venerdì, 4 Settembre, 2026
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Mola di Bari

DOSSIER CANILE COMUNALE. GESTIONE ALLA LEGA DEL CANE: ECCO COME E’ STATA AGGIRATA LA LEGGE (Seconda Parte)

data:

Nella prima parte del nostro dossier, abbiamo spiegato come e perchè si arrivò ad una catena di proroghe durata quasi 19 anni alla stessa ditta appaltatrice, la cooperativa Tasha, nella gestione del canile. E come e perchè, grazie unicamente all’esposto di “Mola Libera” all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), si giunse a spezzare quella catena. Ora, in questa seconda parte, analizzeremo come e perchè, dopo l’ultimo contratto alla Tasha, fu concesso un affidamento diretto alla Lega del cane di Monopoli e a quali condizioni, con il ruolo determinante di alcune associazioni molesi. Vedremo come anche in questo caso, pure alla luce delle nuove e ultime puntualizzazioni ANAC, il nuovo appalto sia sostanzialmente arbitrario.

Riprendiamo l’intricata vicenda ripubblicando innanzitutto il link alla prima parte del nostro dossier:

Vediamo ora cosa accadde a ridosso della scadenza dell’ultimo appalto in proroga alla cooperativa Tasha e subito dopo.

Come si è potuto leggere nella prima parte del nostro dossier, il nuovo comandante della Polizia Locale, Nicola Leone, con la determina n. 2618 del 19/11/2024 dispose per un impegno di spesa riferito ad un periodo antecedente alla pubblicazione di tale atto, e cioè retrodatando il predetto impegno di ben 6 (sei) mesi e 18 (diciotto) giorni, a partire quindi dal 1° maggio 2024 per estenderlo fino al 31 marzo 2025.

In sostanza, l’ultima proroga alla cooperativa Tasha era scaduta il 30 aprile 2024 senza che fosse intervenuta alcuna gara per un nuovo appalto e, addirittura, senza che nessuna ulteriore proroga o affidamento diretto fosse intervenuto a partire dalla scadenza.

Quindi, il comandante Leone lasciò che la coop. Tasha continuasse a gestire il canile per ben 6 mesi e 18 giorni, dal 1° maggio 2024 al 19 novembre 2024, senza alcun titolo contrattuale, nonostante egli si fosse insediato in data 16 maggio 2024, come da decreto n. 16/24 del Sindaco Colonna, succedendo al precedente comandante Vito Tanzi.

Fu soltanto, come si è visto, il 19 novembre 2024 che Leone emanò una determina che andò a coprire il periodo scoperto 1° maggio 2024 – 18 novembre 2024, affidandolo formalmente alla Tasha (che nel frattempo continuava a gestire il canile comunale, sebbene senza titolo contrattuale), tuttavia senza dichiararlo esplicitamente, e anzi prolungando l’affidamento diretto fino al 31 marzo 2025.

Nel frattempo cosa accadde?

Come si è già visto nella prima parte del dossier, Mola Libera preannunciò più volte che avrebbe inviato una segnalazione alle Autorità competenti per evidenziare l’illegittimità del sistema delle proroghe che si protraevano, senza soluzione di continuità, dal 2006 alla cooperativa Tasha.

In data 16 febbraio tale segnalazione fu inviata via pec, tra gli altri alla Procura della Corte dei conti per la Puglia e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari.

Il giorno successivo, in data 17 febbraio 2025, Mola Libera inviava, per il tramite del direttore responsabile, il proprio esposto specifico all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), che emetteva ricezione della segnalazione con relativo protocollo assegnato:

A seguito del forte pressing dei mesi precedenti svolto dal nostro giornale e dal gruppo Facebook “Per fare un fiore”, che denunciava sia lo stato fatiscente del canile che il sistema illegittimo delle proroghe, e in vista della scadenza dell’ennesima proroga alla Tasha, prevista per il 31 marzo 2025, nonché alla luce dell’esposto ormai presentato da Mola Libera, e la cui notizia, sebbene ancora riservata, andava diffondendosi in ambito politico-amministrativo, la Giunta comunale deliberava un atto di indirizzo rivolto al Comandante della Polizia Locale, responsabile allo stesso tempo della gestione del canile municipale.

