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Mola di Bari

IL COMUNE NON HA I REQUISITI PER “CITTA’ TURISTICA”, MA CHIEDE ALLA REGIONE L’ISCRIZIONE TRA LE “CITTA’ D’ARTE”: BENE, MA NON C’E’ NEPPURE UN MUSEO, PALAZZO ROBERTI E PALAZZO SAN DOMENICO ABBANDONATI E IL CASTELLO NON SE LA PASSA MEGLIO…

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La richiesta di iscrizione tra le “Città d’arte” pugliesi è quanto risulta da una recente delibera di Giunta comunale, che pubblichiamo insieme alla scheda che indica il possesso dei requisiti idonei ad ottenere l’inclusione. Non ci sono invece i requisiti per chiedere l’inserimento tra le città a prevalentemente economia turistica. Inoltre, pubblichiamo la proposta, ormai presentata diversi anni fa alla Giunta Colonna 1 dal “Comitato per Palazzo Roberti”, per la valorizzazione dello storico edificio a fini di produzione culturale e di istituzione museale, dedicata alle nostre più importanti personalità nel mondo dell’arte, in alcuni casi di fama internazionale. Una proposta di valorizzazione che non ha mai ottenuto risposta dal Sindaco e dai suoi diversi Assessori alla Cultura nel corso del tempo. Come neppure ha mai ricevuto riscontro l’ulteriore concreta proposta, per una mostra da dedicare al nostro grande scultore Bruno Calvani (documenti allegati).

La legge regionale che indica i requisiti per ottenere il riconoscimento dei singoli Comuni pugliesi all’interno dell’elenco delle “Città a prevalentemente economia turistica e delle Città d’arte”, è molto specifica ed analitica. Eccola:

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In tal senso, come non era difficile prevedere, Mola non possiede i requisiti per ottenere la qualifica di “città a prevalente economia turistica”.

In realtà, Mola non ha alcuna caratteristica economica che possa qualificarla non solo tra le città turistiche, ma neppure tra quelle a prevalente economia  primaria, industriale, commerciale, tecnologica, ecc.. 

Mola, in sostanza – a causa dell’assenza della programmazione di un politica di sviluppo economico che punti innanzitutto sulle risorse primarie (agricoltura, pesca) e sul loro ammodernamento, sulla valorizzazione delle risorse umane, sulla difesa ambientale e il risalto dei beni naturali, artistici e storici in chiave turistica, sull’incentivazione alla cultura d’impresa e all’innovazione tecnologica – non è contraddistinta da una vera e propria dinamica economica, tant’è che ad ogni rilevazione statistica gli indicatori socio-economici (occupazione, numero di imprese, innovazione, commercio, ecc.) annaspano sempre più nel fondo classifica dei 41 comuni dell’Area metropolitana.

Ora arriva questa richiesta, probabilmente anche tardiva, da parte della Giunta comunale alla Regione Puglia e che riguarda l’iscrizione tra le “Città d’Arte” e sicuramente Mola dispone di un patrimonio artistico-culturale di tutto rispetto.

Ecco di seguito la delibera di Giunta comunale con la scheda di presentazione dei beni culturali che rispondono ai requisiti stabiliti dalla legge regionale per ottenere l’iscrizione tra le “Città d’arte”: 

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Siamo convinti che Mola otterrà questo importante riconoscimento, come già lo ha ottenuto la vicina Conversano. E questo sarà un grande bene per la nostra città, soprattutto se servirà alla stessa Regione per concedere gli indispensabili finanziamenti ai fini della valorizzazione di tale patrimonio.

Ma il Sindaco, la sua Giunta e la sua maggioranza devono metterci convinzione e volontà perchè non serve un riconoscimento sulla carta e un cartello da posizionare all’ingresso del paese.

