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IN RICORDO DI ARTURO CUCCIOLLA, GRANDE ARCHITETTO BARESE

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Un ritratto di Arturo Cucciolla, architetto e docente universitario, tra le migliori e più lucide menti espresse da Bari e dalla Puglia, tracciato dallo scrittore e artista Piero Fabris.

ARTURO CUCCIOLLA, LA COERENZA E L’ONESTA INTELLETTUALE

Ironica la sorte, tu che non amavi la retorica, sei stato ricordato con fiumi di parole che ti avrebbero nauseato.

Il giorno del tuo commiato, un afoso venerdì 20 di agosto, il rumore di certe frasi rimbombavano stonate, sembravano raggranellate per dovere istituzionale, un atto dovuto per un cittadino che sognava Bari non solo bella ma a misura d’uomo.

Ho davanti agli occhi l’immagine di te, nonno che, mano nella mano ai nipotini, camminava lento tra le bancarelle, cercando i termini più adatti per farsi capire.

Riconobbi in quell’occasione non solo il docente universitario, quanto l’uomo appassionato, colui che desidera trasmettere la memoria, colui che rispetta gli altri e ne riconosce il valore.

Esclamavi: “È Bari vecchia il monumento!” E così dicendo mostrasti un progetto che la esaltasse; la sottraesti a chi voleva raderla al suolo per consegnarla a palazzinari, togliendola alla gente che l’abitava.

Tu eri un artista, un architetto, tra i pochi che ancora amava disegnare i propri propositi.

Immaginavi la tua città fatta di servizi per i suoi abitanti che si incontrano e dialogano. L’umanità come valore. La città come luogo dell’arricchimento. Preferivi la piazza ai salotti.

Eri il compagno di strada che osservava e guardava lontano; continuavi a sognare spazi come parchi lì dove “altri” pensavano solo a parcheggi che assediano la metropoli. Eri schietto, critico, a volte sarcastico, ma sincero e, comunque non vi era dicotomia tra le tue opere e le tue visioni.

Coerente con le tue idee, combattevi perché scorressero rosse e vitalizzanti, come il sangue nelle arterie, quelle ottiche gramsciane, un vero inciampo per molti che si gonfiano termini come: bene comune e legalità.

Sapevi essere scomodo, non senza difficoltà! Immaginavi case a misura d’uomo, periferie ben servite e non quartieri ghetto nei quali occultare gli ultimi, per essi costruivi ponti perché si elevassero.

Avresti buttato giù agglomerati di case popolari, costruite sull’onda dell’emergenza per sostituirle con costruzioni che fossero degne degli esseri. A te non piacevano le sfumature di grigio dove annegano i bisogni del popolo e nemmeno i titoli. Per tutti eri semplicemente Arturo.

Ricordo il tuo star tra gli intervenuti alla libreria Laterza, eri seduto accanto a Franco Cassano, ascoltavi attento, mentre altri parlavano del loro sessantotto facendo dotte citazioni. Tu Ascoltavi con gli occhi vispi al domani che per troppi era ancora nebuloso.

E oggi mi torna in mente la tua mostra al museo civico, più un puzzle di testimonianze, affidate a degli scatti che slogan. Mi dicesti di non sentirti un fotografo, ma in quei ritratti di vita vissuta, si sentiva la forza del curioso ricercatore, attento ai segni della storia.

Per me eri soprattutto il fratello di Roberto che cercava di sostenerlo, non solo con la presenza muta e calorosa, ma con i succhi di frutta che gli preparavi. Oggi comprendo, quando ti chiedevo di scrivere su di lui e tu mi rispondevi: “Non ci riesco”.

Scrivevi e cancellavi righe in un andirivieni di pensieri che si arrotolavano e srotolavano continuamente. Raccogliesti tutto il tuo affetto e il trambusto interiore, in quella foto sorridente che tenevi in bella vista sullo scaffale. Con quel ritratto avevi spazzato via ogni retorica e accartocciato pagine di parole che potevano apparire chiacchiere morte. Eravate fratelli che, come potevano si incontravano e ridevano di sé stessi.

Ti ricordo quando giungesti a Mola con la pipa di traverso ed entrasti nella camera ardente di Enzo del Re, entrasti in punta di piedi, entrasti in Silenzio, senza parlare, senza etichetta, come sapevi fare tu, compagno di strada, in rispettoso silenzio sull’uscio della vita di tanti con la tua pipa di traverso.

Arturo Cucciolla, architetto e docente universitario

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