Si tratta della delibera di Giunta n. 47 del 28/02/2025 con la quale si disponeva di:

  1. DARE indirizzo al Responsabile del Settore VIII di predisporre gli atti di competenza, utili all’individuazione dell’operatore economico in possesso di idonee capacità tecniche, professionali ed economiche che avrà l’onere di garantire il servizio pubblico di gestione del canile comunale nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, concorrenza, rotazione e trasparenza, l’operatore economico cui affidare il suddetto appalto, ai sensi dell’art.50 comma 1, lettera b) d.lgs. 36/2023;
  1. DARE, inoltre, indirizzo al Responsabile del Settore VIII, nelle more della conclusione, a cura del settore Lavori Pubblici e Manutenzioni, dei lavori sulla struttura e sulla realizzazione del parco rurale con fondi del PNRR, di indire manifestazione di interesse finalizzata ad un’indagine di mercato per la gestione del canile comunale indirizzata agli operatori economici di cui agli artt. 65 e 68 del D. Lgs. 36/2023 nonché alle Associazioni di volontariato animaliste zoofile, legalmente riconosciute ed in possesso dei requisiti di legge, riconosciute e iscritte all’Albo Regionale delle Associazioni Protezionistiche (Regione Puglia – Art. 19 della Legge Regionale n° 2/2020), le associazioni culturali o consorzi di associazioni culturali, associazioni ETS e associazioni senza fini di lucro che, per statuto, svolgono attività finalizzate alla tutela degli animali di affezione, al loro benessere psicofisico e in ogni caso coerenti con il servizio di che trattasi;
  2. DARE, infine, indirizzo al Responsabile del Settore VIII di affidare il richiamato appalto per un periodo pari ad un anno, così costituito: servizio di ricovero, mantenimento, custodia dei cani abbandonati o randagi all’interno del territorio comunale di Mola di Bari e guardiania della struttura.

Si apriva così una fase finalizzata alla “manifestazione di interesse”, che si concretizzava nell’avviso esplorativo del 14/03/2025:

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Tuttavia, nell’avviso si specificava chiaramente che:

Una tale clausola metteva in allarme le associazioni animaliste e le società che operano nel settore della gestione dei canili comunali. Si intuiva molto bene che la procedura di “manifestazione di interesse” si sarebbe potuta concludere con un nulla di fatto ad ovvio vantaggio della cooperativa Tasha che, in tal modo, avrebbe potuto continuare ad operare indisturbata nel canile con nuove proroghe.

E, infatti, nonostante si fossero avute alcuni sopralluoghi presso il canile comunale di associazioni e ditte interessate a presentare la manifestazione d’interesse, come consentito dall’avviso di merito, due giorni prima della scadenza dell’avviso, previsto entro il 29/03/2025, arrivava, da parte del Comandante Leone, la SOSPENSIONE della manifestazione di interesse!!!

Ecco il provvedimento di sospensione dei termini della manifestazione di interesse:

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In sostanza, “con la determinazione n. 695 del 27/03/2025 avente ad oggetto “AVVISO ESPLORATIVO PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEL CANILE COMUNALE. SOSPENSIONE TERMINI” venivano sospesi i termini di manifestazione di interesse esplorativo per la partecipazione all’affidamento diretto per il servizio di ricovero, mantenimento, custodia dei cani randagi o abbandonati, recuperati all’interno del territorio comunale di mola di bari e guardiania della struttura per dodici mesi ai sensi dell’art.50, comma 1, lettera b) d.lgs 36/2023 con relativi allegati in quanto si rendevano necessari ulteriori approfondimenti legati alla complessiva organizzazione del servizio de quo;
· conseguentemente alla determinazione richiamata al precedente punto, in data 28/03/2025 veniva pubblicato, sul sito web istituzionale, avviso di sospensione termini.

