, dei docenti e dei discenti, al progetto ed ai suoi scopi;
5) verificare l’interesse del corpo docente allo studio del progetto, per coinvolgerli, aderirvi e sostenerlo;
6) Analizzare la fattibilità del progetto, in ogni struttura, o, eventualmente, personalizzarlo a seconda del singolo contesto;
7) Studiare e mettere in atto programmi di crescita, nei giovani e nella popolazione tutta, che portino i destinatari alla consapevolezza delle metodologie di comprensione e coinvolgimento nelle espressioni artistiche, al di là del semplice esercizio dell’ascolto o della visita…distratta e disinteressata alle mostre di opere realizzate da altri o alle testimonianze fisiche ancora presenti o, pur presenti in paese, ma, con superficialità, ignorate.
OPERATIVAMENTE
- Occorrerà studiare la legislazione vigente, a qualunque livello, e ricercare forme di interventi pubblici ai quali collegarsi per finanziare i progetti relativi a questo impegno.
- Ben a ragione, il ruolo di organizzatore e coordinatore deve essere assunto da una struttura ufficialmente riconosciuta che abbia l’organizzazione collegiale, la strutturazione idonea, le potenzialità e le capacità di assolvere al compito, nell’interesse dell’intera cittadinanza di Mola di Bari, nell’interesse dei cittadini e dei giovani, in particolare, destinatari specifici delle attività;
- Tanto altro ancora, come dovrà scaturire dalle pacate riflessioni ed approfondite
ricerche frutto della convinzione di tutti di voler raggiungere risultati al progetto su presentato;
- Questa attività non deve essere confusa o assorbita o delegata a quella scolastica curriculare, ma ad essa deve affiancarsi come extra curriculare perché deve essere finalizzata ad accrescere la sensibilità dei cittadini, e dei giovani in particolare, verso la creazione di una entità la quale deve poter portare ad attribuire il nome de
“IL PAESE DELLE SETTE ARTI”
al territorio coincidente con il Comune di Mola di Bari, nel quale ogni forma espressiva potrà interagire con le altre e trovare, tutte insieme, la loro sintesi
nella settima arte, il “cinema “.
Si potrà, così, creare un motivo di attrazione della attenzione verso le attività locali, sia da parte dei cittadini che da parte degli abitanti dei paesi viciniori.
L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO
Per dare attuazione a questo progetto, propongo, come primo step, di cominciare con l’individuare i Coordinatori delle attività relative ad ognuna delle SETTE ARTI per le quali svolgeranno la funzione di Consiglieri della Organizzazione e promotori delle singole attività.
Il secondo step sarà quello di affidare loro lo specifico messaggio di curare lo sviluppo dell’interesse per la materia oggetto dell’incarico, senza, però, perdere di vista lo sguardo d’insieme per esaltare i punti di contatto e di convergenza.
I soggetti da incaricare (non obbligatoriamente soggetti singoli, o per disciplina) devono avere:
- A) Sensibilità umane: avere o aver avuto pratica nei rapporti con i giovani;
- B) Abilità professionali: avere o aver avuto rapporti professionali o amatoriali approfonditi con la materia di riferimento;
- C) Conoscenze territoriali: avere conoscenza dei rapporti della disciplina di riferimento con il territorio allargato;
- D) Conoscenze storiche: avere conoscenze storiche e conoscenze recenti e visioni prospettiche del territorio di Mola di Bari e del circondario;
- E) Capacità di redigere un piano relativo alla materia di competenza, da presentare al costituendo Consiglio della “Organizzazione e promotori delle molteplici attività” sul come procedere nella attività, per raggiungere i risultati e coinvolgere i giovani, fuori dai contatti scolastici istituzionali.
Con queste premesse, le discipline alle quali occorrerà rivolgere la sensibilizzazione e preparazione dei giovani, nell’ambito della vita quotidiana, oltre alle conoscenze di base, relative alle diverse alle figure più rilevanti delle stesse arti, nell’ambito della storia locale e regionale, dovranno vertere su:
- l’Architettura, intesa come attenzione al paesaggio locale, al decoro urbano, pubblico e privato, all’abbinamento dei colori e delle linee estetiche presenti in ciò che ci circonda e conoscenza ed al recupero delle strutture rilevanti e di quelle meno recenti del territorio;
- la Pittura, intesa come cura della rappresentazione emotiva oltre che fisica, del paesaggio e dei colori, delle scene offerte dalla natura, dalle espressioni umane;
- la Scultura, intesa come rappresentazione tridimensionale delle emozioni proposte dai particolari;
- la Musica, intesa come armonia che accompagna la vita quotidiana ed i momenti di relax, riferita non solo alle testimonianze classiche, ma anche a quelle più moderne e contemporanee;
- la Danza, intesa come strumento per accompagnare, con l’armonia dei movimenti del fisico individuale e corale, le evoluzioni musicali e le emozioni espresse dal racconto scenico;
- la Letteratura, intesa come espressione dialettica rivolta a creare momenti di allontanamento dal contingente entrando in atmosfere fantastiche, immaginarie, realistiche e di riflessione sulle emozioni e sui sentimenti;
- il Cinematografo, inteso come la forma di arte capace di fondere tutte le altre, per scoprire realtà diverse dal contingente, nelle quali tutto quanto riferito alle singole altre arti, trova un punto di fusione, facendo entrare lo spettatore in un mondo irreale nel quale anche il reale diventa poesia.
