sabato, 12 Settembre, 2026
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Mola di Bari

IL SINDACO COLONNA E IL “MITO DI ERISITTONE”, OVVERO COME OLTRAGGIARE IL VERDE URBANO ED ESSERNE ORGOGLIOSI

data:

Il prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero, molese, ricercatore e docente di “Analisi, pianificazione e tutela delle risorse territoriali” presso il DISSPA (Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti) dell’Università di Bari, in un lucido, analitico e illuminante articolo passa in rassegna tutti i gravi errori del Sindaco Colonna nella gestione del verde urbano, evidenziando come il nostro Primo cittadino non solo non si renda conto della sua disastrosa azione, ma, addirittura, sia orgogliosamente convinto di essere nel giusto. Eppure Colonna dovrebbe ricordare che la sfida di Erisittone a Demetra, Dea della natura e dell’agricoltura, finì molto male per il Principe…

di Giuseppe (Bepi) Ruggiero

IL SINDACO COLONNA E IL MITO DI ERISITTONE

ERISITTONE, mitico principe tessalo, fu condannato ad una fame struggente e insaziabile per aver abbattuto degli alberi di un bosco sacro a Demetra, dea della natura e dell’agricoltura. Il principe oltre che profanare la sacralità dei luoghi aveva anche ignorato le richieste di dissuasione mosse dalla stessa Dea, espresse sotto l’aspetto della propria sacerdotessa Nicippe, tanto da scatenare la punizione divina che lo ridusse appunto a mendicare per sempre nel tentativo di appagare la sua fame eterna.

RAPPRESENTAZIONE MEDIEVALE DEL PRINCIPE ERISITTONE NELL’ATTO DI ABBATTERE UN ALBERO “SACRO” A DEMETRA

Bene, il sindaco Colonna spinto forse dal desiderio di entrare nella mitologia – dato che già occupa una sua collocazione indiscutibile nella storia molese – ha sempre oltraggiato, sin dagli albori della sua attività di amministratore, la dea Demetra nonostante fosse stato periodicamente raggiunto da varie richieste di redenzione mosse da diversi concittadini.

Ma è nel corso dell’anno appena terminato, agevolmente definibile l’annus horribilis della storia del verde pubblico della cittadina molese, che il multi acculturato amministratore ha consolidato la sua crociata per eradicare il verde cittadino e diffondere la cultura del “non verde” secondo la quale gli spazi verdi devono essere sottoposti ad interventi di mera “pulizia”. A comando di fidati sacerdoti e cavalieri – giunta e consiglieri – e di un manipolo di opliti – tecnici comunali responsabili, giardinieri e ditte esterne lautamente pagate – il sindaco ha messo “a ferro e fuoco” la quasi totalità del verde comunale molese.  Poche le entità vegetali sfuggite, ancora per poco, alla sua furia vandalica: alcune aiuole (“Piazza dei Mille”, “Calvario”); gran parte delle alberature di platani e aceri di via De Gasperi e via Buonarroti, i filari di Melia azedarach del lungomare e di via Colombo. Ma è solo questione di tempo, qualche mattina ci sveglieremo e, ancora una volta, osserveremo ditte mercenarie nell’esecuzione d’interventi di capitozzatura ed eradicazione vegetale, senza controllo alcuno, dando così continuità ai disastri compiuti in precedenza come le feroci e inutili capitozzature delle tamerici del nostro lungomare e dei lecci di Piazza XX Settembre e Piazza degli Eroi (San Domenico).

