“Mola Libera” lo aveva dichiarato nel corso dell’ultima seduta della Commissione speciale Martucci, tenutasi il 26 settembre scorso, nell’incredulità generale dei nostri politici e degli ambientalisti di regime. Ora abbiamo la conferma ufficiale delle nostre anticipazioni. Gli Uffici regionali e la Progetto Gestione Bacino Bari 5, che a Martucci gestisce l’impianto complesso per la produzione delle “eco-balle” da bruciare nel termovalorizzatore di Massafra, hanno lavorato, insieme all’Autorità di Bacino, anche nel periodo estivo. Un’attività finalizzata al rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale): un documento che consentirà alla predetta società di “rifunzionalizzare” le due vasche di servizio-soccorso (Lotto 2) dell’impianto complesso e, quindi, di riaprire la discarica fino ad esaurimento, perfino con un sopralzo di 10 metri sul livello di campagna. E’ quindi ben evidente come la data di chiusura delle attività a Martucci, fissata dal Piano Regionale rifiuti entro la fine del 2025, sia stata solo uno specchietto per le allodole, un grande bluff. Ecco tutti i particolari dello stato di avanzamento della procedura, con un estratto da un recente documento ufficiale. L’unico modo per impedire che Martucci riapra e che continui a tempo indefinito, ben oltre la scadenza contrattuale, è una mobilitazione generale della popolazione contro la Giunta Regionale, organizzata direttamente dal Sindaco e dal Consiglio comunale. Lo vorranno fare i nostri politici di maggioranza e di minoranza?
A differenza dei nostri amministratori comunali e dei nostri politici, di maggioranza e di minoranza, oltre che degli ambientalisti di regime e di quelli che si agitano a vuoto senza una visione chiara dei problemi, “Mola Libera” non parla mai a caso.
Lo avevamo anticipato nel corso dell’audizione del nostro direttore responsabile presso la Commissione speciale Martucci, quando, dopo diversi mesi dalla richiesta, finalmente fu ricevuto e gli fu consentito di parlare.
“Mola Libera” non solo ebbe così modo di illustrare la lettera già inviata nell’aprile scorso ai 4 Sindaci dell’Area Vasta Martucci (Mola, Conversano, Rutigliano, Polignano), nonché ai loro Assessori all’Ambiente, ai Presidenti delle Commissioni Martucci (o Ambiente) e a tutti i consiglieri comunali dei 4 comuni, ma poté mettere sull’avviso il Sindaco, i componenti della commissione e il pubblico presente, tra cui numerosi ambientalisti, sul grave rischio di un esito favorevole al rilascio dell’AIA per la “rifunzionalizzazione” delle due vasche di servizio-soccorso (il lotto 2 della discarica).
In poche parole, in questo caso l’AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale, è il nulla osta degli uffici regionali alla Progetto Gestione Bacino Bari 5, previo esito della conferenza di servizi, a compiere i lavori di ristrutturazione di tali due vasche per metterle a norma, al fine di utilizzarle per scaricarvi il cosiddetto RBD (Rifiuto Biostabilizzato da Discarica), che è la parte terminale e non recuperabile del processo di lavorazione dei rifiuti indifferenziati (“residuo secco”), provenienti dalla raccolta differenziata di oltre 30 comuni dell’Area metropolitana e oltre, che afferiscono ogni giorno a Martucci.
Una volta ottenuta l’AIA, la predetta società – che è titolare del contratto di concessione a gestire l’impianto complesso, comprese le due annesse vasche di servizio-soccorso – potrà eseguire i lavori di “rifunzionalizzazione” e, quindi, riprendere l’utilizzo delle due vasche che, come è noto, furono sequestrate nell’aprile 2012 a seguito della clamorosa denuncia pubblica di Domenico Lestingi, allora dipendente della Lombardi Ecologia, e dell’indagine giudiziaria che ne seguì e che accertò la realizzazione illecita di tali vasche di discarica, a causa dell’utilizzo di materiali di scarsa qualità e di insufficiente quantità, che non assicuravano affatto l’impermeabilizzazione delle pareti e del fondo.
