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ECCO COME E PERCHE’ E’ NATO “STOP MARTUCCI”: AGIRE PER NON MORIRE!

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Stasera, mercoledì 3 novembre, alle 18:30, nella sala consiliare del Comune di Mola, si riunisce per la prima volta il neo costituito Comitato spontaneo “NO MARTUCCI”. Ecco come e perchè è nato e quali obiettivi si propone nell’immediato. A breve, un dossier di “Mola Libera”, con dati precisi, che spiega perchè la Regione vuole riaprire la discarica a Martucci. E perchè Martucci non chiuderà MAI se i molesi non si oppongono con decisione all’ennesimo “regalo” avvelenato dei politici regionali.

Stasera, mercoledì 3 novembre, alle 18:30, nella sala consiliare del Comune di Mola, si riunisce per la prima volta il neo costituito Comitato spontaneo “NO MARTUCCI”.

L’idea è nata dai numerosi cittadini che hanno partecipato venerdì 29 ottobre, nello stesso luogo, ai lavori della Commissione consiliare speciale “Martucci”, presieduta dal consigliere comunale Leonardo Losito.

Leonardo Losito, consigliere comunale e Presidente della Commissione speciale Martucci

In quell’occasione, da tutti gli interventi del pubblico si è levata forte e chiara la volontà di non subire passivamente l’ennesimo sopruso regionale che, dagli Anni Settanta del secolo scorso, vede contrada Martucci sottratta alla terra e destinata in maniera crescente all’industria dei rifiuti, con un impatto ambientale gigantesco, tra i più elevati sul territorio regionale e nazionale.

Dopo gli interventi del Sindaco Giuseppe Colonna e dell’Assessora all’Ambiente Elvira Tarsitano, i consiglieri comunali Stefano Diperna, Michele Daniele, Giangrazio Di Rutigliano e Giovanni Gallo hanno espresso la volontà di non condurre trattative con la Regione in posizione subordinata e di far valere ogni ragione della nostra comunità con ogni mezzo lecito, dopo il voto unanime dello scorso 12 ottobre che ha visto il Consiglio comunale chiedere lo stralcio (cioè la cancellazione) definitivo del sito Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti.

Il Sindaco Colonna, l’Assessora all’Ambiente Tarsitano e il comandante della Polizia Locale, Responsabile Settore Ambiente, Vito Tanzi
I consiglieri comunali (da sinistra, in basso: Stefano Diperna e Giovanni Gallo. In alto (da sinistra) Giangrazio Di Rutigliano e Michele Daniele

Vittorio Farella, per l’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” e chi scrive, per “Mola Libera”, hanno sottolineato alcuni aspetti “storici” e tecnico-funzionali nella gestione della discarica, in particolare delle vasche di servizio/soccorso, con i motivi che portarono la Magistratura a sequestrarle.

Da sinistra, in alto, le consigliere Maria Antonietta Colonna e Mariagrazia Delcane. In seconda fila, da sinistra, Vittorio Farella, presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, il consigliere Francesco Palazzo, il vice sindaco Angelo Rotolo. In basso, il consigliere Marco Ungaro.

Tralasciamo la cronaca dello spiacevole “incidente” del quale, nell’occasione, l’Assessora Tarsitano si è resa protagonista nei confronti del nostro giornale: già molto si è detto e ascoltato. In ogni caso, “Mola Libera” risponde, e continuerà a farlo, solo alla Costituzione della Repubblica italiana, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e alle leggi e norme etiche sul giornalismo che, oltre al diritto di cronaca, comprendono il libero diritto di critica e di opinione.

Nello specifico, “Mola Libera”, mettendo a disposizione il proprio spazio informativo, ha ribadito la necessità di una mobilitazione popolare a supporto dei Sindaci e dei Consigli comunali del comprensorio (Mola, Conversano, Rutigliano e Polignano), invitando nuovamente il nostro primo cittadino ad indossare la fascia tricolore e a mettersi alla testa di una protesta pacifica ma ferma, finalizzata all’unico possibile obiettivo finale: lo stralcio di Martucci dal Piano Regionale Rifiuti, in ottemperanza al voto unanime del nostro Consiglio comunale.

E’ stato però il pubblico presente a segnare la svolta nella discussione. In particolare, il primo intervento, quello di Giusy Terrafino, in terapia oncologica da anni, vissuta con forte determinazione e coraggio nonostante le cure debilitanti, ha smosso le coscienze dei presenti.

In primo piano, sulla sinistra la signora Giusy Terrafino

Giusy, con un linguaggio diretto ed efficace, ha invitato tutti a muoversi, con ogni azione lecita, per cancellare il bubbone Martucci una volta per sempre. I tanti malati oncologi di Mola lo chiedono attraverso la sua voce da anni: una richiesta accorata che, nella vox populi, attribuisce alla mega discarica il fattore scatenante nella diffusione delle neoplasie sul nostro territorio.

