sabato, 5 Settembre, 2026
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Mola di Bari

IMPIANTO SPORTIVO “CITTA’ DEI RAGAZZI”: LA “COMUNITA’ FRONTIERA” SI TRASFORMA IN SOCIETA’ IMPRENDITORIALE. ECCO IL PROTOCOLLO D’INTESA CHE VOTERA’ IL CONSIGLIO COMUNALE. ANCHE LE “FIAMME ORO” DELLA POLIZIA TRA I SOTTOSCRITTORI

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Si precisano i contorni, finora nebulosi, del grande impianto sportivo realizzato a San Materno in adiacenza alla “Città dei Ragazzi” gestita da Padre Giuseppe De Stefano. Intanto, dopo le anticipazioni di “Mola Libera”, si è appreso dall’Agenzia ANSA che la struttura sarà inaugurata lunedì 30 ottobre, alle ore 15:00, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il Sindaco Colonna e Padre Giuseppe avevano finora tenuto riservata la notizia, sebbene fosse stata perfino avvistata da numerosi cittadini la presenza di diversi mezzi militari dell’Esercito, con personale che ha montato una grande tensostruttura con telo mimetico di copertura. Probabilmente, servirà in occasione dell’inaugurazione quale protezione per le Autorità presenti, ma potrebbe anche essere utilizzata in seguito se non verrà smontata. Ecco il protocollo d’intesa che, al di là delle tante parole di circostanza, tratta della cessione di un ulteriore suolo comunale alla “Comunità Frontiera” per ulteriori ampliamenti, probabilmente per la realizzazione di un ristorante a servizio del centro sportivo ovvero per attività di formazione nell’ambito delle attività ricettive. Mancano comunque le attività concrete e specifiche a favore dei giovani e delle scuole molesi, se non generiche enunciazioni per la prevenzione della devianza giovanile. Le attività sportive, in una logica aziendale, verranno quindi anche offerte sul mercato a pagamento?

La Comunità Frontiera Lillo Zarba e Vincenzo Fontana ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), cioè senza scopo di lucro, ha dato vita ad una impresa Sociale s.r.l. denominata “Comunità Frontiera s.r.l.” di cui l’Associazione Comunità Frontiera Lillo Zarba e Vincenzo Fontana onlus è socio unico. Successivamente la Onlus si è trasformata in E.T.S., cioè Ente del Terzo Settore.

E’ quanto si apprende leggendo il protocollo d’intesa contenuto nella proposta di delibera che verrà discussa e votata, venerdì prossimo, dal Consiglio comunale di Mola di Bari.

In particolare, dal Registro delle Aziende, risulta che la Comunità Frontiera Impresa Sociale – S.R.L. è iscritta con codice ATECO 93.11.90 Gestione di altri impianti sportivi nca, partita IVA 08675000726, costituita il 18 marzo 2022, con indirizzo SP 111 CONTRADA SAN MATERNO, 92.

L’inaugurazione della “Città dei ragazzi”, avvenuta il 15 settembre 2011

In sostanza, ora le attività operative della Comunità Frontiera assumono valenza direttamente imprenditoriale e, pertanto, non possono più essere annoverate nello specifico tra le attività di carattere esclusivamente religioso e socialmente benefiche, senza scopo di lucro. Potranno perfino essere distribuiti utili, anche se con le limitazioni specifiche contenute nella riforma del Terzo Settore.

Quindi, la domanda sorge spontanea, al di là di tutti i legittimi e ottimi buoni propositi enunciati in più punti del Protocollo d’Intesa con il Comune di Mola di Bari: perchè creare un’azienda per fare del bene?

Probabilmente perchè le attività del Centro sportivo, come numerose fonti molto attendibili hanno rivelato a “Mola Libera”, verranno erogate solo parzialmente in maniera gratuita ai fini del recupero della devianza giovanile, mentre per altri versi esse verranno collocate sul libero mercato dell’offerta sportiva.