POTATURA DI LECCI A CONFRONTO: Conversano

 

POTATURA DI LECCI A CONFRONTO: Mola di Bari

GLI ABBATTTIMENTI INDISCRIMINATI.  Eliminazioni ingiustificate hanno interessato numerosi alberi e arbusti adulti in varie zone della nostra cittadina dissolvendo di colpo la fornitura dei loro benefici (servizi ecosistemici): circa 45 palme (genere Washingtonia) – che avevano avuto la sfortuna di nascere spontaneamente nel fossato del castello – sono state letteralmente massacrate invece di essere trasferite in altre aree da destinare a verde pubblico; decine di conifere e latifoglie, ubicate in varie aree/spazi comunali, sono state eliminate a seguito di valutazione sommarie supportate a posteriori (eseguite dopo averle abbattute) da  valutazioni tecniche giustificative espresse da fantomatici tecnici specialisti di cui non è dato conoscere né l’identità né le competenze tecniche; qualunque forma vegetale presente nelle aiuole antistanti il viale d’ingresso al cimitero è stata eradicata triturando, tra l’altro, una storica siepe di Teucrium sp., estremamente resistente ai venti salini provenienti dal mare, sostituita da effimere piante di ciclamini già erose dal freddo; decine di piante, sia alberi che arbusti, ubicate in giardini scolastici indiscriminatamente eliminate  con il conseguente impoverimento degli spazi dedicati alla popolazione studentesca; improvvide rasature meccaniche di piante ubicate in aiuole e fasce di rispetto stradale e cosi potremmo continuare senza limiti …..

RESIDUI DI ALCUNE DELLE 45 PALME MASSACRATE ALL’INTERNO DEL FOSSATO DEL CASTELLO

LA LETTERA Al PREFETTO DI BARI.  Ma, le ambizioni mitologiche del nostro primo cittadino lo hanno persino indotto a proclamare la bontà della sua “green vision” inviando al Prefetto di Bari una lettera resa pubblica con un proprio comunicato stampa, n.87 del 26.11.2024, e redatta in risposta a due distinte segnalazioni del circolo molese di Lega Ambiente – 31.10.2024 e 11.11.2024 – che esprimevano sacrosante critiche sulle modalità di gestione del verde pubblico da parte dell’amministrazione Colonna.

Nella sua missiva di riscontro il sindaco Colonna rigurgita in maniera didascalica e apodittica una sequela di interventi e di attività svolte “con enormi sforzi” che, a suo dire, qualificherebbero l’operato della sua amministrazione nella gestione del verde pubblico.

Gli strumenti di pianificazione urbanistico – territoriale. Dalla lettura della missiva sindacale si rimane colpiti dal confuso, frammentato ed incompleto richiamo a strumenti di programmazione e pianificazione del verde pubblico comunale senza che sia fatto alcun chiaro riferimento alla loro reale esistenza ed applicazione operativa (stato dell’arte): “l’approvazione di provvedimenti di carattere pianificatorio e programmatorio” ……..” l’esistenza e conseguente attuazione del Censimento del Verde Urbano e del Bilancio arboreo 2018 – 2023”.

Non è dato capire se gli strumenti a cui il sindaco fa ermetico riferimento nella sua missiva esistono o sono in fase di approvazione, o se sono già attivi e quindi applicabili. E ancora, chi e quando li avrebbero comunque prodotti? In attesa di risposte da condividere con la cittadinanza, è giusto ricordare che l’impianto tecnico-normativo al quale il sindaco fa demagogicamente riferimento è previsto per legge da anni e costituisce un obbligo che le amministrazioni comunali avrebbero dovuto soddisfare da tempo. Tali iniziative, sempre che siano veritiere, non possono, quindi, considerarsi intuizioni innovative e lungimiranti della amministrazione Colonna.  Si può comunque ipotizzare che tali strumenti siano ancora nell’etere amministrativo del comune di Mola (Fantasyland) al pari di altri piani (Piano  Urbano della Mobilità Sostenibile, Piano delle Coste, Adeguamento del PRG al PPTR; Piano Regolatore del Porto; Piano Urbanistico Generale, ecc, ecc ) o in alternativa, se pur elaborati, risultano abbandonati in qualche cassetto comunale in quanto, se fossero stati implementati e resi operativi, non si sarebbero registrate le molteplici e continue malefatte a carico del nostro patrimonio verde.