Tutto questo risultava all’interno della determina del Comandante della Polizia Locale Nicola Leone n. 961 del 22/04/2025 che riassumeva l’intera questione e dava anche notizia della revisione del servizio complessivo da mettere successivamente a concorso, in particolare di quello di guardiania (vedremo in seguito l’importanza di questa decisione specifica), con una contestuale rivalutazione economica del servizio.

Ecco la determina integrale, molto importante per comprendere i termini della questione e del perchè veniva revocata la manifestazione di interesse:

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In sostanza, il Comandante Leone mette a posto le “carte” in autotutela, comunque successivamente alla sospensione della manifestazione di interesse che, infatti, era già intervenuta, come si è visto, il 27 marzo 2025.

Ma fa di più ancora prima.

In poche parole, l’affidamento diretto alla cooperativa Tasha scadeva il 31 marzo 2025. Il 27 marzo, il Comandante Leone dispone, come si è visto, la sospensione della manifestazione di interesse (la partecipazione ad essa sarebbe scaduta il 29 marzo).

E il 1° aprile 2025 Leone pubblica una nuova determina per un’ennesima proroga alla Tasha, questa volta di tre mesi, dal 01/04/2025 al 30/06/2025.

Ecco la determina:

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LE PROTESTE DEI GIOVANI VOLONTARI DEL CANILE

Nel frattempo, mentre il Sindaco, la Giunta e il Comandante Leone fanno e disfano una lunga tela di Penelope di atti e contro atti amministrativi che, alla fine, hanno il solito risultato di un’ennesima proroga alla cooperativa Tasha, la situazione presso e intorno al canile comunale di contrada Brenca diventa molto tesa, tra favorevoli ad una continuità con i gestori pro tempore (e tra questi vi è da annoverare il consigliere comunale Matteo Ranieri, con delega del Sindaco ad occuparsi della materia) e coloro che invece chiedono un cambio di metodi gestionali, tra cui un gruppo di giovani volontari.

E’ in particolare uno di essi che fa scoppiare la bomba mediatica.

Mola Libera pubblica il seguente articolo in data 25 marzo 2025

𝐈𝐍 𝐄𝐒𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐕𝐀. 𝐂𝐀𝐍𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐌𝐎𝐋𝐀, 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐀 𝐔𝐍 𝐕𝐎𝐋𝐎𝐍𝐓𝐀𝐑𝐈𝐎.

𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟐𝟗 𝐌𝐀𝐑𝐙𝐎 𝐒𝐂𝐀𝐃𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄𝐂𝐈𝐏𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 “𝐌𝐀𝐍𝐈𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄𝐒𝐒𝐄” 𝐈𝐍𝐃𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐃𝐀𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐌𝐎𝐋𝐀, 𝐈𝐍 𝐕𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐃𝐀𝐓𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐌𝐈𝐍𝐄 (𝟑𝟏-𝟎𝟑-𝟐𝟎𝟐𝟓) 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐓𝐓𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐃’𝐀𝐏𝐏𝐀𝐋𝐓𝐎, 𝐒𝐓𝐈𝐏𝐔𝐋𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐄𝐒𝐒𝐀 𝐃𝐈𝐓𝐓𝐀 𝐂𝐇𝐄, 𝐅𝐈𝐍 𝐃𝐀𝐋 𝐍𝐎𝐕𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟎𝟔, 𝐆𝐄𝐒𝐓𝐈𝐒𝐂𝐄 𝐈𝐋 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈𝐎.

𝐈𝐍 𝐕𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐂𝐀𝐃𝐄𝐍𝐙𝐀, 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐎 𝐂𝐎𝐋𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐇𝐀 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐒𝐔𝐎 𝐕𝐈𝐃𝐄𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐌𝐀𝐆𝐍𝐈𝐅𝐈𝐂𝐀 𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐂𝐔𝐏𝐄𝐑𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐌𝐁𝐔𝐋𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐕𝐄𝐓𝐄𝐑𝐈𝐍𝐀𝐑𝐈𝐎.