E’ ben vero che un nesso di causalità può essere ricercato solo attraverso un’approfondita indagine epidemiologica (come quelle eseguite a Taranto per l’Ilva e a Napoli per la “terra dei fuochi”), sempre promessa dalle nostre Autorità e mai attuata, ma è altrettanto accertata la presenza di un numero abnorme di esenzioni da codice 048 (per patologie oncologiche) che (dati 2019) fanno di Mola il quarto comune pugliese in vetta a questa triste classifica, dopo Taranto, Bari e Statte (comune territorialmente contiguo all’Ilva di Taranto).

Rosa Macchia, attivista dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, nel chiedere l’indagine epidemiologica, promessa dal Sindaco più volte, ha confermato alcuni dati già pubblicati dal nostro giornale: sono sei, in questo momento, i bambini molesi ricoverati presso l’Oncoematologia del Policlinico di Bari.

Una situazione molto preoccupante e sconfortante, ribadita da Maristella Ciaccia, altra attivista di “Chiudiamo la discarica” che, nel ribadire la necessità dell’indagine epidemiologica, ha comunque chiesto uno screening di massa con tampone salivare per verificare la vulnerabilità al rischio oncologico, per le donne, nella predisposizione genetica.

Un veduta parziale del pubblico presente
Una veduta parziale del pubblico presente nella sala consiliare. Rosa Macchia (a destra in basso), con accanto Maristella Ciaccia

Il consigliere Michele Daniele ha quindi proposto una manifestazione popolare da tenersi a Bari, il prossimo lunedì 8 novembre, in occasione dell’incontro tra i Sindaci di Mola e Conversano e la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale, che dovrà fornire il suo parere sul nuovo Piano Rifiuti, in occasione del voto plenario previsto l’8 dicembre.

L’ex consigliere comunale Gianni Alberotanza ha chiesto che si proceda senza indugio alla mobilitazione popolare, agendo con forza e determinazione, a fronte di una situazione ormai insostenibile e impossibile da fronteggiare con i soli mezzi della politica.

L’intervento dell’ex consigliere comunale Giovanni Alberotanza (foto di Sabino Guardavaccaro)

Un concetto ribadito dal cittadino Mario Romano che ha proposto, anch’egli, una decisa mobilitazione in occasione dell’incontro tra i sindaci e i consiglieri regionali della Commissione Ambiente.

Antonella Berlen, di Legambiente, ha assicurato la partecipazione attiva dell’associazione alle azioni di massa, invitando in ogni caso i presenti a conoscere meglio il territorio e le varie emergenze ecologiche presenti.

Antonella Berlen, in piedi, di Legambiente

L’incontro si è sciolto con il recepimento da parte del consigliere Losito, Presidente della Commissione speciale, a favorire ogni azione popolare a supporto del Sindaco e del Consiglio comunale nel condurre la trattativa con le Autorità regionali.

In poco tempo, dopo la conclusione dell’assemblea, un gruppo di cittadini e di rappresentanti di associazioni culturali, sociali e ambientali molesi, tra cui il nostro giornale, ha stilato un documento per la mobilitazione popolare e creato una pagina facebook, dando così vita al Comitato STOP Martucci.

https://www.facebook.com/stopmartucci

Stasera, alle 18:30, il Comitato è atteso alla prova dell’organizzazione di una significativa presenza a Bari, presso il Consiglio Regionale, avviando così l’indispensabile mobilitazione popolare.  

La posta è in gioco è altissima: se i Grandi della Terra, con il G20, hanno posticipato ad una futuribile e poco credibile metà del secolo la salvezza dall’emergenza climatica, Mola non può attendere neppure un anno ancora.

Oltre ai danni immensi, purtroppo, già subiti, è in gioco, immediato e urgente, la salvezza di quanto è indispensabile preservare del nostro suolo e della nostra falda acquifera e quindi la salute delle attuali e delle future generazioni.

La chiusura immediata, la messa in sicurezza e la bonifica, con la restituzione dei martoriati trenta ettari di Martucci alla Madre Terra è l’obiettivo ineludibile che ogni cittadino molese, amministratori comunali in testa, ha il dovere morale, ancor prima che civico e politico, di compiere senza indugio, senza contrattempi e senza tentennamenti.

Con un successivo articolo, “Mola Libera” spiegherà, con dati precisi e oggettivi, perché il riavvio delle vasche di servizio/soccorso a Martucci, previsto dal nuovo Piano regionale, equivale alla riapertura di una vera e propria discarica e perché esiste alla base di questa volontà regionale un preciso disegno politico e imprenditoriale ai danni della nostra comunità e di quella dei comuni interessati territorialmente, mentre gli amministratori regionali ripropongono colpevolmente un modello gestionale “vizioso” del rifiuto, che compromette la tenuta ambientale del territorio e la salute delle popolazioni.

A presto.

 

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