In una recente intervista ad un canale televisivo regionale, il Sindaco Colonna ha preannunciato di voler accettare la ricandidatura se gli verrà proposta dalle forze politiche che finora lo hanno appoggiato, alle quali si assocerà, quasi certamente, il PD. Nell’opposizione (centrodestra, Cinque stelle e civiche Di Rutigliano) si brancola invece nel buio, con troppi personaggi in cerca d’autore, mentre la galassia di sinistra, al di là del PD, è frantumata e dispersa in troppi rivoli.
Qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Canale 7, il Sindaco Giuseppe Colonna, nel rispondere ad una precisa domanda, ha chiarito la sua disponibilità a ricandidarsi in presenza di una richiesta delle forze politiche che finora lo hanno appoggiato.

E’ ovvio che la proposta ci sarà e magari coadiuvata da altre forze politiche che non fanno parte della coalizione “Cantiere civico”, vincente alle elezioni comunali del 2018.
In tal senso, è probabile che, nonostante l’attesa di decisioni ufficiali, il Partito Democratico molese abbia già stretto un patto con Colonna per il sostegno ufficiale, tenendo conto che l’attuale Sindaco è, se non ufficialmente tesserato, pienamente affiliato alla dirigenza regionale e provinciale di quel partito, dopo un breve transito nel movimento civico “Italia in comune” dell’ex Sindaco di Parma Federico Pizzarotti.
Anche altre sigle del centrosinistra potrebbero entrare nella galassia delle liste che sosterranno Colonna: così il movimento “Futura” di Antonio Tricase, molto vicino al Sindaco, basti pensare al convegno, tenutosi nel novembre 2019 al Castello Angioino, promosso per sostenere la devastante variante alla statale 16, al quale partecipò l’Assessore regionale ai Trasporti Giannini che tuonò “o variante o morte!”, e che per la dura legge del contrappasso non fu rieletto…

Perfino “L’Altra Mola” – che nel 2015 presentò candidato sindaco il sindacalista Gianni Russo – e che sembra voler riproporre la lista ad opera di Aldo Binosi, Filippo Affatati e dello stesso Russo, potrebbe sostenere la ricandidatura dell’attuale sindaco.

Tuttavia, almeno una parte del centrosinistra fuori dal PD potrebbe decidere di correre in proprio per tentare di sparigliare le carte e forse ottenere così un maggiore potere contrattuale con Colonna al secondo turno.
In tal senso, un tentativo di coagulare le forze oltre il PD, in alternativa alla ricandidatura di Colonna e intorno ad una diversa piattaforma programmatica, è stato fatto nei mesi scorsi dal PSI di Vittorio Farella, da Rifondazione comunista di Francesco Pietanza, dal gruppo “Il Paese” di Giambattista Mola e da Articolo 1 di Annamaria Santoro. I risultati non sono stati finora positivi, però mai dire mai. E, comunque, alternativi a Colonna, ma fino a quando e a che condizioni?

Una cosa è certa: in vista della competizione elettorale, il PD, con il suo segretario Rocco Zaccaria, ha promosso alcune riunioni in un perimetro abbastanza largo, ma poi, sembra a seguito di indicazioni della segreteria provinciale, ha sospeso gli incontri proprio alla vigilia di un confronto con il Movimento 5 stelle.

Ed è proprio il M5S – che, ricordiamolo, è risultata la lista più votata, a Mola, alle elezioni politiche dello scorso settembre, confermandosi come tale, sia pure in minor misura, dopo quelle precedenti del 2018 – ad essere l’ago della bilancia tra il Cantiere civico di Colonna, eventualmente sostenuto anche dal centrosinistra locale, e il centrodestra molese.
Si tratta di migliaia di voti che potrebbero in parte compattarsi a livello comunale, oppure fluire liberamente, in gran numero, in libera uscita verso più direzioni.
Se alla cospicua dote del M5S, che Michele Daniele potrebbe mantenere in buona parte nei ranghi, dovessero sommarsi i voti delle liste che fanno capo a Giangrazio Di Rutigliano (l’omonima civica, Progetto Mola e Italia Viva), un forte terzo polo potrebbe decidere la partita al ballottaggio.