𝐌𝐀 𝐈 𝐕𝐎𝐋𝐎𝐍𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐍𝐎𝐍 𝐂𝐈 𝐒𝐓𝐀𝐍𝐍𝐎. 𝐄𝐂𝐂𝐎 𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐔𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐄𝐒𝐒𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐓𝐔𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐑𝐄𝐀𝐋𝐄 𝐄 𝐀𝐓𝐓𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐈𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄.

𝐈𝐍𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎, “𝐌𝐎𝐋𝐀 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐀” 𝐇𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐄𝐒𝐏𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐀𝐔𝐓𝐎𝐑𝐈𝐓𝐀’ 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐄𝐓𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐃𝐔𝐑𝐄 𝐅𝐈𝐍𝐎𝐑𝐀 𝐒𝐄𝐆𝐔𝐈𝐓𝐄 𝐃𝐀𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐌𝐎𝐋𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎, 𝐅𝐈𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐔𝐋𝐓𝐈𝐌𝐄.

𝐒𝐄 𝐒𝐀𝐑𝐀’ 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐋𝐎 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄𝐑𝐄𝐌𝐎 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎.

“Salve Mola Libera, sono un vostro lettore che ha molto apprezzato il post di qualche settimana fa sul canile sanitario, dato che sono un volontario dello stesso e vedere il post oggi del Sindaco sul canile è una pugnalata per chi li ci mette tempo e sudore. Vi andrebbe di fare due chiacchiere? Grazie, buona serata.”

Inizia così l’approccio del nostro interlocutore a “Mola Libera” avvenuto qualche giorno fa.

La nostra risposta era scontata:

“Sì, certo, possiamo dialogare, senz’altro.”

Dopo un giorno, l’interlocutore torna a farsi vivo.

“La situazione di chi come me lo frequenta all’interno è abbastanza particolare quindi vi chiedo massimo riserbo sul mio nome.

In canile ci sono 3-4 volontari che vanno in canile ogni settimana o circa, un tempo eravamo 5 ma poi uno è stato “bandito” perchè chiedeva condizioni più accettabili e aggiungo era una persona che contribuiva con ingenti spese personali al tutto, tanto per farle capire la riconoscenza.

Alla vista del video di ieri del Sindaco Colonna siamo rimasti più che avviliti (omissis) … dalla totale mancanza di rispetto per chi come noi lo frequenta e si dispera per le condizioni.

Una grande squadra per il sopralluogo….. guarda caso ora che c’è il bando lampo di 15 giorni.

Non li abbiamo mai visti neppure col cannocchiale a nessuna istituzione, (omissis) per effettuare un minimo di controllo sulla struttura, adesso fanno questi teatrini tutti quanti presenti e badi bene non nel canile, ma nella struttura antistante lo stesso. Un grandissimo sopralluogo…

Peccato però che questo mitico sopralluogo sia avvenuto dopo una assenza di mesi se non anni dal canile.

Peccato che prima i volontari del canile abbiano dovuto essere cacciati perché chiedevano una pulizia, o un taglio del pelo o una maggiore empatia verso i cani che muoiono a terra al freddo e condizioni igienico sanitarie più a norma, le stesse per le quali i veterinari hanno interrotto le prestazioni per mesi.

In tutto questo tempo le meravigliose istituzioni probabilmente arricciavano polpi a cala colombo mentre chi si batteva veniva dileggiato e non supportato.

Peccato inoltre che tutta la registrazione delle condizioni del canile che sono della struttura esterna al canile vero e proprio e solo della zona frontale assicurandosi di non riprendere il restante 99% del canile di cui a beneficio pubblico le allego delle foto.

E ci vuole davvero la faccia tosta a farsi riprendere nell’unica zona del canile con la ghiaia per i cani, stiamo parlando dell’ 1% della superficie dello stabile quando tutto il resto è letteralmente una palude.

Più che ringraziarsi a vicenda tra le istituzioni nel video che fa davvero ridere, bisogna ringraziare l’unica cosa che funziona nel canile e di cui è opportuno prendere nota ed è il lavoro dei 3 dipendenti (3 per oltre 150 cani ), persone che non sono messe neppure nelle condizioni ottimali per lavorare.

