Una catena di Sant’Antonio che sembrava non dovesse finire mai, iniziata con l’Amministrazione Berlen e proseguita con i Sindaci successivi, è stata interrotta, finalmente, grazie alla delibera ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) che ha pesantemente censurato l’operato del Comune di Mola, soltanto a seguito dell’esposto presentato da “Mola Libera”, nel suo ruolo di “cittadinanza attiva”. Ma il successivo affidamento alla Lega del cane di Monopoli presenta nuovi e ulteriori problemi di rispetto della normativa. (PRIMA PARTE)
Ripercorrere la vicenda del canile comunale oggi che senso ha? Il “parco delle code felici” viene lodato da tutti e ovviamente anche Mola Libera ne ha parlato in maniera assolutamente positiva.
Ma non è questo il punto.
Il problema, come abbiamo sempre scritto trattando qualsiasi questione di scelte politico amministrative locali, attiene comunque e preliminarmente alla legittimità degli atti e al rispetto delle regole. Perchè se le regole vengono violate o aggirate si crea un precedente pericoloso, un varco attraverso il quale nuove scelte, in qualsiasi campo, potrebbero rivelarsi anche estremamente negative.
Infatti, la storia del canile comunale di Mola è una vicenda che si sviluppa nel tempo con la violazione delle regole, come vedremo più avanti, ma che, purtroppo, una volta interrotta la catena delle illegittimità, anzichè riprendere a svilupparsi secondo le norme in vigore, si dirama con la stessa logica utilizzata in precedenza.
Tutto a fin di bene, si dirà. Ma nella gestione dei beni pubblici soltanto il pieno rispetto delle regole assicura che l’interesse pubblico sia pienamente tutelato, senza alcuna parzialità, anche se apparentemente le soluzioni prescelte con discrezionalità sembrano quelle ottimali.
Tuttavia, come vedremo, sono state effettuate scelte discrezionali che rivelano la fragilità della gestione economica del canile, che hanno anche sacrificato le legittime aspettative di lavoratori del settore.
LA VICENDA
I FATTI
Il Comune di Mola di Bari nel novembre 2006 sottoscriveva con un raggruppamento temporaneo di imprese (capogruppo mandataria la Cooperativa denominata “Tasha Società Cooperativa Sociale” con sede legale in Bitonto) la Convenzione “Contratto di Appalto – Affidamento servizio di assistenza, custodia, alimentazione e registrazione dei cani randagi esistenti per le vie cittadine e servizio di guardiania alla struttura comunale adibita a canile sita in Contrada Brenca”, della durata di 12 mesi.
A contratto scaduto, la Convenzione suddetta veniva prorogata per gli anni successivi e così fino alla fine di giugno 2025, inizialmente attraverso proroghe bi-trimestrali e quindi anche più lunghe facendo riferimento al contratto originario, al di fuori di qualsiasi norma e contravvenendo all’obbligo di evidenza pubblica.
Il carattere sperimentale dell’affidamento si trasformava, quindi, in un affidamento senza termine, sempre in attesa della realizzazione del 2° lotto funzionale del canile, che non è mai avvenuta.
Da ultimo, e prima dell’affidamento alla Lega del cane, in base alla Determina n. 2618 del 19/11/2024 del Capo Settore Polizia Locale – Sviluppo economico – Igiene e Ambiente, veniva impegnata la spesa per i mesi da Maggio 2024 a Marzo 2025, sebbene l’ultima proroga fosse scaduta nell’Aprile 2024 senza alcun immediato rinnovo, lasciando quindi trascorrere ben 6 (sei) mesi e 18 (diciotto) giorni privi di copertura contrattuale, nonostante la Cooperativa Tasha avesse continuato ad operare nell’espletamento del servizio.
LA GESTIONE DEL CANILE COMUNALE DAL NOVEMBRE 2006 AL MARZO 2025
1) INOSSERVANZA PROCEDURE CODICE DEGLI APPALTI
In sostanza, come si evince da tutta la documentazione consultata, afferente ai rinnovi annuali, il contratto originario del 2006 veniva prorogato negli anni successivi con scadenza bimestrale o trimestrale attraverso lo schema prodotto sempre e solo alla Cooperativa Tasha, ex capogruppo mandataria dell’iniziale contratto, richiamando esplicitamente lo stesso e senza alcuna gara ad evidenza pubblica.
