E’ quanto risulta da un’interrogazione tenuta dall’esponente politico del Movimento 5 stelle. Il Comune è diventato titolare del suolo a seguito di abuso edilizio accertato 27 anni fa. Eppure le costruzioni illegali risultano tuttora abitate e recintate. La risposta del Sindaco e dell’Assessore Berlen. Le nostre considerazioni.
Riceviamo da Michele Daniele, consigliere comunale del Movimento 5 stelle, il testo integrale dell’interrogazione inerente all’oggetto di questo articolo, svolta nel corso della seduta consiliare di ieri, mercoledì 31 luglio 2019.
Ecco la denuncia del consigliere Daniele:
Villaggio vacanze molese
– Noi tutti siamo amministratori. Di maggioranza e di minoranza, assessori, consiglieri e sindaco.
– Tra le cose da amministrare c’è sicuramente il patrimonio comunale: curarlo, valorizzarlo, farlo fruttare.
– E per poter amministrare il patrimonio la prima cosa da sapere è in cosa consiste tale patrimonio.
– Ed è la prima cosa cui mi sono occupato appena iniziato questo ruolo di rappresentanza che la Comunità molese ha avuto la bontà di assegnarmi.
– Ho quindi chiesto di conoscere in dettaglio le proprietà immobiliari del Comune di Mola, portando questo tema in Commissione Controllo e Garanzia su cui stiamo lavorando e su cui stiamo preparando relazione finale.
– Nel frattempo porto all’attenzione del Consiglio 2 o 3 casi che mi sembrano di particolare rilevanza.
– Il primo riguarda il villaggio vacanze molese che esiste da qualche lustro di cui, sembra, nessuno degli amministratori molesi se ne sia accorto in oltre vent’anni.

- A) VILLAGGIO VACANZE
– dall’inventario dei terreni di proprietà del Comune, incluso nell’elenco del patrimonio disponibile) al nr. di inventario 9 leggo: “TERRENO AGRICOLO – Note: ORDINANZA DI ACQUISIZIONE N.28 REP. 3215 del 24/3/1992”, effetto intervenuto a seguito di lottizzazione abusiva su quei terreni, come disposto dal D.P.R. 380/2001.
– detta in parole povere, il Comune ha un bene immobile di cui non si è minimamente interessato da oltre vent’anni, abbandonato in mano a non si sa chi
– questo bene è sul mare e si estende dalla complanare lato Est sulla via per Torre a Mare poco dopo lo svincolo per Bari della Statale 16, indicatto alla particella 117 del Foglio 4 (tralascio per ora il fatto che anche le particelle 364, 365, 367 e 379 sono acquisite al patrimonio comunale e che nell’inventario sono indicate erroneamente al Foglio 3 anziché 4
– per chiarezza, non si tratta delle famose “ville al mare” di via La Malfa e dintorni per cui si sta attendendo il giudizio della Corte Europea, che lascia una qualche indecisione sulle cose da farsi, anche se non tante: comunque è un’altra storia su cui torneremo in seguito
– ora su quest’altro terreno è stato costruito abusivamente ed illegalmente, una serie di fabbricati utilizzati come casa vacanze da svariati nuclei familiari, tra l’altro sembra di cittadini neanche molesi
– e questi villeggianti hanno provveduto a recintare l’area comunale sia con un muro di cinta che con cancelli a monte a mare, impedendo l’accesso al mare a chiunque, impossessandosi di una proprietà comunale preziosissima.
– inoltre, utilizzando Google Earth che ha una funzione di storicizzazione storica delle mappe satellitari, non è difficile scoprire che, andando indietro nel 2010, diversi dei fabbricati esistenti non esistevano e quindi le attività abbusive su terreni del Comune sono continuate anche negli Dieci di questo millennio
– Le domande che sorgono sono svariate e le rivolgo in prima battuta all’assessore all’Urbanistica, oltre che all’assessore con delega al Patrimonio ed al Sindaco che si è riservata la delega alla Polizia Locale.

