Nell’occasione verrà proiettato, nel Castello Angioino, ore 19:00, il cortometraggio “Enric dei Tredici”: ispirato ad una storia realmente accaduta a Mola nel corso della 1a Guerra mondiale.
L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci festeggia quest’anno i 100 anni dalla fondazione, avvenuta a Milano nel marzo 1919.
In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, la locale sezione terrà una manifestazione pubblica per commemorare l’evento, con la proiezione nel Castello Angioino, alle ore 19:00, del cortometraggio “Enric dei Tredici” che si ispira ad una storia realmente accaduta a Mola.
La storia di “Enric dei Tredici”
Nel convento di S. Chiara di Mola di Bari, attrezzato a prigione militare durante la Grande Guerra, vennero rinchiusi tredici ufficiali austriaci. Si conserva memoria di quattro di loro: Anton Panholzer, Joseph Rholf, Hermann Karas e Enric Reinelt. Tra la fine del 1919 e l’inizio del 1920 vennero tutti rimpatriati ad eccezione di Reinelt.
Lo sfortunato Alfiere, un 35enne boemo di Reichenberg, morto per bronchite il 1° giugno del 1919, era stato seppellito il giorno dopo nel cimitero molese. La salma, mai richiesta da alcun famigliare, rimase sotterrata sino al 1977, anno in cui l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci si fece carico di tumulare quei resti in un apposito loculo della cappella cimiteriale allestita per i caduti molesi nella Grande Guerra.
Da tale spunto prende vita ‘Enric Dei Tredici’, opera a metà strada tra il corto e il docufilm diretto da Gianni Carparelli su soggetto e sceneggiatura di Italo Interesse.
Tratto da un racconto di Italo Interesse, ‘Enric dei Tredici’ narra di uno studioso di storia locale che, scoperto casualmente il caso Reinelt, lo approfondisce. Rinviene così sia il certificato di morte dello sfortunato Alfiere, sia l’unica foto che lo ritrae: Reinelt è insieme agli altri dodici compagni di prigionia e lo scatto risale al 20 aprile 1919, come indicato da una didascalia vergata a mano. La stessa didascalia, però, non elenca gli ufficiali, per cui non è possibile individuare Reinelt. Questa impossibilità di assegnarli un volto fra tredici eccita lo studioso, il quale si mette ad accarezzare l’idea di lavorare di fantasia intorno a questa esile traccia storica e cavarne un racconto, un romanzo, un testo teatrale, un corto, un docu-film, un lungometraggio… chissà.
Nel centesimo anniversario della morte di Enric Reinelt l’opera vuole essere un omaggio ai caduti di tutte le guerre e soprattutto al sacrificio dei tanti soldati ed ufficiali di cui la Storia ha perduto memoria.
‘Enric Dei Tredici’ vuole infine ricordare il grande gesto (purtroppo ignorato da molti molesi) di cui Mola di Bari si rese protagonista quarantadue anni fa dando degna sepoltura – accanto ai propri figli caduti nelle due Guerre – ad un uomo deplorevolmente dimenticato dalla terra e della famiglia d’origine.
Oltre alle Autorità comunali e alle rappresentanze dell’Associazione Combattenti, alla manifestazione interverrà il Gen. Giorgio Rainò, Comandate militare esercito Puglia.

Nell’occasione, lunedì 3 giugno, presso la sede dell’Associazione, verrà tenuto un annullo filatelico per ricordare i tre Presidenti dell’Associazione che si sono succeduti nell’arco dei 100 anni: Francesco Paolo Barbanente, Nazareno Sgobba, Francesco Vacca.
Suggeriamo tuttavia alla sezione dei Combattenti molese di effettuare una ricerca più accurata perchè, ad esempio, tra i primi presidenti del sodalizio locale risulta Vitantonio Ruggieri.