Senza appesantire la trattazione con la pubblicazione di numerosi atti amministrativi comunali, tutti comunque in possesso di Mola Libera, si richiamano, ad esempio, la determina n. 73/1355 del 31/12/2012, e a seguire le determine del periodo 2018-2023, tutte a titolo di esempio per comprovare il metodo della catena di proroghe, attraverso il quale è avvenuto il conferimento degli incarichi per la gestione del canile sempre alla stessa ditta, cooperativa Tasha.
Esistono, comunque, analoghe determine di proroghe, reperibili presso l’archivio del Comune di Mola di Bari, già a partire dalla prima proroga di fine 2007.
Il Comune di Mola di Bari giustificava tale modus operandi ricorrendo alle seguenti motivazioni:
a) affidamento “temporaneo” essendo stato approvato una “Proposta di project financing per il recupero funzionale e l’ampliamento del canile municipale e rifugio canino del Comune di Mola di Bari” nell’aprile 2015;
b) impossibilità di messa a gara dei servizi attraverso un nuovo bando a evidenza pubblica a causa della “inagibilità della struttura”, essendo comunque necessari interventi di straordinaria manutenzione mai eseguiti dal Settore Lavori Pubblici.
Tali motivazioni non reggevano alla prova della normativa amministrativa. Infatti:
a) Le condizioni per la presunta “temporaneità” degli affidamenti in proroga erano in realtà le stesse del conferimento dell’incarico originario del 2006 in quanto, anche all’epoca, era evidente la necessità di una riqualificazione della struttura comunale ospitante il canile; ma ciò tuttavia non aveva impedito all’inizio di conferire l’incarico attraverso un bando di gara ad evidenza pubblica della durata di soli 12 mesi. Si giunse così al paradosso che una procedura di gara ad evidenza pubblica definiva una durata di soli 12 mesi, mentre attraverso proroghe contra legem si conferivano affidamenti della durata complessiva di oltre 18 anni;
b) Risultava singolare che una situazione dichiaratamente illegittima della struttura ospitante gli animali (“inagibilità della struttura”, dichiarata ad ogni rinnovo dal responsabile del settore) venisse posta a giustificazione di un’altra illegittimità ovvero il conferimento di affidamenti perpetui e quindi anch’essi illegittimi (sulla dichiarata inagibilità della struttura ritorneremo più avanti).
2) POTENZIALE DANNO ERARIALE
Come si desume dalla catena delle determine dirigenziali, il valore delle somme erogate attraverso le 34 proroghe illegittime del solo periodo luglio 2018/aprile 2023 ammonta a circa € 905.000,00. Si stima che nei dieci anni tra il 2008 e il 2018 le somme erogate ammontino analogamente a circa 2 milioni di euro, per un valore complessivo assegnato senza bandi di gara per l’erogazione del servizio di circa 3 milioni di euro fino al 2023, e aumentato ulteriormente nel 2024, determinando senza dubbio un potenziale danno erariale.
Inoltre, il contratto originario prescrive esplicitamente che ogni spesa per la gestione del servizio sia a carico della Cooperativa assegnataria del servizio come si desume dal seguente estratto:
“Detto compenso si intende onnicomprensivo e comprende, in via esemplificativa e ripetitiva, assistenza, custodia, alimentazione, dei cani randagi vaganti per le vie cittadine, assistenza sanitaria verso gli stessi, eventuale interramento con soluzione chimica (o altro previo assenso degli organi competenti sanitari) e/o smaltimento delle carcasse in caso di morte, acquisto di derrate alimentari e medicinali, pulizia personale, guardiania ed ogni altro onere, nessuno escluso.
Sono a carico dell’Aggiudicatario tutti i costi di manutenzione ordinaria della struttura (spese di gestione, luce, telefono, acqua, fogna, ecc.) di proprietà comunale destinata a canile e messa a disposizione dell’Aggiudicatario per l’espletamento del servizio che trattasi.”
