mercoledì, 14 Ottobre, 2026
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Mola di Bari

FRA 80 ANNI, IL BORGO ANTICO E ALCUNE ZONE DI MOLA POTREBBERO ANDARE SOTT’ACQUA

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E’ il grave rischio che corrono molte zone costiere ovunque nel mondo, quindi anche in Italia, a causa del riscaldamento globale con il probabile innalzamento del livello dei mari. Ecco gli scenari per la costa molese, desunti da uno studio scientifico internazionale, se la temperatura continuerà ad aumentare.

Dall’antico al futuribile.
 
Anche qui, ipotesi verosimili, non certe.
 
Tuttavia, per la Mola del 2100 e oltre, a parlare non sono gli scrittori di fantascienza, ma i rapporti di organizzazioni scientifiche internazionali.
 
E’ uno scenario ipotetico globale, ma assolutamente da non sottovalutare, quello che ci consegna il il Rapporto “Mapping Choices: Carbon, Climate, and Rising Seas – Our Global legacy” con il quadro delle conseguenze legate al riscaldamento globale.
 
 
E’ un rapporto del 2015, ma più che mai attuale dopo gli ultimi scenari tracciati in questi giorni da un nuovo studio delle Nazioni Unite.
 
 
Nel rapporto del 2015, è possibile consultare una mappa interattiva che mostra, in qualsiasi punto del globo, la situazione delle aree costiere nel dopo 2100, cioè fra 80 anni, un tempo che i bambini nati oggi vedranno con ogni probabilità.
 
 
Due gli scenari che sono stati analizzati:

– uno che mostra che cosa potrebbe accadere se si continuasse con l’attuale trend delle emissioni (business-as-usual) che determinerà un aumento della temperatura di 4 °C;

– l’altro che prende in esame la situazione che si determinerebbe con una temperatura che entro il 2100 fosse contenuta a +2 °C.
 
Ecco la mappa molese in entrambi i casi.
 
Nella prima cartina si vede l’intera costa molese. Nella seconda, ingrandita, la zona più urbanizzata.
 
Si tenga presente che la Conferenza dell’ONU sul Clima di Parigi del 2015 ha stabilito un limite da non superare di +1,5°C, probabilmente irrealistico, tenuto conto che i fenomeni odierni, a 5 anni di distanza, fanno prefigurare un trend ben più alto.
 
Quindi, i nostri nipoti, o comunque i molesi del futuro, potrebbero dover fare i conti con l’innalzamento del livello complessivo di oceani e mari, a seguito dell’aumento della temperatura globale (“global warming”).
 
Nel caso di un innalzamento della temperatura di 2°C, la costa molese verrebbe interessata nei suoi punti più bassi del litorale dall’invasione delle acque, anche se gran parte dell’abitato resterebbe indenne.
 
La situazione diventerebbe invece drammatica se l’aumento della temperatura globale raggiungesse i + 4°C.
 
In quel caso, pressochè l’intero borgo antico, “iend a terre”, finirebbe sott’acqua, così come il quartiere retrostante a Portecchia, l’area di Loreto e tutta la fascia costiera fino e anche oltre le attuali strade di scorrimento (Viale Europa Unita e Viale Unità d’Italia).
 
Non vogliamo fare catastrofismo, anche perchè ovviamente non dipende direttamente da Mola e dai molesi cosa ne sarà del pianeta fra 80 anni.
 
Tuttavia, è bene prendere coscienza, come cittadini del mondo, della pericolosa deriva globale del clima e delle temperature. Una deriva che ci tocca tutti da vicino già oggi: è di questi giorni la cronaca del pericoloso scioglimento di un ghiacciaio sul monte Bianco, oltre al continuo ridursi della calotta artica.
 
Se gli Stati e i capi di governo delle nazioni più industrializzate non metteranno mano a provvedimenti molto concreti e precisi per fermare il cambiamento climatico, con la riduzione drastica dei gas serra, e una forte politica di transizione energetica verso le fonti rinnovabili, gli scenari che ci attendono potrebbero essere quelli che vediamo nelle cartine allegate.
 
Nel frattempo, nei decenni a venire, in assenza di forti riduzioni delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, ci aspettano una crescente crisi dell’agricoltura a causa dell’eccesso di calore, la scarsità delle risorse idriche di acqua dolce, l’acutizzazione di tutti i fenomeni climatici: da prolungate siccità a uragani, anche in zone di clima temperato come quella mediterranea. Tutti effetti che non saranno futuribili, ma drammaticamente concreti anche per le attuali giovani generazioni.
 
E se è pur vero che non possiamo da soli bloccare il cambiamento climatico, possiamo però iniziare a mettere piccoli tasselli con comportamenti virtuosi: non abbandonare rifiuti nelle campagne e sulle coste, non appiccare roghi tossici nelle campagne, fare bene la raccolta differenziata, non utilizzare eccessivamente l’automobile, non comprare troppi oggetti usa e getta, ridurre i consumi idrici inappropriati, ridurre il consumo di carne, ecc.., ma anche ridurre gli allevamenti intensivi, ridurre lo sforzo di pesca complessivo, ridurre i fitofarmaci in agricoltura, aumentare le coltivazioni biologiche, ecc..
 
I governi e anche le amministrazioni locali sono chiamati a far rispettare le normative, a fare campagne di informazione e di prevenzione, a punire severamente i comportamenti dannosi.
 
Pensiamoci tutti, prima di consegnare ai molesi del futuro una città, Dio non voglia, invasa dalle acque.

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