Non avremmo infatti assistito ai disastrosi interventi di cui si è detto (capitozzature, abbattimenti ed eradicazioni indiscriminate), alle frequenti e pericolose cadute di alberi adulti, all’abbandono totale di nuove realizzazioni  verdi – alberature e cespuglieria –  in diverse aree di nuova urbanizzazione (vedi zona PIRP Cerulli) nonché all’attività senza guida dei due giardinieri comunali che, privi di indicazioni programmatiche e direttive esecutive, vagano nel paese eseguendo interventi isolati e spesso irrazionali.

PINI ADULTI CRISTALLIZZATI DA POTATURE (CAPITOZZATURE) CHE PARADOSSALMENTE INCREMENTANO IL RISCHIO DI CADUTE ARBOREE

Il Censimento del Verde. L’affermazione circa l “esistenza e conseguente attuazione” del censimento del verde ci confonde … ci lascia smarriti. Se un censimento del patrimonio del verde comunale esistesse realmente e fosse stato eseguito in maniera corretta – avrebbe trasferito una serie d’informazioni tecnico operative che avrebbero di fatto impedito gli infiniti disastri e inadempienze delle amministrazioni Colonna in materia green. Il censimento del verde non ha un carattere statico, non è una semplice fotografia di ciò che esiste ma impone delle indicazioni programmatiche (carattere dinamico) propedeutiche all’elaborazione degli strumenti di pianificazione e gestione come il Piano del Verde (comunque non citato dal nostro Sindaco). Per esempio, di fronte ad un censimento del verde ben fatto, le velleità mitologiche di Colonna sarebbero molto fievoli ed incerte poiché le elaborazioni censuarie avrebbero individuato, con metodologie certificate e non attraverso valutazione soggettive di tecnici non specialisti, gli alberi da abbattere. In realtà a Mola si continua ad abbattere piante sane e stabili lasciando invece in vita alberi ad alto rischio di caduta e/o sbrancamento sui quali si dovrebbe intervenire con urgenza!!!

Se esistesse un censimento del verde conosceremmo anche le piante monumentali e le alberature storiche da sottoporre a rigorosa tutela, avremmo contezza delle piante aliene che dovrebbero essere invece eradicate …….. e così via.  Ma di tutto ciò, a Mola, non esiste traccia a meno che ci sia sfuggito qualcosa.

Il Regolamento Comunale del Verde “Ora al lavoro per una radicale riforma del Regolamento del verde, approvato nel 2008 e pertanto anacronistico”…….. Ma come è possibile esplicitare tali affermazioni? Come è possibile rinnegare uno strumento prescrittivo esistente, in vigore, e del tutto autonomo – come tutti i regolamenti comunali – dagli strumenti di piano e di programmazione di settore che la normativa nazionale impone? Forse al sindaco Colonna sfugge che, in attesa di una eventuale integrazione del Regolamento alla “nuova” normativa nazionale (certamente più restrittiva), tale strumento costituisce – e costituirà – ancora un riferimento certo, da rispettare, anche in virtù della considerazione che si tratta di un regolamento del verde, ancora oggi, tra i migliori in ambito regionale!!

Ma presumibilmente le dichiarazioni riguardanti la sua obsolescenza sono tese a confondere le idee ai cittadini e a giustificare l’operato irrazionale delle amministrazioni Colonna che hanno sempre ignorato e calpestato i suoi contenuti prescrittivi. E’ mai possibile che il “Green Colonna Group” non riesca a capire questioni elementari quali, ad esempio, la dannosità delle capitozzature e delle cimature di alberi a portamento colonnare, ritenute ormai azioni criminali a livello internazionale e quindi vietate dai regolamenti comunali di tutta Italia, dalla normativa nazionale e dall’impianto tecnico elaborato del Ministero dell’Ambiente?

Il Bilancio Arboreo 2018-2023 Il Sindaco Colonna ha anche citato il Bilancio dl Verde presentandolo come se fosse un’altra sua grande intuizione amministrativa dimenticando però che tale elaborato è un obbligo per il primo cittadino che deve pubblicarlo al termine del suo mandato quinquennale (per esattezza due mesi prima). Quindi si tratta di un bilancio che il nostro primo cittadino avrebbe dovuto rendere disponibile al termine del suo primo mandato (2023). Parlarne oggi appare, quindi, l’ennesima “Colonnata” volta a impressionare e scompigliare le coscienze dei propri cittadini che vengono sempre più allontanati dalla possibilità di partecipazione attiva comunitaria e dall’opportunità di migliorare la propria consapevolezza ambientale.