Sicuramente, come è specificato nel Protocollo, ad usufruirne saranno le “Fiamme Oro” della Polizia di Stato che sono tra i firmatari, ma che, ovviamente, per gli allenamenti dei suoi atleti di sicuro prestigio, dovranno stabilire una convenzione con la società commerciale creata dalla Comunità Frontiera, sicuramente a titolo oneroso, poichè una s.r.l. (società a responsabilità limitata) funziona con costi e ricavi e se va in passivo per più esercizi è soggetta alle leggi sul fallimento societario.

Padre Giuseppe De Stefano. E’ lui l’Amministratore della società a responsabilità limitata (S.R.L.) creata ad hoc per la gestione dei nuovi impianti sportivi?

In un quadro di carattere imprenditoriale ci saranno anche spazi sicuramente, come stabilito dalla nuova normativa per il Terzo settore nel caso di enti di carattere religioso, per le attività sociali, nello specifico per il recupero della devianza giovanile.

Tuttavia, al momento, la presenza della Comunità Frontiera pur se altamente meritevole sotto il profilo di tale recupero non sembra aver inciso in maniera significativa sul tessuto sociale cittadino.

Quanti sono, infatti, i giovani molesi assistiti dalla Comunità? E perchè nonostante questa presenza la tossicodipendenza, la ludopatia, la microcriminalità e la manovalanza a favore della delinquenza organizzata tra i nostri giovani è aumentata in maniera esponenziale? 

D’altra parte, è lo stesso protocollo d’intesa a riportare a pag. 7:

PRESO ATTO che dopo 11 anni di attività, si deve riscontrare che:
➢ sul piano delle devianze minorili e giovanili, una particolare incidenza legata al consumo ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, le cui vittime primarie sono i minori, utilizzati talvolta per delinquere;

Pertanto, più che un grande complesso sportivo, ulteriormente espandibile con l’acquisizione di un altro terreno comunale confinante con i suoli della Comunità, come previsto nella proposta di deliberazione, ci saremmo aspettati che la Comunità si facesse “Chiesa in uscita”, come Papa Francesco chiede da tempo ai religiosi e ai laici della Chiesa Cattolica, ovvero una presenza diretta e immediata all’interno del tessuto sociale, nella vita di tutti i giorni, non dall’alto di una collina che, peraltro, ha diritto ad essere preservata nella sua dimensione storica, paesaggistica e naturalistica, senza ulteriori cementificazioni sia pure a fini sociali.

Anche questo – ci permettiamo sommessamente di far presente a S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Vescovo della nostra diocesi – può essere un limite della nuova iniziativa non un suo punto di forza.

Sappiamo di andare controcorrente e che ci presteremo a numerose critiche, anche da parte dei politici, oltre che delle persone che da sempre, giustamente, credono nell’azione sociale della Comunità Frontiera. Ma il dovere di un giornale libero e indipendente non è quello di aderire acriticamente ad ogni iniziativa che, astrattamente, possa essere giudicata positiva. E’ anche quello, insieme all’informazione oggettiva che forniamo attraverso la pubblicazione di atti amministrativi ufficiali, di esercitare un nostro diritto: la libertà di critica costituzionalmente protetta dall’art. 21 della Costituzione.

In tal senso, ripetiamo: la creazione di un grande centro sportivo è SEMPRE un’attività meritoria e benefica perchè lo sport è utilizzo positivo delle energie giovanili, è educazione al rispetto degli altri, è una delle leve fondamentali per la formazione della personalità adulta.

Ma, al tempo stesso, ci permettiamo di voler capire come questo complesso sportivo – che sarà gestito con i criteri di un’impresa – potrà apportare i suoi benefici alla comunità locale: purtroppo, nel Protocollo d’Intesa non sono indicate le modalità e le finalità specifiche di utilizzo a favore dei giovani molesi, in particolare verso le scuole molesi di ogni ordine e grado e gli uffici comunali che si occupano, tramite gli assistenti sociali, di devianza minorile.