Come si ricorderà, al di là delle vicende giudiziarie che ne sono seguite, e che portarono all’assoluzione di tutti gli imputati dal reato di disastro ambientale, le vasche sono rimaste inattive (e lo sono tuttora) proprio a causa della loro insufficiente tenuta, cioè dell’impossibilità di assicurare che dai rifiuti in esse scaricate non si abbiano rilasci di percolato nel sottosuolo e, quindi, nella falda.
Inoltre, i lettori ricorderanno come il Piano Regionale Rifiuti, approvato il 14 dicembre 2021 dal Consiglio Regionale, consenta la riattivazione delle due vasche, previo rilascio dell’AIA, condizionandola inoltre all’avvio delle “misure di prevenzione” sul lotto 3. Tali misure hanno avuto inizio con il finanziamento di 200 mila euro al Comune di Conversano, a fine 2023, e, quindi, di conseguenza la Progetto Gestione Bacino Bari 5 ha potuto chiedere che gli venga rilasciata l’AIA dopo aver presentato un progetto di “rifunzionalizzazione” (cioè di messa a norma) delle due vasche.
Il predetto progetto è stato presentato alla Regione, agli uffici competenti in materia di Rifiuti e Bonifiche, e in tal modo tali uffici hanno avviato la cosiddetta “Conferenza di servizi”, cioè una procedura che, a norma di legge, prevede la partecipazione di tutti gli enti e i soggetti interessati, tra cui, oltre alla Regione e al Gestore (cioè la Progetto Gestione Bacino Bari 5), anche il Comune di Conversano sul cui territorio sorge il sito Martucci, mentre il Comune di Mola non è stato ammesso, segno di debolezza dei nostri amministratori comunali.
La Conferenza di servizi ha preso atto del progetto del Gestore ma lo ha sottoposto ad una serie di verifiche, al fine di dare un assenso o un diniego al rilascio dell’AIA.
Una delle verifiche principali, in sostanza la più importante e dirimente, attiene all’evidenza, portata in Conferenza di servizi, dell’esistenza di un reticolo idrografico che interessa il sito Martucci e, nello specifico, le due vasche di servizio-soccorso.
In poche parole, risulta che al di sotto delle vasche (Lotto 2 della discarica) passano (sebbene un vero e proprio studio idrogeologico della zona Martucci non sia mai stato eseguito) alcune vene della falda acquifera più importanti e significative, rispetto alla generica e diffusa falda presente quasi ovunque nel nostro sottosuolo.
E’ ovvio che una simile presenza è di per sé ostativa all’utilizzo delle due vasche se non vengono assicurate idonee condizioni di sicurezza.
E’ per questo motivo che la Conferenza di servizi ha interessato, fin da quasi subito, l’Autorità di Bacino, cioè l’Ente pubblico competente in materia di tutela e gestione dei corpi idrografici (fiumi, corsi d’acqua, falde acquifere, ecc.) che redige il PAI Regionale (Piano di Assetto Idrogeologico) con il fine di assicurare il monitoraggio e la salvaguardia del territorio da alluvioni, frane, inquinamenti ambientali, ecc..
I nostri politici, a cominciare dal Sindaco e dal Presidente della Commissione Martucci, nonché i commissari di minoranza, oltre che gli ambientalisti di regime (Associazione Chiudiamo la discarica Martucci, Legambiente, ecc.), hanno prestato scarsa se non nulla attenzione all’evoluzione di questa conferenza di servizi, tanto da far dire a diversi tra loro che la conferenza si era arenata ed era ferma proprio a causa dell’azione di contrasto esercitata dalla politica locale e dall’ambientalismo locale…
E invece così non era e non poteva essere.
