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DOMANI, VENERDI 10, SALA CONSILIARE, “AUTONOMIA DIFFERENZIATA”: L’ULTIMA FREGATURA PER IL SUD

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Domani, venerdì 10 febbraio, alle h:18.30 nella sala consiliare del Comune di Mola in via De Gasperi, incontro sul disegno di legge, approvato dal Governo Meloni, per l'”Autonomia differenziata”. Interverranno la professoressa Marina Calamo Specchia, ordinaria di Diritto Pubblico Comparato dell’Università di Bari, il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e il deputato Leonardo Donno, responsabile regionale del M5S. Modera il consigliere comunale Michele Daniele. Si potrà firmare anche la proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma dell’articolo 116 della Costituzione, al fine di garantire che scuola, sanità, tutela del lavoro, infrastrutture e previdenza siano di competenza dello Stato e non delle Regioni.

INCONTRO SU AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Il consigliere comunale Michele Daniele (M5S)

Una porcata si aggira per l’Italia. Si tratta della legge di “autonomia differenziata”.

E come per la raccolta differenziata, si tratta di monnezza.

Non a causa l’autore di questa porcata, l’on. leghista Calderoli, è famoso per una legge chiamata Porcellum.

In estrema sintesi, per funzionare questa legge ha bisogno di dare di più a chi già ha di più e di togliere a chi già ha di meno.

A prescindere da tutte le chiacchiere che la Lega sta propagandando, il punto essenziale è che Lombardia e Veneto vogliono che le tasse restino nelle regioni che producono di più. Principio che non si trova in alcuna parte della Costituzione.

Che è vero che, ahimè, consente questa autonomia differenziata ma la stessa asserisce che prima occorre garantire a tutti stessi punti di partenza. Cosa che si dovrebbe raggiungere con i cosiddetti LEP, Livelli Essenziali di Prestazione, cioè quei livelli minimi dei servizi erogati dallo Stato per ogni materia, dalla salute all’ambiente. E questi dovrebbero essere uguali per tutti.

Il problema deriva dalla sciagurata riforma costituzionale del 2001 che consente alle Regioni di riservarsi competenze che sinora sono dello Stato.

La crisi sanitaria, economica e sociale derivante dalla pandemia e dalle conseguenze della guerra in Europa, ha evidenziato le intollerabili diseguaglianze fra le varie parti del Paese nel godimento di diritti fondamentali come la salute, l’istruzione, la mobilità, il lavoro. Quello che è necessario è quindi l’esatto contrario, cioè rafforzare il ruolo dello Stato per attuare in tutto il territorio politiche pubbliche efficaci per superare la crisi e a consolidare l’unità del paese.

Per rimediare a questa stortura in queste settimane si stanno raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare per la riforma dell’articolo 116 della Costituzione per garantire che scuola, sanità, tutela del lavoro, infrastrutture e previdenza siano di competenza dello Stato e non delle Regioni.

Per evitare che un bambino o una bambina di Bari o di Lecce, una donna o un uomo di Foggia o di Taranto valgono molto, ma molto di meno di uno di Varese o di Treviso.

Di tutto questo, di autonomia differenziata, di livelli essenziali di prestazione, di leggi di iniziativa popolare e dintorni discuteremo venerdì 10 febbraio, alle h:18.30 nella sala consiliare del Comune di Mola di Bari in via De Gasperi 135, dove si potrà anche sottoscrivere la legge di iniziativa popolare suddetta.

Interverranno la professoressa Marina Calamo Specchia, ordinaria di Diritto Pubblico Comparato dell’Università di Bari, il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e il deputato Leonardo Donno, responsabile regionale del M5S. Modera il consigliere comunale Michele Daniele.

La cittadinanza, non solo molese perchè è un tema che riguarda l’intero Sud, è invitata.

Michele Daniele

 

 

 

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