E che quando lavorano sotto la pioggia devono lavorare letteralmente nel fango.

Non si sono neppure spesi per ringraziarli. Dato che purtroppo non parlano mai avendo il terrore di ripercussioni da parte del gestore.

E che quando lavorano sotto la pioggia devono lavorare letteralmente nel fango.

Il canile di Mola non è la ripresina di due minuti belli puliti nel gabbiotto (preparato a dovere) ma questo di cui le allego le foto e volevamo denunciare il tutto alla stampa.

Per noi è molto importante in quanto appena uscirà ci bruceremo la possibilità di entrare con ogni probabilità, perchè incredibilmente nonostante le leggi nazionali prevedono il diritto all’ingresso dei volontari in canile, qui funziona così con le istituzioni che dormono. ma va fatta qualcosa sennò non cambierà mai nulla.

Le foto e i video di cui adesso le aggiungo altro, sono stati raccolti da noi volontari da Giugno 2024 fino alle ultime scattate domenica 16 marzo 2025.

Per me può prendere anche parti del messaggio che ho scritto per quanto mi riguarda, perchè la realtà dei fatti è che è tutto uno schifo complice amministrazione e (omissis) che mai hanno messo piede dentro.

L’importante è che mi tenga la riservatezza sul nome, perchè sicuramente subiremo conseguenze.”


All’intervento del volontario, seguiva il commento del nostro giornale:

Fin qui il coraggioso e civile racconto della persona che, ripetiamo, ha preso l’iniziativa di contattarci e Mola Libera, nella nostra indipendenza e attività di “cittadinanza attiva”, si è messa a disposizione per raccoglierne l’importante testimonianza.

Le parti che recano la scritta “omissis” delle dichiarazioni del nostro interlocutore sono state appunto omesse per non creare possibili ripercussioni legali alla persona interessata, anche se nel discorso erano pienamente coerenti e giustificate.

Auspichiamo che ora non cominci una “caccia” all’autore di queste rivelazioni, come già avvenuto in passato per altri che, su questa questione, hanno scritto al nostro giornale.

I volontari hanno il primario diritto non solo di essere ascoltati, ma soprattutto valorizzati dal Comune, ancor prima che dal gestore, in base alle leggi di protezione degli animali.

Anzi, è la stessa normativa a privilegiare il ricorso in sede di affidamento gestionale alle associazioni di volontariato nel settore della tutela degli animali.

Auspichiamo pertanto che la manifestazione di interesse e, quindi, il successivo e immediato affidamento diretto non si trasformino soltanto in un vuoto rituale pro forma.

Peraltro, torniamo a chiedere NON un affidamento diretto (giacché quello in corso sconta una reiterazione che arriva ininterrottamente dal 2006, forse caso unico in tutta Italia), ma una vera e propria gara d’appalto di tipo aperto, che cioè consenta un’autentica libera concorrenza nell’offrire il servizio migliore a piena tutela degli “amici a quattro zampe”.

In quest’ottica, a causa di procedure finora non in linea con la normativa, informiamo i lettori che Mola Libera, al di là delle tante chiacchiere di “animalisti a convenienza” (non molto dissimili dagli “ambientalisti a convenienza” che girano intorno alla discarica Martucci), ma perseguendo la concretezza delle azioni di “cittadinanza attiva”, ha inviato/consegnato già a tempo debito un esposto alle Autorità competenti che ci riserviamo di pubblicare nelle parti meritevoli di diffusione pubblica.

P.S. Le foto che pubblichiamo, in parte, sono state allegate dal nostro interlocutore (con due brevi video che non abbiamo pubblicato, perchè Facebook non consente la contemporaneità di foto e video nello stesso post).

Nello specifico, tre di queste foto, come ci è stato riferito per iscritto, sono state scattate da ultimo, cioè in data 16 marzo 2025.

