Nelle prime battute della campagna elettorale, si infiamma il confronto tra i candidati sindaco. Primo oggetto del contendere, un problema ambientale molto importante, quello dello scarico a mare delle acque piovane in località “Sciala delle cozze”, deciso dalla Giunta Colonna-Berlen. La vicenda sta vedendo la mobilitazione di molti cittadini intenzionati a preservare uno dei pochi tratti della costa molese rimasto senza contaminazioni. Ecco l’intervento del consigliere Michele Daniele.
Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele (Movimento 5 stelle) e pubblichiamo:

LA SAGA DELLA FOGNA BIANCA
Mola non è un paese normale.
E ciò cui ho assistito ieri in Consiglio comunale lo evidenzia.
In un paese normale, ci si divide su delle scelte strategiche, magari ci si insulta anche.
Ma almeno è chiaro chi vuole una cosa e chi ne vuole un’altra. Poi ci sarà qualcuno che vince e qualcuno che perde. E si spera che a vincere sia l’interesse generale e non quello particolare, ma almeno è qualcosa di chiaro.
Ieri invece tutti i consiglieri (me incluso) e l’intera giunta (sindaco incluso) erano d’accordo sul voler preservare il tratto di costa della Sciala delle Cozze (interessato dal recapito finale della fogna bianca) ma non hanno trovato l’accordo su nulla.
La vicenda è una delle tante vicende kafkiane che caratterizzano in peggio il paese e che proviamo a ricostruire sinteticamente.
Succede che nel 2017 un sindaco, Giangrazio Di Rutigliano, senza forse neanche rendersi conto di quello che sta firmando, fornisce l’indirizzo politico per spostare un finanziamento da un obiettivo (risolvere il problema dell’allagamento di via Manzoni) a un altro (regolazione delle acque piovane al PIRP Cerulli).
Conseguenza di tale scelta è che il recapito finale della fogna bianca sfocerà in mare alla Sciala delle Cozze, come da proposta progettuale in figura.
Il tutto all’insaputa dell’intero Consiglio comunale dell’epoca, Consiglio che sarebbe decaduto qualche giorno dopo, causando la nomina di un Commissario Straordinario a reggere le sorti del Comune.
Commissario che, sulla scorta di tale indirizzo politico, approva il progetto preliminare preparato dai tecnici che inizia il suo iter approvativo che attraversa indenne 5 anni di Amministrazione Colonna, senza che nessuno dei consiglieri fosse messo a conoscenza dei dettagli del progetto, della sua planimetria o anche solo del tracciato. E tanto meno ne è a conoscenza la cittadinanza.
Sino ad arrivare ai giorni nostri, quando i lavori hanno inizio e tutti si accorgono del potenziale disastro ambientale della scelta avviata nel 2017. Tutti: cittadini per prima, poi i consiglieri, poi gli amministratori in carica, e infine lo stesso sindaco dell’epoca che aveva dato il LA a questa soluzione, come evidenziato dal documento in figura.
Certo, l’infelice scelta iniziale poteva essere cambiata in qualsiasi momento: in primo luogo dall’assessore Berlen che si è ritrovato con le carte progettuali che illustravano la soluzione, così come dal sindaco Colonna nei ritagli di tempo che l’attività di influencer sui social gli lascia a disposizione, così come da qualsiasi componente della maggioranza certamente a conoscenza dei progetti che la loro amministrazione sta portando avanti. Ma anche da qualsiasi consigliere di opposizione (me compreso) se solo i documenti progettuali fossero stati allegati alle varie delibere passate in Consiglio comunale o in Terza Commissione. E anche dalla stessa cittadinanza se solo i documenti progettuali fossero stati pubblicati insieme alle varie determine di approvazione.
Insomma, ci si è trovati di fronte ad una soluzione che ora sembra non voluta da nessuno ma che una gestione stracciona del principio di trasparenza amministrativa ha reso pressochè inevitabile.
Di cui l’amministrazione Colonna, non so se per scelta o per superficialità, è in difficoltà ad invertire la rotta che ha ormai preso: devastare uno dei tratti di costa più caratteristici di Mola, una zona urbana superstite per la mancata antropizzazione, per la balneabilità del mare, unica e non negoziabile per i suoi valori storici, naturalistici e del paesaggio.
Difficoltà che si è palesata durante lo scorso consiglio comunale, quando il duo Berlen-Colonna ha posto ostacoli ad accettare sia la richiesta di sospendere parzialmente i lavori, sia la ricerca di soluzioni progettuali alternative, avendo peraltro già dichiarato mesi addietro che non ve ne sono, in occasione del procedimento per ottenere l’autorizzazione paesaggistica in deroga. E sì, perché l’area e’ sotto tutela del Piano Paesaggistico Regionale Territoriale ed all’interno di essa un’Amministrazione Pubblica può costruirvi un’opera pubblica (in deroga, per l’appunto) solo se dimostra che non vi sono alternative alla realizzazione in quel sito.
La sospensione dei lavori nel tratto finale alla Sciala delle Cozze è stata richiesta a gran voce anche da un gruppo di cittadini che ha a cuore le sorti di quel tratto di costa, e poteva essere fatta immediatamente dallo scorso lunedì.
Bastava utilizzare il comma 2 dell’art. 107 del Codice degli Appalti che recita testualmente: “La sospensione può, altresì, essere disposta dal RUP per ragioni di necessità o di pubblico interesse”.
Ora, il pubblico interesse è nei fatti evidenziato dall’allarme suscitato nella cittadinanza dagli scavi nelle vicinanze di Sciala delle Cozze che termineranno con un canale a cielo aperto, ed è più che sufficiente per richiedere una sospensione, tanto più solo parziale perchè i lavori possono proseguire negli altri tratti previsti della fogna bianca.
Eh già, il pubblico interesse! Invocato ad arte a go-go da questa amministrazione per derogare alle norme del Piano Regolatore quando si tratta di favorire questo o quell’interesse privato, come quando fu invocato per consentire in deroga le modifiche ad una abitazione privata, adducendo come interesse pubblico l’evitare che i mezzi agricoli fossero parcheggiati per strada (!)
E non poteva essere invocato già dallo scorso lunedì per sospendere i lavori in quel sito e proteggere un’area cara all’intera cittadinanza e l’identità stessa del nostro paese?






