Ecco il comunicato stampa delle associazioni e comitati che hanno dato vita all’interminabile corteo dello scorso venerdì 24 maggio. IL NOSTRO COMMENTO.
Riceviamo dal “Comitato Stop Martucci”, a nome delle sigle che hanno organizzato la manifestazione del 24 maggio 2024, e pubblichiamo:
IL NOSTRO COMMENTO
Per amore di popolo, Mola Libera si è imposta il silenzio a partire dai giorni immediatamente precedenti alla manifestazione e successivamente. E, anzi, il nostro giornale ha documentato, tempestivamente e in presa diretta, lo svolgimento del grande corteo e dei principali interventi degli studenti, la vera forza che, assieme agli insegnanti e ai genitori, ha mosso la fiumana di gente nel percorso delle vie centrali cittadine.

Lo abbiamo fatto con decine di foto salienti e con un lungo video che ha ripreso interamente il corteo nel suo svolgersi, dalla testa alla coda, con migliaia di visualizzazioni e decine di commenti sulla nostra pagina Facebook. I blogger di regime hanno ignorato l’evento oppure gli hanno dedicato giusto qualche scatto.
Ora, passata l’euforia del momento, è tempo di riflessioni e di nuove proposte. E, come è giusto che sia, ad aprire le considerazioni, con il loro comunicato stampa, spetta agli esponenti delle associazioni che hanno organizzato la manifestazione.
Chiariamo che “Mola Libera” ha fatto parte del coordinamento fin dalle prime battute organizzative, ma poi si è vista costretta ad uscirne per alcuni motivi molto seri ed importanti, che qui andiamo a riepilogare brevemente:
1) La presenza di Legambiente, organizzazione collaterale al potere politico regionale, metropolitano e locale, che per questi motivi non viene considerata neutrale da Mola Libera, alla pari dell’Associazione “Chiudiamo la discarica”, che pure è stata esclusa dall’organizzazione della manifestazione per quei motivi, non applicati invece a Legambiente. Quindi, due pesi e due misure che non ci hanno trovato d’accordo.
2) Il metodo utilizzato da Legambiente per liberarsi di contenuti politicamente non graditi: riempire di osservazioni inutili, molte anche false, il documento preparato da Mola Libera, e già validato all’interno di Stop Martucci, oltre a cassare intere parti che nominavano le responsabilità di Vendola (firmatario del contratto di concessione quindicennale, il 28 maggio 2012) e di Decaro in qualità di Sindaco Metropolitano nonchè di azionista di maggioranza dell’AMIU, la municipalizzata barese che raccoglie e smaltisce i rifiuti del capoluogo, oltre gestire un impianto complesso per la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) che viene poi bruciato nei termovalorizzatori. Un impianto complesso, quello barese, che non dispone della discarica di servizio-soccorso a differenza dell’analogo apparato esistente a Martucci, e della quale Decaro non vuole sentire assolutamente parlare.
Peraltro, la manifestazione, al di là dell’innegabile successo di partecipazione, ha conosciuto alcuni limiti proprio connessi alle osservazioni già effettuate da Mola Libera: si è permesso, infatti, a Legambiente di monopolizzare l’iniziativa, con l’intervento chilometrico del suo principale esponente locale, nel corso della parte centrale dell’evento di venerdi 24 maggio, che, dal palco di Piazza XX Settembre, ha tenuto un vero comizio durato ben oltre venti minuti.
Insomma, questa egemonia di Legambiente non è indicativa di genuinità e di indipendenza dell’iniziativa, tenuto conto che l’emendamento PD Caracciolo – Parchitelli al Piano Regionale rifiuti – quell’enunciato che ci sta portando, speriamo di no, alla riapertura del Lotto 2 della discarica Martucci – sarebbe stato confezionato (a quanto diverse fonti ci hanno riportato nel tempo) a latere dei i lavori nelle segrete stanze del Consiglio Regionale della Puglia, il 14 dicembre 2021, con la compresenza di Legambiente.
In ogni caso, ancora una volta, la piattaforma rivendicativa appare confusa, frutto di troppe mediazioni al ribasso e certamente, con la presenza di Legambiente, il margine di autonomia è piuttosto basso.
Peraltro, la velleitaria idea di passare il testimone al Sindaco Colonna, affinché conduca la battaglia in prima persona contro Decaro ed Emiliano, mettendosi alla testa di una nuova manifestazione, questa volta da tenersi a Bari, sarebbe come mettere la volpe a guardia del pollaio: Colonna farebbe un boccone solo dei manifestanti.
Ben diverso sarebbe se a guidare la manifestazione a Bari fosse il popolo molese, libero da schemi vincolanti e di collateralismo con il potere politico.
Quello che davvero servirebbe è una chiamata generale alla popolazione molese per un grande sciopero generale cittadino e, al contempo, per condurre qualche migliaio di persone, con agricoltori, pescatori, donne e giovani in prima fila, a Bari davanti alle stanze del potere per protestare fino a quando non giungeranno atti politico-amministrativi precisi da Emiliano e dal suo entourage.
Atti specifici che Mola Libera ha enucleato in sette azioni principali, con un documento inviato via pec, a metà aprile, ai quattro Sindaci dell’Area Vasta Martucci (Mola, Conversano, Rutigliano e Polignano).
Fulcro centrale della lettera del nostro giornale ai Sindaci è di domandare e ottenere da Emiliano e da tutto il sistema tecnico-burocratico che alla Regione si occupa da decenni di questa triste vicenda, la revoca anticipata del contratto di concessione per l’impianto complesso e le vasche di servizio/soccorso.
Infatti, chiudere subito ogni attività a Martucci è la migliore garanzia perchè finisca definitivamente ogni attività legata al ciclo dei rifiuti, in quel sito martoriato da quarant’anni di rifiuti e percolato.
Pubblichiamo nuovamente la lettera ai quattro Sindaci, sia nella forma estesa che in quella sintetica diretta al Sindaco Colonna, con la più breve già sottoposta al gradimento dei nostri lettori sulla pagina Facebook di Mola Libera, ottenendo centinaia di adesioni in pochi giorni.
Ovviamente, Mola Libera è sempre a disposizione di un movimento cittadino popolare che decidesse azioni di lotta pacifiche e democratiche, ma ben decise a far rispettare il diritto alla salute e al futuro delle nostre popolazioni con azioni incisive, non di mera facciata.
Attendiamo con pazienza che maturino le situazioni, ma certamente non ci faremo irretire da attività velleitarie e inconcludenti.
Martucci chiuderà soltanto se vi sarà un’azione di polso, una vera azione comunitaria che smascheri il potere politico nei suoi inciuci con il potere economico.