- Assessore Berlen, lei è stato per circa 15 anni ai massimi livelli di questo Comune, 10 come assessore e 5 come sindaco: non si è mai accorto dello scempio che veniva compiuto su queste aree prossime al mare?
- Dove scarica la fognatura di queste abitazioni? Per caso il Comune ha effettuato allacciamenti alla rete fognaria di questi fabbricati?
- Gli abitanti di questo “villaggio” pagano qualche centesimo di eventuale affitto, di IMU, di TARI, come tutti i cittadini vessati da tasse e tributi?
- Pagano per caso la TARI? E se non la pagano, l’azienda di gestione rifiuti preleva regolarmente i rifiuti prodotti da queste abitazioni? E se la pagano, forse è ancora più inquietante perché è indice che il Comune è a conoscenza di tali residenze.
- L’allaccio alla corrente elettrica: come è stato possibile ottenerla? A fronte di quali titoli?
- A parte appurare le responsabilità e l’inerzia delle amministrazioni degli ultimi 20 anni, chiedo cosa intende fare questa amministrazione ora che questi illeciti sono stati appurati?
- E cosa intende fare degli altri terreni segnalati alle particelle precedenti (nel foglio sbagliato)? Sono anch’esse di proprietà del Comune ma lasciate all’arbitrio di cittadini, forse neanche molesi.

La risposta del Sindaco e dell’Assessore Berlen:
Prima il Sindaco Giuseppe Colonna e poi l’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen hanno risposto al consigliere Daniele.
Il Sindaco ha ricostruito la vicenda, secondo le sommarie indicazioni ricevute dagli Uffici comunali, dicendo che, in effetti, i terreni portati all’attenzione dal consigliere Daniele risultano compresi tra quelli di proprietà comunale, a seguito di confisca per lottizzazione abusiva, fin dal 1992 (si tratterebbe di un caso molto simile a quello delle ville a mare di Via La Malfa e dintorni, per i quali già la Cassazione si è pronunciata nel 2013, in via definitiva, sanzionando l’abusivismo delle lottizzazioni).
Colonna ha precisato che un giudizio del TAR fu appellato dai ricorrenti (i titolari dei terreni abusivamente lottizzati) presso il Consiglio di Stato, ma che qui la causa andò successivamente in perenzione (in sostanza, nè i ricorrenti, nè il Comune effettuarono azioni giudiziarie all’interno del processo, tali da tenerlo in vita): in poche parole, il processo si è estinto nel 1999 o pochi anni dopo.
Colonna ha aggiunto che dovrà essere conferito un incarico ad un legale per riesumare presso il Consiglio di stato le “carte” di quel processo, al fine di comprendere le ragioni del ricorso e quelle del Comune e del perchè il processo sia caduto in perenzione.
Di fronte all’incalzare delle domande del consigliere Daniele sulle azioni che il Comune di Mola vorrà intraprendere, l’Assessore Berlen ha risposto che dovrà essere accertata con attenzione tutta la vicenda, sia urbanistica che processuale, al fine di prendere, quindi, le determinazioni del caso: fino, in sostanza, all’immissione nel possesso da parte del Comune di Mola sui terreni diventati dal 1992 di proprietà comunale e, quindi, ad un ordine di demolizione dei fabbricati abusivi. Naturalmente, l’Assessore ha parlato solo in via teorica, chiarendo che nessun atto potrà essere avviato se prima non saranno ben chiari i termini della questione e, quindi, le procedure da avviare, anche tenuto conto delle altre autorità da coinvolgere in merito.