La Forestazione Urbana

Tra le numerose corbellerie enunciate dal Sindaco Colonna nel corpo della missiva inviata al Prefetto di Bari possiamo agevolmente affermare che la maggiore riguarda il riferimento all’intervento di forestazione urbana finanziato dal PNRR e di competenza della Città Metropolitana di Bari che per i prossimi 5 anni consentirà al comune di Mola di Bari di ricevere 5000 nuove alberature”. Ora, senza entrare nel merito dei contenuti generali del progetto proposto dall’ente sovracomunale, è facile constatare l’assenza totale di una contestualizzazione dell’intervento alla realtà molese. Siamo di fronte all’ennesimo progetto calato dall’alto senza alcuna constatazione preliminare da parte dei tecnici “verdi” del nostro comune, tanto osannati dello stesso sindaco, che avrebbero dovuto appurare, in concertazione con gli “esperti” incaricati dall’ente sovracomunale, lo stato dei terreni interessati e procedere (o richiedere) l’effettuazione di operazioni preliminari essenziali per la buona riuscita della piantumazione.

GROSSOLANA PIANTUMAZIONE A FILARI DELLE PLANTULE FORESTALI NELL’’INTERVENTO DI FORESTAZIONE” FINANZIATO DAL PNRR

Un suolo compatto, asfittico, non lavorato da decenni, inquinato da materiale di risulta di varia natura (macro e micro plastica, pietrame di varia natura e dimensioni, vetro, ecc.), infestato da piante e semi di erbacce, non risulta idoneo ad accogliere esili alberi e arbusti alti pochi decimetri nel migliore dei casi.

Gli esecutori non hanno eseguito alcuna preparazione del suolo e si sono limitati ad eseguire dei solchi grossolani dove hanno piantumato delle povere plantule che non potranno mai sopravvivere alle condizioni limitanti del contesto pedologico: squilibrio totale tra le potenzialità di attecchimento e le condizioni edafiche del suolo. Ma non soddisfatti del misero livello qualitativo dell’intervento di piantumazione e spinti dalla loro tipica arroganza e presunzione tecnico amministrativa, non hanno realizzato conche per l’irrigazione  e alcuna sistemazione fondiaria che possa agevolare la movimentazione delle autobotti a cui è demandata l’irrigazione di soccorso per i primi anni. 

Hanno, in definitiva, certificato il decesso futuro delle piante in analogia a quanto accaduto con il precedente intervento di forestazione urbana nella cosiddetta zona dei” Campetti” completamente fallito (circa 1000 piante abbandonate a se stesse) di cui il Sindaco Colonna ha ormai rimosso dalla sua memoria e dalla sua coscienza di amministratore… “ambientalista”.

Che etica esiste in comportamenti di questo tipo anche in considerazione del forte impatto diseducativo che generano nelle giovani generazioni?

Lascio ai concittadini molesi, lo spunto per elaborare un proprio giudizio su questa innata e consolidata capacità delle amministrazioni Colonna di presentare come azione meritoria la congiunzione tra lo sperpero di danaro pubblico e il massacro di innocenti esseri viventi.

L’ENNESSIMA FOTO “SENZA PUDORE” SCATTATA IN OCCASIONE DELLA PIANTUMAZIONE DEI MILLE MARTIRI DELLA “ZONA CAMPETTI”

 Le nuove piantumazioni.  “ …… A ciò si aggiunge che ogni abbattimento è stato seguito da ripiantumazione di nuove specie, più aderenti alle caratteristiche delle aree”.  Questa autorevole affermazione conferma il sospetto che il sindaco e la sua celebrata “green équipe” ignorino del tutto il significato di un bilancio arboreo che non può essere limitato ad un mero confronto numerico tra le piante abbattute e quelle ripiantumate. Se fosse così semplice anche gli alunni della scuola primaria potrebbero amministrare il paese!!