Michele Daniele sembra propenso a lavorare per una coalizione con Giangrazio Di Rutigliano, però allargata a tutte le forze di opposizione presenti in Consiglio comunale; mentre l’ex Sindaco non si fida di quel centrodestra che presentò la mozione di sfiducia. Una mozione che, nel marzo 2017, votata da una parte dei suoi stessi consiglieri, gli costò la carica.
Pertanto, Giangrazio Di Rutigliano appare convinto, anche se non si esprime ufficialmente, a correre la partita in proprio, ricandidandosi alla carica di primo cittadino con quanti lo vorranno sostenere.

In ogni caso, una vittoria al primo turno di Colonna appare, al momento, abbastanza improbabile, tenuto conto che il centrodestra a Mola vanta sempre un cospicuo patrimonio elettorale e che oggi i Fratelli d’Italia locali, trascinati dai ragguardevoli risultati nazionali, sembrano essere sulla cresta dell’onda e, pertanto, potrebbero spingere la coalizione verso un ballottaggio certo.
Tuttavia, nel centrodestra la babele di lingue appare più che mai incomprensibile, con troppi contendenti in lizza nel corso di riunioni finora inconcludenti.
Peraltro, c’è chi spinge, come Michele Palazzo, per un “campo largo” che veda, da subito, al primo turno, il centrodestra insieme con il M5S di Michele Daniele e le liste di Giangrazio Di Rutigliano, mentre Sebastiano Delre di Forza Italia propone al momento un candidato di bandiera, di scarso peso elettorale, in attesa di sviluppi.

Fratelli d’Italia vorrebbe il proprio candidato (probabilmente il segretario Francesco Brunetti) designato a capo di una coalizione non allargata, ma più coesa.

Una coesione che, tuttavia, al momento non c’è, anche per l’attuale riserva ad esprimersi sul “campo largo” o sulla coalizione organica, di “Alleanza per Mola”, la lista civica dei consiglieri comunali Giovanni Gallo ed Elisabetta Sciannameo che, ormai più di due anni or sono, ha abbandonato “Cantiere civico” e che non intende rientravi.

D’altra parte, l’inconcludenza rasenta l’incongruenza quando torna a circolare il nome di Stefano Diperna, che da poco ha rinunciato al suo seggio in Consiglio comunale per favorire il rinnovamento generazionale, oltre ad aver già perso il confronto diretto con Colonna.

Al momento, a distanza di pochi mesi dalle elezioni, in attesa della fissazione di una data, che comunque sarà compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2023, il Sindaco Colonna appare senza avversari certi e, soprattutto, nessuna forza politica di opposizione ha iniziato a dialogare con i cittadini sui gravi e persistenti problemi della nostra città, mentre il primo cittadino prosegue con la sua comunicazione monodirezionale, a suon di post autocelebrativi, senza contraddittorio.
In sostanza, ricomincia il solito balletto dei nomi a tavolino, nel chiuso delle segrete stanze, senza alcun vero ricambio generazionale e di nuove idee che non siano i soliti programmi-fotocopia e le consuete rimasticature con i copia-incolla, mentre Mola è adagiata in una rassegnazione profonda, incapace di reagire.
Insomma, la democrazia a Mola è moribonda, se non già spirata: la dialettica politica è inesistente e le prospettive di ricambio sono affidate alla solita e stantia parodia delle parti in commedia, mentre anche la riconferma di Colonna appare più dettata dall’apatia che da sincera convinzione.
Ma di questo torneremo a parlare, con i risultati del quinquennio amministrativo.





ZORRO DOCENTE UNIVERSITARIO
Ma quale ricandidatura…! Aspettiamo l’annuncio del suo ritiro, comunque e almeno dalla scena politica Molese, si congedi per sempre da Mola (e faccia le dovute e sentite scuse), altro che ricandidatura. Vuole che glielo Urlo..: VADA VIA DA MOLA (politicamente)..CHIARO…???!!! Quando la incontro glielo Urlo anche in faccia…!!!