(Qui di seguito pubblichiamo la foto più rappresentativa tra le tante all’epoca ricevute)

Una delle numerose foto inviateci dal nostro interlocutore

La protesta del volontario pubblicata da Mola Libera provoca migliaia di visualizzazioni e oltre un centinaio di commenti. Il caso diventa quindi politico, proprio nelle stesse ore e giorni nei quali il Comandante Leone e gli amministratori comunali stanno cercando il modo per riportare, legalmente, in auge la cooperativa Tasha, ponendo le basi, attraverso la riconferma di tre mesi, per “cucirle” addosso – così si dice – un nuovo ed ulteriore affidamento diretto oppure una gara su misura.

Tuttavia, nel frattempo, mentre l’ennesima proroga ala Tasha va avanti dal 1° aprile, l’esposto di Mola Libera all’ANAC fa il suo corso. Tanto che l’ANAC, esperita una prima verifica sulla fondatezza della documentazione allegata dal nostro giornale, scrive al Comune di Mola di Bari con nota protocollo n. 65076 del 30 aprile 2025 comunicando al Comune l’avvio dell’istruttoria prevista dalla legge.

Il Comune di Mola presentava quindi le sue controdeduzioni mediante trasmissione di due relazioni acquisite al protocollo Anac al n. 81628 del 30 maggio 2025, sottoscritte dal Comandante della Polizia Locale e dal Vice Comandante della Polizia Locale pro tempore.

Le conclusioni dell’ANAC, con la delibera del Presidente che dichiarazione di illegittimità della procedura seguita dal Comune di Mola con la catena di proroghe dal 2006 fino al 2025, era datata 29 luglio 2025, ed è già stata pubblicata nella prima parte del dossier, e ad essa rinviamo per ogni approfondimento.

Ricevuto ufficialmente l’avvio del procedimento da parte dell’ANAC in data 30 aprile 2025, e avendo ormai capito da parte degli amministratori comunali e dei funzionari che continuare con il regime delle proroghe a tempo indefinito alla Tasha avrebbe soltanto aggravato la posizione del Comune di Mola verso tale ente, il Comune di Mola, sempre a firma del comandante Leone, disponeva per un nuovo affidamento diretto, questa volta alla Lega del cane di Monopoli.

L’AFFIDAMENTO DIRETTO ALLA LEGA DEL CANE, OVVERO UNA NUOVA STAGIONE DI IRREGOLARITA’ POLITICO-AMMINISTRATIVA

Quindi, a seguito dell’esposto di Mola Libera del 17-02-2025 e del conseguente avvio dell’istruttoria ANAC, nota protocollo n. 65076 del 30 aprile 2025 comunicata al Comune di Mola, lo stesso Comune soltanto successivamente, interrompeva la catena di proroghe alla cooperativa Tasha per l’ovvio timore delle prevedibili conseguenze paventate a seguito dell’avvio della procedura ANAC, alla quale, parallelamente, si era affiancata l’azione della Corte dei conti regionale.

Infatti, come si è già visto, Mola Libera aveva scritto non soltanto all’ANAC ma anche ad altre Autorità competenti in materia di appalti pubblici, tra cui la Corte dei conti regionale che, nel frattempo, aveva anch’essa aperto un’inchiesta come risultò da un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 19 giugno 2025:

Tuttavia, anzichè imboccare la strada maestra della gara pubblica, il Comune di Mola prendeva l’ennesima scorciatoia che aveva già praticato con la Tasha e – sotto l’influenza pratica dei giovani volontari del canile (molti dei quali cambiavano “casacca” saputo della “caduta” della Tasha), e quella “politica” del Gruppo Facebook “Per fare un fiore”, che svolgeva, nei fatti, il ruolo di intermediazione tra la Lega del cane di Monopoli (una delle poche associazioni che aveva condotto un sopralluogo al canile, quale prassi consentita dalla manifestazione di interesse, poi abortita) da un lato e il Sindaco Colonna e il Comandante Leone dall’altro – assegnava un affidamento diretto alla predetta Lega del cane, a partire dal 1° luglio 2015, con validità 12 mesi, e quindi con scadenza il 30 giugno 2026.

