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Mola di Bari

ECCO I VERI MOTIVI DELLE DIMISSIONI DEL CONSIGLIERE ANGELO CATALANO DALLA “COMMISSIONE SPECIALE MARTUCCI”, MENTRE IL SINDACO E LA MAGGIORANZA NE DIFENDONO LA PRIVACY…

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E’ tutto agli atti del Comune di Mola, nel curriculum vitae di Catalano, ma Colonna e i suoi consiglieri elevano l’ipocrisa a sistema di governo. Intanto, il Sindaco dimostra di temere il ruolo di “Mola Libera”: il nostro giornale ha pubblicato per primo il rapporto dell’Arpa con le analisi sulle acque di falda che scorrono sotto la discarica martucci e scendono verso mola. E, quindi, per evitare che i cittadini siano prontamente informati, d’ora in avanti, dal Sindaco e dagli uffici comunali niente piu’ documenti pubblici, per le vie informali, ai consiglieri di opposizione per il timore della diffusione tempestiva di notizie di pubblica utilita’. Per Colonna i molesi devono rimanere con gli occhi bendati e il cervello spento, in attesa delle sue “pillole social” controllate.

Vediamo come si sono svolti i fatti.
 
Nella seduta di Consiglio comunale dello scorso giovedì 28 settembre 2023, il consigliere comunale Angelo Catalano, capogruppo del PD, si dimette dalla “Commissione speciale Martucci”… ma non spiega i motivi.
 
Eppure è il “segreto di pulcinella”: presso la Citta’ Metropolitana, nel servizio di polizia, Catalano si occupa anche di controllo sulle discariche, come risulta dall’estratto che pubblichiamo.
 
Pertanto, Catalano potrebbe già avere avuto rapporti professionali con i gestori della discarica Martucci e dell’impianto complesso di trattamento dei rifiuti indifferenziati per la produzione di CSS (combustibile solido secondario, le cosiddette “ecoballe”), che in quel sito vi ha sede. In ogni caso, egli è tenuto alla riservatezza per motivi connessi al suo lavoro sia per il pregresso che per eventuali rapporti futuri.
 
E quindi la sua nomina nella commissione Martucci era illegittima fin dal primo momento per conflitto di interessi.
 
Ma Catalano – quando avvenne la sua nomina in Commissione, nella votazione che si tenne in Consiglio comunale – non dichiarò affatto di non poter accettare la nomina.
 
E peraltro nessuno gliela contestò, nemmeno i consiglieri di opposizione.
 
Eppure sarebbe bastato leggere il curriculum vitae di Catalano, firmato di suo pugno, allegato agli atti del Comune, come ha fatto “Mola Libera”. Oppure tutti sapevano e nessuno ha obiettato.
 
 
Perché?
 
Ora, nell’ultima seduta di Consiglio comunale, di giovedì scorso, come si è anticipato, Catalano si è dimesso, a seguito di un chiarimento – come egli, messo alle strette dall’opposizione, ha spiegato – avvenuto nel PD, il suo attuale partito (ricordiamo che in precedenza, Catalano è stato consigliere comunale e assessore del centro destra).
 
Dove è avvenuto il “chiarimento”? Nel circolo PD di Mola oppure nelle stanze del partito regionale che controlla ogni foglia che si muove a Martucci e dintorni?
 
Quali scontri di potere si celano nel PD intorno alla discarica e all’impianto complesso?
 
Catalano ha giustificato le dimissioni per “motivi di opportunità”… senza palesare, nel suo intervento, il vero motivo: il conflitto di interessi. Gli subentra il consigliere Pietro Sportelli di “Ora a sinistra”: che atteggiamento terrà? Tecnica minimizzatrice, come il Sindaco Colonna? Oppure vera difesa dell’ambiente e del diritto alla salute? Lo sapremo presto.
 
In ogni caso, il Sindaco Colonna e la sua maggioranza, compresi il Presidente della Commissione Martucci Leonardo Losito e il Presidente del Consiglio comunale Nicola Tanzi, di fronte alle richieste di spiegazioni dell’opposizione, non hanno chiarito le vere motivazioni delle dimissioni di Catalano, ma si sono trincerati dietro il diritto alla privacy di Catalano.
 
Un’ipocrita “foglia di fico” che probabilmente è stata escogitata per non dover dichiarare nulla la votazione che diede vita alla Commissione speciale Martucci, per un grave vizio di forma: il conflitto di interessi di Catalano.
 
Oppure si tratta semplicemente di una pesante forzatura nell’esercizio del potere.
 
A tal proposito, nel corso del dibattito, il Sindaco da buon… “democratico”…, temendo il ruolo dell’informazione libera, ha comunicato al Consiglio che, d’ora in avanti, i documenti pubblici saranno trasmessi ai consiglieri comunali solo previo “accesso formale agli atti” (con risposte entro 30 giorni) e rilascio su carta filigranata, tale da tracciarne l’eventuale pubblicazione sulla stampa.
 
Tutto a seguito della pubblicazione da parte di “Mola Libera” del rapporto ARPA sulle analisi delle acque di falda eseguite sui pozzi che si trovano a ridosso della discarica Martucci, ancora prima che i componenti della Commissione Martucci ne ricevessero copia dal Sindaco, sebbene Colonna abbia trattenuto il documento ARPA per ben 13 giorni nel suo cassetto, senza darne la tempestiva e doverosa informazione ai commissari e agli altri consiglieri comunali.
 
Colonna dimostra anche in questo la sua inadeguatezza a ricoprire un ruolo così delicato e strategico, quello di primo cittadino, incapace di comprendere la funzione della stampa libera e indipendente e, quindi, la necessità della cittadinanza di ricevere informazioni di pubblica utilità tempestive, senza il filtro preventivo del potere politico-amministrativo.

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