Mola Libera lo ha affermato molto chiaramente nel corso della Commissione speciale del 26 settembre scorso: gli uffici regionali stanno lavorando per portare avanti il rilascio dell’AIA, poiché questa è la direttiva che hanno ricevuto dal potere politico regionale e, allo stesso tempo, la Progetto Gestione Bacino Bari 5 continua ad essere interessata a tale rilascio, anche se questo comporterà spese non indifferenti per la riattivazione delle due vasche. Spese che però i gestori sanno bene di poter recuperare, contando sulla riapertura della discarica che farà affluire, fino al suo esaurimento (e ci vorranno molti anni), nelle sue casse decine di milioni di euro.
Si capisce pertanto molto bene che la data fissata dall’emendamento Caracciolo-Parchitelli (PD) al Piano regionale rifiuti, e che stabilisce al 31.12.2025 il limite massimo per l’utilizzo delle due vasche di servizio-soccorso una volta eventualmente riattivate, sia un termine di convenienza, riportato nella legge solo per tenere buone le popolazioni dell’Area Vasta Martucci.
Si sa invece benissimo che tale data potrà essere agevolmente spostata in avanti a tempo indefinito direttamente dalla Giunta Regionale, senza dover passare da una modifica in Consiglio Regionale, perchè come abbiamo già riportato in altri articoli, riprendendo lo stesso testo della legge regionale del Piano rifiuti, è il Consiglio ad aver demandato alla Giunta le eventuali modifiche in corso di vigenza del predetto strumento pianificatorio.
Tutto questo la Progetto Gestione Bacino Bari 5 lo sa benissimo e, infatti, lungi dal lasciar perdere la richiesta di AIA ha invece perseverato e continuato, fuori dalle luci della ribalta, a lavorare alacremente per “portare a casa” il risultato, mentre i nostri politici dormivano sonni d’oro o giravano comunque a vuoto.
A riprova di quanto dichiarammo il 26 settembre agli attoniti ma increduli commissari (il consigliere Sportelli, molto ingenuamente, ci chiese da dove provenissero le nostre informazioni… e se ci si dovesse davvero preoccupare…), c’è ora un documento ufficiale.
In particolare, si tratta della lettera dell’Autorità di Bacino inviata agli Uffici regionali, con la quale si riassume lo stato dell’arte, dal momento in cui tale Ente fu interessato dalla Conferenza di servizi ad oggi.
La lettera è recente, del 7 ottobre scorso, indirizzata al Servizio Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia, e in essa si dà conto come, al fine di arrivare a chiarimenti tecnici tra le parti, si siano tenute riunioni tematiche tra l’Autorità di Bacino, la Regione e il Gestore (società Progetto Gestione Bacino Bari 5) nelle date 9 aprile, 29 aprile e 29 agosto 2024.
Quindi, mentre la politica locale era ancora beatamente in ferie… alla Regione – come Mola Libera ha anticipato a settembre – si lavorava fuori dai riflettori per superare lo scoglio più difficile al fine del rilascio dell’AIA, cioè quello della presenza di un reticolo idrografico al di sotto di Martucci.
L’esito è stato sostanzialmente favorevole per la Progetto Gestione Bacino Bari 5, salvo alcune prescrizioni che, molto probabilmente, saranno adempiute da tale società per le ragioni di convenienza economica di cui abbiamo già detto.
Vediamo quindi un estratto della lettera, quello più importante:

La versione integrale della lettera denota in ogni caso un comportamento collaborativo (come peraltro si legge nell’estratto) dell’Autorità di Bacino a trovare una soluzione tecnica d’intesa con gli Uffici regionali e con la società Progetto Gestione Bacino Bari 5.
Ora questa lettera, se nel frattempo non lo è già stata, sarà acquisita dalla Conferenza di servizi che, ovviamente, prenderà atto del contenuto e delle prescrizioni. Una volta che la società vi avrà adempiuto, il rilascio dell’AIA ben difficilmente potrà essere tecnicamente rifiutato, a meno che non vi sia una decisione politica superiore.
Ma di questa volontà politica a rifiutare il rilascio dell’AIA per ragioni di “pubblico interesse”, al momento non vi è alcuna traccia. Anzi, furono proprio i nostri politici e ambientalisti di regime locali a lasciarsi sfuggire che la direttiva della Giunta Regionale ai propri uffici era proprio quella per un rilascio dell’AIA.