In termini ambientali un albero adulto non è paragonabile ad un albero di pochi anni d’età in termini dei benefici ambientali e paesaggistici in quanto il primo, grazie ad uno sviluppo e volume di chioma maggiori, fornisce dei servizi ecosistemici più intensi e stabili. Ci vorranno diverse decadi per recuperare l’efficienza dissolta, sempre che le manutenzioni siano condotte correttamente per un periodo di tempo pari all’età della pianta eliminata e che pianta di nuova piantumazione sia di qualità accettabili.

Ovviamente anche quest’ultimo aspetto sfugge al sindaco e ai suoi ausiliari i quali sembrano ignorare la necessità di verificare la qualità vivaistica, in termini di requisiti standard, delle piante da destinare alle nuove piantumazioni.  

Nello scorso novembre, ad esempio, in sostituzione di due fallanze (piante morte) nell’alberatura di Melia azedarach ubicate tra il Lungomare e via Colombo sono state messe a dimora due nuovi alberi – di un certo costo date le loro dimensioni – che presentano anomalie che avrebbero dovuto impedire la loro commercializzazione: estese fessurazioni longitudinali corticali, deformazioni dell’asse principale, necrosi legnosa in corrispondenza di vecchi tagli di contenimento effettuati nella lunga sosta in vivaio, ecc. 

LA QUALITÀ VIVASTICA DELLE NUOVE PIANTE ORGOGLIOSAMENTE PUBBLICIZZATE DALLA PROPAGANDA COMUNALE: a) PROFONDE FESSURAZIONI CORTICALI; b) ROVINOSE DEFORMAZIONI ASSIALI

Ora, ammettendo la buona fede del fornitore (ipotesi difficile da sostenere) come è possibile che la “stazione appaltante” cioè il Comune non sia stato capace di rendersi conto che le piante consegnate erano inaccettabili in quanto già compromesse nella loro struttura e fisiologia? Vergogna assoluta!!

Anche il peggiore dei giardinieri avrebbe potuto rendersi conto delle evidenti anomalie delle due piante, che in realtà rappresentano uno scarto vivaistico non commercializzabile. Così Mola continua ad essere il luogo dove tutto è possibile, dove aziende esterne possono arricchirsi in maniera impropria a discapito delle nostre finanze e del nostro patrimonio territoriale.

Costi e Investimenti maggiori per il Settore del Verde. Appare veramente arduo capire se il Sindaco Colonna non si renda conto che richiamare un maggiore impegno finanziario per la gestione del verde sia controproducente per la sua immagine:l’assunzione di due giardinieri comunali, l’acquisizione di mezzi e attrezzature utili alla mansione lavorativa che stanno apportando notevoli benefici alla gestione del verde pubblico, l’aumento degli investimenti relativi al Titolo I e Titolo II riguardanti la manutenzione del verde nettamente superiori a quelli stanziati sino al 2018…”.

Tali declami peggiorano il giudizio amministrativo e politico nei confronti della sua amministrazione in quanto a fronte di maggiori costi e impegni finanziari non si registra alcun miglioramento gestionale del verde ma al contrario si osservano continui interventi che si concretizzano in un depauperamento del patrimonio verde. Quindi c’è poco da gongolarsi nel dichiarare che l’amministrazione comunale molese dedichi oggi maggiori risorse nella gestione del verde, piuttosto c’è da vergognarsi.

La Solita Illusione Demagogica e Diseducativa 

Nella storica missiva, l’apice della irrealtà viene raggiunto con affermazioni autoreferenziali: “Riteniamo che l’impegno dell’Amministrazione comunale sia davvero finalizzato a divulgare la sensibilità ambientale e la cultura del rispetto dell’albero e del verde, tutelare il verde e considerarlo fattore di miglioramento della qualità di vita dei cittadini”.

