“Nel Liquido Paese degli Elfi”, il luogo delle meduse fatate, un’oasi dove i piccoli naufraghi, mendicanti d’affetto, spogliati della dignità, imparano a guardare avanti con occhi nuovi, imparano a guardare lontano e in alto, scoprendo il vero volto della bellezza.
Qualcuno diceva: “La Vita è un’occasione di incontri fortunosi”, ma soprattutto è una opportunità di appuntamenti con le realtà concrete e diverse.
E, “grazie a quell’andare incontro agli altri che le nostre visioni si arricchiscono!”
L’abbracciare non è soltanto calore e protezione rassicurante, ma è allargare le bande delle proprie percezioni, perciò l’approccio di Florisa Sciannamea, per scrivere queste fiabe, assume significati profondi; un ‘dono’ per sé, per gli ospiti della cooperativa sociale ‘Piccolo Principe’ (ONLUS) e il lettore, catapultato attraverso le “trascrizioni/ elaborazioni” dell’autrice in un fondale meraviglioso, nel quale ondeggiano flussi di sogni che meritano di essere compresi e valorizzati; insomma un invito ai lettori a fare una sosta rigenerante in luoghi invisibili che hanno lo stesso valore dell’aria per i polmoni.
Ascoltare è liberarsi dagli stereotipi, con i quali troppo in fretta rimuoviamo o accantoniamo realtà che meritano attenzione!
I bimbi sono i veri protagonisti di questo lavoro, frutto di un “laboratorio/ progetto” nato spontaneamente dal cuore di chi non si stanca mai di fare accoglienza o, forse di essere accolto nel magico mondo dell’infanzia dei folletti (i bimbi), troppo spesso chiusi e spaventati da un mondo indecifrabile, quello caotico degli adulti frenetici e distratti, dove abitiamo innalzando muri trasparenti: recinti invalicabili dentro i quali pensiamo di essere migliori, perfetti e intoccabili!
Quale è il vero pianeta, scuro e sommerso? Questo libro è il diario di bordo, il resoconto di un viaggio immersione nel fantastico mondo dei piccoli Elfi giunti con pesanti “Valige di dispiaceri” da ogni angolo della terra che trasforma in rifiuti e insicuri.
Ma “NEL LIQUIDO PAESE DEGLI ELFI” (Radici future produzioni. Pagg.88. € 14,00), si coglie l’amore e la determinazione per ritrovare il bandolo della curiosità.
Quello è il luogo delle meduse fatate, un’oasi dove i piccoli naufraghi, mendicanti d’affetto, spogliati della dignità, imparano a guardare con occhi nuovi avanti, imparano a guardare lontano e in alto, scoprendo il vero volto della bellezza.
Tutti i piccoli ospiti di quel pianeta sommerso, erano entusiasti, sapevano che avrebbero affidato i loro racconti alla Fata straniera, quella che sa Ascoltare; sapevano che avrebbe ormeggiato dalle loro parti; sapevano che Florisa non era una Fata qualsiasi, bensì… una fata dell’oceano della fantasia, una fata con abbracci per tutti come le meduse luminose che sanno chinarsi e sono attente agli occhi vivaci, ai petali di fiori strappati, per i quali sanno schiudere i tappeti della Speranza. Un laboratorio di colori, i colori brillanti e luminosi che dissolvono le paure nel tepore silenzioso, nell’incanto delle stelle.
La scrittrice ci ha consegnato un lavoro che è rispetto del dolore sommerso dell’infanzia calpestata.
Sono pagine che incoraggiano a lavorare costruttivamente. Sono righe o quadretti dei quaderni sui quali si ritrovano le coordinate della serenità. Sono storie di compagni di viaggio che hanno trovato nei colori e la penna della Sciannamea, la giusta espressione per comunicare il disagio e ritrovare con il periscopio la rotta che fa vela al gran porto “abbraccioso”.