Viceversa, però:
- la Fattura Fornitura Idrica Canile 2022 evidenzia che il Comune si fa carico del pagamento delle spese di fornitura di acqua al canile comunale; questi pagamenti sono avvenuti anche per tutti gli anni precedenti, in violazione di quanto stabilito dal contratto di affidamento, seppur scaduto;
- la Fattura smaltimento liquami del canile evidenzia che il Comune si fa carico anche del pagamento delle spese di smaltimento dei liquami fognari prodotti dal canile, anche questo in violazione del contratto sottoscritto con l’affidataria del servizio, seppur scaduto;
- la Fattura smaltimento carcasse cani lascia intravedere che anche il servizio di smaltimento delle carcasse sia a carico del Comune, avendolo affidato ad altre imprese.
E’ indubbio, pertanto, che tutti questi oneri per le casse comunali erano aggiuntivi rispetto a quanto concordato nella convenzione iniziale con il gestore del canile, su cui peraltro si basano le innumerevoli proroghe concesse, ma, evidentemente, a condizioni differenti e non definite altrimenti.
3) INAGIBILITA’ DELLA STRUTTURA
Come si deduce dalla documentazione in possesso di Mola Libera fu lo stesso Responsabile Comunale del Servizio di Igiene Urbana (Comandante della Polizia Locale) a dichiarare ripetutamente nel corso degli anni l’inadeguatezza della struttura ospitante il canile e la sua “inagibilità”.
Al riguardo, riportiamo i seguenti estratti:
–dalla nota 24.9.2018 del Comandante PM pro tempore rivolta a Sindaco, Assessori e Responsabile LL.PP.: “Tale urgenza discende dalla necessità di interventi urgentissimi ed improcrastinabili alla struttura del canile comunale, necessari al benessere animale nonché alla sicurezza dei lavoratori ed alla efficienza ed efficacia del servizio”;
-“Si rammenta che nelle more del bando di gara di Project Financing, lo scrivente sta continuando ad affidare alla Coop. Tasha (ormai da tantissimo tempo) il servizio di assistenza, alimentazione, cura e custodia degli animali in quella struttura che è stata ed è continuamente oggetto di segnalazioni a provvedere, a regolarizzare l’esubero oltre le 200 unità autorizzate, ecc. da parte dei Servizi Veterinari della ASL BA. Il prossimo 30 settembre scade l’ennesimo affidamento alla Coop. Tasha.”
-“Tale situazione non può più essere procrastinata sotto ogni profilo, pertanto, ritengo indispensabile dare certezze sia al soggetto promotore sia allo scrivente per la parte gestionale del servizio”.
-dalle reiterate determine delle proroghe di affidamento fuori gara: “Considerata che l’ipotesi, nelle more di nuova aggiudicazione a seguito dell’espletamento di gara di project-financing, di nuovo bando di affidamento temporaneo del servizio troverebbe il limite nella “inagibilità della struttura” essendo comunque necessari interventi di straordinaria manutenzione mai eseguiti dal Settore Lavori Pubblici”.
-“Considerato che detto servizio è indispensabile per garantire l’igiene e la sicurezza dei cittadini di questo territorio comunale nonché la tutela ed il benessere degli animali custoditi nella struttura e, pertanto, non è possibile interromperlo”
-“Richiamata, altresì, la nota di questo Settore prot. n. 29166 del 30/09/2021 con la quale si è proceduto ad una ulteriore comunicazione in ordine alla situazione del canile comunale per lo stato di precarietà strutturale e l’avvio di procedimenti utili al ripristino della completa agibilità ed idoneità della struttura, in particolare per quanto riguarda la parte ove sono custoditi i randagi e gli impianti”.
4) GRAVE ANOMALIA NELLA PROCEDURA DI ULTIMA PROROGA (Determina n. 2618 del 19/11/2024), CON AFFIDAMENTO DIRETTO ALLA STESSA DITTA APPALTATRICE:
4A) COPERTURA CONTRATTUALE SOLTANTO EX POST DI UN PERIODO DI 6 MESI E MEZZO RIMASTO SENZA PROROGA.
