Il prof. Simone, dopo un excursus sull’evoluzione degli esami orali, si sofferma sulle ultime innovazioni introdotte.
di Dino Simone
Maturità 2019. Gli Orali
Dall’anno della mia Maturità (1959) sembra passato un secolo.
Oltre al programma dell’ultimo anno erano richiesti “cenni” sui programmi dei due anni precedenti.

Una settimana dopo lo svolgimento degli scritti (italiano, latino e greco) iniziavano le prove orali, con le materie divise in due gruppi, letterario e scientifico, da sostenere a distanza di una settimana l’una dall’altra.
Non c’era il voto unico, sessanta o cento, ma venivano attribuiti i voti a tutte le materie.
C’era anche la seconda sessione (scritti e orali) per chi non superava la prova di luglio.
Una rivoluzione copernicana avvenne con la legge del 1969: doveva essere una riforma “provvisoria”, che durò invece per circa trent’anni, con lievi modifiche. Per il colloquio si prevedevano due materie, di cui una a scelta del candidato. La commissione era completamente esterna, tranne la presenza di un membro interno.
La formula dell’esame cambiò molto con il Ministro Luigi Berlinguer (1997). Tra le novità c’era una terza prova scritta, predisposta dalla Commissione, la cui composizione era cambiata e il colloquio verteva su tutte le discipline dell’ultimo anno, a partire da una “tesina” preparata dal candidato.
Ha preso il via ieri la prova orale, modificata dalla legge Bussetti. La novità principale: non c’è più la “tesina” (o la “mappa concettuale”), grazie alla quale gli studenti potevano iniziare il colloquio da un argomento scelto proprio da loro, ma si parte con le tre buste, la “lotteria” delle tre buste, come è stato detto. Il candidato dovrà sceglierne una, come nei quiz televisivi.
All’interno delle buste si trovano testi di prosa o di poesia, documenti, articoli di giornali, schemi, ma anche un problema o una fotografia, che offriranno lo spunto per avviare l’esame orale davanti alla Commissione. I candidati dovranno pensare a tutti gli eventuali collegamenti con le varie materie, come se fosse una tesina realizzata al momento. Ecco perché la maggior parte degli studenti, intervistati nei giorni scorsi, ha mostrato di preferire la vecchia tesina che dava loro maggiore sicurezza.
Addio dunque alla tesina, che ormai era diventata un’istituzione! Circolavano su internet tesine già belle e pronte sui più svariati argomenti, ma gli alunni migliori le preparavano personalmente sulla base dei programmi da loro studiati e sotto la guida dei loro docenti.
Ricordo in particolare alcune di queste tesine, dette anche percorsi interdisciplinari, preparate dai miei studenti negli ultimi anni:
- Il mito di Fedra (in Euripide e Seneca) e la sua eredità (Swinburne e D’Annunzio)
Un lavoro serio, personale, sul questo personaggio immortale, in cui si intersecavano greco e latino, italiano (D’Annunzio) e filosofia (Nietzsche), l’arte (contrasto tra apollineo e dionisiaco in Bernini e Canova),e musica (Ildebrando Pizzetti).
- La persuasione
Molto interessante, tra gli altri argomenti, a cominciare dai sofisti, la propaganda dei regimi totalitari (in storia) e in arte A. Warhol, il linguaggio persuasivo della pubblicità.

- La Madre
Il percorso prevedeva in italiano Pirandello (Liolà) e Brecht (Madre coraggio), in latino e greco Medea; per la storia il coraggio delle madri di Plaza de Mayo, in filosofia Freud e, per la Fisica, la Terra come organo vivente

Gli studenti si sono trovati davanti a loro tre buste già predisposte dalla commissione, con all’interno non domande o quiz, ma documenti vari.
L’’avvio del colloquio sarà simile per tutti, legato alla casualità ma con un materiale che comunque potrà far emergere le conoscenze acquisite dagli studenti e la loro capacità di costruire un discorso, a partire da uno spunto. “Una scelta voluta fortemente da me”, ha sottolineato il ministro Bussetti rivendicando l’idea della novità di quest’anno.
La tesina mancherà parecchio agli studenti: la maggioranza degli intervistati nei giorni scorsi avrebbe preferito svolgerla invece di esporre, tramite una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro e una maggioranza ancora più netta avrebbe bocciato in maniera inequivocabile le ormai famose buste dell’orale. Comunque è di buon auspicio che i candidati intervistati stamattina, al termine della prova orale, si sono dichiarati soddisfatti della formula dell’esame: hanno “pescato” argomenti che hanno permesso loro di effettuare un percorso molto interessante, in linea con la loro preparazione.