L’ORGANIZZAZIONE
Quali Organismi o Istituzioni, oggi presenti sul Territorio, potrebbero ambire al compito di organizzare e gestire, in attesa di un eventuale Ente specifico, questo progetto, se non un raggruppamento di organismi interessati ad un reale ed ambizioso sviluppo delle attività culturali e formative del paese, coinvolgenti le scuole, gli artisti, gli uomini di cultura e, principalmente, i giovani?
Senza voler limitare, sto pensando alla Associazione Socio-culturale “PER MOLA” o alla “PROLOCO” di Mola di Bari che, in virtù del suo mandato “pro loco”, può individuare personaggi, strutture, strumenti e competenze idonee, da portare a collaborare, con il risultato della messa a punto del progetto e la gestione della sua realizzazione. Potranno, così, essere coinvolti i giovani, i professionisti, le Associazioni culturali, di promozione, di tutela e cura del patrimonio immateriale costituito dalle tradizioni presenti sul territorio, la cittadinanza intera. Tutti, in un impegno corale ed individuale potranno contribuire a fornire un grande apporto alla ottimizzazione della qualità della vita del paese ed alla sua crescita culturale, turistica ed economica?
I RISULTATI
“L’innalzamento dell’impegno dei singoli e della collettività, con l’effetto di rendere il paese piacevolmente vivibile ed attraente, aprendosi ai cittadini ed ai forestieri, con significativi benefici sul piano della cultura, della qualità e del tenore di vita e dell’economia.”
LA STRATEGIA:
- STUDIARE, DIFFONDERE, ANALIZZARE E APPROVARE LA PREMESSA;
- CREARE I PROFILI PER INDIVIDUARE I PERSONAGGGI O LE ORGANIZZAZIONI SPECIFICHE AI QUALI AFFIDARE I VARI SETTORI;
- INDIVIDUARE I SOGGETTI IDONEI AI VARI RUOLI;
- CREARE UN TAVOLO DI CONCERTAZIONI DELLE LINEE OPERATIVE;
- REPERIRE I FONDI PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO;
- COINVOLGERE LA MACCHINA COMUNALE NEL PROGETTO;
- COINVOLGERE LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE;
- COINVOLGERE I GIOVANI;
- COINVOLGERE LE ATTIVITA’ ECONOMICHE;
- COINVOLGERE LE ASSOCIAZIONI;
- COINVOLGERE LE FAMIGLIE;
- COINVOLGERE LA CITTADINANZA TUTTA AFFINCHE’ PARTECIPI, CON OGNI COMPONENTE, ALLO SVILUPPO DEL PROGETTO.
Mola di Bari, 15/09/2024
Giandonato Disanto
(La foto di copertina è di Giuseppe Aversa)





Ottimo progetto per rigenerare culturalmente e socialmente la cittadina molese ricca di storia e di costruzioni artistiche di kotevole valore storico culturale.
Antonella Cirese.
Complimenti per l’esposizione dell’ambizioso progetto che dovrebbe essere accolto innanzitutto dalla volontà politica della attuale amministrazione, che si renda conto finalmente delle potenzialità di questa bella cittadina che soffre però l’inerzia propositiva dei propri abitanti e istituzioni preposte alla promozione culturale e turistica del territorio.
I migliori auspici per questa meritevole iniziativa.
Dott. Giuseppe Picciariello
Molto interessante e di grande stimolo alle nuove generazioni
Cultura, sensibilità e azione sono i tre elementi che si fondono perfettamente nella figura dell’ingegnere Giandonato Disanto e nella presentazione del suo progetto.
Oltre ai sinceri complimenti che direttamente rivolgo al suddetto promotore, auspico che tale impresa possa ottenere la creativa e competente espressione dei futuri rappresentanti delle 7 arti elencate, la meritata attenzione e concretezza delle istituzioni da coinvolgere e una crescente sensibilità e forza da parte di tutti i cittadini di Mola.
Complimenti, infine, alla redazione per la scelta dell’articolo.
Idea fantastica e molto importante per la giusta evoluzione di un bel paese ma soprattutto per dare nuovi stimoli ai giovani che nella realizzazione delle loro capacità sapranno ben esprimersi dando un ”imput” maggiore alle loro capacità e un maggiore splendore alla vecchia e nuova Mola.
Mola, purtroppo, vive di una inerzia autoreferenziale e non ritiene di dover pensare che i risultati si hanno, se si pensa alla grande.
Se voli alto, e’ maggiore il tempo di caduta e puoi recuperare, ma se voli basso, l’impatto con il terreno e’ sotto i piedi.
Mi auguro di trovare persone coraggiose e … non auto referenziali