In relazione al punto 4A), nella determina n. 2618 del 19/11/2024, emessa dal nuovo e attuale Capo Settore della Polizia Locale – Igiene e Ambiente, si evidenzia come una delle motivazioni principali addotte, fin dal principio, con l’obiettivo della reiterazione del sistema a catena di proroghe, e cioè l’attesa dell’implementazione della procedura di “project financing” presentata dalla ditta appaltatrice, sia da ultimo mutata (dopo l’abbandono definitivo di tale procedura di project financing), nella nuova aspettativa legata alla realizzazione del “Parco rurale extra urbano per la tutela e la salvaguardia delle biodiversità animali e vegetali”, finanziato con l’ammontare di ben € 3.712.128,31 nell’ambito della misura del PNRR “Piani Integrati, BEI, Fondo dei fondi –M5C2- Intervento 2.2b”.
Nell’attesa che si realizzi questo nuovo evento atteso la determina in questione così riporta:
“Ritenuto, nelle more, di non poter interrompere il servizio già in essere per ragione di ordine e sicurezza pubblica nonché per la tutela della salute dei circa 180 cani, e tantomeno in questa fase di avvio dei lavori a seguito di approvazione del progetto esecutivo, di dover affidare il servizio in essere fino a tutto Marzo 2025, tempo ritenuto congruo per verificare la possibilità di adottare anche ulteriori determinazioni in merito sul futuro della struttura.
Dato atto a questo proposito questo Ente si è avvalso della procedura d’appalto mediante affidamento diretto, senza la consultazione di più operatori economici per un importo complessivo di Euro 122.000,00 (Iva esclusa al 22%), per l’affidamento del servizio nel periodo Maggio 2024 – Marzo 2025, confermando il corrispettivo giornaliero per cane ad € 1,45, oltre IVA, per ognuno dei n. 180 cani che mediamente vengono ospitati nella struttura, considerato che tale importo è rimasto tale dal 2015, come pure il costo del personale addetto alla custodia della struttura a seguito dell’adeguamento ai contratti di lavoro;
Dato atto che per l’espletamento della presente procedura di affidamento questa stazione appaltante si è avvalsa della piattaforma Traspare della C.U.C. “Centrale Unica di Committenza Rutigliano, Noicattaro, Mola di Bari”.”
Come è facilmente constatabile, la determina in questione, n. 2618 del 19/11/2024, dispone per un impegno di spesa riferito ad un periodo antecedente alla pubblicazione di tale atto, e cioè retrodatando il predetto impegno di ben 6 (sei) mesi e 18 (diciotto) giorni, a partire quindi dal 1° maggio 2024 per estenderlo fino al 31 marzo 2025.
La determina in questione riferisce che stavolta la procedura di proroga è stata espletata con un appalto per affidamento diretto senza la consultazione di più operatori economici, avvalendosi della piattaforma Traspare della C.U.C. “Centrale Unica di Committenza Rutigliano, Noicattaro, Mola di Bari”, tuttavia senza citare alcun riferimento al CIG (Codice Identificativo di Gara) né alla data di pubblicazione dell’aggiudicazione sulla predetta piattaforma.
Ad un esame successivo, condotto da “Mola Libera”, risulta che nel data base della piattaforma Traspare della C.U.C. “Centrale Unica di Committenza Rutigliano, Noicattaro, Mola di Bari” l’affidamento diretto de quo risulta pubblicato soltanto in data 13/01/2025, con l’attribuzione del CIG n. B36E93A592 per l’importo di € 122.000,00 e con in allegato la determina n. 2618 del 19/11/2024 e cioè con l’atto in discorso di gran lunga precedente alla data di pubblicazione (13/01/2025).
La visualizzazione della predetta aggiudicazione sul portale ANAC, all’indirizzo: https://dati.anticorruzione.it/superset/dashboard/dettaglio_cig/?cig=B36E93A592&standalone=2 , oltre alla data di pubblicazione del 13/01/2015, evidenzia le seguenti incongruenze: Data di scadenza offerta: 14/10/2024; Data di comunicazione esito: 14/10/2024; Data di aggiudicazione: 01/05/2024, pertanto, con una retrodatazione dell’appalto di ben 5 mesi e mezzo, oltre all’ulteriore incongruenza della determina di impegno di spesa, messa a base della gara, n. 2618 del 19/11/2024.
4B) IMPORTO DELL’AFFIDAMENTO DIRETTO SUPERIORE AL VALORE ECONOMICO ATTRIBUITO NELLA BASE DI CALCOLO.