La determina di assegnazione dell’affidamento diretto era la n. 1446 del 10 giugno 2025, sempre a firma del Comandante Leone, il quale rimarcava come si trattasse di un affidamento “ponte” in attesa di una gara pubblica di tipo aperto, da esperirsi solo con la conclusione dei lavori, che erano stati avviati nel maggio precedente, per la realizzazione di un parco rurale associato al canile comunale, con i fondi PNRR, per un importo molto rilevante di oltre 3 milioni di euro.

Ecco il testo integrale della determina:

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PERCHE’ E’ STATA AGGIRATA LA GARA PUBBLICA, RICADENDO NEL SOLITO ABUSO DEL RICORSO ALLA PRASSI DEGLI AFFIDAMENTI DIRETTI: TUTTE LE RESPONSABILITA’

Quindi, dal 1° luglio 2025, ormai da quasi sette mesi e mezzo, a gestire il canile comunale è la Lega del cane, delegazione di Monopoli, che senz’altro ha le carte in regola per effettuare un servizio di questo tipo.

E, in effetti, il cambiamento all’interno del canile è evidente: il benessere dei cani è decisamente aumentato, le cure sono migliori, gli spazi vengono meglio curati, la pratica delle adozioni viene perseguita con attenzione.

Quindi, tutto è bene quel che finisce bene?

Purtroppo i principi di rispetto delle regole e della normativa non sono stati seguiti e questo, nonostante la buona volontà, non è un buon viatico e un buon esempio di corretta gestione politico-amministrativa.

Vediamo perchè:

  1. Nella determina di Avviso per la manifestazione di interesse, l’importo fissato per l’assegnazione di un incarico per un anno era di € 135.962,50, di cui 1,50 euro a cane giornalieri x 185 cani complessivi + € 95,00 di guardiania notturna al giorno. Si trattava di una cifra al di sotto di circa 4.000 euro della soglia comunitaria di 140 mila euro (IVA esclusa), al di sopra della quale NON si può procedere con affidamento diretto.
  2. Nel corso dei sopralluoghi al canile, previsti dalla procedura di manifestazione di interesse, le ditte e le associazioni partecipanti (tra cui la Lega del cane) rilevarono come la cifra di € 1,5 giornaliere a cane fosse davvero insostenibile.
  3. Ecco perchè la manifestazione di interesse fu sospesa: si trattava di far quadrare i conti, oltre che di prendere tempo verso ANAC e Corte dei conti per “far fuori” la Tasha.
  4. Si arrivò così successivamente ad una trattativa “politica” con la Lega del cane, tenuto conto che ormai la Tasha, sebbene sostenuta politicamente fino a quel momento dal Sindaco, era “bruciata” a causa delle indagini dell’ANAC e della Corte dei conti, avviate a seguito dell’esposto del nostro giornale sulla catena di proroghe.
  5. In particolare, la Lega del cane venne sponsorizzata fortemente presso il Sindaco Colonna e il Comandante Leone dal Gruppo Facebook “Per fare un fiore”, oltre che dalla disponibilità della “Tribu del carrubo” a farsi parte attiva nel lavoro concreto, un’associazione ambientalista e animalista molese, che già in passato aveva rappresentato la Lega del cane sul nostro territorio.
  6. Si giunse così ad un accordo di fatto tra amministratori e funzionari comunali e Lega del cane di Monopoli: l’importo giornaliero a cane sarebbe passato da 1,5 a 2 euro, mentre sarebbe stata cassata la guardiania notturna. Tutto al fine di far quadrare i conti rimanendo sotto la soglia comunitaria dei 140 mila euro.
  7. Infatti, se si fosse proceduto ad innalzare il valore giornaliero a cane a 2 euro e al contempo mantenendo la guardiania notturna a 95 euro al giorno, si sarebbe sfondata la soglia comunitaria arrivando a € 169.725,00 e, quindi, dovendosi ricorrere alla gara pubblica e non più all’affidamento diretto alla Lega del cane. E si sa che in una gara pubblica non è detto che vinca necessariamente la ditta auspicata da un accordo politico.
  8. Peraltro, alla gara si sarebbe dovuto comunque ricorrere perchè il valore di 2 euro al giorno a cane è assolutamente improponibile per garantire il benessere animale, come ha stabilito più volte l’ANAC, stabilendo che – tenuto conto delle valutazioni del Ministero della Salute – un valore congruo deve situarsi tra 3,50 e 4,50 euro al giorno per cane. E si vede benissimo come moltiplicando il minimale ANAC di 3,50 euro al giorno x 185 cani dichiarati da accudire nel canile di Mola per 365 giorni all’anno… pur non tenendo conto del servizio di guardiania notturna, si ottiene il valore di € 236.337,50, che è nettamente al di sopra della soglia stabilita in sede comunitaria di 140.000,00 euro. E come si è già detto più volte, soltanto se il valore del servizio si situa al di sotto di tale soglia si può dare corso ad un affidamento diretto, altrimenti diventa OBBLIGATORIA la gara d’appalto di tipo aperto, cioè con la partecipazione di una pluralità di concorrenti.
  9. Lo schema che è stato seguito è invece fortemente elusivo rispetto all’obbligo di gara, invocando valori giornalieri praticati in altri comuni della zona: ma non si possono prendere a riferimento enti che contravvengono alle regole stabilite dall’ANAC e dal Ministero della salute.
  10. Tant’è vero che, al fine di aggiudicarsi l’affidamento diretto, la Lega del cane di Monopoli ha posto l’asticella a 2 euro al giorno per cane, al di sopra della quale si sarebbe andati a gara con ogni incertezza nell’esito, però con l’intesa che la Tribu del carrubo di Mola si sarebbe assunta prevalentemente l’onere del lavoro pratico nel canile supportato dai volontari.