Sarebbe una ben magra consolazione, soprattutto tenendo conto che una parte significativa, forse la più importante, descritta tra i beni storici, artistici e culturali riportati nella scheda di richiesta, giace in uno stato di colpevole abbandono o quanto meno di forte trascuratezza, senza alcun vero progetto di valorizzazione.

Così è per Palazzo Roberti, lasciato come un guscio vuoto, con le sole facciate recuperate e un’illuminazione d’interni che, vista dall’esterno, si presenta molto suggestiva … ma che all’interno illumina un immobile degradato.

E se non fosse stato per il Comitato per Palazzo Roberti, che spinse e ottenne dal Commissario prefettizio la bonifica, probabilmente quello storico e prezioso edificio sarebbe ancora la stabile dimora di migliaia di colombi, con i suoi 30 centimetri di guano in ogni ambiente e le centinaia di carcasse di volatili in decomposizione ovunque.

Ecco come appariva l’interno di Palazzo Roberti prima della bonifica radicale, richiesta formalmente dal “Comitato per Palazzo Roberti”, e fatta eseguire dal Commissario prefettizio nella primavera 2018. Furono rimosse decine di tonnellate di guano e centinaia di carcasse di volatili in decomposizione

Così è per Palazzo San Domenico, tenuto allo stato di incompiuta in tutto il piano terra, con un ascensore che non funziona per fondamentali ragioni di sicurezza, impedendo così ai disabili e agli anziani di raggiungere il primo piano. E con l’assenza dell’impianto di riscaldamento e di condizionamento, per non parlare di una Biblioteca obsoleta nei contenuti e nella gestione. E che dire della ex sala consiliare, preziosa, ma sfregiata dalle bocchette d’areazione fatte installare tra il soffitto e le pareti affrescati e ridotta ad un deposito di materiale di risulta.

La ex sala consiliare di Palazzo San Domenico, chiusa da anni, ridotta a deposito di materiale vario. Si nota, ben visibile, lo scempio delle bocchette di aerazione, in alto a destra.

Così è anche per il Castello Angioino, privo di sistemi di sicurezza e di climatizzazione, con gli scantinati perennemente allagati, con il fossato ricettacolo di rifiuti e la parte retrostante, il “cul de sac” che tuttora non comunica con Piazza XX Settembre attraverso l’Arco di Vaaz, ridotto a macerie e ritrovo di sbandati.

Quindi, ben venga il riconoscimento di “Città d’Arte”, ma il “blasone” deve essere accompagnato da vera concretezza, da vera sostanza.

Ad esempio, una proposta per la valorizzazione e la destinazione artistico-culturale di Palazzo Roberti, presentata alla Giunta Colonna 1 fin dal 2019 dal “Comitato di Palazzo Robert”, non ha mai ottenuto una risposta dal Sindaco Colonna e dai suoi Assessori alla Cultura, cambiati nel tempo.

Ecco l’articolata e ben motivata proposta:

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Neppure una proposta per l’organizzazione di una grande mostra storico-artistica da dedicare al nostro grande scultore Bruno Calvani ha mai ricevuto concreti riscontri, se non un generico atto di indirizzo della Giunta Colonna 1, a pochi mesi dalla scadenza elettorale.

Poi, il nulla, nonostante le diverse sollecitazioni del “Comitato per Palazzo Roberti”, insieme all’Officina dell’Arte e al Gruppo di lavoro di esperti in materie storiche e artistiche, come si può leggere dalla lettera di sollecitazione.

Anche in questo caso, nessuna risposta, se non genericamente, a voce, dal Capo Settore Cultura, che se la Giunta non mette fondi a disposizione in bilancio, i funzionari non possono procedere operativamente, nemmeno se alla base è stato approvato un generico atto d’indirizzo della Giunta comunale.

Così vanno le cose in quel del Comune di Mola di Bari.

Lo scultore molese Bruno Calvani (Mola di Bari, 4 gennaio 1904 – Milano, 19 dicembre 1985)
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