Ora al di là di un elenco eccessivo, spesso ridondante, di attività da seguire, in ogni campo della vita sociale, praticamente impossibile da perseguire, contenuto nel Protocollo d’Intesa, chiediamo: sarà organizzato un accesso libero e gratuito agli impianti da parte delle scuole molesi che, purtroppo, non hanno quasi mai palestre adeguate e mezzi sufficienti per l’educazione fisica?

Come verranno individuati, comunque, i soggetti fragili e meritevoli di assistenza e di recupero? Come verrà affrontato il disagio sociale giovanile che si concentra soprattutto in alcune zone cittadine, come il borgo antico, la villa comunale di San Domenico e alcune periferie, di concerto con il Comune di Mola?

Sono queste le risposte che ci aspettiamo dalla Comunità Frontiera e dal nostro Sindaco, non generiche enunciazioni e celebrazioni auto referenziali. 

La misura del successo dell’iniziativa sta nello strappare alla delinquenza organizzata la manovalanza costituita da giovani sbandati, nel disseccare le vie dello spaccio e del consumo della droga e del gioco d’azzardo, nel demitizzare il richiamo sanguinario alla violenza e alla crudeltà perfino sui poveri animali indifesi, come accaduto, nei giorni scorsi, con un gattino dato alle fiamme in una struttura scolastica comunale abbandonata. 

Attendiamo di sapere, in un confronto dialogico tra libera stampa ed enti politico-amministrativi e quelli sociali del Terzo settore, ancorchè religiosi. Lo chiediamo con il massimo rispetto e tutta la considerazione che si deve ad autorità e persone impegnate per assicurare il bene comune.

D’altronde, se, con il Protocollo d’intesa, vi è l’impegno della Comunità Frontiera, peraltro trasformato in attività imprenditoriale, a svolgere un’azione pervasiva e totalizzante in ogni settore della vita sociale cittadina e comprensoriale, occupandosi di funzioni tipicamente demandate agli enti locali, quale senso amministrativo e gestionale continua ad avere il “Piano sociale di zona” tra i comuni di Mola, Rutigliano e Noicattaro? 

Chi si occuperà di cosa? Non sarà per caso la solita propensione italica a riempire i documenti ufficiali di logorroici buoni propositi burocratici che poi restano inevitabilmente sulla carta, lasciando delusione, disillusione e amaro in bocca ai cittadini più bisognosi?

E, inoltre, quale sarà l’impegno nel campo sportivo e della formazione sportiva del nostro Comune se tante attività verranno, di fatto, erogate dal complesso della Comunità Frontiera s.r.l.? Significa che, ad esempio, il disastrato, fatiscente, abbandonato e pericoloso stadio comunale sarà lasciato allo stato di rudere alla memoria di una classe politica parolaia quanto inconcludente? E della tanto vagheggiata piscina comunale che ne sarà? E delle palestre scolastiche? E dello stesso campo “Caduti di Superga” che, appena ristrutturato, già mostra i segni dell’incompletezza e inefficienza in alcune sue parti strutturali fondamentali?

Sono tutti interrogativi ai quali dovrebbero innanzitutto rispondere, per Mola, il Sindaco Giuseppe Colonna, l’Assessora ai Servizi sociali Lea Vergatti, nonchè gli stessi consiglieri comunali che saranno chiamati a discutere e approvare il Protocollo d’intesa con la Comunità Frontiera.

Intanto, per completa informazione dei nostri lettori, alleghiamo il Protocollo d’Intesa che sarà discusso e votato nella prossima seduta del Consiglio comunale di venerdì 27 ottobre, con il seguente punto all’ordine del giorno: “Centro di prevenzione del disagio giovanile. Progetto “I ragazzi per la città”. Approvazione del protocollo d’intesa”.

Ecco la proposta di deliberazione sottoposta al Consiglio comunale, con il protocollo d’intesa:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

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