Peraltro, un’ulteriore verifica ha consentito di evidenziare un’ulteriore forte incongruenza che si risolve in un probabile danno erariale. Infatti, la determina n. 2618 del 19/11/2024 dichiara la conferma del corrispettivo alla ditta appaltatrice di € 1,45 per cane (IVA esclusa) per i 180 cani ospitati mediamente nella struttura. Ma i conti, e i cani, non tornano: infatti, con la somma di € 122.000,00 (IVA esclusa) si pagano, a € 1,45 per cane (IVA esclusa), 255 cani e non i 180 dichiarati.
Tant’è che il calcolo corretto, come è del tutto evidente, risulta essere (senza IVA):
180 cani x 1,45 al giorno = € 261 al giorno;
€ 261 x 30 = € 7.830 al mese
€ 7.830 x 11 mesi (Maggio 2024 – Marzo 2025) = € 86.130,00
Pertanto, utilizzando la base di calcolo dichiarata nella determina n. 2618 del 19/11/2024, si ravvisa una differenza di € 35.870 in meno rispetto al valore in affidamento diretto (€ 122.000,00).
La controprova consente di verificare come l’affidamento diretto per € 122.000,00, relativo a 11 mesi (Maggio 2024 – Marzo 2025), comporti € 11.091,00 a mese e, quindi, € 369,70 al giorno, che diviso per il valore giornaliero di € 1,45 per cane consente la copertura del fabbisogno per 255 cani e non già per i 180 dichiarati a € 1,45 giornalieri pro capite.
Vi è pertanto l’attribuzione di un maggiore importo alla ditta appaltatrice, attraverso la determinazione di una somma complessiva di affidamento diretto (€ 122.000,00), che non corrisponde a quanto viene determinato utilizzando la base di calcolo dichiarata (€ 1,45 giornaliero per cane), e cioè € 86.130,00.
Tutto quanto finora riportato attiene alla gestione affidata alla cooperativa Tasha, per la quale società, chiariamo bene, NON esiste e non è MAI esistito alcun problema o pregiudizio da parte di “Mola Libera”. Infatti, Mola Libera si limita sempre a valutare gli atti pubblici (e ciò vale anche nel diritto di cronaca e di critica svolto verso gli Amministratori comunali), adempiendo al ruolo di “cittadinanza attiva”, riportato nella dichiarazione di costituzione di “Mola Libera”, svolto ormai tradizionalmente dal nostro giornale.
In tal senso, tale gestione pluriennale, soprattutto con riferimento agli atti amministrativi del Comune di Mola, è stato oggetto di un esposto di “Mola Libera” all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), nel febbraio 2025, corredato ovviamente dalla documentazione citata (qui omessa per non appesantire eccessivamente il testo, ma disponibile a richiesta dei lettori).
LA DELIBERA ANAC DOPO L’ESPOSTO DI “MOLA LIBERA”
A seguito dell’esposto di “Mola Libera”, l’ANAC così stabiliva con delibera del suo Presidente, n. 293 del 23 luglio 2025:
L’ANAC HA COSI’ SINTETIZZATO LA SUA DELIBERA SUL SUO SITO ON LINE:
https://www.anticorruzione.it/-/news.05.09.2025.canile-di-mola-di-bari
Canile di Mola di Bari: proroghe illegittime, affidamenti diretti ingiustificati, criticità
Sottoposti a vigilanza dell’Autorità i servizi di assistenza, custodia, alimentazione e registrazione dei cani randagi presenti sul territorio comunale, nonché il servizio di guardiania
Proroghe illegittime, affidamenti diretti non giustificati, gravi criticità strutturali, igienico-sanitarie e impiantistiche riguardanti il canile municipale oggetto dell’affidamento del servizio.
E’ quanto ha accertato Anac con la delibera n. 293, approvata dal Consiglio dell’Autorità del 23 luglio 2025, riferita al canile municipale di Mola di Bari, in Puglia. Sottoposti a vigilanza dell’Autorità i servizi di assistenza, custodia, alimentazione e registrazione dei cani randagi presenti sul territorio comunale, nonché il servizio di guardiania presso la struttura comunale adibita a canile, sita in località Brenca.
Anac ha evidenziato “che nel periodo compreso tra il 2008 e il 2025, il comune di Mola di Bari ha reiteratamente fatto ricorso ad affidamenti diretti in favore della medesima Cooperativa, in assenza dei presupposti normativi previsti dalla disciplina di settore e in difetto di un’adeguata motivazione”.