Siamo alle solite espressioni forbite ma prive di contenuti dato che in tutti questi anni di “cantiere civico” il verde è stato trucidato e non vi è stato un solo momento di partecipazione e condivisione popolare concreto in materia di verde e di ambiente. Quelle rare iniziative verdi in cui le amministrazioni colonniane hanno coinvolto senza pudore le giovani generazioni scolastiche sono state condotte in maniera impropria (vedi intervento di forestazione dei “Campetti” di via De Gasperi, le piantumazioni di giovani ulivi in giardini scolastici ormai colonizzati da conifere, ecc.) e quindi risultano del tutto diseducative ed irrispettose della vita vegetale.

In realtà, le amministrazioni Colonna hanno sempre manifestato estrema insensibilità e ignoranza ambientale nel governare il territorio molese. Limitandoci alla questione del verde pubblico e dimenticandoci per qualche minuto (il tempo richiesto per la lettura di queste note) della discarica Martucci, dell’abusivismo costiero sciatto e diffuso,  dell’erosione della costa, della variante della SS 16, del canile lager, della traffico cittadino incontrollato e diffusore di aerosol  inquinanti e cancerogeni, del porto “cloaca” e di tutti gli altri bubboni ambientali che per motivi di spazio evito di richiamare in toto, le amministrazioni Colonna sono state capaci di codificare modelli gestionali del tutto irrispettosi delle esigenze delle piante e dei benefici ecosistemici che le stesse sono in grado di fornire.

L’INTERVENTO IN CONSIGLIO COMUNALE DEL 4 DICEMBRE 2024

In occasione del consiglio comunale del 4 dicembre scorso il Sindaco Colonna, non soddisfatto della superficialità della comunicazione “DOSSIER” inviata al Prefetto di Bari, ha rincarato la dose rispondendo, seraficamente ma in modo improprio, ad una flebile interrogazione mossa da un rappresentante della minoranza. Ma andiamo con ordine, limitandoci al surplus che il Colonna ha rilasciato verbalmente in Consiglio Comunale rispetto ai contenuti espressi nella missiva inviata al Prefetto di Bari e già analizzati in precedenza.

In primo luogo, dopo aver manifestato disappunto nei confronti delle dichiarazioni di Legambiente molese e aver giustificato il suo conseguente  “DOSSIER” inviato al Prefetto di Bari, il primo cittadino ha richiamato una teoria alquanto sconcertante a giustificazione delle innumerevoli azioni delittuose commesse nel corso degli anni a carico del patrimonio verde cittadino giustificandole con la scarsa disponibilità finanziaria oggi fortunatamente colmata: “Se avessimo avuto in tutti questi anni, anche in anni della mia precedente amministrazione, l’attenzione e gli investimenti finanziari che oggi questa amministrazione sta mettendo sulla manutenzione del verde, NOI non saremmo arrivati a scelte dolorose, ma necessarie nonché indispensabili e come dire … ineludibili dal punto di vista tecnico perché alla manutenzione straordinaria, salvo casi che riguardano le intemperie, cause di forza maggiore, si arriva per mancanza di manutenzione ordinaria”.

Bene, un’altra teoria per confondere la realtà e giustificare gli interventi straordinari irrazionali eseguiti, così come accadde nella prima amministrazione Colonna quando l’assessore Berlen, rispondendo alle critiche mosse a seguito di devastanti interventi di tagli e abbattimenti di alberi all’epoca compiuti, cercò di teorizzare, sempre in seno ad un consiglio comunale, l’inutilità deli interventi ordinari rispetto a quelli straordinari!!

Ora, al di là delle insane teorie che disconoscono i principi universali della gestione manutentiva di qualunque tipo di patrimonio, la questione sostanziale riguarda la difficoltà delle amministrazioni Colonna di riconoscere che, in ogni caso, l’intervento straordinario deve essere considerato un evento eccezionale e comunque da eseguirsi nel rispetto dei principi tecnico scientifici della materia interessata. Questo è il loro grande limite: incapaci di programmare nel tempo gli interventi ordinari manutentivi – che nel loro complesso risulterebbero sempre meno onerosi ma più efficaci rispetto al singolo intervento straordinario – effettuano interventi eccezionali tecnicamente improponibili. Non è questione di disponibilità finanziarie ma di incapacità politica e gestionale.