E in sostanza così si sta andando avanti: i 2 euro al giorno per cane sono largamente insufficienti, come mostrano le continue campagne verso i cittadini per portare cibo e altri generi di prima necessità al canile, mentre Debora Abatangelo, leader della Tribu del carrubo, confessa molto spesso sui social di fare questa attività con molta dedizione ma anche rimettendoci in termini economici. Peraltro, se non ci fosse un largo apporto di lavoro fisico da parte dei volontari, il canile non potrebbe assolutamente andare avanti e la Lega del cane sarebbe costretta a rinunciare anzitempo.

Quindi, così stanno le cose, al di là delle continue beatificazioni che fa di questo servizio il Gruppo “Per fare un fiore”: esperto in comunicazioni di circostanza, ma di scarso apporto pratico alla gestione del canile.

L’affidamento diretto, in ogni caso, volge verso la parte finale: entro il 30 giugno dovrà essere pronta una vera e propria gara d’appalto, estesa anche alla gestione del parco rurale, se nel frattempo sarà terminato. E’ probabile che in caso di non completamento, la Lega del cane usufruisca di tre mesi di proroga già preventivati nell’affidamento diretto in corso.

Tuttavia, per la vera e propria gara d’appalto il Comune di Mola dovrà tenere in ogni caso conto dell’ultima delibera ANAC del dicembre scorso che, nel ribadire quanto già statuito per il caso del canile molese, cioè il divieto assoluto di un sistema di proroghe, definisce le direttive che i Comuni devono seguire per la concessione della gestione di tali strutture pubbliche, a cominciare dai costi giornalieri a cane da prevedere che, certamente, non potranno essere riproposti nella cifra attualmente concordata tra il nostro Comune e la Lega del cane di Monopoli.

Per completezza, pubblichiamo il contenuto integrale dell’ultima delibera ANAC in materia, la n. 527 del 17 dicembre 2025:

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Mola Libera, nel suo ruolo di “cittadinanza attiva” e di richiamo costante al rispetto della legalità, vigilerà attentamente nella nuova fase che si aprirà tra qualche mese.

Intelligenti pauca.

FINE

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