“L’analisi dei provvedimenti adottati evidenzia come, fin dall’affidamento originario del 2007, fossero già presenti gravi criticità strutturali, igienico-sanitarie e impiantistiche relative al canile municipale, le quali hanno inciso significativamente sulle scelte dell’Amministrazione comunale, determinando uno stallo decisionale e il ricorso sistematico a soluzioni temporanee, concretizzatesi in reiterati affidamenti diretti e proroghe a favore dello stesso operatore economico, risultanti non conformi ai principi di concorrenza, efficacia, economicità, tempestività e buon andamento dell’azione amministrativa”.
“I reiterati affidamenti diretti alla medesima Cooperativa – prosegue Anac – in assenza di procedure selettive hanno determinato l’elusione di qualsiasi confronto concorrenziale per un arco temporale di circa 17 anni, in violazione dei principi di evidenza pubblica, nonché dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità”.
“La documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria – specifica l’Autorità – non ha consentito di accertare i criteri seguiti dall’Amministrazione comunale per la determinazione del valore dell’affidamento, rilevandosi che il corrispettivo riconosciuto per il servizio, pari a euro 1,50 al giorno per ciascun cane ospitato, non risulta assistito da una motivazione analitica e documentata, né appare congruo, proporzionato e idoneo a garantire la corretta esecuzione di tutte le prestazioni oggetto degli affidamenti, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, nonché non consono alle esigenze di tutela del benessere animale”.
Anac evidenzia come esista “un generale divieto di proroga dei contratti pubblici, trovando affermazione il principio inderogabile, fissato dal legislatore per ragioni di interesse pubblico, in forza del quale, salve espresse previsioni dettate dalla legge in conformità della normativa eurounitaria, l’amministrazione, una volta scaduto il contratto, deve, qualora abbia ancora la necessità di avvalersi dello stesso tipo di prestazioni, effettuare una nuova gara pubblica. La proroga si traduce in una fattispecie di affidamento senza gara, in violazione dei principi comunitari di libera concorrenza e parità di trattamento”.
Inoltre, Anac ricorda come “la fase dell’affidamento degli appalti di servizi va preceduta dalla fase di progettazione, articolata in un unico livello e predisposta dalle stazioni appaltanti, che definisce le caratteristiche del servizio richiesto e contiene tutte le valutazioni tecniche ed economiche, ivi compresi i criteri utilizzati per la determinazione del valore a base d’asta”.
Peraltro, come ben si può leggere nella conclusione della delibera pubblicata, l’ANAC:
“dà mandato al competente Ufficio di trasmettere la presente delibera ai competenti soggetti del Comune di Mola di Bari ai fini delle valutazioni di competenza da far conoscere all’Autorità nel termine temporale di 45 giorni, con ulteriore richiesta di aggiornamento sullo stato di avanzamento dell’appalto integrato relativo alla progettazione ed ai lavori di riqualificazione del canile comunale in esecuzione ad opera della società G. Scavi S.r.l.“.
Vedremo in seguito se ci sono stati atti da parte del Comune di Mola che abbiano ottemperato a quanto da ultimo richiesto in maniera specifica da ANAC.
CONCLUSIONI DELLA PRIMA PARTE
La delibera ANAC è molto chiara, in particolare nel suo dispositivo finale: il Comune di Mola è risultato aver infranto la legge per oltre 17 anni a partire dalla scadenza del primo appalto, reiterato successivamente da fine 2007 al marzo 2025.
Nel corso di un periodo così lungo, Sindaci e Amministratori comunali di diverso colore non hanno MAI ripristinato le condizioni di libera concorrenza e soprattutto di rispetto della legalità.
Le iniziative di interesse alle condizioni del canile, che negli anni andava sempre più presentando gravi problemi, ebbero impulso concreto con le azioni del sig. Alessandro Palumbo.
Il sig. Palumbo, dipendente del canile oltre che volontario sul territorio, si recò più volte presso il Comune di Mola per lamentare i problemi strutturali del canile, gli addetti che lavoravano in condizioni estreme, la precaria condizione dei cani, problemi strutturali, mezzi di lavoro non idonei, ecc..