Delle spiegazioni alle teorie manutentive sul verde pubblico prodotte in forme e tempi diversi dalla coppia Colonna/ Berlen potremmo ricercarle analizzando l’Accordo Quadro del Verde, semplicemente citato dallo stesso Sindaco Colonna nella sua ultima dissertazione in Consiglio Comunale e apparentemente dimenticato nella comunicazione al Prefetto? Improbabile, almeno nell’immediatezza della nostra domanda.

Sembra infatti che i dettagli dell’Accordo Quadro del Verde, il cui costo annuo si attesta intorno ai 140 mila euro, non li conosca nessuno ad eccezione, devo supporre, dell’assessore Liuzzi e del Sindaco. Non mi risulta ci sia stato un momento in cui tale strumento di gestione sia stato presentato al Consiglio Comunale e alla Comunità (Mi scuso sin d’ora se mi è sfuggito qualcosa).

In ogni caso, posso dedurre che si tratti di accordo “a maglia larga”, sottoscritto tra l’amministrazione Colonna e una ditta specializzata nella manutenzione del verde contenente i riferimenti gestionali per il verde urbano cittadino? Si tratta forse di un surrogato dei piani di gestione e di programmazione previsti dalla normativa di settore e richiamati disordinatamente dal Colonna nella sua missiva al Prefetto?

Ma non è forse utile per la politica locale (un particolare riferimento alla minoranza in seno al Consiglio e alle varie commissioni che direttamente o indirettamente sono interessate al verde pubblico) e per i cittadini fornire pubblicamente i contenuti e la natura amministrativa di tale accordo e non limitarsi alla sua pubblicazione sull’albo pretorio del Comune che, come spesso accade, può essere sfuggita a gran parte dei cittadini? Dalla sua lettura potremmo ad esempio acquisire informazioni su “chi deve fare cosa”. Potremmo anche capire se esiste congruità tra il costo annuo e le attività previste in capo alla ditta firmataria. Forse capiremmo anche se i criteri applicati per la selezione della ditta esecutrice siano conformi alla nuova normativa nazionale che impone il riferimento a criteri alquanto selettivi.

Sono certo che nel corpo di tale accordo potremmo anche trovare qualche risposta che possa farci capire come sia possibile eseguire, senza un responsabile, interventi green inetti e devastanti.

Ma il sindaco Colonna, da buon amministratore della “res publica”, nel corso del suo improvvido intervento in consiglio comunale, ci ha anticipato una risposta che ci rasserena “ …Questa non è una amministrazione che ha voglia e il piacere di abbattere alberi ma piuttosto ha la voglia e il piacere di mettere in sicurezza , cosi come stiamo facendo in piazza Fleming, cosi come stiamo facendo sul Lungomare,  cosi come stiamo facendo nelle scuole, così come continueremo nelle prossime settimane, perché anticipo che inizierà la seconda fase di messa in sicurezza degli spazi cosi come stanno facendo tutti i comuni virtuosi”.  

Quindi dobbiamo rasserenarci per due ordini di motivi. In primo luogo, è rassicurante prendere atto che ciò che è sfuggito all’irrazionalità degli interventi (capitozzature, cimatura, abbattimenti, errate piantumazioni, ecc.) sarà interessato nelle prossime settimane ad analoga attenzione da parte dei due giardinieri e/o della ditta coinvolta nell’ accordo quadro di cui si è detto.  Inoltre, noi molesi dovremmo inorgoglisci prendendo atto che il Sindaco Colonna, ritiene che Mola di Bari sia un comune virtuoso anche se appare arduo capire il perché……..

Infine, in relazione all’intervento di forestazione urbana finanziato dal PNRR, già richiamato in precedenza, il Sindaco si è permesso di offendere la comunità molese sostenendo che nell’ultimo periodo molti concittadini si sentono agronomi e/o forestali, capaci quindi di criticare l’intervento green al pari di quanto accade durante i campionati internazionali calcistici quando chiunque si sente allenatore autorizzato a elaborare critiche e consigli tecnici per la squadra nazionale.  

