“Luoghi Comuni”, ammessi al bando regionale candidati dal Comune di Mola. Via libera per progetti di innovazione sociale al Castello Angioino e nel Parco del Cozzetto. A breve i due bandi della Regione Puglia per le associazioni giovanili.
COMUNICATO STAMPA
La Regione Puglia ha ammesso due dei tre spazi pubblici candidati a febbraio dello scorso anno dal Comune di Mola di Bari nell’ambito del bando regionale “Luoghi Comuni” e destinati a progetti di innovazione sociale.
Si tratta dei locali del piano terra del Castello Angioino-Aragonese, destinati ad attività di accoglienza e promozione turistica e del Parco di via Nino Rota al quartiere Cozzetto, che ospiterà attività sportive e ricreative.
Escluso l’altro spazio pubblico candidato, il Parco “Giardini di don Pedro”, in via Massimeo.

L’Ente regionale pubblicherà a breve i due bandi, riservati alle associazioni giovanili, con un finanziamento fino a 40mila euro a progetto. L’associazione selezionata dall’Arti gestirà poi il progetto, attraverso il comodato d’uso dei due spazi per due anni.
“Nel febbraio 2019 la Giunta comunale – spiega il sindaco Giuseppe Colonna – dopo aver preso atto della finalità dell’iniziativa che punta a costruire partenariati pubblico-privati, ha inoltrato alla Regione la propria manifestazione di interesse candidando, appunto, i tre spazi pubblici suddetti.
Non nascondo la mia soddisfazione per l’opportunità di poter mettere in campo sinergie tra l’istituzione comunale e le nuove generazioni che attraverso nuove competenze e nuove idee possono contribuire a migliorare il territorio e la qualità della vita della nostra comunità”.
L’Ufficio Stampa
20 febbraio 2020
NOSTRO COMMENTO
Ben vengano i due progetti finanziati, con l’attestazione di merito all’Amministrazione comunale per averli presentati.
Tuttavia, va opportunamente rilevato che i locali al piano terra del Castello, se non sono state fornite informazioni errate, sono quelli – situati al confine con il borgo antico – devastati più volte nel tempo dall’azione dei vandali nostrani.
Stesso discorso vale per le infrastrutture del c.d. “parco del Cozzetto”, abbandonato a se stesso e anch’esso oggetto di vandalismo.
Ricordiamo che sia i locali del piano terra del Castello che i giardini del Cozzetto sono stati realizzati a suo tempo con risorse finanziarie pubbliche, prima di essere lasciati al loro destino da più amministrazioni comunali e, quindi, con sperpero di denaro pubblico.
Poichè non si tratta degli unici casi, la domanda sorge legittima: si tratta di noncuranza e sciatteria politico-amministrativa oppure vi è dietro una mirata strategia per attingere sempre nuovi fondi pubblici, con il fine di fare e rifare sempre le stesse opere pubbliche, con contorno di incarichi professionali e di appalti?
Comunque sia, si colga ora l’occasione di una ristrutturazione ben fatta per formulare contemporaneamente un serio e costante programma di manutenzione ordinaria e di videosorveglianza.
Mai più recuperi con successivo abbandono. Sarebbe imperdonabile.