CONCLUSIONI
Purtroppo, con questi dati di fatto la partita sembra già persa in partenza: da un lato la forza e la potenza economica della società che gestisce Martucci (non dimentichiamoci che in essa sono soci la CISA, il cui proprietario gestisce anche il termovalorizzatore di Massafra, ed è altresì proprietario della “Gazzetta del Mezzogiorno”, e la Marcegaglia impianti, che i termovalorizzatori li costruisce…); dall’altro le truppe sparse e disperse dell’ambientalismo locale, con nel mezzo i politici regionali, fin troppo scaltri nei giochi di potere, e quelli locali (di maggioranza e di minoranza) che da quei politici dipendono in tutto e per tutto.
L’unica possibilità che le popolazioni dell’Area Vasta Martucci hanno, e in particolare quella molese che più delle altre subisce le conseguenze della discarica da 40 anni, è quella di fare fronte comune contro la politica regionale per costringerla con le vie democratiche e pacifiche, ma molto risolute, a comunicare alla Progetto Gestione Bacino Bari 5 la risoluzione anticipata per “pubblico interesse” del contratto di concessione quindicennale firmato il 28 maggio 2012 dal Presidente pro tempore Nichi Vendola, e a dichiarare lo stato di inquinamento ambientale dell’area, procedendo alla messa in sicurezza immediata dei tre lotti della discarica.
Altre strade non esistono.
E l’unica arma di pressione non violenta e democratica è quella che il Sindaco di Mola, la Giunta comunale e l’intero Consiglio comunale dichiarino lo stato di mobilitazione permanente della città, invitando i sindacati e tutte le organizzazioni produttive all’indizione di uno sciopero generale cittadino, con la contemporanea organizzazione di una grande manifestazione di massa da tenersi a Bari, con un corteo di migliaia di persone per le vie del centro del capoluogo, e termine davanti alla sede del Presidente della Giunta Regionale, conclusa da un confronto diretto, di una delegazione rappresentativa, con Emiliano e il suo Assessore all’Ambiente.
Sapranno e soprattutto vorranno il Sindaco, gli Assessori e tutti i Consiglieri comunali organizzare, di concerto con tutto l’associazionismo locale che ha cuore la salute della popolazione molese, una simile mobilitazione, con sciopero e manifestazione a Bari per protestare contro Emiliano e fargli prendere la decisione giusta, che ponga fine al calvario ultra quarantennale dei molesi, soprattutto di quelli bersagliati dalle malattie riconducibili all’inquinamento ambientale?
La parola spetta ora ai politici.
Parlino, si esprimano, non voltino la testa dall’altra parte, non divaghino. Tutti, di maggioranza e di minoranza, organizzino la manifestazione di massa, vadano casa per casa dai loro elettori e dai responsabili delle categorie produttive, come sanno fare ad ogni campagna elettorale per prendere il voto per se stessi e per i loro referenti nazionali e regionali. Ora è in gioco un interesse superiore, ben più alto delle loro carriere personali.
Se questo non avverrà, con le premesse di cui abbiamo riferito, documenti alla mano, Martucci riaprirà e resterà aperta a tempo indeterminato: sappiamo come funzionano le proroghe dei contratti pubblici in Italia. E dopo l’impianto complesso, che ormai è obsoleto, si prospetta l’installazione di un termovalorizzatore (inceneritore) per chiudere il ciclo rifiuti, come già si è fatto intendere in più occasioni negli ambienti politici locali. E la storia di Martucci così non avrà mai fine.
Serve uno scatto d’ali, d’orgoglio, di indipendenza e di autonomia dei nostri politici, a cominciare dal Sindaco e con la minoranza che non può esimersi da responsabilità.
Avranno questo soprassalto di dignità e di vero attaccamento alle sorti della popolazione amministrata? O i molesi saranno ancora una volta sacrificati sull’altare degli interessi di carriera dei politici?