Considerazioni
Bene ha fatto il consigliere Daniele a porre una questione sulla quale, evidentemente, il tempo ha posto il sigillo dell’oblio e dell’incertezza e che, hanno ragione Sindaco e Assessore, è doveroso riesumare con attenzione per capirne ogni aspetto prima di arrivare a decisioni e atti amministrativi.
E’ ovvio che bisognerà accertare bene ogni evoluzione della vicenda per capire se tutto è come appare al momento: cioè se quei terreni e le costruzioni che sopra vi sorgono sono stati colpiti in via definitiva da una pronuncia di lottizzazione abusiva e se la proprietà è quindi diventata comunale ad ogni effetto, come risulta dagli atti odierni del Comune.
Tuttavia, il caso sollevato da Daniele pone l’accento sull’accertamento delle proprietà comunali, sulla natura e causa di tali proprietà e sulla loro gestione nel tempo da parte del nostro Comune.
Da poco tempo è stato effettuato un puntuale censimento delle proprietà comunali: solo grazie a questa doverosa operazione (anche se in forte ritardo) il consigliere Daniele ha potuto fare le sue accurate ricerche.
In ogni caso, rimane lo sconcerto del perchè, allo stato di quanto denunciato dal consigliere Daniele, e in base a quali responsabilità, un terreno abusivamente lottizzato, passato quindi nella proprietà comunale per sanzione amministrativa collegata all’abusivismo, continui a vedere la presenza di abitazioni, anch’esse abusive, regolarmente abitate.
Se le cose stanno così, cosa è accaduto negli anni che vanno dall’accertamento di lottizzazione abusiva (1992) all’estinzione del processo presso il Consiglio di stato nel 1999? Confesso di essere sgomento anch’io: dal 1996 al 2005 ho esercitato il mandato di consigliere comunale e mai, dico mai, sono venuto a conoscenza di questa vicenda giudiziaria, semplicemente perchè non è mai approdata nè nelle commissioni consiliari nè tantomeno in Consiglio comunale.
Si tratta di una cosa gravissima, a riprova, evidentemente, che molte attività di carattere urbanistico, prima e dopo quella vicenda, venivano semplicemente occultate agli occhi dei consiglieri comunali e gestite in separata sede: probabilmente, tra sindaci, assessori al ramo e Ufficio tecnico comunale.
Ora, sia fatta accurata chiarezza sull’intera vicenda, rischiarando le zone buie di un passato evidentemente incrostato da lunghe omissioni e silenzi.
E così sia anche per una vicenda più recente, quella delle ville a mare confiscate di Via La Malfa: a ben vedere, quelle lottizzazioni furono varate proprio nel 1992, anno in cui fu acquisito al patrimonio comunale il terreno oggi oggetto dell’interrogazione di Daniele.
Quindi, da un lato la Magistratura sanzionava illegittimità sulla costa e dall’altro, quasi contemporaneamente, sulla stessa costa, a poche centinaia di metri, il Consiglio comunale approvava lottizzazioni abusive.
Non si va molto lontano dal dire che in quegli anni operavano diversi e ben strutturati “comitati d’affari”, che avevano occupato il potere politico in maniera trasversale all’intero schieramento dei partiti.
Preoccupa ancor più che quell’azione nefasta si sia poi, dopo il crollo della prima Repubblica, prolungata sotterraneamente negli anni successivi, silenziando molti casi di illeciti e irregolarità urbanistiche e probabilmente tenendoli nascosti, nelle loro evoluzioni, al Consiglio comunale.
Ora, si cominci a far luce e a far emergere le dovute responsabilità. E, allo stesso tempo, si utilizzi questa vicenda in via propedeutica per le decisioni che dovranno essere assunte per le ville a mare di Via La Malfa.
E ciò, a cominciare dalla doverosa, a norma di legge, iscrizione nel registro nazionale dei beni immobili abusivi di quei terreni e manufatti (è stata fatta dal capo settore Urbanistica? Al momento, non risulterebbe, almeno dagli atti disponibili nell’Albo pretorio).
Nonchè dalla richiesta di finanziamenti regionali e nazionali, attingendo dai fondi specifici destinati allo scopo, per la loro obbligata demolizione (perchè non si è ancora proceduto a richiederli?).
La “foglia di fico” del ricorso a Strasburgo non potrà durare in eterno, per nessuno.






Ebbene sì, è assolutamente assurdo che il comune di mola per ben trent’anni abbia incassato prima l’ICI e poi l’Imu da questi “villeggianti”, che abbia permesso l’allaccio alla rete elettrica, che abbia potuto far mettere a norma,con adeguati dispositivi, lo scarico delle acque reflue e che per trent’anni abbia permesso a questi nuclei familiari di condividere mesi, anni di momenti sereni tra persone che poco hanno a che fare con la politica ma che dedicano il loro tempo tra lavoro e famiglia. È vero, il cittadino spera che tutto possa andare avanti anno dopo anno, e i villeggianti hanno sperato bene. Ma ora dopo trent’anni e tutti i sacrifici fatti, prima dai nonni ora dai genitori, e dopo aver acquistato regolarmente il lotto con atto notarile, il comune si ricorda che esistono. Dice bene il sindaco, cerchiamo di capire cosa è successo in tutti questi anni prima di prendere a calci persone che, anche se non sono molesi, al comune di mola hanno pagato le tasse.