Per tutta risposta il sig. Palumbo riceveva contestazioni e provvedimenti da parte del gestore del canile, tanto che alla scadenza del contratto il rapporto di lavoro non gli venne rinnovato.
Il sig. Palumbo, sia presso il Comando del Corpo Forestale dello Stato di Monopoli che presso il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Bari, denunciò lo stato precario del canile e nella tenuta dei cani.
La sua azione venne sostenuta dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) nazionale che, nell’ottobre 2015, inviò a Comune e ASL una lettera con la richiesta di ripresa delle sterilizzazioni.
Nel novembre 2015, sempre su iniziativa del sig. Palumbo, la LAV presentò formale diffida al Sindaco del Comune di Mola e alla ASL competente, al rilascio di qualsiasi atto autorizzativo inerente la possibilità di ampliamento del canile municipale di Mola di Bari. Contemporaneamente e in seguito sollecitò la ripresa degli interventi di sterilizzazione nel più breve tempo possibile, oltre al ripristino della sala operatoria.
Nel dicembre 2017, il sig. Palumbo presentò al Comune di Mola un progetto per il canile denominato “Liberi tutti”, realizzato con ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) Bari.
Contemporaneamente, sempre tramite la LAV, e in seguito, il sig. Palumbo sollecitò la ripresa degli interventi di sterilizzazione nel più breve tempo possibile, oltre al ripristino della sala operatoria.
Un’analoga azione contro l’ampliamento del canile venne organizzata, con una petizione on line, dalla pro tempore Lega del cane di Mola – poi diventata inattiva, salvo la ripresa attuale – che, con Debora Abatangelo, si adoperò anche con il sollecito al ripristino della strumentazione chirurgica, oltre che con sopralluoghi nel canile, già nel 2012-13, per foto e video ai cani da fare adottare.
L’interesse politico alla catena di proroghe che, come abbiamo visto, continuava indisturbata, avvenne nel quinquennio 2018-2023 con le interrogazioni del consigliere comunale Michele Daniele che ne chiese più volte l’interruzione immediata, purtroppo inascoltato dal Sindaco, dalla Giunta e dalla maggioranza.
Fu soltanto con una ripresa di attenzione da parte del sig. Palumbo con la sua pagina Facebook “Una cuccia per tutti”, degli articoli di “Mola Libera” e degli scritti del gruppo Facebook “Per fare un fiore”, a partire dal 2023-2024, che l’opinione pubblica molese riprese l’interesse per la questione.
Il punto di vera svolta si ebbe in ogni caso grazie all’azione diretta di “cittadinanza attiva” di Mola Libera con l’esposto all’ANAC: infatti, troppe chiacchiere ruotavano nelle chat, nei commenti agli articoli del nostro giornale e a quelli di “Per fare un fiore”.
Fu così che “Mola Libera” decise per un’azione precisa e incisiva, cioè per una descrizione specifica della questione all’ANAC, in specie quando venne in evidenza che il nuovo Comandante della Polizia Locale, una volta insediatosi, aveva seguito la prassi sostanziale della proroga, per 11 mesi, sempre alla stessa cooperativa.
Non vedendosi una discontinuità nell’azione di tale nuovo Capo settore – oltre che il girare a vuoto, sebbene con grandi proclami, di “Per fare un fiore” – il nostro giornale ruppe gli indugi e, quindi, decise di agire concretamente.
Soltanto così l’ANAC è potuta intervenire, esaminando con attenzione l’intero caso alla luce della copiosa e analitica documentazione inviata da “Mola Libera”.
In tal modo è stata spezzata la catena di proroghe su proroghe e non solo è stato ripristinato il diritto a lungo violato, ma è stata data una sonora lezione ad amministratori e funzionari che, altrimenti, non solo avrebbero continuato con le proroghe nella gestione del canile, ma avrebbero utilizzato la stessa metodologia anche per altri contatti scaduti.
(FINE PRIMA PARTE)
Nella seconda parte tratteremo come si giunse all’affidamento diretto alla Lega del cane di Monopoli per la nuova gestione del canile e perchè “Mola Libera” ritenne all’epoca, e continua a ritenere, che tale prassi abbia eluso la normativa sulle gare pubbliche di tipo europeo.
A presto.