Ma come può il primo cittadino di una comunità rilasciare dichiarazioni di questo tipo? Come si permette il signor Colonna di ironizzare, come se fosse in un talk show, sulla libertà di critica espressa tra l’altro in maniera motivata e giustificata?

Il Colonna, dovrebbe fissare nella sua mente, una volta per tutte, che non c’è bisogno di essere tecnici specialistici (agronomi, forestali, ecc.) per valutare l’oggettiva irrazionalità degli interventi “verdi” condotti nel nostro territorio comunale e quindi dovrebbe capire che le lacune esecutive dell’intervento di forestazione urbana sono così evidenti e irrispettose dei basilari principi di arboricoltura che chiunque sarebbe in grado di muovere critiche sull’operato green eseguito: anche un semplice e “ignorante” cittadino !!

Così, dopo aver deriso parte della comunità molese e i consiglieri astanti, il Colonna si è lanciato nella lettura pedissequa dei contenuti di “documenti ufficiali del piano di gestione” quinquennale …. allegati al capitolato del bando di gara della Città Metropolitana” ritenendo furbescamente di asfaltare definitivamente le critiche mosse sino ad oggi.

Limitandoci alle azioni preliminari e alla stessa piantumazione, teoricamente già eseguite e che possono quindi essere oggettivamente valutate, possiamo agevolmente affermare che gran parte delle stesse non è stata mai realizzata o se lo è stata, la loro esecuzione è da ritenersi compiuta in maniera maldestra.  La lettura in aula consigliare non fa onore al nostro primo cittadino poiché disconosce lo stato dei luoghi rispetto a quanto previsto “a tavolino” dai contenuti progettuali e non esonera la politica e l’amministrazione comunale dalle proprie (cor)responsabilità dell’insuccesso dell’opera.

CONCLUSIONI

Lascerei al potenziale lettore l’elaborazione di eventuali conclusioni ritenendo, tuttavia, che in attesa che la comunità molese elabori un giudizio politico e amministrativo asettico e coscienzioso, non ci resta che sperare che la Dea Demetra possa procedere nel condannare il Sindaco Colonna al perpetuo girovagare alla ricerca di cibo per saziare la sua inappagabile fame.  

(L’immagine di copertina è composta da immagini, in foto e video, attinte dalla pagina del Gruppo “Per fare un fiore”, riferite all’abbattimento di diversi alberi presso la Scuola dell’infanzia “L’Albero Azzurro” di Via Aldo Moro, e da un’altra che documenta l’abbattimento di alberi nel quartiere “Cozzetto”)

2 COMMENTI

  1. No solo il cambiamento del clima creato i maggior parte dall’uomo
    Sil’uomo ingordo che guadagnare miliardi rovina la natura
    Poi ci sono persone che non credono al verde della natura
    Condilo Sindaco Colonna di Mola di Bari!
    Gente così bisogna combatterla con tutta la forza!!
    Ianatura piena di meravigliosi verdi prati ed alberi che aiutano ada vita all’essere umano
    🌹❤️.
    Donato

  2. Pur non avendo competenza specifica sull’argomento ma dotato di normale spirito di osservazione avevo notato l’assurdità di certe iniziative sul verde.
    Avevo pensato che, non ritenendomi dotato di conoscenza su motivazioni tecniche, vi fossero valide giustificazioni per lo scempio fatto su verde esistente e l’assurdità di collocazioni in siti non idonei, di piantine abbisognevoli, quanto meno, di un minimo sistema di irrigazione funzionante ed attivato.
    Mi rendo conto di essere stato un pessimo cittadino attento alle cose della comunità, nell’aver avuto fiducia nelle qualità, capacità e volontà di gestione delle regole tecniche, funzionali ed amministrative possedute e utilizzate dagli addetti ai lavori, dal più alto in carica al più basso esecutore dei lavori.
    Mi auguro che oltre me, altri cittadini si rendano conto delle capacità delle figure nelle cui mani, operative o decisionali, preposte a gestire il verde del paese, hanno affidato tale patrimonio vivo..

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